libertariaNation al voto (o non voto)

febbraio 19, 2013 39 Comments
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lfin511l.jpgDi seguito le intenzioni di voto (o di non voto) degli autori di libertariaNation, che, in quanto sito libertario, non è un monolite e quindi vanta diverse opinioni a riguardo.

Luca
Tutte le mie motivazioni personali riguardanti se votare, chi votare o se non votare vengono meno perché bloccate dalla prima considerazione, che quindi interrompe a monte il flusso di pensieri: non abito all’interno dello stato italiano e non ho intenzione di tornarvici. Non vedo quindi il motivo per il quale dovrei, seppur in modo insignificante, concorrere a sostenere una tal forza per delle elezioni di uno stato all’interno del quale non abito e non voglio abitare. Stavo quindi per buttare via il plico dall’ambasciata per il voto per posta dei cittadini italiani residenti all’estero quando ho scoperto che per la Circoscrizione Estero Europa è candidato FiD per la Camera dei Deputati Giuseppe Bottacin. Venendo meno quindi ai miei princìpi, ho votato un amico che merita. Puro voto di stima.
Fosse stata presente nella Circoscrizione Estero Europa anche Indipendenza Veneta, avrei votato per quel partito, anche se non condivido la loro decisione di presentarsi alle politiche (qui le motivazioni della presenza e la strategia, che devo dire hanno una loro logica). Voterei Indipendenza Veneta perché in uno stato veneto indipendente ci tornerei, quindi mi sentirei chiamato in causa.
Fossi invece un abitante della circoscrizione di Milano, alle regionali della Lombardia voterei il candidato indipendente in FiD Marco Bassani perché è un degnissimo libertario e indipendentista. Per i lombardi votare Bassani, che ricordiamo che tra le tantissime altre cose ha tradotto Rothbard in italiano, mi sembra una opportunità davvero preziosa. Vi consiglio di leggere la sua intervista perché si capisce bene l’opportunità che hanno i lombardi di mandare in Regione un elemento così dissonante. Anche in questo caso voterei perché, per dirla alla Hoppe, le secessioni a catena mi sembrano un ottimo mezzo per avvicinarci alla libertà.

Fabristol
Eccoci qua quindi, al momento più difficile per un libertario che vive in una democrazia: le votazioni. Ovviamente un libertario, essendo naturalmente contro lo Stato e contro la democrazia non dovrebbe votare. Il voto sarebbe una legittimazione dello Stato e sarebbe come chiedere ad uno schiavo di votare per il padrone che lo schiavizzerà per i prossimi cinque anni. Ma, pur essendo di saldi e sani principi viviamo immersi nello stato, che ci permea e ci possiede e quindi alcuni di noi non possono che sentire il bisogno di esprimere un voto nella speranza che il prossimo padrone sia più clemente. Nonostante pensi che il singolo voto non abbia alcun peso però non credo che per un libertario il divieto morale al voto sia categorico. Ecco io credo che il momento del voto potrebbe e dovrebbe essere vissuto anche come un gioco.

Qual è l’obiettivo ultimo di un libertario in democrazia?

Avere un governo che non governi. Un free market anarchist dovrebbe puntare a rendere il paese ingovernabile. E in Italia questo scopo può essere raggiunto evitando che i partiti maggiori raggiungano la maggioranza piena e siano in continuo pericolo di cadere. Al contrario dei miei concittadini per me il miglior governo è quello che cade continuamente. Certo, questo può avere ricadute sull’economia generale – fiducia dei mercati, investimenti ecc. -ma almeno la maggioranza non ha il tempo di varare leggi liberticide o mettere nuove tasse. Inoltre per evitare il collasso i partiti maggiori devono avere il supporto di quelli piccoli, cioè dei rappresentanti delle minoranze. Berlusconi parla sempre di “voto utile”, io voglio il “voto inutile”. E uno stato senza governo è anche un modo per dimostrare che la società va avanti comunque, non grazie al governo ma nonostante quest’ultimo.

