Non c’è alcun bisogno di obbligare qualcuno ad assicurarsi

marzo 27, 2013 15 Comments
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imagesSpesso si dice che se lo Stato non obbligasse i cittadini ad assicurarsi la macchina nessuno si farebbe l’assicurazione. Ma è veramente così? Oggi cercheremo di rispondere a questa domanda.

Forse vi ricorderete di quando abbiamo parlato del New Hampshire, il piccolo stato USA dell’East coast ora teatro della più grande migrazione di libertarian al mondo grazie al Free State Project. Ebbene, il New Hampshire, oltre ad avere le leggi fiscali più liberiste degli USA dà anche molte libertà decisionali ai suoi cittadini. Per esempio se un poliziotto vi ferma al posto di blocco non vi chiederà mai un documento che attesti che la vostra auto è assicurata. Questo perché non esiste alcuna legge in NH che obblighi i cittadini a fare ciò. Com’ è possibile? Dovrebbe essere il caos nelle strade del NH, con centinaia di persone investite e senza copertura, macchine danneggiate e rubate ecc. Almeno così è il mondo che gli statalisti dipingono quando non riescono a concepire una società che non viene regolata dai governi. Ovviamente non è quello che accade nella realtà. Il motivo è semplice: se si è coinvolti in un incidente è si è responsabili dei danni a cose o persone bisogna pagare i danni -come giusto che sia in qualsiasi società da quella odierna a quella ipoetica senza stato – e spesso questi possono ammontare a centinaia di migliaia di euro. Ovviamente nessuno si prenderebbe il rischio di andare in giro non assicurato. Infatti pur non essendo obbligati oltre il 90% dei cittadini del New Hampshire è assicurato.

A rendere il New Hampshire ancora più unico è la mancanza di leggi che obblighino ad allacciarsi la cintura o ad usare il casco per i maggiorenni. Nonostante questo il 69.5% dei cittadini le usa, rispetto al 63.8% della media italiana (in Meridione solo il 44%!) per fare un esempio di un paese che le impone per legge.

Su questo punto però vorrei far riflettere: se è vero che la sanità è pubblica ed è pagata da tutti i contribuenti non dovrebbe essere uno scandalo che uno Stato obblighi i propri cittadini a seguire norme di sicurezza di modo tale che i comportamenti non in sicurezza incidano sul bilancio della sanità. Insomma, per lo Stato è nel suo interesse pretendere dai suoi sudditi cittadini un comportamento più sicuro e sano possibile. O mi sbaglio? Facendo un parallelo sui costi dell’ospitalizzazione dei tossicodipendenti, un libertario non avrebbe alcun problema a dire che non vorrebbe pagare per il comportamento incosciente altrui. Il problema ovviamente risiede nel concetto stesso di sanità pubblica. Se la sanità è pubblica non ci dobbiamo scandalizzare che lo stato pretenda il rispetto di certe regole di sicurezza e di igiene.

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15 Comments » 15 Responses to Non c’è alcun bisogno di obbligare qualcuno ad assicurarsi

  1. Leonardo on marzo 27, 2013 at 13:28

    A proposito di sanità pubblica, viste certe tendenze paternalistiche (tipo la proibizione della vendita di certi cibi a New York), secondo me dovremmo aspettarci la pesata obbligatoria (magari all’aeroporto, quando fai il controllo di sicurezza); con multe a chi è in sovrappeso (il peso giusto naturalmente lo deciderebbe lo stato), e esame del sangue obbligatorio, per controllare il colesterolo; dopodiché ricovero obbligatorio, in cliniche di trattamento e rieducazione, per quelli che non si adeguano agli standard.

  2. cachorroquente on marzo 27, 2013 at 15:08

    Ci sono molte falle nel tuo ragionamento secondo me.

    Partiamo dalle sue premesse: l’obbligatorietà dell’assicurazione auto. Secondo me non c’è dubbio che ogni persona dotata di buon senso, anche se non costretta dallo stato, si assicurerebbe. Però diciamo che tra il 10% di abitanti del NH che hanno deciso di non assicurarsi ci sia un nullatenente che ti tampona e ti fa 2000 euro di danni alla macchina, magari non sei proprio contentissimo. E anche se non è nullatenente comunque è più indaginoso farsi risarcire da un non assicurato che non dall’assicuratore. Senza contare che un’ipotetica comunità anarco-capitalista potrebbe proibire l’utilizzo delle sue reti stradali a vetture non assicurate, assomigliando quindi più all’Italia che al NH; ma al di là di questa mia congettura, lo stato obbliga le persone ad assicurarsi per paternalismo ma per ridurre i contenziosi e le situazioni di possibile allarme sociale (ad esempio persone che vanno in bancarotta per pagare risarcimenti), al prezzo di un sacrificio minimo della libertà personale.

