Il possesso di armi in una società libertaria

dicembre 18, 2012 34 Comments
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ak47dOK, questo è un post difficile da scrivere, visto ciò che è successo, e ho pensato molto perfino prima di mettermi davanti alla tastiera. Quindi spero che apprezziate il coraggio di affrontare queste tematiche a caldo col rischio di ritrovarci il blog pieno di messaggi indignati. Ma è doveroso visto che parliamo di libertarismo e mi pare sia giusto far capire il nostro punto di vista a gente che pensa che ogni mattina ci alziamo e ci vestiamo stile Rambo o che ci vengano gli orgasmi a guardare le scene macabre di Full Metal Jacket.

Parliamo del controllo statale delle armi da fuoco.

Prima cosa sgombriamo il campo dagli stereotipi: essere libertario non significa per forza di cosa amare le armi, possederle o addirittura promuoverne il loro uso. Siamo persone come tutte le altre, anzi la nostra filosofia esige la non violenza se non per difesa personale. Personalmente non amo le armi (se non nei videogiochi), non mi piacciono i libertari che si fotografano con le armi in pugno e se vivessi in una ipotetica società libertaria non l’acquisterei neppure. Perché non ce ne sarebbe bisogno, e poi vi spiegherò perché.

Ci sono vari argomenti a favore del divieto alla vendita di armi e ne farò una breve lista di seguito:

1) psicopatici e criminali avrebbero meno possibilità di accesso alle armi.

2) più è potente l’arma (o veloce nello sparo o ricarica) più aumenta la probabilità di aumentare il numero di morti o feriti.

Coloro che sono contrari invece al bando delle armi dicono che:

1) se ci fossero più persone armate in giro si potrebbero difendere dai psicopatici e criminali.

2) uno psicopatico potrebbe utilizzare qualsiasi arma, anche legale, per uccidere.

3) “Da quando lo stato proibisce l’uso delle droghe, le droghe sono scomparse vero?” Questo è forse l’argomento più forte: il mercato nero delle armi diventerebbe un mostro di proporzioni inimmaginabili e alimenterebbe le bande criminali. In US c’è domanda di armi e questa domanda deve essere soddisfatta in un modo o nell’altro, legale o illegale e non c’è nessuno stato che possa fermare questa esigenza.

Io credo che ci siano buoni e cattivi argomenti da ambedue le parti.

Il problema è che viviamo in un mondo misto: né completamente socialista né completamente libertario. Quindi gli argomenti degli uni o degli altri non funzionano in questo mondo reale. Per chi vuole il bando delle armi solo uno stato totalitario potrebbe assicurare il bando effettivo delle armi. Per chi vuole la libera circolazione delle armi solo una società libertaria potrebbe funzionare.

Ora spiegherò come potrebbero funzionare il commercio e il possesso di armi in una ipotetica società libertaria, l’unica in cui forse la criminalità potrebbe ridursi in maniera drastica.

Il punto principale è che la difesa è un servizio e come tale può essere commerciabile, scambiabile e sottoposta al libero mercato. La gente comune pensa che la difesa sia prerogativa del monopolista più forte di tutti: lo stato o nel caso in cui non ci sia questo la mafia locale. Ma questa è una illusione perché siamo nati in questo mondo di monopolisti e siamo costretti a sperimentare solo questa realtà. Come sappiamo il monopolio crea distorsioni nel mercato, annulla o stravolge l’obiettivo ultimo del servizio e fa levitare i prezzi. In poche parole lo stato è intrinsicamente incapace di creare difesa, crea lobby armaiole e avidi capitalisti amici dei governi, aumenta il costo della difesa e paradossalmente crea criminalità.

In una ipotetica società libertaria ci sarebbero due protagonisti principali: le agenzie assicurative e le agenzie di difesa in stretta collaborazione fra loro. Le prime si occuperebbero dei premi di assicurazione e dei risarcimenti mentre le seconde si occuperebbero della protezione direttamente o per conto delle assicurazioni stesse.

