Intervista a Carlo Stagnaro su Fermare il Declino

gennaio 16, 2013 13 Comments
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È indubbio che Fermare il Declino (FiD) stia facendo parlare anche all’interno dell’area libertaria. Abbiamo chiesto quindi a Carlo Stagnaro, tra le altre cose direttore ricerche e studi dell’IBL e uno dei nove promotori originari di FiD, di rispondere a qualche domanda per delineare meglio il soggetto in questione. Molto gentilmente Carlo Stagnaro ha risposto e di seguito trovate l’intervista.

– libertariaNation è un sito libertario e i suoi autori premerebbero il famoso pulsante di Rothbard per far sparire lo stato. Tuttavia siamo molto pragmatici e volenterosi e non viviamo in nessuna torre d’avorio. Perché dei libertari come noi dovrebbero votare FiD?
Per almeno due ragioni. La prima è che, presumibilmente, presumo i libertari non siano contrari a nessuna misura in particolare, tra quelle proposte da Fare per Fermare il declino. Possono forse ritenere l’approccio troppo tiepido, ma dubito che pensino si tratti, in generale, di provvedimenti sbagliati. Quindi i libertari non hanno particolari ragioni per votare contro (o per non votare, che è lo stesso). Secondariamente, un libertario è invece contrario a quasi tutto quello che sta scritto nei programmi di tutti gli altri partiti. Ne segue che, dal punto di vista di un libertario, avere una pattuglia di Fermare il declino è meglio che non averla; e la presenza di parlamentari di Fermare il declino implica che la voce di chi chiede meno spesa pubblica, meno tasse e meno regolamentazione avrà diritto di tribuna nella discussione parlamentare. Di fronte a questa prospettiva un libertario può anche essere scettico, ma per quanto sia scettico al massimo può pensare che avere una rappresentanza di Fermare il declino sia inutile, non dannoso. Quindi il beneficio atteso è probabilmente positivo, e nella peggiore delle ipotesi nullo. Il costo di andare a votare Fermare il declino è circa zero: quindi, perché no?

– I vostri dieci punti in linea di massima sono quasi tutti condivisibili. Sono sì soft dal nostro punto di vista, ma in uno stato italiano nel quale manca la minima cultura liberale e nel quale l’egemonia socialista di destra e sinistra non accenna a essere scalfita, possono essere considerati già rivoluzionari. Tuttavia, pensate davvero che degli eventuali eletti di FiD possano fare qualcosa e avere qualche peso a Roma?
La rappresentanza parlamentare di Fermare il Declino in Parlamento potrà svolgere due funzioni fondamentali. La prima è quella di gridare “il re è nudo” ogni volta che sia necessario. Negli ultimi anni governi e parlamenti hanno votato le leggi più incredibili nel silenzio generale, salvo poi stracciarsi le vesti quando era troppo tardi. L’impegno di Fermare il declino è di fare ogni cosa che sia in nostro potere per segnalare, in tempo reale, eventuali abusi contro la libertà individuale, allo scopo di accendere l’attenzione pubblica su di essi e, se possibile, scongiurarli. Secondariamente, il lavoro parlamentare non è fatto solo di votazioni assembleari, ma anche e soprattutto di confronto nelle Commissioni parlamentari. In quella sede, un numero limitato di individui determinati e competenti può fare la differenza, contribuendo a migliorare – o a rendere meno dannosi – i provvedimenti che vengono discussi. La potenzialità di incidere su quel tipo di processo è enorme.

– Perché avete cercato alleanze con il tassatore illiberale Monti e il crony capitalist Montezemolo? Non escludete in futuro eventuali alleanze con i due personaggi e i rispettivi movimenti?
Abbiamo sempre detto che saremmo stati disposti ad allearci con chiunque, sulla base di un impegno credibile a sottoscrivere il nostro programma. Inizialmente il movimento di Montezemolo aveva fatto proprie le nostre richieste, e questo non poteva lasciarci indifferenti. In seguito, però, la realpolitik ha prevalso sulla spinta ideale e Italia Futura ha ritenuto che la firma di Bonanni e Olivero sul proprio manifesto valesse più della menzione esplicita di privatizzazioni e tagli di spesa. Noi la pensavamo diversamente e le nostre strade si sono divise. Per quel che riguarda Monti, al suo annuncio che avrebbe presentato un’ “agenda” ci siamo limitati a mettergli la nostra a disposizione: ma, anche in questo caso, il richiamo del compromesso ha avuto la meglio. Fermare il declino non è qui per fare compromessi.

