Per molti l’estrema varietà di idee e di forme sotto quel termine ombrello che comunemente usiamo, libertarismo, è motivo di insofferenza. Siamo divisi, bisticciamo sulle cose più ridicole (soprattutto sulla terminologia), alcuni sono realisti, altri idealisti. C’è di tutto in questa famiglia: anarcocapitalisti o come in questo sito preferiamo chiamarci free market anarchist (ecco questa è una prova di quello che dicevamo qui sopra!), minarchici, paleolibertari, cosmotari, panarchici, oggettivisti, geolibertari, left-libertarian, anarchici individualisti, cyber libertari, biolibertari, transhuman-libertarian, seasteaders ecc.
In America sono così avanti che addirittura esistono correnti che si separano per il metodo di approccio (non tanto per i contenuti) come gli Skeptical Libertarian rispetto ad alcuni libertari complottisti, ultrareligiosi ecc.
Dentro il libertarismo c’è un mondo a se stante, in pratica è come se i libertari, provenienti da varie esperienze culturali, avessero portato una fetta di mondo (quello che sta fuori) dentro la comunità. Se domani il mondo dovesse crollare e solo i libertari dovessero sopravvivere potrebbero ricreare tutte le fazioni e le culture attuali senza problemi. Se una colonia di libertari dovesse fondare una civiltà su Marte avrebbe di tutto: sinistra, destra, religiosi, laici, cristiani, buddisti, ambientalisti, chi più ne ha più ne metta.
In realtà ci sono più cose che ci accomunano di quelle che ci separano. Il principio di non aggressione ovviamente è tra questi e lasciando il campo della filosofia e della morale abbiamo un nemico comune: lo Stato in tutte le sue forme.
Dicevo, molti vedono questo come un difetto, io invece lo vedo come una benedizione. Per me la varietà è ricchezza e non dovremmo mai cercare di racchiudere il pensiero libertario dentro un unico contenitore. Siamo confederali per natura e la confederazione dovrebbe essere la nostra massima aspirazione. Tutto questo fiorire di scuole e correnti mi ricorda un po’ l’Atene classica dove c’erano varie scuole di filosofia in dialogo tra loro o spesso in competizione. Gli adepti di queste scuole spesso si riunivano in luoghi pubblici o privati come il portico degli stoici. Questi luoghi oggi sono stati rimpiazzati dai blog e dai siti su internet. Non mi viene in mente nessun altro periodo storico recente in cui ci sia stata tanta varietà di vedute all’interno di un’unica comunità filosofica a parte forse nel secolo scorso all’alba della Rivoluzione d’Ottobre con le varie correnti marxiste (o se ne avete in mente altre fatemelo sapere).




Grande Fabristol, parole e ragionamento che condivido in pieno. Viva le diversità che, anche quando sfociano in polemiche, ci arricchiscono sempre!
Non mi viene in mente altra corrente o pensiero così ricco e così consapevole dei suoi due comuni denominatori..
Grazie Violator!
Vi consiglio questo sito.
http://www.libertarianism.org/introduction
ma soprattutto la lettura di alcuni dei teorici ivi citati: J.Locke, A.Smith e soprattutto F.Hayek, che delle diverse teorie originate dal giusnaturalismo ha fatto una ricostruzione ed un sunto (il saggio “liberalismo”, forse recentemente ristampato in Italia).