Senza governanti, per poco

marzo 11, 2013 27 Comments
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anarchy in italyIn rete girano vari memi che ricordano come in questi giorni in Italia manchino all’appello il governo, il papa, il capo della polizia e il presidente della repubblica (li metto tutti minuscoli perché fa molto punk come nell’immagine affianco). In realtà il vecchio governo c’è ancora -almeno fino a quando il nuovo non viene nominato dal presidente della repubblica -, il papa è volato in elicottero e lo stesso presidente della repubblica rimarrà al potere fino a metà Aprile -anche se in questo mese i suoi poteri sono limitati. Ma è indubbio il fatto che pur avendo ancora le redini del potere siano meno attivi e stiano aspettando la fine del loro mandato.

Ma se per pura ipotesi questa successione di poteri venisse ritardata di un mese cosa succederebbe? Probabilmente rimarrebbe immutata come adesso. Le camere sono sciolte, quindi leggi non se ne possono fare, il governo c’è ancora ma a parte aspettare non sta facendo granché. E anche se da un giorno all’altro scomparisse ce ne accorgeremmo? Probabilmente no.

Quindi? Ci si aspetterebbe il disordine più totale giusto? E invece le istituzioni come magistratura, ministeri, ambasciate all’estero oppure uffici pubblici, scuole ecc. funzionano come ogni giorno. Ma allora mi chiedo dov’è il limite tra un paese governato e un paese non governato? Quando si sorpassa la linea del tanto paventato “caos”? Se per un mese tutto va bene, per un mese e un giorno va ancora bene, per due mesi va ancora bene ecc. quand’è che ci dobbiamo aspettare il crollo della società?

Il fatto è che il Parlamento in teoria può funzionare senza il Governo, il Governo funziona senza Parlamento, i ministeri funzionano senza parlamento e governo, la magistratura e le forze dell’ordine (istituzioni autocefale a parte per l’elezioni dei propri capi) funzionano senza quelli di cui sopra. E la vita di tutti noi va avanti comunque, che ci sia una persona seduta su quello scranno oppure no indipendentemente da quell’idea che chiamiamo Stato. E se questo stallo istituzionale rimanesse abbastanza a lungo tanto da farci dimenticare che abbiamo bisogno di un governo? Vuoi vedere che l’economia reale si risolleva? Chissà.

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27 Comments » 27 Responses to Senza governanti, per poco

  1. lupettoblu on marzo 11, 2013 at 10:28

    ma quante stupidaggini, appena il parlamento si insedia può fare tutte le leggi che raccolgono una maggioranza, se non si trova una maggioranza per appoggiare un governo resta quello dimissionario finchè dura la legislatura

  2. CARLO BUTTI on marzo 11, 2013 at 13:34

    Ma la mancanza di un governo, per quanto possa essere benefica, come anch’io credo, non significa scomparsa dello Stato, bensì il suo limitarsi all’ordinaria amministrazione. Non si aggiungerebbero nuovi guasti a quelli già in corso, ma l’elefantiaca macchina burocratica opererebbe ancoira a pieno ritmo, rubando, opprimendo, proibendo e riducendo in schiavitù. Fra gli uffici regolarmente operanti continuerebbero ad avere una posizione di spicco l’Agenzia delle entrate ed Equitalia, quindi le imposte si pagherebbero esattamente come adesso e per il loro recupero si procederebbe nello stesso modo canagliesco finora in vigore; le Poste continuerebbero ad essere “esecrande e sputacchievoli”(copyright Giacomo Leopardi, l’Italia non cambia mai),i Carabinieri continuerebbero ad avere “le mani legate” quando si tratta di venire incontro a una richiesta di aiuto contro i delinquenti,scioltissime quando si tratta di rompere le scatole con i loro controlli stradali,le Polizie locali dei vari Comuni continuerebbero a esibire il loro vuoto mentale, vessando residenti e non residenti coi loro stupidi cavilli,la Magistratura non cesserebbe di essere la più inefficiente e la più politicizzata del mondo (anzi forse si sentirebbe ancor più in dovere di esercitare una vera e propria supplenza politica, brandendo come una clava la”Costituzione più bella del mondo”),i nullafacenti dell’apparato pubblico che, crogiolandosi nelle loro mansioni parassitarie, vivono alle spalle di chi lavora e produce, seguiterebbero a mangiar pane a tradimento… Non è neppure un “limitarsi” all’ordinaria amministrazione, come ho detto sopra: ho sbagliato verbo, avrei dovuto dire “attenersi”, perché i limiti di uno Stato minimo(che, in quanto Stato, continuerebbe in ogni caso a essere un male, un diavoletto è sempre un diavolo) risulterebbero sempre superati a dismisura. C’è poco da stare allegri…