Un’assicurazione prima di far firmare un contratto con un individuo che possiede un’arma si vuole assicurare che la persona sia mentalmente stabile, che abbia un profilo ideologico non estremista e che l’arma sia efficace per la difesa ma non per l’offesa. In poche parole l ‘assicurazione potrebbe rifiutarsi di assicurare un portatore di AK-47 perché l’arma è eccessiva per la difesa personale e se in mani sbagliate potrebbe creare una strage. Perché? Perché ci sarebbe un feedback negativo nel caso di una strage: l’assicurazione dell’omicida dovrebbe pagare i danni alle famiglie delle persone uccise (arrivando alla bancarotta) e se è di maglia larga la gente potrebbe decidere di non comprare più le assicurazioni da questa compagnia.

Inoltre alcune comunità libertarie potrebbero mettersi d’accordo per avere un bando totale delle armi all’interno del loro territorio ingaggiando una agenzia di protezione privata (costi divisi tra gli individui e clausola di contratto che impone il disarmo della comunità; in poche parole insieme alla bolletta del gas e dell’acqua paghi anche la sicurezza). Perché non è detto che in una società libertaria i libertari vogliano andare in giro armati. Non è mai stato così neppure quando lo stato non esisteva: nella storia ci sono sempre degli specialisti della difesa che vengono utilizzati dal resto della comunità per i loro servizi (un po’ come le formiche soldato nei formicai). Nella mia comunità libertaria ideale non vorrei vedere le persone andare in giro armare; io infatti opterei per vivere in una comunità che mi assicuri una buona sicurezza ad un buon prezzo ma senza dovermi preoccupare di guardare continuamente se la vecchietta in fila alle poste ha un revolver sotto la gonna!

In un mondo del genere il possesso di armi pesanti sarebbe limitato e la difesa delle comunità più efficiente. Questa società salvaguarderebbe il diritto personale al possesso delle armi ma allo stesso tempo limiterebbe le stragi facendo contento chi ne vorrebbe il bando.

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34 Comments » 34 Responses to Il possesso di armi in una società libertaria

  1. Stefano on dicembre 18, 2012 at 09:36

    Personalmente non amo le armi da fuoco, tuttavia non negherei mai il diritto di portarne per difesa personale. A meno che l’individuo, nell’ipotetica società libertaria, non rinunci egli stesso al diritto di portarne in favore dell’utilizzo di un’impresa di protezione privata (come oggi con lo Stato, senza ovviamente la coercizione legislativa statale).

    Cmq complimenti ottimo post!

  2. Leonardo on dicembre 18, 2012 at 15:52

    Sì, ma anche in una democrazia liberale il concetto fondamentale che sta alla base della società è che ciò che è proibito all’individuo non può essere permesso allo stato ( e questo è il concetto che ha ispirato il secondo emendamento della costituzione americana). In spirito pragmatico mi accontenterei di quello (non vorrei vivere in una società in cui gli unici ad avere il permesso di girare armati sono i poliziotti).

  3. Antonello Barmina on dicembre 18, 2012 at 17:08

    Complimenti per il coraggio e per l’equilibrio con cui sono state esposte le ragioni.

  4. Antonello Barmina on dicembre 18, 2012 at 17:14

    Stragi come quelle che accadono periodicamente negli Stati Uniti sono dovute proprio alla facilità con cui circolano le armi da fuoco e all’ossessione securitaria che pervade la società americana. E aspettando che si realizzi il sogno libertario di una società senza stato, sarà il caso che lo stato stesso provveda a limitare, se non ad inibire, l’uso delle armi da parte dei privati cittadini.

  5. Fabristol on dicembre 19, 2012 at 00:32

    Per Stefano e Antonello

    Grazie! 😉

    PEr Antonello in particolare: io credo che le ragioni siano da individuare nella cultura americana più che nel facile accesso. In Svizzera, Finlandia e Norvegia le armi sono diffusissime ma le stragi sono inesistenti (a parte Brievik ma quello è un altro discorso).
    “E aspettando che si realizzi il sogno libertario di una società senza stato, sarà il caso che lo stato stesso provveda a limitare, se non ad inibire, l’uso delle armi da parte dei privati cittadini.”

