Bitcoin: una rivoluzione libertaria – Parte I

aprile 15, 2013 12 Comments
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jeffrey tuckerJeffrey Tucker si è buttato a capofitto su una nuova battaglia: la Bitcoin revolution. E quando Jeffrey appoggia una battaglia state certi che è una battaglia sacrosanta.

No politician invented it. No central bank controls it. It has absolutely no political or bureaucratic vacuum. No social consensus came up with the idea. Its success or failure depends entirely on the market. It’s not even owned or controlled by a single corporation. Its value is not tied to any existing currency, but rather it seeks to be its own unit of account .

The bitcoin  is an entrepreneurial invention, somewhat like the stream engine, the railroad, steel, or email. It’s a pure software, based on what is called cryptography, and absolutely brilliant it in its design. (Da qui).

Come ci fa eloquentemente capire Jeffrey Bitcoin distrugge alla base 100 anni di economia classica. Una moneta che è stata creata da un imprenditore anonimo ed è stata scelta dalla gente, non imposta da una istituzione statale. Significa che la moneta è un bene che può essere scambiato esattamente come qualsiasi altro oggetto comune. Non ha bisogno di stampatori centrali, di decisioni prese nel chiuso di una sessione ministeriale, di piani quinquennali, di strategie di inflazione. Semplicemente Bitcoin è la quintessenza del pensiero libertario: un sistema emergente, decentralizzato e ovviamente libero. La ricetta perfetta per la distruzione dello stato dalle sue fondamenta. Chi controlla il denaro controlla l’economia e in deifnitiva le nostre vite. Bitcoin è nel nostro controllo ed è un sistema emergente come internet. Puff, lo stato scompare.06Bitcoinrotator-1338477034259

Ed è proprio per questo motivo che trovo estremamente deludente la reazione fredda che il mondo libertario ha dato ai Bitcoin. A parte Jeffrey e pochi altri come Reason.com, e compreso questo sito, una parte del mondo libertario guarda con un po’ di diffidenza al bitcoin. Perfino al Mises Institute dove recentemente troviamo due articoli, uno a firma di Gertchev e l’altro a firma di Korda molto scettici sui Bitcoin. O basta leggere i particolarmente aggressivi pezzi su Lew Rockwell per rendersi conto che in buona parte della comunità i Bitcoin non sono ben accetti. Forse il problema risiede nel mito del Gold standard tipico dell’ambiente libertario. O forse c’è ancora bisogno di tempo per capire le implicazioni di questa rivoluzione. Eppure basterebbe leggere le parole di Krugman contro i Bitcoin per capire quanto pericolosa sia questa valuta per l’establishment e per lo stato.

What we want from a monetary system isn’t to make people holding money rich; we want it to facilitate transactions and make the economy as a whole rich. And that’s not at all what is happening in Bitcoin. […] So to the extent that the experiment tells us anything about monetary regimes, it reinforces the case against anything like a new gold standard – because it shows just how vulnerable such a standard would be to money-hoarding, deflation, and depression.

E più recentemente in un articolo dal titolo eloquente “Adam Smith hates Bitcoin”:

And now here we are in a world of high information technology — and people think it’s smart, nay cutting-edge, to create a sort of virtual currency whose creation requires wasting real resources in a way Adam Smith considered foolish and outmoded in 1776.

Se Krugman (e Smith) odia i Bitcoin, i Bitcoin sono il nostro nuovo Gold Standard! Se un uomo incapace di capire la fallacia della finestra rotta di Bastiat è contro i Bitcoin abbiamo ragione di credere che i Bitcoin siano la strada giusta per colpire lo Stato.

bitcoin_logo_flat_coin_star_by_carbonism-d3h79muNel nostro piccolo cercheremo nei prossimi mesi di dare più risalto al mondo dei Bitcoin e cercheremo di far cambiare idea a molti. Per esempio se possiamo dare un consiglio spassionato agli amici di Contante Libero, i quali hanno fatto un’ottima iniziativa purtroppo finita in una sorta di vicolo cieco per il momento: perché non ravvivare l’iniziativa spostando l’attenzione dal contante libero al Bitcoin libero. Il contante libero è una battaglia persa in partenza perché è in mano ai Krugman e alle Gabanelli di turno. Bitcoin bypasserebbe il problema del tutto. Tra l’altro in futuro potremmo vedere uno scenario totalmente capovolto in cui lo Stato per combattere l’uso di Bitcoin tornerà di nuovo a promuovere il “contante libero” o perfino il Gold Standard.