  3. daouda on marzo 11, 2013 at 18:19

    Ma voi date per scontata la visione che uno stato venga amministrato male, cosa che non è l’unica possibilità anche se la di gran lunga più probabile sicuramente in Italia.
    La questione dello stato minimo che diviene massimo non c’entra che relativamente ed inoltre come anche la natura umana diviene abominevole alle volte, ma ci sono evidenti motivi per cui si scada in tali circostanze, così varrebbe per lo stato se fosse gestito con regole chiare e rigorose una volta stabilito il perché della sua esistenza.

  4. CARLO BUTTI on marzo 12, 2013 at 11:51

    E’ proprio quello che vorrei capire e non capisco:perché esista lo Stato . Il razionale è reale e il reale è razonale, diceva Hegel. Sarà…

  5. Fabristol on marzo 12, 2013 at 13:56

    scusate se non sto intervrenendo ma non ho internet in questo periodo. voolevo solo dire che lo stato continua ad esistere certo ma e’ meno attivo. pensate alla campagna montiana contro gli evasori. senza un governo attivo -intendo un governo che deve giustificare il suo operato con atti politici di fronte all’elettorato- forse befera non sarebbe stato cosi solerte. i dipendegbti pubblici quando njon ci sono i capi non lavorano cvon la stessa solerzia

  6. Francesco on marzo 12, 2013 at 17:18

    Forse questo può aiutare a chiarire il punto di vista libertario… http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=Bp9cT3C0AUs&feature=endscreen

    LIVE FREE OR DIE

  7. daouda on marzo 12, 2013 at 18:40

    Finché non si comprende che il principio di sottomissione è una necessità sociale difficilmente si potrà capire non solo l’utilità dello stato ma anche la sua stessa nascista.
    D’altronde il principio di sottomissione può essere del tutto volontario.Insomma l’anarcocapitalismo conduce dritto dritto allo stato ( in senso largo ) per forza di cose poiché, guarda caso è composto da uomini.

    Fabristol è tutto chiaro ed hai ragione, ma a Singapore magari una situazione senza amministrazione può rivelarsi in certi frangenti negativa. Insomma ci vuole un po’ di relatività.

  8. Violator on marzo 13, 2013 at 06:41

    Sono basito da quel che leggo:

    “Insomma l’anarcocapitalismo conduce dritto dritto allo stato (in senso largo) per forza di cose poiché, guarda caso è composto da uomini”
    che significa? L’anarco capitalismo, per tua scienza, conduce ad una società di diritto privato con esclusione del diritto pubblico (il diritto dello stato).

    “D’altronde il principio di sottomissione può essere del tutto volontario”:
    Interessante.. come? Esempio?

    “Finché non si comprende che il principio di sottomissione è una necessità sociale difficilmente si potrà capire non solo l’utilità dello stato ma anche la sua stessa nascista”:
    perchè sottomettersi sarebbe una necessità sociale? Se una necessità sociale, allora non è volontario come affermi..e DOVE sarebbe l’utilità dello stato? Anche da un punto di vista etico per favore, vorrei capire l’utilità dello stato.

    “La questione dello stato minimo che diviene massimo non c’entra che relativamente ed inoltre come anche la natura umana diviene abominevole alle volte, ma ci sono evidenti motivi per cui si scada in tali circostanze, così varrebbe per lo stato se fosse gestito con regole chiare e rigorose una volta stabilito il perché della sua esistenza”
    …interessante il passaggio di pseudo analogia tra stato ed esseri umani, con il richiamo ad evidenti motivi. Evidentemente non troppo evidenti.
    Interessante anche il condizionale ultimo concetto: stabilito il perché della sua esistenza, allora si che si possono legiferare norme chiare e rigorose e si può a valle giustificare il mal funzionamento.

  9. Homo Libertarianus on marzo 13, 2013 at 14:39

    “D’altronde il principio di sottomissione può essere del tutto volontario”

    Esilarante.

    Certo che può essere volontario, ma lo dici tu stesso, usando un verbo potenziale, che è una possibilità, un’ipotesi.

    C’è anche il caso in cui io non voglia assolutamente sottomettermi a null’altri che alla libertà degli individui.