    Ma se è una scoeità senza stato come fa esserci uno stato che provveda a limitare?!?
    Forse il mio suggerimento sulle assicurazioni privati o sulle comunità che decidono le regole di entrata non sarebbe sufficiente e più facile?

  6. Fabristol on dicembre 19, 2012 at 00:34

    Per Leonardo

    “non vorrei vivere in una società in cui gli unici ad avere il permesso di girare armati sono i poliziotti”

    Questa è la mia paura più grande infatti: il monopolio della difesa nelle mani del governo mi fa venire i brividi ogni giorno. Infatti è 8 volte più probabile essere uccisi da un poliziotto in USA che da un terrorista.

  7. Leonardo on dicembre 19, 2012 at 04:06

    Appunto. Preferisco mille volte la donnina col pugno di ferro e il bazooka sotto la gonna allo sceriffo.

  8. cachorroquente on dicembre 19, 2012 at 20:05

    Può esistere una società senza monopolio statale della violenza? Sarebbe irrazionare negarlo a priori.

    Il monopoolio statale della violenza, come fenomeno storico, è stato deleterio? Ha causato più male che bene? Non credo, o quanto meno penso che non possa essere dato per scontato.

  9. Antonello Barmina on dicembre 19, 2012 at 20:45

    Per Fabristol
    In effetti io parlavo di ossessione securitaria proprio con riferimento ad una questione culturale.

  10. Fabristol on dicembre 19, 2012 at 23:13

    per Cachorro

    “Il monopoolio statale della violenza, come fenomeno storico, è stato deleterio? Ha causato più male che bene? Non credo, o quanto meno penso che non possa essere dato per scontato.”

    Le guerre chi le fa Cachorro?

  11. Luca on dicembre 19, 2012 at 23:36

    @cachorro e lo sviluppo di armi costosissime e devastanti come la bomba atomica? se estorci tonnellate di denaro puoi giocare quanto vuoi

  12. Fabrizio on dicembre 20, 2012 at 17:06

    Fabristol,
    sono pienamente in sintonia con il post.
    Ciao

  13. cachorroquente on dicembre 21, 2012 at 12:51

    Qua stiamo confondendo molti piani diversi, militari con polizia tanto per cominciare. La realtà con cui dobbiamo confrontarci è che c’è stato un processo storico ben preciso per cui dalla soluzione dei conflitti privati a carico delle parti in causa si è passati a un monopolio statale del giudizio e dell’eventuale utilizzo della violenza, con la formazione di corpi di polizia. Questo processo si è associato a una netta riduzione della violenza (trend che continua tutt’ora). Sono il primo a evitare di confondere post hoc con propter hoc, ma mi pare che l’onere della prova spetti a chi ritiene che l’effetto complessivo del monopolio della violenza (cioè la somma di conseguenze vantaggiose e svantaggiose) sia stato di segno negativo.

    Ma anche se parliamo di forze militari e non di polizie, sottolineo che le conseguenze più devastanti da un punto di vista demografico della storia europea sono state quelle dei conflitti del 15° e 16° secolo, in buona parte a carico di milizie mercenarie.