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12 Comments » 12 Responses to Bitcoin: una rivoluzione libertaria – Parte I

  1. Luca on aprile 15, 2013 at 07:22

    ok, son d’accordo. però io da ieri ho fatto il secondo tentativo di usare Bitcoin-Qt (il primo un bel po’ di tempo fa) e mi mette “0 connessioni attive alla rete Bitcoin” aka non sono mica capace di usarlo 🙂

  2. Pierpaolo on aprile 15, 2013 at 08:20

    Spero ci saranno al più presto altri articoli su Bitcoin per spiegare come usarlo! 😉

  3. Luca on aprile 15, 2013 at 08:59

    @Piepaolo io non mi considero un completo analfabeta informatico, però non ne vengo fuori 🙂 ok, non ci sono stato dietro tanto, magari se riesco faccio un post tutorial

  4. Pierpaolo on aprile 15, 2013 at 09:22

    @Luca io ho provato a scaricare il programma, ma non l’ho ancora provato bene sta ancora “sincronizzando la rete”, in realtà più che un problema informatico, non ho ben capito il sistema di gestione dei bitcoin, come si creano, se bisogna pagarli in euro.
    Dal punto di vista informatico credo di aver capito che lo scambio avvenga come i sistemi peer to peer tramite un codice alfanumerico che si genera per la transazione.

  5. Jack Sayan on aprile 15, 2013 at 09:32

    Buondì.
    purtroppo la mancanza di un’autorità centrale può portare la nascita di più autorità mosse dalla speculazione.

  6. ercolinux on aprile 15, 2013 at 10:05

    Non usate bitcoin-qt se siete all’inizio: meglio usare multibit o per fare delle prove un wallet online come blockchain.info.
    bitcoin-qt richiede per funzionare lo scaricamento completo di tutta la blockchain che oggi ha superato i 4GB e anche con una connessione veloce impiega 2-3 giorni per lo scarico.
    Sul fatto che dia 0 connessioni potrebbero esserci firewall sulla macchina o sul router che impediscono la comunicazione; oppure la versione non aggiornata di bitcoin-qt.

  7. ricco&spietato on aprile 15, 2013 at 10:52

    …il mio tabaccaio, il mio vinaio e soprattutto la mia boccadirosa non li accettano… credo che cercherò di tirare avanti con i leuri ancora per un po’…

    almeno so quali cannoni li garantiscono.

  8. ercolinux on aprile 15, 2013 at 10:59

    @ricco&spietato: ad esempio invece io ci compro frutta, formaggio, vino, farina, olio, prodotti elettronici e servizi su internet (e se tutto va bene anche il mio macellaio li accetterà).

  9. ricco&spietato on aprile 15, 2013 at 11:08

    @ ercolinux: non dubito; per un periodo accettarono anche i miniassegni…

  10. Fabristol on aprile 15, 2013 at 19:52

    Stiamo preparando un po’ di materiale per i noobs. 😉 Ho paure che il processo per produrre bitcoin non sia così intuitivo come sembra però, come del resto con tutte le battaglie che facciamo noi libertari (ma perché scegliamo sempre le cose più diffcili?). Come accennava già Ercolinux molti wallet devono scaricare gigabyte di roba, ovvero tutti i dati crittografati dei bitcoin prodotti fino ad oggi. Può durare giorni e vi può portare via spazio.
    Ragazzi state attenti a non fare l’errore di valutazione ceh fanno i media o la gente comune: non ci si arrichisce producendo bitcoin. In questo momento per produrre un bitcoin spendete più di quanto ne valga in corrente e soprattutto uso dei processori del vostro PC. Il processo per produrre bitcoin è “processor hungry” e soprattutto vi ciuccia la corrente o comunque riduce la vita media del vostro PC. L’alternativa è fare pool mining, ovvero mining di gruppo. Altrimenti vi consiglio di comprare bitcoin come fossero una valuta rifugio. Il problema è che ora valgono troppo, io aspetterei che i giornali ne parlino di meno così il valore scende.

  11. wubi on aprile 26, 2013 at 12:29

    Sarebbe davvero bello riusciste a pubblicare un tutorial bitcoin for dummy 🙂
    Finché resta una cosa da nerds sarà difficile si diffonda tra la gente e le attività commerciali.
    @ercolinux: dacci qualche link dei tuoi verdurai 🙂

  12. ercolinux on maggio 4, 2013 at 04:42

    Scusate il ritardo, non avevo visto il commento:
    se volete provare a comprare qualcosa date un occhiata sul forum semiufficiale di bitcoin, troverete un sacco di prodotti in vendita tra cui anche i miei fornitori

    https://bitcointalk.org/index.php?board=107.0

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