M5S, Quirinarie e il mito della democrazia diretta

aprile 22, 2013 5 Comments
By

NEWS_81677Da quando il Movimento 5 Stelle ha invaso i titoli dei giornali italiani si parla continuamente di democrazia diretta e di popolo del web che decide delle sorti del paese. L’idea, dicono i suoi sostenitori, è che la democrazia parlamentare attuale non è altro che una stanza dei bottoni dove pochi prendono decisioni per tutti, mentre nella democrazia diretta tutti – leggasi il popolo – hanno la possibilità di dire la propria e di proporre candidati e leggi per il governo del paese. Ma è veramente così? Mentre la prima affermazione – la democrazia attuale è la gestione da parte di un ristretto numero di eletti dell’intero paese- è vera e in questo sito lo diciamo da anni, la seconda affermazione è falsa.

E per dimostrare che è falsa basta proprio andare a vedere ciò che hanno fatto i sostenitori più accesi della democrazia diretta in questi giorni: le Quirinarie. Per le Quirinarie del M5S infatti solo a 48000 votanti è stato consentito votare. 48000 votanti che provengono da una sola parte politica, il M5S. 48000 su 40 milioni di aventi diritto al voto in Italia fa 0,1% dei votanti. Se poi andiamo a vedere quanti hanno votato M5S alle ultime elezioni, 8 milioni, ci rendiamo conto che i numeri rimangono comunque bassi perfino all’interno di chi ha votato M5S. Le chiamano elezioni dirette, volere del popolo del web ma in realtà come possiamo vedere dai numeri si parla di una minoranza del paese che decide delle sorti della maggioranza, come nella democrazia rappresentativa tanto criticata dai grillini. Non solo ma Rodotà è arrivato terzo, quindi dobbiamo pensare che abbia preso pochissimi voti, 10-15 mila? Chi lo sa? La democrazia diretta del M5S non prevede la trasparenza dei numeri. Potrebbe aver preso 100 voti o anche meno.

Anzi, dirò di più: posso dimostrare che le Quirinarie sono meno democraticamente dirette delle decisioni prese dai partiti nel chiuso di una stanza. Infatti il Partito Democratico ha 610.000 iscritti e per il PDL si parla di un 1 milione di iscritti. A vedere i numeri la legittimazione dei rappresentanti dei soli due partiti minori è schiacciante in confronto a quella del M5S. Però si potrebbe contestare che i partiti, specialmente quello democratico, sono spaccati al loro interno con la base divisa tra Bersaniani e Renziani. Possiamo quindi ipoteticamente dividere in due gli iscritti del PD. Viste le primarie la maggior parte degli iscritti al partito stava con Bersani (il 45% mentre con Renzi solo il 35%). Su 3 milioni di elettori quindi 1 milione e 400 hanno votato per Bersani. Il candidato bersaniano quindi aveva più legittimità di quello grillino? Forse sì, forse no. Un grillino può sempre dire che dopo che Bersani è stato votato alle primarie se ne è lavato le mani e ha deciso nel chiuso di una stanza con i dirigenti del PD chi votare. Ma non è forse così anche per l’M5S quando si prendono le decisioni interne al movimento? Lungi da me difendere Berlusconi e Bersani e Monti ma almeno loro hanno cercato di trovare un candidato in comune mentre per i grillini è stato un candidato dei soli grillini, il quale è arrivato terzo e di cui non sappiamo con quanti voti è stato eletto. Potremmo arrivare all’assurdo che Napolitano abbia avuto più voti tra i membri dei partiti che Rodotà nelle Quirinarie!

Insomma la appena iniziata avventura del M5S ci dimostra come non possa esistere una democrazia partecipativa vera e che possa coinvolgere l’intera popolazione e che ci dobbiamo accontentare di una rappresentativa. Almeno fino a quando esisterà la democrazia. E speriamo per poco.

Tags: , , , , ,

5 Comments » 5 Responses to M5S, Quirinarie e il mito della democrazia diretta

  1. Violator on aprile 22, 2013 at 11:12

    “Almeno fino a quando esisterà la democrazia. E speriamo per poco.”

    QUOTO!

  2. William on aprile 22, 2013 at 12:04

    Ottimo Post.

    Anche questa è dimostrazione che l’M5S ha tendenze autoritarie. Con loro al governo rischiamo il ritorno al fascismo. Non che il regime autoritario iniziato nel ventennio sia mai cessato ma si è solo modificato, mettendo al comando i burocrati che ora strangolano il paese.

  3. Tony R on aprile 22, 2013 at 22:46

    Il problema è che se anche gli mostri le cifre, i grillini ormai sono sulla strada dell’autonomina a rappresentanti del popolo qualunque sia il numero reale di coloro che rappresentano. Anche se prendessero l’1% alle prossime elezioni, i loro candidati o le loro scelte ai loro occhi sarebbero in ogni caso le scelte “di tutto il popolo italiano”.

    Vi racconto una storia. Negli anni ’80 in una parte del mondo dove gruppi paramilitari combattevano contro un governo, veniva dato ai guerriglieri un manuale (non mi chiedete né dove né come mai l’ho letto – negli anni ’80 comunque ero un bambino, chiarisco, non vi fate strane idee), dove c’era scritto all’incirca (cito a memoria): “non importa quale sia il consenso che le nostre azioni avranno tra la popolazione, noi comunque siamo e saremo legittimati ad agire in nome e per conto del popolo di XXXXX”. Nei grillini vedo esattamente questa presunzione: “Rodotà è il candidato di tutti”.

    Il popolo che diventa definitivamente un’astrazione, non più la somma degli individui, o la maggioranza di essi, ma un qualcosa di completamente a sé stante, una mera idea. Il popolo d’Italia legittima il M5S ad agire contro gli italiani. E pensare che fino ad un anno fa si pensava che “peggio di così”…

  4. astrolabio on aprile 23, 2013 at 00:46

    “comunque ero un bambino, chiarisco, non vi fate strane idee” a be questo ci tranquillizza sicuramente.

  5. Tony R on aprile 23, 2013 at 00:53

    e va bene, confesso: sono un bambino anche adesso! 😀

    Uff, è ovvio che è una lunga storia di passaggi e contropassaggi, omessa per evitare off topic: il mio tentativo, come al solito, è riuscito in pieno! 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.