Tony R
Pur avendo massimo rispetto per l’astensionismo libertario, esso non mi ha mai convinto molto. Non ci sono numeri tali per renderlo determinante: il non voto che ci mantiene “illibati” a livello filosofico, si traduce nell’abbandono delle armi agli statalisti nemici delle libertà individuali, di qualunque forma e colore. I libertari italiani, vivendo in questo contesto liberticida, sono quasi oltre le linee nemiche. Che senso ha quando ormai si è in trincea e i proiettili (in senso lato) ti fischiano sopra la testa mettersi a concionare sulla bontà o meno di quella guerra? Si tratta di combattere.
Dunque, fuor di metafora, si tratta di individuare una strategia per far sì che, almeno, si renda più complicato alle bande stataliste di qualsivoglia colore inserirsi nei nostri portafogli, nelle nostre camere da letto, ecc.
Dando per scontata una vittoria dei Bersani e dei Vendola della patrimoniale, concentriamoci un attimo sul Senato. Per meccanismi della legge elettorale, questi due potrebbero non raggiungere la maggioranza in questo ramo del Parlamento. Ora, imbrigliando il Senato, forse gli si complicherebbe un po’ la vita. Magari si avrebbe una buona fetta dei provvedimenti liberticidi in meno, meno intrusioni nella vita privata… Certo, indubbiamente il loro substrato statalista li spingerà a trovare un accordo, successivamente, con altri ma almeno si prende un po’ di tempo. Che almeno non abbiano la strada spianata.
Io voterò per imbrigliare il Senato. Ritengo sia la scelta libertaria più pragmatica. Deciderò all’ultimo se a questo fine sarà meglio barrare sulla scheda il centrodestra, Movimento 5 Stelle, o Ingroia… In questa partita a scacchi sulle mie libertà voglio fare la mia mossa in base alla “strategia aziendale” che mi sembra più convincente per salvaguardare i miei interessi in base al mercato come si presenta in questo momento.
Visto che andrò comunque al seggio, poi darò fiducia alla Camera alla lista di Giannino, tanto sarò già in cabina. Ok, su alcune cose hanno idee liberaldemocratiche (la proposta di nazionalizzazione di MPS è stata una doccia fredda), ma già sarebbe oro una voce anche per tre quarti liberale nell’esercito degli statalisti che si appresta ad invaderci.

Luigi
Per un libertarian, la risposta ovvia alla domanda su come ci si deve comportare alle elezioni politiche è “andare a farsi una bella gita in montagna, respirare aria buona, fare qualche foto panoramica, mangiare bene, e tornare a casa soddisfatti di non aver sprecato il proprio tempo a votare”.
Purtroppo la situazione attuale è tale da non consentire di ignorare le conseguenze delle elezioni che si stanno per tenere.
Anche se non si ha nessuna fiducia nella capacità della massa di scegliere “democraticamente” i propri governanti, e, anzi, proprio per questo, questa crisi impone di cercare di limitare il danno.
Per un attimo si è tentati di credere che il fallimento del prossimo parlamento ( qualunque colore in esso prevalga) possa essere un chiodo in più piantato sulla bara dello stato.
Riflettendoci, però, quello che potrebbe seguire a queste elezioni non è il crollo dello stato per effetto delle politiche folli dei partiti in lizza. Come qualunque organismo che lotta per la propria sopravvivenza l’apparato statale cercherà di drenare tutte le energie disponibili dalla società, prosciugandone le energie e fagocitando e inglobando tutto ciò che può consentirgli di mantenersi in piedi.
La Grecia e l’Argentina sono lì, ad ammonirci.
Bisogna fare un passo indietro, allora, e cercare di capire cosa possa limitare questa continua metastatizzazione.
Per ora, nonostante alcuni scivoloni (alcuni piuttosto gravi, ma tant’è), mi sembra che l’unica formazione, tra quelle in lizza, che, in modo credibile, abbia nel sangue il germe dell’antistatalismo sia Fare, il neonato partito di Giannino.
Non vincerà, realisticamente, ma se riuscisse a concedere il diritto di tribuna a qualcuno che nel coro di invocazioni all’intervento dello stato “per salvarci dal mercato” si proporrà come voce discordante a ricordare che lo stato è il problema e non la soluzione, beh, allora sarà valsa la pena.
Sarà valsa la pena, sia chiaro, solo perché un domani resti agli atti che non tutti in Italia eravamo completamente pazzi, come sembrerebbe a sentire Berlusconi, Bersani, Grillo, Ingroia, Monti e Casini.
Niente di più.

