La Risoluzione 44 e l’indipendenza del Veneto

marzo 14, 2013 20 Comments
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La Risoluzione 44 è stata votata con ampia maggioranza dal Consiglio Regionale Veneto il 28 Novembre 2012. È stata scritta e proposta dal partito Indipendenza Veneta (che non siede in Consiglio) e impegna il Presidente del Consiglio Regionale e il Presidente della Giunta Regionale

 ad attivarsi per avviare urgentemente con tutte le Istituzioni dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite le relazioni istituzionali che garantiscano l’indizione della consultazione referendaria (…) al fine di accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione avvalendosi a tale scopo del parere consultivo di un’apposita commissione di giuristi senza alcun onere a carico della Regione, oltre che a tutelare in ogni sede competente, nazionale ed internazionale, il diritto del Popolo Veneto all’autodeterminazione.

Il 16 Febbraio 2013 una manifestazione con migliaia di persone di Indipendenza Veneta si è conclusa davanti al Palazzo della Regione a Venezia per consegnare una proposta di legge per l’indizione del referendum da tenersi il 6 Ottobre 2013. Questo per dare seguito alla Risoluzione 44 e dare una spinta ai consiglieri che pur votando quella risoluzione sembrano ora muti e non molto propensi a portare alle conseguenze logiche quello per il quale hanno votato. La strategia di Indipendenza Veneta è chiara: più che concentrarsi sulle elezioni per arrivare a impossibile maggioranze in Consiglio Regionale, si punta semplicemente alla democrazia diretta. Più di un sondaggio mostra come la maggioranza dei veneti sia favorevole all’indipendenza del Veneto. Dato che lo scopo di IV è l’indipendenza e non arrivare al 51% di voti alle elezioni, si bypassa il consenso politico per andare al nocciolo della questione. Fare pressing sulle istituzioni e far conoscere ai veneti che esiste questa possibilità, alla maggior parte di quei veneti che dice “sarebbe bello ma non si può fare“. Si può fare, basta che i veneti lo vogliano. Attenzione: quello che IV chiede non è l’indipendenza, ma la possibilità per i veneti di esprimersi se vogliano o meno questa indipendenza. Ci sono moltitudini di italianisti veneti che affermano che questo referendum non servirebbe a niente perché i veneti sono e rimarranno italiani. Bene, chiediamoglielo, no?

Persone che non abitano in Veneto ma che simpatizzano per la causa hanno creato su internet anche un sito-manifesto, chiamato appunto Risoluzione 44, nel quale le persone, soprattutto non-venete, sono invitate a firmare per supportare il referendum. I primi firmatari sono persone che i libertari dovrebbero conoscere bene, come Hans-Hermann Hoppe, Pascal Salin e Carlo Lottieri.

Per rompere la cortina di silenzio sulla faccenda, Anna Durigon e Maurizio Giomo di Indipendenza Veneta hanno iniziato uno sciopero della fame. Qui potete vedere lo streaming in diretta e qui sotto un’intervista a Anna Durigon.

UPDATE: le cose si muovono.

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20 Comments » 20 Responses to La Risoluzione 44 e l’indipendenza del Veneto

  1. CARLO BUTTI on marzo 14, 2013 at 12:31

    E quando il 51% dei Veneti(o meglio dei votanti veneti)riuscisse a ottenere l’indipendenza, che ne facciamo del restante 49%? Integrazione forzata nel nuovo Stato, ostracismo, esilio…? Si può essere libertari e accettare la tirannia di una maggioranza? Si vuol capire che già i critici della democrazia ateniese antica erano giunti alla conclusione che il il governo del DEMOS è una forma di aggressione dei più contro i meno (e, paradossalmente, come sosteneva Aristotele, anche di una minoranza povera contro una maggioranza ricca: se si abolisse il quorum si potrebbe, mutatis mutandis, arrivare a una situazione simile, di una minoranza prevaricante una maggioranza)? E il principio di non aggressione, cardine del pensiero libertario, dove va a finire? Il fine giustifica i mezzi? Il pensiero libertario l’ha sempre negato recisamente. E gli sberleffi libertari(sacrosanti)contro l’ipostizzazione di categorie puramente concettuali come Stato, Nazione, Popolo, Società vanno mandati in soffitta quando si parla di Stato Veneto, Naziome Veneta, Popolo Veneto? E se uno vuol essere veneto “natione non moribus”, lo marchiamo d’infamia come traditore della Patria? Ma la Patria non è l’ultimo rifugio dei mascalzoni? Più coerenza, signori. Qui i concetti si onnubilano, qui si pecca per poco di vigore. Detto questo, ribadisco la mia stima per Hoppe, Salin e Lottieri.