  14. Luigi on dicembre 22, 2012 at 19:47

    Mi piace aggiungere qui la citazione di un pensatore molto caro alla sinistra che moraleggia sul diritto a possedere armi, parlando di oggetti intrinsecamente pericolosi.
    “Falsa idea di utilità è quella che sacrifica mille vantaggi reali per un inconveniente o immaginario o di poca conseguenza, che toglierebbe agli uomini il fuoco perché incendia e l’acqua perché annega, che non ripara ai mali che col distruggere. Le leggi che proibiscono di portare armi sono leggi di tal natura; esse non disarmano che i non inclinati né determinati ai delitti, mentre coloro che hanno il coraggio di poter violare le leggi più sacre della umanità e le più importanti del codice, come rispetteranno le minori e le puramente arbitrarie, e delle quali tanto facili ed impuni debbon essere le contravvenzioni, e l’esecuzione esatta delle quali toglie la libertà personale, carissima all’uomo, carissima all’illuminato legislatore, e sottopone gl’innocenti a tutte le vessazioni dovute ai rei? Queste peggiorano la condizione degli assaliti, migliorando quella degli assalitori, non iscemano gli omicidii, ma gli accrescono, perché è maggiore la confidenza nell’assalire i disarmati che gli armati. Queste si chiamano leggi non prevenitrici ma paurose dei delitti, che nascono dalla tumultuosa impressione di alcuni fatti particolari, non dalla ragionata meditazione degl’inconvenienti ed avantaggi di un decreto universale'”
    Chi lo ha detto? oh, nessuno di cui valga la pena soppesare le parole, solo un tal Beccaria.

  15. Antonello Barmina on dicembre 22, 2012 at 19:59

    Mi pare che Luigi, citando Beccaria, che credo possa essere caro anche agli uomini non di sinistra, concordi con me e con Fabristol sul fatto che la questione sia prima di tutto culturale e poi normativa

  16. Libertà on dicembre 24, 2012 at 12:43

    Non tutti i possessori e amanti di armi sono psicopatici,ma tutti gli psicopatici(che non significa criminali x forza di cose,come viene fatto intendere in maniera ignorante qua) hanno e amano le armi.Comunque,in gene tutti i militari,i banchieri,molti politicanti e industriali e grossi capitalisti rientrano nella definizione dello psicopatico:ovvero colui che per il potere,il profitto o altro è diposto a tutto,anche a passare(sfruttamento,truffa o crimine) sopra gli altri.Se ci si pensa bene,molti economisti della scuola di Chicago che per realizzare le loro idee hanno sostenuto e partecipato al regime di Pinochet,rientrano nella definizione di psicopatici,ovvero egoisti(nel senso negativo)interessati solo ai loro interessi a scapito di quelli altrui.Per la verità,la stessa Ayn Rand propone nelle sue tesi,molte teorie psicopatiche,il successo ad ogni costo,la violenza necessaria per i propri scopi,senza dimenticare il suo imperialismo(credeva nella guerra umanitaria,neklla guerra giusta contro i nemici della democrazia come i vari Bush Obama e come viene ricordato dal propagandista fallaciano e imperialista Stefano Magni)e il fanatico militarismo.Inoltre la Rand disse che lei condivideva dell’Urss,non i fini deprecabili per essa(altruismo,solidarietà,libertà completa,temi nemici di una visione psicopatica della società)ma i metodi violenti(i gulag,l’eliminazione dei “nemici”)che essa portava.Quindi ai libertari consiglio,meno Ayn Rand e fanatismo padronale/totalitario/corporativo e veramente parassitario/vampiresco e più Thoreau,Tucker,Ron Paul,Rockwell,Mises,Molinari e Locke.

  17. Ivan on dicembre 24, 2012 at 13:49

    Non voglio trovarmi a dover usare un arma contro una persona. Delego volentieri questa attivita’ allo stato. Chiedo anche che venga limitato e regolamentato l uso delle armi e delego volentieri questo allo stato. Dogmatimi o integralismi ideologici non possono essere applicati ovunque se non come esercizio teorico. Mi reputo un liberale e come tale non accetto di vivere sotto la costante minaccia di un arma.

  18. Fabristol on dicembre 24, 2012 at 14:11

    “Mi reputo un liberale e come tale non accetto di vivere sotto la costante minaccia di un arma.”

    Sei sotto la costante minaccia delle armi, dalla mattina alla sera, ogni giorno della tua vita fino alla morte. Morte che forse ti verrà data da quelle armi: e lo Stato le detiene tutte. Vedi un po’ te.