    Se il 99% delle persone accettassero di nutrirsi esclusivamente di feci sarebbero liberi di farlo, ma permettimi di decidere per me cosa voglio mangiare…

    L’anarco-capitalismo porta a questo, a una società volontaria, dove tu sei libero di sottometterti a chi ritieni più opportuno, ma dove io mi comporto esclusivamente secondo mia libertà, mia volontà e mia responsabilità, nel rispetto delle stesse degli altri individui.

    Non dare per scontato che quello che tu ritieni assolutamente giusto e valido lo sia anche per gli altri.

  10. daouda on marzo 13, 2013 at 20:30

    Chiariamoci.

    1)il diritto pubblico è un diritto privato potenziato e protetto
    2)Gli stati si comportano come individui tra loro e sono entità “anarcocapitalistiche” tra di loro

    Tenuti presenti questi due punti la distinzione pubblico/privato non ha senso e voi ne dati una visione che un Hoppe per esempio, giustamente, non ha, ossia inversa a quella marxiana.
    Siamo sempre stati in società privatistiche dove gli interessi di corporazioni od entità privatistiche prevaricano quelle di altre facendosi spacciare per “pubblico” quando questo concetto è un non senso logico in sé.

    Inoltre una società di diritto pubblico esiste proprio perché sono esistite società di diritto puramente privato che vi ci hanno condotto creando stato.

    L’anarcocapitalismo conduce allo stato per forza di cose se impone la propria ideologia economico-sociale anche in ambiti ad esso estranei senza integrare la specificità delle altre scienze oppure se altera i principi su cui si fonda.E’ assoiomatico e ciò crea stato essendo lo stato non il pubblico in sé ma ogni tipo di oppressione sistematizzata, quello che i libertariani.

  11. Violator on marzo 13, 2013 at 20:48

    1) Puoi darmi la fonte di questa nuova definizione di diritto pubblico? Devo essermela persa durante i miei 5 anni in giurisprudenza
    2) Non ti risulta l’esistenza di un diritto internazionale? Che “dovrebbe” esser fonte tra le relazioni intestatari? O forse anche in questo caso avrò seguito un corso universitario per altro.

    O forse ero distratto mentre ho letto Hoppe.

    Tu che lo hai letto con maggiore attenzione, cortesemente: fonti e passaggi da cui ha dedotto quanto scrivi?

  12. daouda on marzo 13, 2013 at 20:57

    “se fosse gestito con regole chiare e rigorose una volta stabilito il perché della sua esistenza”

    Mi pareva congiuntivo…ad ogni modo io non ho affatto scritto che lo stato sia necessario ma che ci si deve studiare al riguardo.

    Il principio di sottomissione è una spiegazione diversa del principio dello scambio.L’incompetente innanzi al competente si trova sottomesso via naturaliter senza alcuna coercizione.Se poi assente esso stesso riconoscendo la sua minor capacità tanto meglio, per quello ho scritto che può essere volontario.

    La libertà è pluralistica ed anti-egualitaria per definizione. il primo morbo di socialismo ( in senso largo ) è proprio nel liberalismo nel suo ritenere tutti gli homini di pari dignità, discorso che è una mera secolarizzazione teologica stravolta del suo senso profondo.

  13. daouda on marzo 14, 2013 at 02:17

    Eri abbastanza distratto, come sarai stato distratto a leggerlo doppiamente perché sarai rimasto un liberale relativista invece di divenire un conservatore, di quelli fedeli alla massima di Spooner…

    Non credo sia difficile fare una trasposizione logica e d’altronde se ci tenevi manca anche la mia definizione di stato da precisare.

  14. Violator on marzo 14, 2013 at 06:58

    Qui non credo si tratta di far trasposizioni logiche.
    Trattasi almeno di conoscere A B C della legge, poi sei libero di improvvisarti pioniere di non so quale diritto.
    Sicuramente avrai una teoria “potenziata” pronta all’occasione per definire chiunque relativista o conservatore più o meno liberale o libertario, pseudo aderente allo spoonerismo o a Hoppe o Rothbard o chi ti vien di chiamare in causa all’occasione (senza fonti).
    Have a nice day Prof. Daouda

  15. daouda on marzo 14, 2013 at 18:23

    Vàbbuò, non mi sembrava difficile da capire.La cosa sulle fonti è patetica, ma non fà niente…i was waiting so long.