 

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39 Comments » 39 Responses to libertariaNation al voto (o non voto)

  1. Pippo on febbraio 19, 2013 at 10:36

    Purtoppo Giannino è la persona più liberale presente nella proposta politica nostrana.. nonostante sia un fan di Milton Friedman con tutto quello che ne consegue per un libertario.
    Purtroppo l’uscita del pessimo Zingales (che in maniera economica è notoriamente un cialtrone per i nostri parametri) ha distrutto la flebile possibilità che c’era di raggiungere i quorum.
    Dopo questa gaffe la mia stima per Giannino è aumentata… non la penseranno così la maggioranza dei suoi potenziali elettori: alcuni migreranno al 5stelle altri al pdl in rimonta, la maggioranza rimarrà a casa.

  2. violator on febbraio 19, 2013 at 11:16

    Dunque delibero anche io
    Il senato è il punto chiave e al fine di una sostanziale ingovernabilità, movimento cinque stelle in chiave machiavellica. Per la camera, trovandomici, do un voto a Fare in virtù di talune istanze anti stato. Lo stesso dicasi alle reginali Lazio. Potrei anche dire che il voto a favore di Fare è in chiave anti cavaliere..il voto a grillo in chiave anti socialdemocratica. Mi auguro che il senato finisca in sostanziale pareggio, che le spinte secessioniste al nord est si possano rafforzare. Se tutto va bene, ad ottobre votiamo di nuovo e fare e grillo avranno ancora più bacino elettorale. Saremo in totale non governabilità! Così sia!

  3. violator on febbraio 19, 2013 at 11:27

    Pippo,
    credo che giannino possa cavalcare bene la situazione che si é creata. Se non sono dei cretini, Boldrin e Stagnaro e compagnia a seguire io questi ultimi 4 giorni metteranno in campo una contro strategia…non dimentichiamo che proprio lo scandalo master ha dato maggior visibilità. Devono sfruttare l’occasione, altrimenti sono dei dilettanti. Il quorum é alla loro portata.

  4. violator on febbraio 19, 2013 at 11:30

    Fabristol, non ho capito su chi vai alla fine…?…,

  5. Luca on febbraio 19, 2013 at 11:46

    @pippo e @violator dite che ci saranno ripercussioni elettorali? Boh, io non sono così sicuro

  6. violator on febbraio 19, 2013 at 12:00

    Luca,
    tutto dipende da cosa decidono domani mattina (vedi sito fare). Dai commenti, c’è rabbia e amarezza, ma nessuno lascia la barca. La strategia deve essere intelligente, magari giannino potrebbe dimettersi il giorno dopo a quorum raggiunto. Non dimentichiamo che Boldrin è uno che trascina ancor più di Giannino. Io vedo la chiave di svolta (negativa o positiva) in cosa deciderà boldrin. Sono convinto che con una mossa giusta, superano il quorum.

  7. Luca on febbraio 19, 2013 at 12:25

    @violator secondo me alla “gente comune” interessata a votare per Fare questo incidente interessa poco. Secondo me è più sentito dai spaccatori in 4 di capelli come noi 🙂 magari mi sbaglio, boh

  8. Tony R on febbraio 19, 2013 at 13:43

    Ho scelto il giorno più adatto per il mio endorsement a Fare per Fermare il Declino, lol!!! 😀
    Comunque confermo il mio apprezzamento per questo movimento, e questo incidente di percorso nulla cambia nella mia opinione. Una riga in più di curriculum per quanto non vera non cancella la vita spesa a favore della causa della libertà, con il lavoro fatto per FiD, e prima ancora per Chicago-blog, e prima ancora.

  9. Violator on febbraio 19, 2013 at 15:13

    Infatti Tony!
    Che caos….mi sto leggendo ora i giornali berlusconiani che esultano e raccontano di un Giannino pronto alle dimissioni….

  10. Tony R on febbraio 19, 2013 at 15:38

    Francamente mi sembra ridicolo (e sottolineo: ridicolo) che chi è disposto a perdonare al Cavaliere undici anni di governo di nulla, aumento dell’imposizione fiscale e della spesa pubblica, azzeramento della credibilità internazionale, personaggi equivoci e “personaggie equivoche” sistemate qua e là nei ministeri e nei consigli comunali e regionali, di appropriazioni indebite di soldi pubblici, si stracci le vesti per una riga di curriculum in più. Che pensino a Fiorito, a Dell’Utri, alla Minetti e compagnia bella. Dovrebbero rendere conto di questo, dovrebbero spiegare loro questo, non fare i farisei su Giannino (che comunque ha commesso una mancanza, per carità).
    Preoccuparsi delle pagliuzze, disse un tale, e far finta di non vedere le travi… Per cortesia. Pagliacci…