    La delega come ho spiegato nel post è sicuramente il sistema più sicuro, civile e libertario ma la delega la si può dare ai privati per esempio ad un costo minore e con risultati migliori.

  19. Luigi on dicembre 24, 2012 at 17:01

    Caro/a Libertà, se tu avessi realmente letto e compreso Thoreau,Tucker,Ron Paul,Rockwell,Mises,Molinari e Locke, penso che non ti saresti sbilanciato nel parlare di “psicopatici” riferendoti non a singole persone, in casi specifici, ma categorizzando come psicopatiche intere categorie professionali.
    Lasciamo perdere la definizione azzardata di psicopatico come “colui che per il potere,il profitto o altro è diposto a tutto,anche a passare(sfruttamento,truffa o crimine) sopra gli altri”. Il punto è che anche se tale definizione fosse corretta, e non lo è, un uso politico della malattia psichica, che io mi ricordi, è di pertinenza unicamente dei peggiori regimi totalitari, che da sempre hanno tentato di tacitare gli oppositori spacciandoli per folli.
    Credo che per definirti libertario tu debba rivedere alcune delle tue posizioni.

  20. Antonello Barmina on dicembre 24, 2012 at 17:13

    La malattia mentale esiste a prescindere dagli stati totalitari.
    Gli eserciti e la polizia sono connaturati all’esistenza stessa dello stato.
    Personalmente ritengo che chi indossa un’uniforme si dispone ad accettare e a praticare la violenza. Una persona pacifica non usa le armi.

  21. Ivan on dicembre 24, 2012 at 18:41

    Non mi sento affatto minacciato dalle armi in Italia, non posso dire lo stesso quando sono stato negli USA. La prima cona che mi hanno spiegato è stato, se fermato dalla polizia, di non fare movimenti strani. D’altra parte la polizia americana vive sotto la continua minaccia di armi da fuoco, anche automatiche, è comprensibile che al minimo dubbio facciano fuoco. Lo stesso non si puo’ dire certamente della polizia in Italia, al limite ti menano…

  22. John Locke on dicembre 24, 2012 at 23:12

    La Malattia mentale esiste geneticamente?Eh perchè no,le razze superiori esistono geneticamente?Eh gli asini volano?…Veramente gente che crede nel dogma della malattia mentale e nell’inferiorità degli individui non considerati normali dallo stato,in un sito libertario mi sembra,una pazzia XD…magari volete pure riaprire i tanto amati manicomi o i tanto rimpianti forni,e rivolete il mitico elettroshock,l’omicidio “filantropo” per le vite inutili da esser vissute,e internare i froci,gli zingari,gli sporchi giudei e tutti queste categorie di malati mentali ultimamente fatte entrare nella società sana…peccato che ci finirete anche voi visto che le idee libertarie e anarchiche in generale sono considerate da manicomio …dallo stato e dalla società statalizzata…amanti della psichiatria andatevene a vivere in Corea del Nord o negli stessi USA,dove avrete modo di sfogare le vostre fantasie lavorando nei lager,ops ospedali dell’igiene mentale e statale,eh potrete somministare psicofaramci a volontà a ogni bimbo che vi aggrada,in modo che poi faccia stragi in qualche scuola e dia il pretesto di maggior controllo statale e maggior potere alla casta parassitaria dell’Apa(American psicopatic,ops psichiatric association)a Big Pharma e inventare nuove “malattie”,tra una sniffata e l’atra,da inserire nel DSM…Ecco il migliore slogan che potreste usare:”BIG GOVERNMENT,BIG PHARMA,BIG BROTHER! Oieha,chi si oppone?TSO,TSO,elettroshock!

  23. astrolabio on dicembre 25, 2012 at 15:50
  24. Ivan on dicembre 25, 2012 at 16:15

    Grazie Astrolabio per la dedica, ma cosa dovrei dedurre dall’ articolo segnalato? Mi sembra una normale cronaca sulla fuga/cattura di un criminale.

