Il nostro mondo ideale spiegato attraverso un breve racconto

gennaio 28, 2013 3 Comments
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Spesso i non libertari che si approcciano al nostro mondo hanno molta difficoltà a concepire un mondo senza stato. Spesso perfino per i libertari è un esperimento mentale difficile. Così ho pensato che fosse interessante poter creare questo mondo futuro all’interno di un mini racconto. Spero che vi piaccia e che possa illuminare molte menti sul futuro concreto che abbiamo in mente. Un futuro che non è utopico e che può essere costruito già nei prossimi decenni se solo potessimo lasciare lo Stato.

***

1024px-Google_logoMi sveglio alle 7 e come ogni mattina mi collego a internet. Trovo una comunicazione ufficiale del mio attuale “service provider”, Google. Mi avvisa che i Termini di servizio sono cambiati e mi devono aumentare di 10 euro al mese le spese di contratto. Non ci voleva proprio! Dopo quella della scorsa settimana poi –ero in Belgio per lavoro e il mio codice sanitario non funzionava!- ci mancava pure questa. Basta, ho deciso, cambio provider. Mi informo tra amici e conoscenti tra le varie alternative.

I miei genitori usano Microsoft: diciamo che è un provider collaudato e va bene per chi non vuole smanettare troppo con i vari servizi essenziali. Ti dà un pacchetto completo che copre spese di connessione, sanitarie, assicurazione per auto, per viaggio, pensione e sicurezza. Hanno scelto il servizio base, senza copertura sull’istruzione visto che i loro figli sono già grandi e più o meno si ritrovano il 25% in meno sullo stipendio.images

Mio cugino ha da poco scelto Amazon. E’ indirizzato soprattutto ai giovani. Copertura sanitaria bassissima, voucher per istruzione e borse di studio, assicurazione sugli oggetti elettronici e copertura legale di base. L’anno prossimo fa l’upgrade per accedere al mutuo. Al momento studia ma Amazon gli chiede intorno ai 200 euro al mese tutto compreso.

Il mio vicino, come quasi tutti quelli del mio palazzo usa Android, un provider fatto a posta per chi sa districarsi intorno a queste cose legali. Si è costruito un pacchetto completo con assicurazione sanitaria, mutuo ma ha tolto la sicurezza. Dice che il nostro quartiere è tranquillo e comunque ha poco in casa di valore. Le spese legali invece sono coperte da Indymedia, una organizzazione no profit che offre avvocati e assicurazioni di base gratuite.

Ho un amico disoccupato che sta passando un brutto periodo. Non può più pagare il provider e ha firmato un contratto con un freeprovider opensource, Wikipedia. Un tempo era un’enciclopedia online, ma pensa! Funziona così: ti danno uno stipendio minimo e un voucher mensile per una stanza  al campus della Salvation Army ma ti devi sorbire pubblicità e banner sui tuoi device e ti spingono a comprare i loro prodotti su internet facendoti raccogliere punti Nectar che puoi riutilizzare in pasti o per la pensione.

Conosco una signora del blocco più avanti che usa The Holy See, il provider ufficiale del Vaticano. Anche per lei tutto coperto ad un prezzo ragionevole ma ha delle clausole che solo un cattolico –appunto- accetterebbe dal proprio provider: niente sesso prematrimoniale, figli battezzati e costretti ad andare nelle scuole cattoliche. La copertura sanitaria non copre aborto, anticoncezionali, eutanasia, e malattie sessualmente trasmesse. Hanno pure un tribunale speciale per materie di fede. Ma è pur sempre una sua scelta, nessuno l’ha costretta.

htc logoMia moglie ha HTC, e questo è buono perché è compatibile con molti servizi Google. Mio figlio l’ho assicurato con Google ma quando compierà 16 anni dovrà scegliere il suo provider. All’inizio avevo scelto Google perché mi includeva un voucher per l’istruzione di mio figlio fino ai 10 anni di età. Avrei dovuto spendere 15 euro in più al mese ma ne valeva la pena. Ora però con tutti questi problemi di servizio, mio figlio che ha quasi 10 anni ecc. vorrei cambiare. Mi hanno detto che Samsung offra i primi 10 mesi gratis se si cambia provider. Ottimo!