    Secondo punto: obbligatorietà di caschi e cinture. Al di là da alcune osservazioni molto ciniche che si possono fare sul casco (metterlo riduce il numero di donatori d’organi ma non influisce in nessun modo sul numero di tetraplegici, o almeno così ho sentito dire), mi pare che la ratio sia simile a quello delle assicurazioni, cioè una coercizione più che sopportabile per evitare situazioni drammatiche (e potenzialmente costosissime per l’individuo e per la comunità). L’efficacia della coercizione è un altro paio di maniche, ma è scorretto paragonare uno stato ad altissimo PIL pro-capite come il NH con il sud Italia. A favore dell’obbligo, in assenza di tempo di cercare meglio, mi limito a mettere il link di wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Safety_belt_law

    Parlando più in generale (e non entro nello specifico della sanità pubblica perchè sono stato già troppo prolisso) esistono degli eventi che solo un milionario può subire senza essere assicurato, ad esempio rimanere invalido dopo un trauma della strada o pagare risarcimenti stellari dopo un brutto incidente o ammalarsi gravemente. Lo stato rende in alcuni casi obbligatoria l’assicurazione; in altri (la sanità) si comporta da assicuratore; in altri casi ancora utilizza i suoi poteri per sancire per legge comportamenti a rischio i cui costi economici o sociali ricadono sulla comunità. Ci sono svantaggi e vantaggi rispetto a un sistema di assicurazioni esclusivamente private e volontarie, e la complessità di pro e di contro inficia analisi un po’ sbrigative come questa. Faccio solo un esempio per chiarirmi: ora il contribuente non fumatore paga anche la sanità dei fumatori, vero. Ma con un’assicurazione privata accadrebbe la stessa cosa, a meno che l’assicurazione non costi più (o venga rifiutata) al fumatore. Voi direte: meglio così, così la gente smette di fumare… però cosa impedisce all’assicuratore di non assicurare (o far pagare di più) il malato cronico che non ha nessuna colpa della propria malattia? Lo stato è incentivato a fare differenza tra persone che si fanno male da sole e persone malate, perchè ha bisogno del consenso, l’assicurazione privata no.

  3. Kirbmarc on marzo 27, 2013 at 15:39

    “Lo stato è incentivato a fare differenza tra persone che si fanno male da sole e persone malate, perchè ha bisogno del consenso, l’assicurazione privata no”

    Le assicurazioni private non vi vivrebbero nel vuoto.Oggi le assicurazioni sono lobby con “amici” potenti e rendono difficile o illegale la concorrenza (per esempio grazie agli albi dei periti, a una burocrazia volutamente inefficiente) ma senza gli obblighi statali sarebbe una concorrenza di diverse assicurazioni, ci sarebbero le charities, ci sarebbero le leghe di quartiere e i boicottaggi. Le assicurazioni private avrebbero bisogno del consenso come e piú dello stato.

    Certo non sarebbe un mondo perfetto, ma non sarebbe un caos invivibile.

  4. cachorroquente on marzo 27, 2013 at 17:28

    Certo, c’è anche quel fattore. Non so quante persone pagherebbero volontariamente molto di più un’assicurazione perchè promette di assicurare anche i pazienti diabetici o quelli con la fibrosi cistica a pari prezzo, ma a prescindere da ciò non voglio dire che il sistema puramente privatistico sarebbe un caos invivibile. La mia posizione è semmai che i problemi etici e pratici descritti dal post non scompaiono nè per forza si attenuano con la fine degli obblighi statali e della sanità pubblica; e che nel particolare l’obbligo di assicurazione e di indossare le cinture di sicurezza sono un sacrificio veramente infinitesimale per la libertà personale, considerando che nei fatti in una società libertaria magari non prenderesti la multa se non hai le cinture, ma la tua assicurazione sanitaria potrebbe rifiutarsi di pagarti le spese mediche per le fratture delle coste che ti sei provocando non indossandole.