  11. Pippo on febbraio 19, 2013 at 16:50

    Ma il punto secondo me è che gli elettori di fare sono consapevoli che il loro movimento non è destinato a governare e quindi sono meno disposti a perdonare lo scivolone di Giannino… il voto di protesta si sposterà ulteriormente sul 5 stelle. Cmq anche io andrò disgiunto e totalmente dissociato 🙂 5 stelle per un senato ingovernabile e fare alla camera

  12. Violator on febbraio 19, 2013 at 18:27

    Il disgiunto sembra vada per la maggiore..
    I pagliacci (Libero e il Giornale) festeggiano.
    La vicenda mi disturba alquanto, non tollero il solo pensiero che Sallusti / Belpietro e Berluscones a seguito stiano festeggiando. Mi sto incazzando seriamente, perché l’idea dello sgambetto in Lombardia mi gustava.
    Il buon Giannino ha fatto una bella cazzata, si dimetterà (secondo me sarebbe opportuno in questo momento) e lascia a favore di quel pazzo esaltato di Boldrin che CELERMENTE deve intervenire.

  13. Fabristol on febbraio 19, 2013 at 19:11

    Ma vedi Tony questo comportamento è naturale, nel senso fa parte della natura umana. E’ come quando si fanno le pulci ai Radicali per una parola detta o non detta e tutti quanti a fare i puristi, mentre se sei un figlio di puttana tutti sen fregano di quello che fai. Gli uomini sono fatti così: quando un partito si propone come purista tutti gli fanno le pulci, quando il partito è una gang criminale tutti fanno spallucce. In democrazia conviene di più fare il bastardo continuamente piuttosto che l’idealista. Gli elettori preferiscono il criminale bastardo all’idealista che fa un errorino di grammatica. Ecco perchè Mr B. vince sempre nonostante sia un mentitore seriale.

    Sto leggendo commenti dei sostenitori di Fare che dicono di non andare più a votare e che voteranno M5S. Complimenti a Zingales.

    p.s.
    vedo che comunque eravamo quasi tutti d’accordo su dare un voto alla camera a Fare e uno al Senato ad un’altra formazione per fare caos. 😉

  14. astrolabio on febbraio 19, 2013 at 19:29

    se a qualcuno interessa come la vedo io ecco:
    Obama sta mandando a ramengo l’economia americana, qualcuno sostiene, in modo assai credibile, che il 2013 e il 2014 saranno l’anno della resa dei conti per l’america e il 2008 sarà una barzelletta, ovviamente se l’economia americana scoppia, (e con una situazione macroeconomica da italia primi anni 90)la cosa si ripercuote un po’ in tutto il mondo, figurarsi in italia che ha i conti che si reggono con lo sputo.
    questo vuol dire che l’italia o esce dall’euro e stampa a manetta andando in iperinflazione o va in default o tassa tutto il tassabile per poi andare in default lo stesso.

    ecco quando questo accadrà spero che ci sia la coalizione di bersani al governo, perché berlusconi e monti ormai si sono già sputtanati, e vorrei inoltre che si comprasse anche senatori del m5s come pare giri voce in modo sputtanare anche il movimento di grillo.

    Però non voto bersani, voto fare perchè vorrei che a destra si capisse un po’ il motivo per cui sono stati sfanculati dall’elettorato, quindi vorrei che perdesse il centrodestra per il margine di voti che prende fare. Magari questo può avviare un dibattito nel centro destra, è più un sogno che altro.

  15. Tony R on febbraio 19, 2013 at 22:05

    @ Pippo & Fabristol:

    pensavo di essere l’unico matto a pensare di votare per incasinare le cose!! 😀

    Per quanto riguarda Fare, vi posso dire la mia. Oggi pomeriggio è stato un continuo di telefonate e mail di gente che mi chiedeva lumi su Fare a seguito della sovraesposizione mediatica di Giannino (la cosa divertente è che io non sono né candidato né sottoscrittore né volontario, solo un semplice simpatizzante). Ho spiegato come stavano le cose, senza “infiochettature”, e nessuno ci ha ripensato, mi hanno assicurato tutti che non hanno cambiato intenzione di voto. Penso che sia anche un problema di comitati provinciali, dove ha difettato esperienza e perché no, “attributi” (chiedo scusa), per fronteggiare la situazione a livello di base. Io sto battagliando da questa notte sul Tumblr, e alcune direzioni provinciali solo stamattina hanno presentato un qualche commento, una risposta. Ci potrebbe essere un contraccolpo, probabilmente ci sarà, ma magari non sarà così disastroso come può apparire oggi.
    Fabristol, hai ragione: il presentarsi da moralizzatori era sbagliato in partenza. Ma anche perché da liberali, la morale dovrebbe restare a casa nostra. Che sia di monito per il futuro. 🙂

