Assicurazione sulla casa: un’altra criptotassa per il cittadino

dicembre 12, 2012 3 Comments
By

Prima che Monti annunciasse le sue dimissioni il ministro Clini aveva annunciato la proposta di una assicurazione obbligatoria per la casa per la tutela contro le calamità naturali. “L’assicurazione obbligatoria si rende necessaria per consentire a chiunque viva o lavori nelle aree ad alto rischio idrogeologico di avere la certezza del risarcimento in caso di danni, per ridurre i costi dei premi assicurativi e per non gravare sulle tasche di tutti gli italiani.”

Parole apparentemente condivisibili. Apparentemente. Vediamo perché.

Prima cosa l’obbligatorietà dell’assicurazione pare assurda. Uno dovrebbe scegliere se averla o no. E se il ministro si lamenta del fatto che la gente non abbia assicurazioni per le case è tutto da imputare in primis allo stato. Primo perché tutti i cittadini pagano già una assicurazione obbligatoria contro i disastri naturali, salatissima e senza differenze rispetto alle zone non interessate al dissesto idrogeologico: si chiama tassazione e con quella lo stato provvede(rebbe) alla manutenzione degli argini, alla ricostruzione e al pagamento della Protezione Civile e di tutto l’apparato per la prevenzione, il soccorso e la ricostruzione. E’ quindi una ipocrisia pretendere che la gente paghi per un’altra tassa (se è obbligatoria è una tassa!). A questo punto pretendo che tutti i soldi spesi per ricostruzione o soccorso non vengano più usati dallo stato visto che saranno le assicurazioni ad assicurare i risarcimenti.

Già ma i risarcimenti verranno mai pagati dall’assicurazione se si scopre che la casa è stata costruita in una zona ad alto rischio? E chi ha dato i permessi di costruire se non lo stato? Magari dando contributi o finanziando le imprese edilizie?

Lo stato prima ti permette di costruire dove vuoi, poi non ricostruisce la tua proprietà o non fa prevenzione nonostante il cittadino paghi questi servizi con le proprie tasse o le accise sui carburanti. Poi pretende che i cittadini utilizzino un’assicurazione privata per pagare la ricostruzione ma sappiamo che più del 60% del territorio italiano è a rischio di dissesto idrogeologico. Quindi quale sarà il prossimo passo, obbligare le assicurazioni a pagare comunque, anche se in zone ad alto rischio? Perché è quello che ha sempre fatto lo stato: livellare il territorio, rendere tutto uguale, tutte le regioni hanno diritto alla costruzione delle case, l’importante è che paghino l’IMU.

Inoltre lo stato avrà tutto da guadagnarci e il cittadino come al solito tutto da perderci da questa cosa: infatti dovete sapere che le assicurazioni vengono tassate dallo stato. Ogni volta che firmate per una assicurazione (per l’auto o sanitaria o furto ecc.) lo stato tassa la compagnia assicurativa e di conseguenza voi. Quindi obbligando i cittadini a pagare un’altra assicurazione (dopo quella dell’auto) lo stato riceverà ancor più soldi.

Ma cosa succederebbe in una società senza stato? In una società libertaria i cittadini sarebbero obbligati a pagare una assicurazione sulla casa ma per necessità, non perché un governo lo richieda. In questo mondo le persone sarebbero molto più coscienziose quando si tratta di costruire una casa. Per prima cosa saprebbero di non avere alcun aiuto da parte dello stato per la ricostruzione o la prevenzione. Significa che prima di costruire una persona dovrebbe consultare le mappe sul dissesto idrogeologico prodotte dalle assicurazioni per vedere in quali zone si pagherebbe di più in termini di assicurazioni. L’effetto sarebbe evidente: sempre meno persone costruirebbero in zone ad alto rischio perché le assicurazioni chiederebbero cifre stratosferiche.  I prezzi delle case in queste zone crollerebbero mentre quelle delle zone più sicure salirebbero creando una migrazione interna che di converso diminuirebbe i danni, le vite perse e gli alti costi che sperimentiamo oggi giorno. Inoltre le assicurazioni si rifiuterebbero di assicurare case costruite da ditte edili con record o standard insufficienti o negativi. Questo spingerebbe i costruttori ad utilizzare standard più alti per costruire case più sicure. Questo feedback è il nocciolo del libertarismo, la vera essenza del libero mercato. Ed è positivo perché oggettivamente crea standard più alti e salva vite.