  5. Fabristol on marzo 30, 2013 at 00:11

    Per CAchorro

    “Però diciamo che tra il 10% di abitanti del NH che hanno deciso di non assicurarsi ci sia un nullatenente che ti tampona e ti fa 2000 euro di danni alla macchina, magari non sei proprio contentissimo.”

    non ho mai capito questo ragionamento: esistono milioni di oggetti di tutti i giorni che non sono assicurati ma non ci sogneremmo mai di farlo. Per il semplice motivo che se io danneggio la proprietà altrui esistono già delle leggi che mi impongono il risarcimento. L’assicurazione serve solo nel caso la mia auto o la mia salute vengano compromesse. Per la vettura degli altri esistono già leggi per il risarcimento. Se ti abbatto un albero del tuo giardino non assicurato, mi porti dal giudice e lo ripago. tu dirai che i costi del risarcimento possono arrivare a centinaia di migliaia di euro. D’accordo ma appunto per questo ci si assicura. Se non lo si fa ti porto in tribunale e in un modo o nell’altro stai tranquillo che mi risarcisci.
    Un altro punto importante è: fintanto che la sanità è pubblica mi faccio due conti e mi dico “la probabilità che abbia un incidente e vada in ospedale sono molto basse (perché vivo in un paesino e faccio solo cento metri per andare al supermercato) e anche se fosse la sanità è pubblica, quindi tanto vale non assicurarsi.”

  6. Kirbmarc on marzo 30, 2013 at 02:55

    “considerando che nei fatti in una società libertaria magari non prenderesti la multa se non hai le cinture, ma la tua assicurazione sanitaria potrebbe rifiutarsi di pagarti le spese mediche per le fratture delle coste che ti sei provocando non indossandole.”

    Credo che in questo caso la maggioranza (me compreso) indosserebbe le cinture senza bisogno di multe e divieti.

  7. cachorroquente on marzo 30, 2013 at 09:55

    No, Fabristol, il razionale dell’obbligatorietà dell’assicurazione non è assicurare la propria macchina (tanto che non è che se il classico pianoforte dei cartoni animati ci cade sopra un’assicurazione standard ti te la ripaga), ma risarcire i proprietari delle macchine che tamponi tu. Ora capisco che in un mondo libertario forse la giustizia civile sarebbe più efficiente e meno costosa, ma è evidentemente un costo sociale dover arrivare in tribunale ogni volta che qualcuno ti fa trecento euro di danni.

    Ma soprattutto: il mio commento non era volto a dire che una società libertaria sarebbe un “caos vivibile”. E’ evidente, e qui rispondo anche a Kirbmarc, che la gente si autoregolerebbe.

    Quello che vogilo dire è che in una società NON libertaria, come il New Hampshire o l’Italia, l’obbligo di assicurazione dell’auto e di mettere le cinture è assolutamente razionale nonchè un sacrificio di libertà personale accettabile credo per chiunque. Se volete convincere le persone della validità del libertarismo, con l’argomento delle cinture e del casco potete attirare solamente qualcuno con disturbo antisociale della personalità, rinfocolando solamente i peggiori pregiudizi…

  8. Kirbmarc on marzo 30, 2013 at 11:55

    “Quello che vogilo dire è che in una società NON libertaria, come il New Hampshire o l’Italia, l’obbligo di assicurazione dell’auto e di mettere le cinture è assolutamente razionale”

    I dati del New Hampshire riportati da Fabristol sembrano darti torto. Cito dal testo: “oltre il 90% dei cittadini del New Hampshire è assicurato.

    A rendere il New Hampshire ancora più unico è la mancanza di leggi che obblighino ad allacciarsi la cintura o ad usare il casco per i maggiorenni. Nonostante questo il 69.5% dei cittadini le usa, rispetto al 63.8% della media italiana”

    A quanto pare la gente si autoregola anche in una societá non libertaria. Sembra che l’obbligo sia inutile, anzi forse persino controproducente.

  9. Fabristol on marzo 30, 2013 at 12:18

    “Quello che vogilo dire è che in una società NON libertaria, come il New Hampshire o l’Italia, l’obbligo di assicurazione dell’auto e di mettere le cinture è assolutamente razionale nonchè un sacrificio di libertà personale accettabile credo per chiunque.”

    E infatti in NH lo fanno tutti nonostante non sia obbligatorio.