    Ti lascio con questo dato di fatto: la natura umana lasciata a sé passa da uno stato di minima malvagità ad uno di massima malvagità. Credo sia utile interrogarsi anche sull’abolizione dell’umanità quindi e non solo dello stato, ma chiaramente mi si verrà a scrivere che la natura umana in sé non esiste o che a nominarla in àmbito filosofico io sia senz’altro un saccentello.
    Bene bene!

  16. Violator on marzo 14, 2013 at 18:45

    Anche sulla tua massima (dato di fatto?) sulla natura umana, mi rifaccio semplicemente al commento precedente di Homo: esilarante.
    Non aggiungo altro, rischio di farmi apostrofare come socialista da un inconsapevole socialista. Male male.

  17. daouda on marzo 15, 2013 at 23:13

    male male suona bene, meno male.

  18. daouda on marzo 16, 2013 at 11:10

    Comunque ripensando al discorso sulla Forza nel “La Legge” di Bastiat mi sembra del tutto fondata una frase del genere:

    -L’uso della forza è possibile in vista dell’affermazione e della diffusione di una verità vitale? Non vi è dubbio che si debba rispondere in modo affermativo, perché l’esperienza ci dimostra che spesso è necessario fare violenza agli irresponsabili per il loro stesso interesse-

    E’ questo che non capirete mai ma ciò vi deriva dal vostro comunismo intrinseco, comunismo derivante dall’egualitarismo liberale, che vi fà ritenere gli homini tutti potenzialmente uguali quando ciò è una bestemmia vista la loro diversa capacità razionale.

    Comunque sia mi stupisce il vostro ossequio al diritto che lo stato erige e travia da sé stesso, dimenticando che lo ius gentium altro non è appunto , come dicevo, un diritto sopra le parti ( gli stati, ergo soggetti anarcocapitalisticamente intesi tra loro ) inerente alla scienza giurisprpudenziale in sé.

    Se volete fare i duri e puri, ci si dovrebbe comportare da duri e puri. Eppure mi sembra che nessuno segua la strategia di S.E. Konkin III ed al contempo nessuno segua il Rothbard de “un populismo di estrema destra” , troppo comodo così come fate voi giuggiulandovi nell’astrattezza a-statuale.
    E pensare che ponevo le cose solo come mere ipotesi di dibattito, mica come verità da difendere che non me ne freka nint…quanto siete prevenuti! Reagite ormai ad istinto!

  19. Violator on marzo 16, 2013 at 13:49

    Hai ragione

  20. Violator on marzo 16, 2013 at 19:35

    Daouda, con spirito puramente costruttivo e non polemico, con la massima umiltà intellettuale, il mio punto di vista l’ho già stigmatizzato in altro post passato.
    Il mio è un radicalismo senza alcun compromesso, non c’è spazio per lo Stato.

    4 regole logiche a priori, fondamentali, che non sono in discussione:
    A) Ogni individuo è il proprietario privato (esclusivo) del proprio corpo fisico;
    B) Ogni individuo è il proprietario privato di quei beni (scarsi )che usa per mezzo del suo corpo, prima che lo faccia qualsiasi altra persona;
    C) Ogni individuo che, per mezzo del suo corpo e/o dei beni originariamente acquisiti, produce nuovi beni ne diventa proprietario, alla sola condizione che nel processo di produzione non danneggi i beni di proprietà di altri;
    D) La proprietà di un bene acquisito originariamente o prodotto, può essere trasferita solo per mezzo di un contratto (trasferimento volontario).
    Le regole di cui sopra sono le uniche e per me indiscutibili soluzioni logiche a garantire (teoricamente) l’ordine sociale.
    Sarebbe un errore anche costituzionalizzare il diritto di proprietà, dal momento che la costituzione è un insieme di norme e le norme sono delle convenzioni finalizzate ad evitare conflitti sociali.
    Una convenzione, per definizione, ha un fine e presuppone una alternativa.
    Diversamente la proprietà non è una convenzione, bensì una necessità logica (non esiste un alternativa alla proprietà privata).
    Solo una proprietà privata ed esclusiva permette dall’origine di evitare conflitti altrimenti inevitabili (in particolare la regola B).
    Questo sempre in Teoria ed in logica.
    Infatti non è detto che nella pratica l’ordine sociale ci sia sempre nonostante tutti abbiano ben note le 4 regole.
    I conflitti possono esserci sempre, come sempre ci sono persone che considerano più conveniente avere un conflitto anziché evitarlo.
    Ergo l’ ordine sociale va gestito e garantito ed ergo richiede istituzioni/meccanismi finalizzati a tal fine.