  25. astrolabio on dicembre 26, 2012 at 00:50

    se i poliziotti si fossero comportati come quelli americani sarebbe andata meglio, oltre alla questione “ma io non ho paura delle armi in italia”

  26. Ivan on dicembre 26, 2012 at 10:31

    Mah, continuo a sentirmi piu’ tranquillo qui che negli Usa. L’esempio che porti e’ un caso limite. Il controllo delle armi va delegato allo stato. Essere liberali significa rispettare il diritto a non dover usare la violenza per far valere le proprie ragioni. Se ti piace sparare puoi sempre andare al poligono o meglio in qualche missione come volontaro, si guadagna bene e ti puoi divertire a fare rambo sotto il fuoco nemico. Pensa sono cosi liberali che mettono le bombe lungo la strada.

  27. astrolabio on dicembre 26, 2012 at 11:52

    ma perché le sparatorie in america non sono un caso limite? considera che gli stati uniti sono un posto grosso come l’europa intiera. Io non sono un fanatico delle armi (non ho capito perché fai questa assunzione, sono anche favorevole alla legalizzazzione delle droghe ma mica mi drogo, a parte red bull e caffè) e ne delegherei l’uso ad esperti tranquillamente, a meno di non vivere in un posto isolato. Delegarle allo stato in monopolio però no, cribbio.

  28. Antonello Barmina on dicembre 26, 2012 at 13:22

    Per Ivan
    Mi pare di non essere il solo non liber-qualcosa che fraquanta questo sito

  29. Dominic on gennaio 12, 2014 at 02:53

    22 anni che detengo armi,ma non posso usarle per difesa personale,mentre poliziotti appena ventenni possono usare armi di ordinanza anche fuori dal servizio per difesa personale.Se questa non è pura follia,allora ditemi voi.La difesa personale dovrebbe essere un diritto naturale: la preda cercherà sempre di uccidere il predatore.Il signor Ivan non capisce un cazzo!

  30. Ivan on gennaio 12, 2014 at 19:30

    Difesa personale da che cosa di grazia? Ma vivi in Italia o in qualche stato africano in guerra civile?
    Preda e predatore???? Ti senti braccato? Qualcuno vuole farti del male?

    Questo non è essere liberali.

  31. Fabristol on gennaio 12, 2014 at 20:03

    “questo non è essere liberali.”

    Infatti è essere libertari. 😉

  32. Dominic on gennaio 22, 2014 at 18:27

    Proprio vero che il signor Ivan ha una latrina al posto del cervello e continua a non capire.Per quale motivo io non posso difendermi (mentre un poliziotto del tutto ignaro di cosa sttia facendo,si,pure fuori servizio!),quando la difesa della propria persona è un diritto naturale come la proprietà?Io non mi sento braccato,ma contornato da idioti come il signor Ivan purtroppo!
    W i libertari!!!

  33. Dominic on gennaio 22, 2014 at 18:43

    “”D’altra parte la polizia americana vive sotto la continua minaccia di armi da fuoco, anche automatiche, è comprensibile che al minimo dubbio facciano fuoco”” (by Ivan)

    E’ proprio idiota!

  34. Dominic on gennaio 22, 2014 at 18:52

    Lo Stato italiano limita il più possibile l’uso delle armi agli incensurati e a chi le detiene regolarmente rispettando le regole in maniera assolutamente capillare,da anni; al contempo organizzazioni criminali ne hanno sempre di più,persino automatiche e da guerra!
    Questo è il grandioso risultato della limitazione attuato solamente verso gli onesti e ligi alle regole.
    La difesa personale è limitata nella maniera più vergognosa nella “repubblica delle banane”,in compenso,l’attacco è largamente riconosciuto ed accettato dalle prefetture che non rilasciano autorizzazione per potersi difendere se non ai soliti raccomandati (sempre solita storia italiana), da parte di criminali di vario genere.
    Grande risultato! Bravi!!!

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