Chiamo Google e dico che voglio terminare il contratto. La signorina mi chiede gentilmente per quale ragione e espongo tutto quello che non mi è piaciuto dell’ultimo periodo. Mi dice che le dispiace molto e che annullerà il contratto nei prossimi sette giorni. Nel frattempo chiamo Samsung e mi offrono un pacchetto strepitoso: 10 mesi gratis e successivi 3 anni considerevolmente più bassi rispetto a Google e comprende copertura sanitaria e dentistica (questo non c’era con Google!), assicurazione casa, auto, una borsa di studio per il college di mio figlio, pensione per me e mia moglie se cambia da HTC a Samsung. Tutto questo alla modica cifra di 300 euro al mese! Un affare. Accetto. L’unica “pecca” è che dovrò usare i loro device in casa e nell’auto. Non sono un grande fan di Samsung ma va bene così. Qualche giorno dopo mi chiama Google offrendomi un “pacchetto ritorno” a 299 euro simile a quello Samsung ma senza copertura dentistica. Dico che ho già deciso e che mi spiace.

Chiudo la chiamata e vedo mio figlio con il libro di storia. Mi vuole fare una domanda ma è un po’ imbarazzato. Ha la pagina del libro aperta sulla crisi globale del 2015.

“Cosa è un politico e cosa sono le elezioni?” mi chiede.

Sorrido. “Vedi, è difficile da spiegare ma prendi ora Google, il nostro service provider. Ecco, un politico era una persona che veniva pagata per pagare Google per darmi i servizi.”

Corruccia la fronte mentre mi guarda incuriosito. “Cosa? Ma che senso ha? Perché non pagare direttamente Google?”

“Perché quelli erano tempi bui, una specie di medioevo mentale. La gente credeva che esisteva lo Stato, un essere sacro, intoccabile e tutto fare.”

“E quanto costava pagare questo politico?”

“Eh ci sono stati dei momenti della storia in cui si pagavano anche 60% di imposte.”

“Imposte?”

“Ah, sì dimenticavo: i soldi te li prendevano con la forza, non eri tu a darli. Non esisteva nessun contratto da firmare e lo Stato poteva accedere al tuo denaro quando gli pareva.”

Stupefatto. La sua è la prima generazione anarchica, cioè senza governo della storia. Lo posso capire, perfino per me è ancora difficile immaginare quel mondo.

“E le elezioni?”

“Le elezioni erano un rito di questo culto. Ogni 5 anni tutti votavano per eleggere un politico per governare su tutto e tutti. E quel politico rappresentava una minoranza della popolazione e obbligava tutti gli altri a usare un solo service provider, come Google, ma questa volta non avevi scelta di contratto. Dovevi pagare per tutto e per tutti.”

“Che storia strana. Mi sembra incredibile che la gente elegga qualcuno per dirgli cosa fare.”

Poi mi indica una frase scritta in grassetto, lo stato siamo noi. “Significa che Google siamo noi? Ma Google non è mio!”

“Vedi ci sono cose nelle religioni, come questo dogma, che sono inspiegabili. Vengono accettate così come sono. Ovviamente non possediamo Google e quegli uomini non possedevano lo stato. Ma era un modo per farli sentire in pace con se stessi.”

“Una bugia?”

Annuisco e quasi mi vergogno per il comportamento irrazionale degli uomini del passato.

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3 Comments » 3 Responses to Il nostro mondo ideale spiegato attraverso un breve racconto

  1. Michele on gennaio 30, 2013 at 17:01

    Bellissimo post! Sembra un mondo perfetto. Pero, sarebbe anche interessante capire quali aberrazioni questa nuova economia potrebbe portare.

  2. Fabristol on gennaio 30, 2013 at 19:20

    Caro Michele,
    ti sbagli, non è un mondo perfetto e non lo sarai mai. Il libero mercato e l’interazione libera tra le parti portano benessere ma di certo non la perfezione. E nessuno qui la cerca ovviamente. 😉

  3. Al on gennaio 31, 2013 at 00:45

    Non vedrei molto bene certe funzioni come la difesa e la sicurezza o la giustizia affidate alla libera concorrenza.
    Riguardo allo stato, se una funzione può avere, è proprio quella di mitigare gli effetti nefasti della libera concorrenza. Ma anche della sua assenza, ovviamente.
    Al suo estremo sviluppo, la libera concorrenza diventa un potere più forte dello stato. Quindi se uno è anarchico lo è in contrapposizione al potere più che semplicemente contro lo stato.

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