    L’unica cosa, passando di palo in frasca, è che io sono seriamente preoccupato da alcune voci che anno il M5S attorno al 48%. Grillo mi sta bene se incasina il governo degli altri, assolutamente no se fosse lui al governo. Purtroppo avevo scritto quelle righe prima dell’affaire Monte Paschi, e chi lo immaginava tutto questo…

    @ Violator:

    ecco l’atteggiamento dei “pagliacci” del Giornale e di Libero:
    – scandalo Monte Paschi: “dimissioni dei vertici del PD, che vergogna!!”
    – caso Giannino: “dimissioni di Giannino, che vergogna!!”
    – scandalo FinMeccanica: “è tutto un complotto dei giudici, che si vergognino. Non ci dimetteremo certo perché ce lo chiedono gli altri!!”.

    La colpa è sempre degli altri. Una cosa accomuna cdx e csx. L’ipocrisia.

  16. Violator on febbraio 19, 2013 at 22:37

    @ Tony
    Confermo anche io che chi ho sentito oggi è rimasto amareggiato, deluso..ma conferma il voto a Fare. Giannino se supera il quorum rinuncerà al seggio. “Prepariamoci” al Boldrin più che altro..e mi auguro che superino il 4%! Solo per il gusto di leggermi le prime pagine di quelle teste di XXX di Sallusti/Belpietro.
    Su Grillo, 48% … cavolo …non credo/spero proprio. Sarebbe un serio problema a quel punto.
    E’ paradossale come in questo istante sulla 7 si alternano Bersani, Berlusconi (che a breve uccide Mentana) e a breve Monti….intanto Grillo ha fatto il PIENONE a piazza duomo..e nella mia Roma Venerdì sarà il panico.

  17. Claudio G. H. on febbraio 19, 2013 at 22:45

    Oggi un amico mi ha detto che secondo lui questa di Giannino e Zingales per lui è una montatura …e subito ho avuto un deja vu.
    Fare potrebbe essere un partito che usa tecniche all’americana, per cui la sceneggiata sarebbe studiata ad hoc per togliere il microfono alla concorrenza e far uscire il vero running mate: Mr. Boldrin.

  18. Luca on febbraio 19, 2013 at 23:07

    @Claudio mi sembra una mossa molto…spericolata. ma adesso che ci penso magari potrebbe anche essere. avendo visto tramite sondaggi che non arriverebbero al quorum tentano il tutto per tutto.
    io però non penso

  19. Violator on febbraio 19, 2013 at 23:09

    @ Claudio
    concorderei se non avessi una perplessità: il tempismo sbagliato, il voto è dietro l’angolo.
    Dovevano fare la sceneggiata prima, il Prof. Boldrin a questo punto ha poco tempo per convincere indecisi. Dovevano anticiparla di una settimana..o 10 giorni almeno.

  20. Fabristol on febbraio 19, 2013 at 23:17

    Io eviterei i complottismi. Usiamo il rasoio di Occam: semplicemente la stupidità è umana ed è molto diffusa. E Zingales ha peccato di stupidità con un atto fatto a caldo o di cattiveria se lo ha fatto a freddo. In tutti e due i casi, nonostante Giannino abbia fatto una cazzata colossale -oltretutto Fare ha come programma l’abrogazione del titolo di studio!- ho più simpatie per quest’ultimo che per Zingales.

  21. Claudio G. H. on febbraio 19, 2013 at 23:44

    Riflessione. Che alternative c’erano sul banco del mercato? C’erano le solite cariatidi, una mummia fatta passare per nuovo (Monti), e oltre ad un mucchio di partiti civetta, Fare e M5S (tralascio il caso Veneto che è a parte).
    Ora se Fare si trova con il rischio quorum, vien quasi da mettersi a ridere se non ci fosse da piangere. La verità è che è la popolazione da mandare a casa.