  2. Luca on marzo 14, 2013 at 12:35

    Giusto, la conseguenza logica allora sarebbe creare uno Stato Mondiale Unico così siamo tutti dentro.

    P.S. trovo insolente da parte tua il fatto di mettere in bocca a persone che non conosci atteggiamente macchiettistici come “lo marchiamo d’infamia come traditore della Patria?”

    Scrivi sempre le stesse cose, ti ho già risposto in passato e son stanco di ripetermi.

  3. Tony R on marzo 14, 2013 at 13:20

    Quindi la soluzione sarebbe il costringere il 51% a non chiedere l’indipendenza e il forzarli a vivere in un contesto di comunità che non riconoscono, per preservare un ipotetico 49% che non la vuole… Effettivamente, questo sì che è pensare libertario (probabilmente in qualche ala dell’OPG di Aversa).

    Anyway, la polemica non mi interessa, essendo un accanito seguace degli insegnamenti di Groucho Marx in tal senso, quindi passo oltre e non replicherò oltre modo.

    Volevo solo specificare che, da non veneto, condivido appieno lo spirito della Risoluzione 44, e spero che la “venezianità” arrivi fino al punto di considerare “veneto” anche chi, all’anagrafe, non lo è. Per intenderci, parafrasando le famose parole di Conor Cruise O’Brien sulla “irlandesità”: “Irishness is not primarily a question of birth or blood or language; it is the condition of being involved in the Irish situation, and usually of being mauled by it”.

  4. Luca on marzo 14, 2013 at 16:19

    @Tony a tal proposito, là in Veneto gira molto il detto “Veneto è chi il Veneto fa” 😉

  5. Violator on marzo 14, 2013 at 18:55

    Sottoscritta appena uscita!
    Attendevo questo post con ansia… Imo, QUESTE sono le iniziative che ogni libertario dovrebbe assecondare! Non tanti quelle iniziative, legittime, finalizzate a fermare declini.

  6. Alberto on marzo 14, 2013 at 19:42

    Sicuramente tutti i movimenti indipendentisti hanno la mia simpatia, però ho paura che, se la loro causa dovesse avere successo, ci sarebbe il rischio che, proprio perché fondati sulla “razza” (passatemi il termine…) questi nuovi stati si arrocchino su se stessi peggio dei precedenti. O no?

  7. Violator on marzo 14, 2013 at 20:52

    @ Alberto
    Non credo..
    La secessione è veramente e seriamente l’unico miglioramento parziale del nostro sistema attuale. Parziale dal momento che comunque non garantisce da subito un completo abbandono dello Stato e della democrazia.
    I piccoli stati che nascerebbero dovrebbero essere per quanto possibile “libertari” altrimenti correrebbero il rischio che la gente migliore (produttiva) li abbandonerebbe subito. Più “libertari” sono questi piccoli stati, più concorrenza ci sarebbe tra gli stessi stati.
    Non vedo arroccamento, anzi… condizione auspicabile per un inizio di decentramento politico, in netta antitesi al centralismo che avanza a livello europeo/mondiale.

    Mille volte meglio 100 San Marino che una sola Italia. 😉

  8. Pippo on marzo 14, 2013 at 21:06

    Perfetto… se il veneto diventa indipendente (o almeno regione a statuto speciale tipo il trentino) avremmo un altro posto in italia dove andare per votare con i piedi.
    Me lo auguro.

