L’inquietante esecuzione di Christopher Dorner

febbraio 18, 2013 1 Comment
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“We may test the hypothesis that the State is largely interested in protecting itself rather than its subjects by asking: which category of crimes does the State pursue and punish most intensely—those against private citizens or those against itself?”

Anatomy of the State, Murray Rothbard

An LA police handout of Christopher DornerPurtroppo a causa delle elezioni italiane e delle dimissioni del Papa le notizie su quello che è successo l’altra settimana in US sono state scarse. Complice anche l’assenza di commenti controcorrente nella stessa stampa americana – ormai sempre più serva dell’establishment – l’esecuzione di Christopher Dorner è passata quasi inosservata e senza che qualcuno abbia fatto domande scomode. Per tutti è finita bene, come doveva finire in un bel film d’azione, ma per molti libertari americani e per il sottoscritto quello che è successo svela l’orrore dei tempi in cui viviamo, la violenza inaudita e senza limiti dello stato di polizia permanente USA e la completa sottomissione dei media compiacenti e dell’opinione pubblica al governo americano.

Un breve riassunto di quello che è successo prima della morte di Dorner e poi sveleremo perché questa storia agghiacciante qualche anno fa sarebbe stata considerata possibile solo in qualche ex-repubblica sovietica.

Dorner era un ex-poliziotto di Los Angeles e ex-reservista della marina. Dopo un arresto durante il quale denunciò una collega per eccessivo uso della forza contro un uomo ammanettato a terra fu licenziato in tronco nel 2008 e un successivo processo nel 2010 confermò il licenziamento per “misconduct”. Non sappiamo se Dorner avesse detto la verità visto che esistono pareri discordanti e in conflitto. E non bisogna neppure trovare giustificazioni razionali nelle azioni successive di Dorner che ovviamente devono essere biasimate e considerate come un effetto di un collasso nervoso, depressione o chissà cos’altro. Sappiamo però che Dorner aveva denunciato più volte in passato i colleghi per eccessivo uso della forza durante il servizio e per questo aveva paura di vendette interne. Dorner non è un eroe e neppure una vittima, ma è giusto riportare tutti i fatti che sono avvenuti prima della stesura del suo manifesto su Facebook. Un manifesto in parte delirante in cui denunciava il clima di discriminazione all’interno del LAPD, la corruzione endemica e – a parer suo – l’ingiusto licenziamento. Dorner prende una decisione estrema e decide di iniziare la sua vendetta uccidendo alcuni dei suoi colleghi e dandosi alla macchia. A questo punto incomincia la caccia all’uomo, una delle più grandi della storia degli Stati Uniti. E proprio con questo incominciano le nostre paure.

Mai sono state attivate tante risorse e uomini per la caccia ad un uomo. Centinaia di migliaia di uomini e tecnologie avanzatissime, una caccia all’uomo alquanto inusuale per i consueti standard. Una taglia di un milione di dollari per informazioni che possano aiutare alla sua cattura, quando in media la taglia per i criminali seriali più efferati si aggira intorno ai 20 mila dollari. Per la prima volta l’uso di un drone da ricognizione utilizzato per la caccia ad un uomo sul suolo americano.BC8atU1CQAED-iZ

Tre civili sono stati feriti – e per fortuna nessuno è morto – a causa del grilletto facile di alcuni poliziotti del LAPD. Parliamo di fuoco aperto contro due furgoni di diversa marca e colore rispetto a quello di Dorner. Parliamo di due donne ispaniche e un terzo uomo scambiati per un afroamericano di quasi due metri. Parliamo di fuoco aperto senza preavviso. Come dice Greenhut su Reason.com “police pulled out the stops not because the public was in danger but because they were in danger.”.

Sicuramente però la parte più agghiacciante riguarda la morte di Dorner. Dopo una serie di telefonate da parte di civili la polizia pensa di aver trovato Dorner all’interno di una “cabin” (una piccola abitazione in legno) dove si era rifugiato. La polizia chiede alla stampa di non intralciare le indagini e impone il silenzio stampa senza che alcuno protesti. La resa di conti all’interno del LAPD ha finalmente inizio.

Da questo momento in poi non sappiamo più niente. Ma qualcuno intercetta la radio dello sceriffo che dice “going ahead with the plan with the burner”, e il fuoco viene fatto appiccare in diverse parti della cabin. Più avanti lo sceriffo di fronte ai giornalisti dirà che il fuoco è scoppiato spontaneamente a causa della sparatoria ma nella radio si parlava esplicitamente di un “piano prestabilito”. Come dimostra anche il video qui sotto.

La cosa più agghiacciante è che i pompieri non vengono chiamati immediatamente e una voce maschile autoritaria dice che i pompieri devono essere chiamati solo quando la casa avrà bruciato fino alle fondamenta. Per giorni non sappiamo se il corpo carbonizzato nella cabin sia di Dorner (fino a qualche giorno fa quando è stato confermato). Non sappiamo se quando fu appiccato l’incendio Dorner fosse ancora vivo o ferito. Nessuna investigazione è in corso per trovare la verità. Dorner aveva già subito un processo sommario prima ancora di essere individuato. La polizia lo voleva morto, senza processo e il suo corpo irriconoscibile. Tutto questo con il silenzio compiacente di tutti e i complimenti di Obama. Brividi lungo la schiena. L’era degli abbattimenti senza processo all’interno del suolo americano è incominciata. Con la compiacenza del presidente Obama pronto a far volare 30000 droni sul suolo americano. Il caso Dorner è stata una perfetta occasione per dare un precedente incontestabile per l’uso di droni su suolo americano.

Non posso comunque non soffermarmi sull’intuizione geniale di Rothbard che in Anatomia dello Stato si chiedeva quali sono i crimini che lo Stato perseguita di più: quelli contro la popolazione civile o quelli contro se stesso?

E con questa domanda vi lascio a pensare a quello che è successo in una piccola casetta in legno in una foresta californiana. Un episodio che forse non rimarrà negli annali della storia ma che segna l’inizio di un punto di non ritorno nella militarizzazione perpetua degli Stati Uniti d’America.

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1 Comment » One Response to L’inquietante esecuzione di Christopher Dorner

  1. Antonello Barmina on marzo 11, 2013 at 20:14

    Fabristol, questa volta ti devo fare i complimenti

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