    Le elezioni sono una perdita di tempo, e occorre iniziare a pensare all’autodeterminazione e la propria difesa, in un proprio spazio. Oggi in un commento su fb ho scritto che lo stato dovrebbe essere come un fortino, serve a difendere i suoi cittadini e a rappresentarli nel mondo. Difenderli dall’arroganza di altri [popoli/minoranze aggressive] che certamente li assalirebbero per impossessarsi dei loro beni.
    Così fanno coloro che sono dentro uno stato in cui i cittadini sono forzati a farvi parte: usano l’imposizione fiscale per cose non approvate dai cittadini aggredendoli per rubare i loro beni.
    Di fronte a questa aggressione occorre difendersi, inutile menarla.

  22. astrolabio on febbraio 20, 2013 at 00:06

    io l’unico pelo che non riesco a radere col rasoio di occam è come facesse zingales a sapere che giannino non ha fatto quel master non me lo spiego, a meno che non sia andato a verificare in qualche modo (ma perché? che è il figlio segreto del gabibbo?).

    adesso che sento parlare voi mi viene in mente un’ipotesi pazza per cui si crea un microscandalo (effettivamente è un’inezia, bill fucking clinton mentì sotto giuramento, giusto per chi cita i “paesi civili”) e giannino si dimette e tutti “e beh però vedi anche per una cazzata si dimette il leader” e la lira si impenna; ma sarebbe un piano di un machiavellismo troppo geniale, quindi credo semplicemente a un giannino coi complessi d inferiorità e un zingales stolto inquisitore; però in iraq ci dovrebbe essere l’antrace quindi ecco, chissà come stanno veramente le cose.

  23. Tony R on febbraio 20, 2013 at 00:37

    Affido il mio ultimo commento della giornata di oggi (meno male che io per ipotesi non vorrei occuparmi di politica italiana… nelle ultime 24 ore ci son stato dentro fino al collo) associandomi al parere degli amici che, pur trovando affascinante l’ipotesi di Claudio, non la trovano plausibile per la tempistica.

    Tra le tante cose di una giornata da dimenticare (oddio, personalmente sono stato contento di essere stato considerato come “consigliere elettorale” da parte di molti amici e parenti), anche una piazza gremitissima di gente incazzata pronta a fare qualunque cosa il suo leader le chieda. Concluderanno tra qualche giorno marciando su Roma. Che strano, un leader forte tanti anni fa iniziò proprio da lì con lo stesso materiale umano… Sarà una coincidenza…

  24. Violator on febbraio 20, 2013 at 06:43

    @ astrolabio
    L’ipotesi “…..e beh però vedi anche per una cazzata si dimette il leader e la lira si impenna”…questo devono sbrigarsi a fare.
    Questo è esattamente quello che considero ottimizzare uno scivolone.
    Poi gli ultimi 2 giorni in TV vanno Boldrin e Giannino, il quorum possono traguardarlo e sicuramente fare lo sgambetto in Lombardia.
    Ma si devono SBRIGARE, il tempo è poco.

    Ragazzi, un quesito: se come nel mio caso, oltre camera e senato, avreste da votare per le regionali…che ragionamento si potrebbe fare per “incasinare”?

  25. astrolabio on febbraio 20, 2013 at 12:03

    mi sono ricordato di aver visto la strategia dello scivolone teorizzata in questo fumetto:
    http://www.smbc-comics.com/index.php?db=comics&id=2878#comic

  26. Pippo on febbraio 20, 2013 at 14:23

    Io più passa il tempo e più penso che a Zingales è arrivata una soffiata “disinteressata”. Considerate che gli “agenti” del giornale sono andati sicuramente a rovistare sotto tutti i tappeti dove è passato il nuovo “nemico”. Una volta trovata la cazzata di Giannino (colpa del narcisismo e probabilmente da un inutile complesso di inferiorità nei confronti dei suoi colleghi) non hanno fatto altro che farlo sapere a Zingales che sicuramente è più interessato alla sua reputazione di professore di Chicago che al neonato partito. Avrebbe fatto una pessima figura anche lui e la notizia sarebbe uscita comunque sui giornali di Berlusconi… a quel punto non poteva fare altro che anticiparli. Non lo voglio assolutamente giustificare, ma mi sembra più plausibile questa spiegazione che una strategia concordata tra lui e Giannino. In ogni caso le dimissioni di Giannino potrebbero capovolgere la situazione… sono ancora in attesa dell’esito della direzione di Fare.
    Alle regionali del lazio sono indeciso tra il m5stelle e fare.
    Inutile precisare che il programma del m5stelle è una boiata pazzesca.