  9. astrolabio on marzo 14, 2013 at 21:34

    a me sembra che stiamo un po’ divagando dalla questione centrale, torniamo in carreggiata.
    Sapete se è fidanzata?

  10. Luca on marzo 14, 2013 at 22:43

    @astro sì 🙂

    PS ora sul live dello sciopero un’avvincente partita a briscola

  11. Tony R on marzo 14, 2013 at 23:15

    Astrolabio è definitivamente il profeta della mia fede… 🙂

  12. CARLO BUTTI on marzo 15, 2013 at 00:11

    Io non ho messo in bocca a nessuno frasi macchiettistiche, anzi credo ,a scanso di equivoci, di aver espresso la mia stima a persone che sul problema della secessione la pensano diversamente da me, ma con le quali, per aver letto i loro scritti, sono d’accordo su molte altre idee di non scarso rilievo. Il mio era soltanto un esempio un po’paradossale,e provocatorio, per porre un problema e sollecitare una risposta, o meglio una serie di risposte, entro una solida architettura argomentativa. Lo so benissimo di essere ripetitivo, ma tale non sarei se le risposte che ho finora ricevute fossero esaurienti, anziché elusive , come finora sono state. Replicare alle mie obiezioni dicendo “allora facciamo lo Stato mondiale” significa girare intorno al problema, non affrontarlo: e questo sì è un farmi dire quello che non ho mai detto.Io credo all’opportunità di abolire lo Stato(non semplicemente ridurlo), ma rimango convinto che la strategia del frazionamento è sbagliata,e ho anche spiegato il perché. Se qualcuno sa oppormi confutazioni convincenti, non sarò certo io ad arroccarmi per partito preso su posizioni che in cuor mio devo alla fin fine riconoscere come obiettivamente errate.Se il vostro fine ultimo è quello di ridurre lo Stato(non abolirlo) forse avete ragione, ma in ogni caso moltiplicherete frontiere dogane passaporti e altre forme di controllo. Se invece, come me, volete la soppressione di ogni Stato, allora dovete spiegare come da un processo quantitativo (Stati sempre più numerosi e più piccoli, ma sempre Stati)si possa arrivare a un risultato qualitativo(il superamento dell’istituzione Stato):nella successione degli eventi c’è un anello mancante, il penultimo, che è quello risolutivo. Lo stesso errore di Marx,la cui spiegazione della dialettica storica che dovrebbe condurre alla fine dello Stato è consequenziale fino alla rivoluzione anticapitalistica e alla dittatura del proletariato, ma poi non è in grado di chiarire come si possa passare da quest’ultima alla società dei liberi e degli uguali, dove di mattina uno può fare il cuoco e di pomeriggio comporre sinfonie. E infatti la Storia ha sonoramente falsificato la paradisiaca conclusione:dove dittatura proletaria è arrivata, dittatura proletaria, o sedicente tale,è rimasta; e quando il sistema è imploso, si è tornati allo “Stato borghese”… Caro Luca, non vorrei averti offeso, e se l’ho fatto te ne chiedo scusa:la foga polemica può avermi indotto ad alzare un po’ troppo i toni. Il fatto di dissentire dal tuo pensiero non mi impedisce di apprezzare i tuoi scritti, che leggo sempre con interesse. D’altra parte, non trovi estremamente noioso, e poco produttivo, essere sempre d’accordo con quel che si legge o che si sente dire, anche dalle persone con cui ci si trova in maggior sintonia? ?