– Quando Oscar Giannino dice che non siete “liberisti radicali” ma che volete “pensare alle donne e ai giovani” intendete quote rosa e incentivi per i giovani? Come si fa a ridurre la spesa pubblica e le tasse se lo stato è al collasso e si vogliono mettere ammortizzatori sociali e quote rosa (quote che producono inefficienza in quanto ennesima coercizione politica alla libera impresa)?
Intende dire che, nel programma di Fermare il declino, non c’è la distruzione del welfare state, ma un suo ripensamento. In particolare il welfare state deve servire a garantire protezione a chi momentaneamente perde il lavoro o “rimane indietro”, ma deve essere costruito in modo tale da non generare dipendenza o incentivi perversi. Per quanto riguarda giovani e donne, in particolare, l’idea di fondo è studiare un sistema di credito d’imposta per i bassi redditi (che tipicamente appartengono appunto a queste categorie). Politiche volte a creare nuove opportunità di occupazione sono formalmente neutrali, ma di fatto vanno a vantaggio principalmente di quelle categorie che oggi hanno tassi di partecipazione al lavoro più ridotti come appunto giovani e donne. Nell’ambito di questa tipologia di intervento s’inserisce anche l’impegno a creare le condizioni per abolire l’Irap, nell’arco di una legislatura, attraverso significativi tagli di spesa.

– Rapporto con la UE? Favorevoli o contrari agli Stati Uniti d’Europa, cioè a una maggiore integrazione verso uno Stato Europeo?
Favorevoli a una sempre più spinta integrazione dei mercati europei e alla piena garanzia delle quattro libertà che sono alla base dell’Unione europea. Questo può presupporre, in alcuni casi, qualche forma di armonizzazione regolatoria (si pensi all’interoperabilità delle reti infrastrutturali), ma non nel senso di una statalizzazione dei processi di mercato.

– Non pensate che introdurre il “vero federalismo” nello stato italiano sia una pura illusione in quanto sarebbero necessari due maggioranze: quella del parlamento romano e quella dei cittadini al referendum. La maggioranza dei cittadini italiani e dei parlamentari romani dovrebbero votare per una cosa che li danneggia. Si è già visto nel 2006 con il referendum sul federalismo. In quell’occasione hanno vinto i SI solo in Lombardia e Veneto, guarda caso.
Oggi la situazione è tale che i cittadini non sono danneggiati dalle riforme, ma dallo status quo: credo che sia nostro dovere creare consenso a favore di un percorso di riforma il più radicale possibile, che evidenzi anche e soprattutto i vantaggi che esso produrrebbe alle regioni meno ricche, che si trovano nell’attuale situazione proprio a causa di una eccessiva dipendenza dai trasferimenti. Cinquant’anni di redistribuzione non hanno prodotto sviluppo ma corruzione: questa verità sta diventando sempre più patrimonio comune, come dimostra il 53% di siciliani che, alle recenti elezioni regionali, neppure sono andati a votare.

– Scenario ipotetico: la Regione X, forte del consenso popolare, avvia il processo per l’autodeterminazione programmando un referendum con monitoraggio internazionale per la completa indipendenza dallo stato italiano sul modello della Scozia e della Catalogna; bypassando quindi Roma. FiD come si posiziona? Favorevole, contrario o indifferente?
Fermare il declino è favorevole a un federalismo molto spinto. Su scenari più estremi credo convivano, al nostro interno, sensibilità diverse. Non v’è dubbio, però, che la volontà popolare vada ascoltata e rispettata.

– Considerazioni sul costo del parassitismo politico? Ossia, come vi comporterete con i vari emolumenti che prenderanno gli eventuali eletti di FiD?
Fare il parlamentare è un impegno full time, quindi non voglio fare il moralista sull’entità degli emolumenti. Va detto che essi sono superiori a quelli degli altri paesi europei, controllando per il Pil pro capite. Siamo quindi favorevoli a una riduzione degli stipendi e soprattutto a una riduzione del numero di parlamentari e dei benefit che essi ricevono. Siamo ugualmente convinti che la vera mostruosità oggi sia quella del finanziamento pubblico. Il finanziamento pubblico ai partiti va abolito immediatamente e, più in generale, i costi della politica vanno tagliati pesantemente (a partire dall’abolizione delle province).

– Cosa ne pensate dell’iniziativa Contante Libero e l’appoggereste durante le elezioni?
Personalmente sono contrario alle restrizioni all’utilizzo del contante.