    E qui incappano in errore i liberali classici, che fanno entrare in scena lo STATO come ente garante (che presuppone un ordinamento giuridico, nel quale la fonte primaria è di diritto pubblico ed in particolare la Costituzione).

    Lo STATO (con il suo ordinamento giuridico, la sua Costituzione e ripartizione dei poteri esecutivi/legislativi/giurisdizionali) non è la risposta corretta, dal momento che per definizione è un MONOPOLIO.

    Questo è il mio punto di vista…poi sarà radicale perché non accetta compromessi? sarà estremo?

    Non mi interessa. Non lo cambio, salvo che mi si forniscano regole logiche a priori migliori.
    Indipendentemente dalle risultanze empiriche, dove c’è logica c’è etica per me.

    Il tutto senza polemica, ma per semplice chiarezza.

    Ciao

  21. daouda on marzo 17, 2013 at 18:20

    il caso A) è temperato per anziani,bambini e disabili di vario tipo ergo non è un principio assoluto
    il caso B) idem
    la frase C è inappuntabile
    il caso D) dimentica le donazioni in genere

    Il diritto di proprietà ha varie deroghe ed eccezzioni che devono essere studiate per permettere un giusto giudizio.Indipendentemente dal numero di regole basta che esse siano fondante sui principi. il nocciolo verte infatti sulla differenza delle nature umane, evidenza empirica anti-egualitaristica.
    Non ho riportato quella frase per caso poiché anch’essa esprime necessità logiche,etiche e pratiche.
    Il vero unico problema è il conciliare l’assenza di monopolio con l’autorità dei principi che permetta di garantire senza governare e di converso l’adeguamento dell’essere umano ad esse invece di costruirsi i suoi ideologismi.
    Di conseguenza rischi di non essere abbastanza estremo perché colluso se ignori altri campi d’applicazione dei principi.Applicando quel che soddisfa una determinata gabbia mentale, non si lascia spazio alla vera Libertà d’applicazione degli stessi.

    Preso il caso A-B) bisognerebbe vedere in rapporto possano influire determinate eccessioni nei casi di collettività/aggregazioni di cui il libertarismo mai si occupa ( ci ha provato solo Rothbard in nazioni per consenso ) e chi se ne potrebbe fare carico.
    Questo sarebbe lo statuale corretto che verrebbe a crearsi o no?
    Io dico che c’è da riflettere e non da sancire come già scoperto trastullandosi nell’utopismo.

  22. Violator on marzo 17, 2013 at 18:52

    Vedo cha la tua natura da professore torna, è più forte di te salire sul piedistallo. Certo, un briciolo di arroganza intellettuale in meno…devo salire sul piedistallo e replicarti?

    A) Ottimo modo di argomentare, alternative? Non ne hai, mi dispiace per te.
    B) Idem, alternative non ne hai, mi dispiace per te.
    C) Meno male
    D) leggimi con attenzione, non ho fatto riferimento esclusivi a trasferimenti a titolo oneroso. Ergo la donazione rientra nei trasferimenti di proprietà…o mi sbaglio professore? Non è così?

    “Il diritto di proprietà ha varie deroghe ed eccezzioni che devono essere studiate per permettere un giusto giudizio.Indipendentemente dal numero di regole basta che esse siano fondante sui principi. il nocciolo verte infatti sulla differenza delle nature umane, evidenza empirica anti-egualitaristica.”
    non sono minimamente in sintonia…è calibrato per anziani,bambini e disabili di vario tipo, come te.

    “Il vero unico problema è il conciliare l’assenza di monopolio con l’autorità dei principi che permetta di garantire senza governare”..infatti, per me è la società di diritto privato, per te non so.

    Che noia

  23. daouda on marzo 17, 2013 at 19:41

    Come volevasi dimostrare.

  24. Violator on marzo 17, 2013 at 20:09

    Sono sempre stato un sostenitore della compassione per la mania.

    Immagino la tua euforia ora che, con la tua grande loquacità, sei riuscito a dimostrare.

    Better for you my dear conceited. 😉

  25. daouda on marzo 18, 2013 at 02:31

    Amaro in bocca in realtà perché dovreste essere i primi a capire certe cose avendone i mezzi, parola di lupetto…ops, di Prof!

  26. Violator on aprile 19, 2013 at 22:01

    Non so voi ma….Sto assistendo al fallimento del diritto pubblico…

  27. daouda on aprile 22, 2013 at 01:18

    DUCE!

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