  13. Liberalista on marzo 15, 2013 at 02:06

    Carlo, posso provare a dare una possibile soluzione al salto logico che tu, a mio parere in maniera logica, fai notare?
    Si tratta della reazione a catena.
    Premetto che ho firmato, e con entusiasmo, la risoluzione 44, pur non essendo Veneto.
    L’ho fatto perche’ credo che l’indipendenza del Veneto, al pari di quella della Scozia e della Catalogna, possa aprire una porta verso una societa’ senza Stato.
    Il perche’ e’ presto detto. Se lo Stato (italiano, britannico, spagnolo) accetta che una porzione del suo territorio possa “staccarsi”, tramite referendum, lo fa a prescindere dal fatto che poi in quella fetta di territorio si instauri una democrazia, una tirannia o una societa’ di uomini liberi.
    E se il principio dell’autodeterminazione vale per il Veneto, potra’ valere per la Sardegna o per la Sicilia, l’Alto Adige o la ValBrembana.
    E all’interno della Sardegna o del Veneto divenuti indipendenti attraverso questo meccanismo non sara’ certo possibile far passare l’idea che non ci si possa “autodeterminare”, no?
    Voglio dire che poi altre piccole comunita’ potranno autodeterminarsi, all’interno di quelle, con referendum. Tra queste, vuoi che non vi sia almeno una comunita’ di persone che non vogliono uno Stato, ma un territorio in cui vivere liberi?
    In conclusione, credo che questo referendum possa scatenare una reazione a catena che ci darebbe la possibilita’ di creare quell’enclave libertaria che sara’ poi l’esempio pratico che non viviamo di utopie, quando parliamo di societa’ senza Stato.

  14. Violator on marzo 15, 2013 at 06:36

    @Carlo,

    io, come scritto, vedo nella secessione il miglioramento parziale del sistema attuale. Non crea una società senza stato.
    Sono in piena sintonia con Liberalista.
    E’ fenomeno controcorrente che può creare quelle condizioni per reazioni a catena spinte dal principio di autodeterminazione.
    L’accentramente politico che oggi è in atto in Europa rappresenta l’esatto opposto.

  15. astrolabio on marzo 15, 2013 at 11:50

    ho firmato, io molto prosaicamente penso che in un veneto indipendente ci andrei a vivere con mucho gusto.

  16. CARLO BUTTI on marzo 15, 2013 at 14:42

    A Liberalista: grazie della garbata risposta. Finalmente una replica vera, non elusiva. Se ti fa piacere, potremo riparlarne. Non ora però: ho abusato dell’ospitalità di questo sito, forse ho esagerato nei toni polemici, ho urtato senza volerlo la suscettibilità di persone che stimo, e forse è bene che mi prenda qualche mesetto di pausa per rimeditare fra me e me le mie posizioni, con la più grande disponibilità a cambiarle, se mi si riveleranno sbagliate.

  17. CARLO BUTTI on marzo 15, 2013 at 14:42

    A Liberalista: grazie della garbata risposta. Finalmente una replica vera, non elusiva. Se ti fa piacere, potremo riparlarne. Non ora però: ho abusato dell’ospitalità di questo sito, forse ho esagerato nei toni polemici, ho urtato senza volerlo la suscettibilità di persone che stimo, e forse è bene che mi prenda qualche mesetto di pausa per rimeditare fra me e me le mie posizioni, con la più grande disponibilità a cambiarle, se mi si riveleranno sbagliate.

  18. Liberalista on marzo 15, 2013 at 21:24

    Carlo, io sono senza dubbio la persona meno adatta a dirlo, visto che sono l’ultimo arrivato, in termini di tempo, tra i commentatori di questo sito, nonostante lo segua e lo legga da tempo.
    Ho letto quasi tutti i tuoi interventi, trovandoli appassionati, logici e spesso condivisibili. Qui come sul sito del Movimento Libertario. Poi le sfumature possono (anzi, forse devono) essere personali, ma rimane il fatto che, da spettatore, non ho mai pensato che tu fossi “poco libertario”, per quanto poco senso abbiano le patenti…
    E se proprio devo dirlo… non credo che chi scrive su questo sito si sia offeso per i tuoi commenti, che sono sempre stati rispettosi nella forma e nella sostanza.
    Quindi, se puo’ contare qualcosa, ripensaci. Il livello del dibattito ne risentirebbe.

  19. Valerio on marzo 17, 2013 at 23:39

    scusate ma non avete un tasto “cerca” nel blog?

  20. Meanwhile in Veneto | libertariaNation on giugno 26, 2013 at 07:08

    […] eravamo lasciati a metà marzo con la Risoluzione 44 alla quale si doveva dare un esito pratico, ossia […]

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