– Posto che FiD si candida a governare, si dovrà confrontare anche con temi che esuleranno dai dieci punti programmatici che lo caratterizzano. Quali sono le posizioni di FiD relativamente a temi come quelli in cui lo stato si caratterizza, purtroppo, ancora per le sue ingerenze nella vita privata dei cittadini: unioni gay, rapporti con le gerarchie cattoliche, interferenze statali sulla libertà dell’individuo di disporre del proprio corpo etc?
Fermare il declino è nata sulla base della convinzione che, oggi, la priorità sia quella di invertire il trend verso il declino economico. Su questa base ha aggregato persone di sensibilità anche molto distante le une dalle altre. Per questo abbiamo ritenuto di lasciare piena libertà di coscienza, su questi temi, ad aderenti e rappresentanti. Del resto, siamo contro l’idea di un partito chiesa che abbia un’opinione ben precisa su tutto. Detto questo, credo che molti dei temi accennati possano essere affrontati con pragmatismo e mettendo da parte le crociate ideologiche, in un senso o nell’altro. Vi sono molte questioni che, per la loro delicatezza, richiedono, più che interventi brutali, un passo indietro dello Stato.

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13 Comments » 13 Responses to Intervista a Carlo Stagnaro su Fermare il Declino

  1. Violator on gennaio 16, 2013 at 09:29

    Luca complimenti! Ottima intervista

    Sulla risposta circa UE sono molto perplesso.
    Armonizzazione dei mercati ma non Statalizzazione.. che ruolo deve giocare BCE? Gli rafforziamo i poteri? Politica monetaria della BCE?

    Ovviamente ho difficoltà sulla risposta sul Welfare State.

    Grande intervista comunque!

    PS sono stato messo in crisi da Fabristol sul discorso “male minore/maggiore/astensionismo”. Fermare/Accelerare il declino…

  2. Procellaria on gennaio 16, 2013 at 12:11

    Bravo l’intervistatore, paraculo l’intervistato.

  3. Stefano on gennaio 16, 2013 at 12:51

    Personalmente iritengo che malgrado la radicalità teorica del pensiero libertarian sia sempre e comunque necessario rimanere coi piedi per terra. In un paese in cui anche il minimo sussulto di liberalismo viene soffocato da una folla di voci stataliste, FiD è davvero l’unica opportunità di poter cambiare qualcosa. Se dovessi votare voterei FiD senza indugio alcuno.

  4. (A)politica libertaria on gennaio 16, 2013 at 17:48

    Sono perplesso sulla loro posizione sull’Ue.Non possiamo più permetterci di pagare fiscal compact,MES e altri prodotti della casta burocratico/economica dell’UE,ci vuole una scelta radicale,uscire dall’Ue(si penserà più in là a costruire l’Europa dei popoli e della libertà),dalla NATO e mandare a casa tutte le truppe militari,eliminando queste spese improduttive,inutili e parassitarie di miliardi e miliardi di euro che gravano sulla nostra economia,tagliare i costi della politica veramente,con tutti i privilegi,colpire le grandi caste:di banchieri,militari,industriali,magistrati,medici,avvocati,notai,manager e così via,abolire finanzimenti pubblici a partiti e grossa editoria,abolire i reati piccoli come quelli relativi al possesso di droghe leggere(anzi facciamo alla Ron Paul,a tutte le droghe)o quelli come il “furto” di un pacco di pasta al supermarket,legalizzazione e liberalizzazione della cannabis(e se possibile di altre droghe),abolizione della Siae,abolizione degli OPG,e se possibile è queste sarebbero veramente radicale abolizione dei servizi segreti,dell’esercito,della banca d’Italia(che tanto fa solo gli interessi delle banche oligopolistiche private dei famosi banksters)del Ministero della Pubblica Istruzione(no monopolio statale sulla scuola)meno monopolio statale/affaristico pubblico e privato sulla sanità,con sostegno verso sanità gestita privatamente e basata su un servizio pubblico(tipo Emergency)al contrario del modello di adesso.Abolizione ordine giornalisti,medici,magistrati e commpagnia,abolizione valore legale laurea,abolizione della tortura,abolizione del TSO,abolizione dell’elettroshock(ancora praticato)dell’IMU e Tares,delle tasse sulla benzina,sul canone,dei finanziamenti pubblici a banche e grosse aziende e imprese ecc ecc