Ma cosa succederebbe per le regioni ad alto rischio come la Liguria o la Campania per esempio? Diventerebbero disabitate?

Non necessariamente. Sappiamo bene che le persone spesso non ragionano con la testa ma col cuore. Ci sarebbero comunque milioni di persone che preferirebbero continuare a vivere in certe parti di Italia ad alto rischio. E come farebbero a pagare gli alti costi delle assicurazioni?

Molti paesi o comunità adotterebbero una assicurazione comunitaria. Ovvero i propietari delle case di certe zone ad alto rischio si metterebbero d’accordo per pagare una assicurazione di gruppo. Alcune comunità potrebbero adottare un pagamento volontario altre prevederebbero la richiesta di pagamento a tutti i nuovi membri che vogliono entrare a far parte della comunità. Contratto condominiale insomma. Ma il costo dell’assicurazione sarebbe comunque basso perché: 1) “spalmato” su tutta la comunità, 2) soccorsi e pagamenti gestiti da privati e non dal pubblico che è intrinsecamente inefficiente, 3) non esisterebbero tassazione o tassazione sulle assicurazioni, il ché renderebbe i costi assicurativi più bassi.

Inoltre ci sarebbe un altro effetto: per evitare che il valore delle proprie case crolli in certe zone a rischio, le comunità investirebbero ingenti somme nella prevenzione del dissesto idrogeologico di modo tale che le valutazioni delle assicurazioni diventino positive. Questo renderebbe i cittadini di una comunità molto più responsabili nei confronti del proprio territorio.

Insomma un mondo senza stato renderebbe paradossalmente il mondo più sicuro e più efficiente.

Tags: , , , ,

3 Comments » 3 Responses to Assicurazione sulla casa: un’altra criptotassa per il cittadino

  1. ercolinux on dicembre 12, 2012 at 08:39

    Non dimentichiamoci un’altra cosa fino agli anni 50 dello scorso secolo l’Italia era popolata in tutte le zone proprio come oggi, ma i disastri idrogeologici erano molto meno frequenti, perché la gente sapeva dove e come costruire per esperienza, evitando, come mi è capitato di vedere, case costruite negli alvi dei fiumi o sotto colline friabili. I fiumi e i canali venivano tenuti puliti perché ne andava della propria sicurezza e perché la ghiaia e il legname raccolti generavano ricchezza, le colline venivano lavorate in modo che le acque fluissero secondo le vie naturali, ogni piccolo comune aveva persone pagate dalla comunità per tenere sgombre le vie d’acqua nelle parti comuni e i proprietari dei fondi erano responsabili dei canali che servivano i loro appezzamenti.
    Ora le imposizioni statali non consentono più queste cose: pulire i fiumi è diventato impossibile (se non addirittura reato), la terra deve essere lavorata per produrre al massimo senza rispettare certe regole di buon senso, le case vengono lasciate costruire, come hai giustamente fatto notare, per permettere di incassare più soldi (e poi vediamo nelle città migliaia di alloggi e case vuote da anni).

  2. […] Assicurazione sulla casa: un’altra criptotassa per il cittadino […]

    [WORDPRESS HASHCASH] The comment’s server IP (64.156.192.111) doesn’t match the comment’s URL host IP (64.156.192.112) and so is spam.

  3. Fabrizio on dicembre 21, 2012 at 09:57

    Ennesima tassazione celata. Ma arriveremo al break even molto presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.