The rational optimist

gennaio 14, 2013 No Comments
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‘We see in almost every part of the annals of mankind how the industry of individuals, struggling up against wars, taxes, famines, conflagrations, mischievous prohibitions, and more mischievous protections, creates faster than governments can squander, and repairs whatever invaders can destroy.’
‘ Possiamo vedere ovunque negli annali dell’umanità come l’operosità degli individui, lottando contro guerre, tasse, carestie, scontri, dannosi divieti e ancor più dannose tutele, crei più velocemente di quanto i goveni possano dilapidare, e ricostruisca qualunque cosa degli invasori possano distruggere.’
Lord Macaulay

La recente lettura di “Le origini della virtù. Gli istinti umani e l’evoluzione della cooperazione”, di Matt Ridley non poteva che stimolare la lettura di “The Rational Optimist: How Prosperity Evolves”, pubblicato nel 2010, e sua ultima opera divulgativa.
Non si può dire che non sia una piacevole conferma. Continua, Ridley, a proporre una sintesi tra la biologia evoluzionistica e il pensiero di Hayek come strumento intellettuale capace di interpretare la struttura e l’evoluzione della società umana. Importante, in questo libro, oltre alla piacevole panoramica narrativa che descrive l’evoluzione della società umana sin dai primordi, accompagnandola con la puntuale descrizione di quelli che, per Ridley, sono stati i principali turning points di questo processo è ciò che viene chiarito nell’ultimo capitolo, il cui titolo è assolutamente autoesplicativo: “The catallaxy: rational optimism about 2100”.
La catallassi, la genesi spontanea dell’ordine sociale che deriva dal continuo e libero scambio di merci e idee, è per Ridley il fenomeno che permette di spiegare e interpretare sia il successo della nostra specie nello struggle for survival che l’ottimismo razionale che il nostro autore rivendica come visione necessaria del futuro.
Ebbene, contrariamente a quel che potrebbe sembrare, l’idea di Ridley non è la solita descrizione delle magnifiche sorti e progressive e non è un cieco atto di fede.
Basta leggere le seguenti righe per capirlo:“This catallaxy will not go smoothly, or without resistance. Natural and unnatural disasters will still happen. Governments will bail out big corporations and big bureaucracies, hand them special favours such as subsidies or carbon rations and regulate them in such a way as to create barriers to entry, slowing down creative destruction. Chiefs, priests, thieves, financiers, consultants and others will appear on all sides, feeding off the surplus generated by exchange and specialisation, diverting the life-blood of the catallaxy into their own reactionary lives. It happened in the past. Empires bought stability at the price of creating a parasitic court; monotheistic religions bought social cohesion at the price of a parasitic priestly class; nationalism
bought power at the expense of a parasitic military; socialism bought equality at the price of a parasitic bureaucracy; capitalism bought efficiency at the price of parasitic financiers. The online world will attract parasites too: from regulators and cyber-criminals to hackers and plagiarists. Some of them may temporarily throttle their generous hosts. It is just possible that the predators and parasites will actually win altogether, or rather that ambitious ideological busybodies will succeed in shutting down the catallaxy and crashing the world back into pre-industrial poverty some time during the coming century. There is even a new reason for such pessimism: the integrated nature of the world means that it may soon be possible to capture the entire world on behalf of a foolish idea, where before you could only capture a country, or perhaps if you were lucky an empire. (The great religions all needed empires within which to flourish and become powerful: Buddhism within the Mauryan and Chinese, Christianity within the Roman, Islam within the Arab.)” [1]

La tesi che Ridley sviluppa, lungo tutto il percorso del libro, che ripercorre in senso ascendente, sia da un punto di vista storico che evoluzionistico, il percorso che ha portato l’uomo al suo attuale ruolo di specie dominante del pianeta, è una tesi limpida e lineare.
Dice Ridley:“I have tried to show that, just as sex made biological evolution cumulative, so exchange made cultural evolution cumulative and intelligence collective, and that there is therefore an inexorable tide in the affairs of men and women discernible beneath the chaos of their actions.”.
Per molti sembra inconcepibile che dei fenomeni sociali non pre-programmati e pianificati possano portare alla genesi di strutture sociali complesse ed efficienti, capaci di permettere alla specie umana di affrontare e superare le sfide poste dalla natura.
E’ curioso, perché la stessa obiezione, portata all’evoluzione biologica viene respinta dalla maggioranza di queste persone come sintomo di una mentalità e di una cultura arretrate. L’intelligent design, la necessità di vedere un agente razionale e consapevole dietro all’evoluzione biologica è, ragionevolmente, rigettata come antiscientifica e retrograda. Non si sente alcun imbarazzo a pretendere che la società, invece, non possa che esistere e funzionare solo se l’occhio severo del pianificatore statale interviene per correggere i “fallimenti” del mercato.

[1] Traduzione

“La catallassi non procederà senza intoppi, o senza resistenze. Di disastri, naturali o meno, ne accadranno ancora. Ci saranno governi che salveranno grandi corporations e enormi apparati burocratici, concedendogli favoritismi e quote d’emissione d’anidride carbonica e imponendo leggi che creino barriere all’entrata, rallentando la distruzione creatrice. Capi, sacerdoti, ladri, finanzieri, consulenti appariranno ovunque, nutrendosi del surplus generato dal libero scambio e dalla specializzazione ( del lavoro, NdT), drenando energia dalla catallassi alle loro vite reazionarie. E’ già accaduto in passato. Imperi hanno acquistato stabilità creando una corte di parassiti; le religioni monoteiste hanno ottenuto coesione sociale con il sorgere di una casta parassitaria di sacerdoti; il nazionalismo ha acquisito potere tramite una forza militare parassitaria; il socialismo ha ottenuto eguaglianza al prezzo di una burocrazia parassitaria; il capitalismo ha acquistato efficienza per mezzo di una finanza parassitaria. anche il mondo della rete attrae parassiti: dai legislatori ai cyber-criminali fino agli hacker e ai plagiatori. Alcuni di loro potranno anche temporaneamente strozzare i loro generosi ospiti. E’ persino possibile che predatori e parassiti possano, uniti, vincere, o, piuttosto, che ambiziosi arruffoni ideologici riescano a spegnere la catallassi spingendo il mondo indietro a una povertà pre-industriale, nel prossimo secolo.”

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