  5. (A)politica libertaria on gennaio 16, 2013 at 18:04

    Eh ancora:riforma totale della giustizia,abolizione della legge Mancino e Scelba e altre che si basano sulla censura del pensiero o di idee politiche(siano esse fasciste,comuniste,democratiche ecc)abolizione del 2 giugno come festa O di tutte le riccorenze e celebrazioni dell’unità d’Italia,o meglio dell’imperialismo savoiardo,del 25 aprile(si festeggia la libertà de che in fin dei conti)della giornata della memoria(visto che è ipocrita,si ricorda solo una parte delle vittime della Shoah e per di più la si usa politicamente per promuovere il fascismo sionista e razzista e la sua conquista della Palestina),al massimo fare una giornata della memoria senza discriminazioni e interessi di parte.Abolizione di finanziamenti a altre nazioni:”aiuti” al 3 mondo che arrichiscono solo i dittatori burattini dell’Occidente affamando la popolazione che poi deve emigrare nell’Occidente rischiando di trovarsi dalla padella alla brace,degli aiuti a Israele e altre nazioni.Abolizione totale di servitù militari:smantellamento di tutte le basi NATO e USA,a casa tutti i militari stranieri di queste basi che si trovano in Italia.Poi:smantellamento totale o riconversione civile di Finmeccanica,Beretta e del complesso militare/in dustriale,gigantesca macchina parassitaria e mafiosa che affama i cittadini per far contento qualche criminale guerrafondaio,referendum per l’indipendennza per regioni come Sardegna,Veneto,Sicilia ecc,federalismo libertario,abolizione della Presidenza della Repubblica,abolizione del copyright,assoluta contrarietà alle “opere pubbliche” come TAV o Stretto di Messina,e assoluto rifiuto di acquistare rottami militari come F-35 e company…ecc ecc

  6. Fabristol on gennaio 16, 2013 at 19:36

    Anch’io rimango perplesso dalla risposta sulla UE. E’ questa la presa di posizione ufficiale di Fare, di IBL o solo di Stagnaro?
    Non che cambi la mia opinione sul partito ma sicuramente se è così c’è da preoccuparsi di quello che succede dentro all’IBL.

  7. Violator on gennaio 25, 2013 at 14:46

    FYI, riporto in calce una dichiarazione fresca di uno degli esponenti di spicco di FiD, tale presunto economista Michele Boldrin:

    Mps: Boldrin, nazionalizzazione e dimissioni alta dirigenza
    25 Gennaio 2013 – 12:05
    (ASCA) – Siena, 25 gen – Un invito ”esplicito alla nazionalizzazione e alle dimissioni di tutta l’alta dirigenza”. E’ quanto ha chiesto Michele Boldrin, cofondatore con Oscar Giannino di ‘Fare per fermare il declino’, intervenendo all’assemblea straordinaria dei soci di Mps in corso a Siena.

    Poi, una volta risanata, la banca dovra’ essere, per Boldrin, ”riprivatizzata”. Secondo l’economista, oggi, ”la situazione patrimoniale di Mps e’ tale che ”non e’ in grado di svolgere l’attivita’ bancaria con mezzi propri” e vive con una ”ricapitalizzazione occulta”, con un ”finanziamento statale”.

    Secondo Boldrin, il Monte dei Paschi e’ la ”punta di un iceberg”, il ”risultato” di una situazione, quella del sistema bancario italiano, ”totalmente anomala”. Il sistema italiano, ha detto, ”non e’ ne’ privato ne’ pubblico, i partiti politici in via indiretta governano le banche attraverso le Fondazioni”.

    Boldrin ha infine chiesto, una ”vigilanza della Banca d’Itala molto piu’ trasparente”.

  8. Violator on gennaio 25, 2013 at 14:50

    Adesso vorrei capire cosa pensa Giannino di questa situazione e del punto di vista del Prof. Michele Boldrin.
    Alla faccia del liberismo..

    Sono questi atteggiamenti da falsi liberisti confermano la mia scelta di stare a casa ed ACCELERARE il declino.

  9. Violator on febbraio 18, 2013 at 15:55
  10. Fabristol on febbraio 18, 2013 at 18:50

    Al di là della gravità della cosa, la bugia di Giannino, mi chiedo che motivo avesse Zingales di sputtanare in pubblico in modo così plateale e a pochi giorni dalle elezioni il partito e le centinaia di persone che ci hanno lavorato e creduto. Secondo me c’è qualcos’altro, uno screzio personale o chissà cosa.

  11. Violator on febbraio 18, 2013 at 20:22

    Sono concorde.
    Certo, un duro colpo d’immagine. Ci sono rimasto, per quanto distante da FiD.

  12. Fabristol on febbraio 18, 2013 at 23:13

    Cioè se fossi stato nei suoi panni e mi fossi accorto della stupidaggine di Giannino (perché ricordiamoci che è Giannino il primo da biasimare per la menzogna – ma Giannino aveva davvero bisogno di questa piccola bugia per la sua carriera già avviata?) mi sarei fermato e avrei pensato alle centinaia di persone coinvolte nel progetto. E mi sarei chiesto: “E’ giusto far sprofondare nella merda tutte queste persone a pochi giorni dalle elezioni?” Esistevano diversi modi per correggere o informare il pubblico ma Zingales ha scelto la vendetta pubblica con la coltellata alle spalle. Vanta tanto di essere “ammerigano” ma ha utilizzato un tipico modo italiano.

  13. astrolabio on febbraio 18, 2013 at 23:56

    non attribuite alla malafede ciò che può essere spiegato con la semplice stupidità

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