Simbologia libertaria – Prima parte

gennaio 10, 2013 1 Comment
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Da quando abbiamo aperto il nostro negozio ufficiale più volte ci è stato chiesto il significato di alcuni simboli che abbiamo inserito come design. Ne approfittiamo per proporvi questo piccola enciclopedia divisa in due parti sulla simbologia libertaria. Conoscere i propri simboli e i loro significati aiuta anche a capire meglio in cosa consista la filosofia libertaria. Buona lettura!

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Non esistendo una vera e propria scuola dogmatica del libertarismo la simbologia di quest’ultimo non ha mai avuto alcun simbolo ufficiale. Ciò significa che i libertari utilizzano i più svariati simboli per rappresentare se stessi o le proprie scuole di pensiero. Negli anni tuttavia alcuni simboli hanno prevalso più di altri.

E’ il caso del Serpente di Gadsden. Christopher Gadsden fu un generale americano che durante la guerra d’indipendenza utilizzò per primo la bandiera con il serpente a sonagli su sfondo giallo con la scritta “Dont tread on me”, ovvero “Non calpestarmi”. Di fatto la bandiera di Gadsden fu una delle prime bandiere dei neonati Stati Uniti d’America. Ma ahimé, la bandiera fu subito soppiantata da quella a stelle e strisce e il serpente a sonagli dall’aquila. Si passò quindi da un animale in atteggiamento difensivo ad uno in atteggiamento aggressivo e dalle reminiscenze imperiali. Da quel momento in poi la bandiera di Gadsden si perse nella storia e ritornò di nuovo come simbolo del movimento libertario più di cento anni dopo. Ad oggi è sicuramente il simbolo più utilizzato dai gruppi libertari per il suo significato simbolico di non aggressione del vivi e lascia vivere.

Più avanti a partire dagli anni 30 in poi il simbolo del dollaro fa la sua prima comparsa sul petto di una fiera e cocciuta donna americana di origine russo-ebraica: Ayn Rand. Il simbolo del dollaro viene utilizzato come simbolo del capitalismo, soprattutto nel dopoguerra nel periodo della Guerra Fredda per opporsi alla falce e martello del blocco socialista. Rimase per più di 50 anni il simbolo degli oggettivisti. La variante di questo simbolo più utilizzata è quella definita Libertatis Æquilibritas, l’equilibrio della libertà, che combina tre simboli: la A cerchiata dell’anarchismo, il dollaro e il Yin e Yang del taoismo. Nello specifico il cerchio in cui è racchiuso il simbolo del dollaro vuole rappresentare l’anarchia, ovvero la mancanza di governo, il dollaro il capitalismo o il libero scambio e il Yin Yang l’equilibrio tra le forze nel libero mercato.

Per differenziarsi dagli anarco-collettivisti di ispirazione socialista gli anarco-capitalisti (con cui condividono il concetto di anarchia) decisero di adottare la bandiera anarchica per metà nera ma sostituirono il rosso col giallo per simboleggiare il colore dell’oro, che i libertari considerano come unico standard per la monetà (o forse più semplicemente per riallacciarsi alla bandiera di Gadsden). Il nero infatti è sempre stato il colore del movimento anarchico ma era indispensabile specificare che si trattava di anarchia individualista, non collettivista. La bandiera fu per la prima volta sventolata da Robert LeFevre nel 1963. Ci sono poi infinite varianti della bandiera nero-gialla libertaria: col simbolo del dollaro, col serpente di Gadsden, con il H+ dei transumanisti libertari ecc. In principio chiunque può aggiungere qualsiasi simbolo sul campo giallo per specificare una qualche corrente o caratteristica peculiare.

Forse il simbolo libertario più particolare e meno usato, ma non per questo meno affascinante è l’ama-gi. Un simbolo originariamente preso dalla scrittura cuneiforme sumera che esprime il concetto di libertà. Letteralmente significa “ritorno alla madre”, nel senso di liberazione dalla schiavitù. Viene considerato come il primo simbolo nella storia umana che esprime il concetto di libertà. Fu adottato dall’Hayek Society della London School of Economics per il proprio periodico, il cui nome è appunto Ama-gi. Il simbolo è utilizzato anche dall’Istituto Politico para la libertad peruviano.

continua…

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1 Comment » One Response to Simbologia libertaria – Prima parte

  1. Luca on gennaio 11, 2013 at 09:42

    l’ama-gi (si legge “ghi” o “gi”?) è indubbiamente fighissimo 🙂

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