LibertariaNation per Contante Libero

1000_montessoriForse le uniche persone che si rendono conto del vero valore del denaro contante sono i libertari. Il denaro contante, nonostante l’errore nixiano di sganciarlo dall’oro, rimane uno dei pochi strumenti per poter “comprare” (è il caso di dirlo) un po’ di libertà.

Libertà di non essere tracciati quando si compra o si vende, libertà di comprare qualsiasi oggetto senza dover aver paure che qualche funzionario statale possa poi schedarvi se in futuro quell’oggetto o servizio diventi illegale (pensate alla pornografia per esempio), libertà di comperare e scambiarsi beni senza l’onnipresente e costoso uso del POS (pensiamo ai mercati rionali, al coltivatore diretto ecc.), libertà di nascondere (esatto!) denaro dalle grinfie dello Stato che in qualsiasi momento può accedere al vostro conto bancario e prendervi tutto. Passando anche per la libertà di un senzatetto di chiedere l’elemosina.

Tutto questo ai grandi progressisti à la Gabanelli (ne abbiamo scritto anche qua), i ladri delle Agenzie delle Entrate e del governo Monti e le associazioni contro l’uso del contante non interessa.

E’ quindi con grande piacere che aderiamo all’iniziativa capitanata da Paolo Rebuffo (alias Funny King di Rischio Calcolato) per il Contante Libero. Qui i 10 punti del manifesto e qui la pagina per firmare la petizione che in pochi giorni sta crescendo nell’ordine delle migliaia. Finalmente una iniziativa libertaria e di ampio respiro. Viva il contante!

5 comments for “LibertariaNation per Contante Libero

  1. gennaio 8, 2013 at 11:59

    Premesso che trovo molto discutibili i limiti all’utilizzo del contante e quindi sono d’accordo con il nocciolo dell’appello, al punto 7 leggo: “Eliminare o limitare il CONTANTE è contro la natura dell’uomo”.
    Contro la natura dell’uomo? Dai, un po’ di serietà, sembra di leggere un discorso del papa…

  2. Lo Ierofante
    gennaio 8, 2013 at 15:45

    Caro Ivo,
    7- Eliminare o limitare il CONTANTE è contro la natura dell’uomo: otterrai solo un fiorente mercato nero.

    Se si riporta la frase completa, credo che il senso del tutto divenga decisamente chiaro.

    Cordialmente.

  3. gennaio 8, 2013 at 16:39

    Rimane l’obbrobrio di un’espressione insensata e fuori luogo.

  4. gennaio 8, 2013 at 17:42

    “Non si accorgono costoro che in questa maniera vengono a defraudare l’uomo degli effetti del suo lavoro. Giacché il campo dissodato dalla mano e dall’arte del coltivato non è più quello di prima, da silvestre è divenuto fruttifero, da sterile ferace. Questi miglioramenti prendono talmente corpo in quel terreno che la maggior parte di essi ne sono inseparabili. Ora, che giustizia sarebbe questa, che un altro il quale non ha lavorato subentrasse a goderne i frutti? Come l’effetto appartiene alla sua causa, così il frutto del lavoro deve appartenere a chi lavora. A ragione pertanto il genere umano, senza affatto curarsi dei pochi contraddittori e con l’occhio fisso alla legge di natura, trova in questa legge medesima il fondamento della divisione dei beni; e riconoscendo che la proprietà privata è sommamente consona alla natura dell’uomo e alla pacifica convivenza sociale, l’ha solennemente sancita mediante la pratica di tutti i secoli.”
    Dall’Enciclica Rerum Novarum (8) di Papa Leone XIII (15/5/1891).

  5. Lo Ierofante
    gennaio 8, 2013 at 19:50

    Io sinceramente non ci vedo alcun obbrobrio, insensatezza o fuori luogo.
    Comunque, in libertà è permesso avere opinioni diverse.

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