  27. Cachorro Quente on febbraio 20, 2013 at 16:02

    @Pippo: temo anch’io sia andata così. Per una scorrettezza veramente inutile, Giannino cede la lombardia al PDL. Vabbè.

  28. Violator on febbraio 20, 2013 at 17:18

    Ufficiali ed irrevocabili dimissioni

  29. astrolabio on febbraio 20, 2013 at 19:06

    approvo la spiegazione di pippo.

  30. Violator on febbraio 20, 2013 at 21:52

    Ma è vero che Hoppe ha dato endorsement per Bassani in Lombardia?

  31. Luca on febbraio 20, 2013 at 21:58

    @violator sì

  32. Fabristol on febbraio 20, 2013 at 23:33

    La spiegazione di Pippo è sicuramente plausibile. D’altro canto basta guardare come si stanno comportando i mastini di B. in questi giorni. Sallusti ha la bava alla bocca per il piacere.

  33. Claudio G. H. on febbraio 21, 2013 at 00:00

    Si, la spiegazione di Pippo è convincente.
    Ora occorre verificare l’effetto, che non do per scontato.
    Berlusconi sta comportandosi come un bambino dispettoso, dubito che gli porterà voti. Per sua fortuna a portargli voti sono quei decerebrati del PD. Oggi il proclama di Bersani che dice che la prima cosa che faranno se eletti è cambiare le regole elettorali per cui nessun partito sarà ammesso alle elezioni se non disporrà di un “collettivo democratico” (parole sue dette in tv) sembra l’anticamera del fascismo (o dei soviet).

  34. Tony R on febbraio 21, 2013 at 00:03

    comunque Giannino a La7 stasera è stato grande. Ha dimostrato di avere coraggio, ha risposto su tutto, ha chiarito il perché (penso che lo abbia fatto anche bene) e ha dato in un certo modo ragione alla versione di Pippo, che a ‘sto punto, ci ha preso alla grande (complimenti per l’intuizione).
    Penso ne sia uscito da signore, e spero che i danni siano ridotti al minimo. Il centrodestra pensava di prendersi i voti di Fare, forse si son resi conto che se c’è un’unica forza che non li avrebbe mai presi erano proprio loro.

  35. Violator on febbraio 21, 2013 at 06:40

    @ Tony,
    sono sicuro anche io che se qualche voto FiD dovesse perderlo Lombardia, non andrà mai al PDL.
    Un mio caro amico è rimasto deluso della vicenda, forse si astiene ma mai darebbe voto ad altri.
    Altro mio amico amareggiato ha deciso per il voto disgiunto come molti di Noi (al Senato M5S).

    @ Pippo
    mi associo.

    @ Fabristol,
    se, come credo/spero, lo sgambetto in Lombardia ci sarà o ancor meglio superano quorum, mi compro il Giornale e Libero martedì e li incornicio in camera da letto.

    Ciao

  36. Violator on febbraio 22, 2013 at 09:21

    All,
    alla faccia della legge che proibisce la divulgazione di sondaggi, ad omnibus il prof. Boldrin spara il 5% o 6% (secondo suoi dati)
    Nella sua arroganza ha dato vita ad una favolosa la lite con quel mal riuscito di Quagliarella (PDL) e il triste keynesiano Fassina (PD).
    Sto ancora crepando dalle risate.
    Certo, è a dir poco un esaltatoche senza problemi conferma contatti con M5S.

  37. Tony R on febbraio 22, 2013 at 23:16

    Direi che è il suo spirito liberale che si ribella a una legge liberticida, la quale proibisce la libertà di parola disponendo l’obbligo di tacere sui sondaggi prima del voto 😀

  38. giango on febbraio 24, 2013 at 10:37

    per chi stava pensando a quel pagliaccio di oscar giannino, il signore non troppo scaltro che alla fine ha rivelato la sua natura di bugiatrdo, gli valga come lezione. Ora tocca a quelli che credono (poveri illusi che dietro di lui non ci siano i signori capitalisti altrimenti chi lo avrebbe finanziato secondo voi? vedi Casaleggio et altri loschi figuri), in Grillo la soluzione ai nostri mali.
    Votare o non votare nn ha più senso, i conti son fatti. Potreste optare per la soluzione di nn ritirare le schede elettorali e verbalizzare una motivazione. Ma se siete solo un paio anche in questo caso avrà poco senso.

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