Ho perso. Cambierò le regole per vincere!

marzo 20, 2013 2 Comments
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Le famose votazioni del 3 Marzo in Svizzera, quelle diventate famose per aver fatto passare una nuova intromissione statale nelle società per azioni, hanno decretato anche l’affossamento dell’iniziativa popolare denominata “decreto federale sulla politica familiare“. Questo referendum mirava in pratica a dare mano libera al governo federale per supportare le donne a continuare a lavorare anche dopo essere diventate madri, ossia soldi per nuovi asili etc etc. Questa iniziativa non è passata per poco: ha avuto la maggioranza di sì dalla popolazione ma la maggioranza dei Cantoni ha votato no. In Svizzera infatti se si vuole modificare la Costituzione tramite referendum servono due maggioranze: quella del popolo e quella dei Cantoni.

Questa votazione non passata per poco sembra essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle recriminazioni dei socialisti, che erano attivamente favorevoli a questa proposta. Sembra che per i socialisti svizzeri la soluzione per quando perdono sia quella di cambiare le regole a loro vantaggio per vincere la volta dopo. Sì, non sto scherzando. Un consigliere nazionale vodese socialista (i socialisti in Svizzera sono forti soprattutto nella zona francofona, e questo sarebbe argomento per un altro post) ha infatti proposto di cambiare, sembra per rappresaglia contro i Cantoni rei di aver fatto affossare l’iniziativa di cui sopra, il metodo per la rappresentanza al Consiglio degli Stati (il “senato” svizzero). Ora ogni Cantone, che sia poco o tanto popolato, ha due senatori (uno per i semicantoni); con la proposta socialista i grandi ne avrebbero tre, i medi due e i piccoli uno.

Questa proposta è antifederalista, livellatrice e centralista, come purtroppo sono sempre le proposte dei socialisti svizzeri. Il principio del federalismo è che territori si uniscono in una federazione su un piano di parità. Non importa che un Cantone abbia cento o un milione di abitanti: è il territorio autonomo che stringe accordi con altri territori autonomi per determinati settori come la difesa comune etc etc. La brutta realtà è invece che le federazioni storicamente subiscono con il passare del tempo un processo di centralizzazione. Succede in Svizzera come negli USA. Le carte costituzionali sono ambigue e non bastano a frenare questa centralizzazione; basti osservare gli USA nei quali il graduale processo di centralizzazione è iniziato con la nascita della Costituzione americana stessa. Si veda su questo aspetto Gli antifederalisti. I nemici della centralizzazione in America (1787 – 1788), nel quale per un curioso caso della storia sono stati chiamati “antifederalisti” quelli che volevano più autonomia per gli stati dei neonati USA.

Per stemperare l’automia dei Cantoni è già presente il Consiglio Nazionale (la “Camera dei deputati” svizzera) che rappresenta appunto il popolo svizzero nella sua totalità ed è fomato da duecento deputati eletti proporzionalmente alla popolazione dei vari Cantoni. Chiedere di modificare anche il Consiglio degli Stati vuol dire solo una cosa: centralizzare ancora di più la Svizzera. La difficoltà che può sorgere nel prendere decisioni che hanno un impatto a livello federale, quindi su tutta la Svizzera, è voluta per non andare a immischiarsi troppo nelle faccende interne dei singoli Cantoni: è il federalismo! La forza della Svizzera è avere il governo tendenzialmente vicino ai cittadini territorialmente e da questi controllabile ed emendabile e lo stato federale tendenzialmente lontano. I socialisti svizzeri non l’hanno mai capito e attuano incessantemente una politica livellatrice, o almeno ci provano. Le forze centralizzatrici storicamente stanno vincendo, ogni tanto una salutare battuta d’arresto aiuta.

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2 Comments » 2 Responses to Ho perso. Cambierò le regole per vincere!

  1. astrolabio on marzo 20, 2013 at 11:08

    chavez ha fatto scuola

  2. Carlo on marzo 20, 2013 at 16:34

    Concordo. E l’esempio mostra una volta di più la tendenziale convergenza di liberalismo e federalismo. Una riprova di quanto avesse ragione Roepke quando disse che il liberalismo è “decentralismo”.

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