    “Se volete convincere le persone della validità del libertarismo, con l’argomento delle cinture e del casco potete attirare solamente qualcuno con disturbo antisociale della personalità, rinfocolando solamente i peggiori pregiudizi.”

    Cachorro, è ovvio che il pensiero libertario è sottinteso in tutti i testi pubblicati in questo sito ma sei stato tu a nominare la società libertaria, cosa che non ho fatto nel post. Il mio obiettivo non era promuovere una società libertaria ma instillare il dubbio su una pratica -quella dell’obbligatorietà di comportamenti virtuosi da parte dello stato- inutile e spesso controproducente.

  10. Luca on marzo 30, 2013 at 18:47

    in Svizzera generalmente (in alcuni Cantoni non è così) non sono obbligatori i pneumatici invernali (come invece in molte autostrade e strade italiane), nonostante la Svizzera non sia un paese propriamente tropicale.
    Se però blocchi il traffico perché non hai le gomme da neve, ti multano fino alla 1839482esima generazione.

    Sempre parlando di Svizzera, qua sono tutti iperassicurati anche se non è obbligatorio. Per esempio, mi guardavano tutti come un alieno quando dicevo che non ho l’RC personale (poi l’ho dovuta fare per seguire un corso).

    Da quello che ho notato, qui lo stato è molto meno “pressante” e tutti sono molto più responsabilizzati perché sanno che se fanno una cazzata sono tanti franchi che volano via

  11. cachorroquente on aprile 1, 2013 at 18:44

    Rispondo post-ferie pasquali: non è vero che nel NH tutti si assicurano. Lo fa il 90%, il che lascia un 10% di possibilità che la persona che ti ha tamponato non lo sia.

    Poi sono sicuro che in NH la giustizia civile funzioni meglio, le persone sono più responsabili ecc. ecc., ma anche per questo non mi pare per forza un modello importabile.

    Poi in genere: mi pare che ci siano due strategie a confronto. Una dice: devi avere le gomme da neve. L’altra: puoi metterle o meno, ma se fai danni ti asfaltiamo. La prima è più paternalista? Lo ammetto, ma in questo post non si dimostra in nessun modo che è più efficiente e vantaggiosa.

    La cifra di 90% di assicurati in NH è per me, in termini assoluti (poi bisognerebbe conoscere meglio la situazione), abbastanza bassa. Il numero di persone che mettono le cinture, paragonata all’Italia, lascia il tempo che trova (mi rendo conto che una voce di wikipedia non è la Bibbia, ma le informazioni che ho trovato e linkato parlano a favore dell’obbligo di allacciarsi le cinture.).

    @Kirbmarc: che le persone si autoregolino non è stato dimostrato dall’articolo. Si dice che gli abitanti del NH usano le cinture om percentuale simile agli italiani, cioè il popolo famoso in tutto il mondo per il disprezzo delle regole fino all’assurdo. Da wikipedia (“Seat belt use rates by country”) è evidente come il dato offerto da Fabristol per il NH sia inferiore alla media USA (81), e nettamente inferiore a paesi europei come Francia, Norvegia, Olanda…

  12. cachorroquente on aprile 1, 2013 at 18:44

    PS vedi anche “seat belt use rates in the USA”

  13. ricco&spietato on aprile 4, 2013 at 18:22

    per essere significativo, il dato di 90% di assicurati dovrebbe essere depurato da quelli (e se dovessi scommettere, io mi butterei su “tutti” per andarci vicino) che prevedono di circolare anche in stati dove l’assicurazione è invece obbligatoria – e come giustamente osservato, il new hampshire non è certo il texas.

    domandina: quanto osservato (per la cronaca, io dissento) per l’assicurazione dovrebbe valere anche per la patente; il cittadino adulto civilizzato sa da sé se è in grado di guidare una bomba volante. è obbligatoria la patente in NH? e se si, perché?

  14. Pippo on aprile 10, 2013 at 00:36

    Ho il vago sospetto che il 10% dei non assicurati dello NH siano molto simili al 10% di non assicurati o con assicurazioni false che girano nel bel paese. Ma ho anche il dubbio che quel 10% del NH rischia molto di più di dover cacciare i soldi di tasca propria rispetto a quello nostrano in caso di incidente.

  15. lettoredipassaggio on aprile 29, 2013 at 01:41

    L’Italia è contraddittoria: obbliga ad assicurarsi ma nello stesso tempo ha liberalizzato le tariffe. Risultato: un tagliando su 3 sarebbe falso.

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