IMU o non IMU

maggio 6, 2013 5 Comments
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Council-Tax---ALAMYE’ di questi giorni la rinata e mai sopita polemica sull’IMU su cui si giocano anche le alleanze all’interno del nuovo governo Letta. Sull’IMU ne abbiamo parlato tante volte, ovviamente male, in questa sede. E’ una tassa e come tale è odiosa di per sé per un libertario ma soprattutto è una tassa sulla proprietà. Le tasse per un libertario infatti non sono tutte uguali: 1) esistono quelle sul salario, le più odiose perché vanno a intaccare una buona fetta del proprio lavoro, grazie anche al sostituto d’imposta – che rende il datore di lavoro complice del ladrocinio – un sistema identico alla schiavitù; 2) esistono quelle sulla proprietà equivalenti al pizzo mafioso; 3) esistono quelle sulla compravendita come l’IVA che vanno ad intaccare il libero scambio dei beni e dei servizi; 4) esistono poi quelle per i servizi anche se in regime di monopolio.
Ora in questa scala della tassazione – dalla più ingiusta e illiberale a quella meno- l’IMU fa finta di essere una tassa sui servizi (4) ma in realtà dietro ad essa si nasconde una vera e propria tassa sulla proprietà (2). Abbiamo visto infatti la differenza tra una vera tassa sui servizi come la Council Tax britannica e l’ IMU in un precedente post.

Per un appartamentino con una sola stanza da letto in un paese di appena 40000 anime del sud dell’Inghilterra io pago 1200 sterline all’anno. Altro che le vostre poche centinaia di euro! Eppure nonostante questo pago questa tassa molto più volentieri di una IMU. Perché so che è legata all’area dove vivo, alla qualità dei servizi che il council mi offre e non in base alla proprietà. Tanto più che io sono un affittuario. Già, infatti il proprietario della casa non paga la Council Tax se ad abitarci ci sono i suoi affittuari. Sono gli affittuari ad usufruire dei servizi pubblici non il proprietario. Ci troviamo quindi di fronte ad un altro mondo, un altro approccio. Appena registrato nel nuovo appartamento ho ricevuto un depliant con la lista di tutti i servizi di cui posso usufruire e soprattutto un depliant dal titolo “Your Council Tax: your money and how we spend it” con una lista dettagliata delle spese di quest’anno rispetto all’anno prima. Grazie a questo ora so che per esempio la Polizia della mia contea per il 2013 pensa di tagliare i costi di 1 milione di sterline rispetto all’anno prima. All’anno pago 138 sterline per la sicurezza, 38 centesimi al giorno. Non male e accettabile. Forse un’agenzia di sicurezza privata mi avrebbe fatto pagare lo stesso tanto. Certo è pur sempre un monopolio statale e quindi è intrinsecamente inefficiente ma è sempre meglio  di un sistema in cui ci sono Polizia, Polizia stradale, postale, Carabinieri e Guardia di Finanza e Forestale e di cui non conosco il budget e per cui non so quanto pago.

Ora invece di continuare con questa stupida polemica di IMU sì, IMU no perché non cambiamo completamente prospettiva e ci focalizziamo sul pagamento dei servizi? Dal punto di vista libertario l’IMU sui servizi e non sulla proprietà sarà sempre ingiusta ma sarebbe una pillola meno amara se adottassimo un sistema come quello britannico. Certo la Council Tax è un monopolio di stato sui servizi ma almeno è chiaro e trasparente e più giusto rispetto al pizzo tutto italiano dell’IMU.

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5 Comments » 5 Responses to IMU o non IMU

  1. Violator on maggio 6, 2013 at 07:49

    Ciao Fabristol
    Dal mio punto di vista trattasi di una patrimoniale e non squisitamente o tecnicamente di tassa sui servizi. Comunque…Tutti nostri favolosi prelievi forzosi in fondo finanziano servizi offerti in regime di monopolio e per tanto inefficienti…senza entrare nel merito etico del prelievo forzoso.
    Mi risulta difficile fare una classifica, anzi io personalmente evito perché la considero una operazione pericolosamente liberale…e non riesco a fare a meno di ripetermi che in fondo il fine ultimo di ogni prelievo risulta celato…la redistribuzione in nome di una presunta solidarietà sociale collettivizzata dagli stati.
    Condivido la trasparenza del sistema britannico, almeno tu hai cognizione scientifica degli espropri. Ti invidio…
    Ciao

  2. Fabristol on maggio 6, 2013 at 10:13

    Certo so che è difficile fare una classifica morale della tassazione, anche perché le tasse sono immorali di per se stesse ma praticamente, nella vita di tutti i giorni, preferisci pagare il pedaggio per passare su un ponte pubblico o pagare per una patrimoniale su una casa?
    A mio parere, il problema dello statalismo italiano sta proprio qui: i balzelli vengono posti come patrimoniale. Se fossero costruiti come tasse sui servizi la gente si renderebbe conto che il monopolio statale non è efficace. Infatti telefono, corrente, acqua ecc sono stati privatizzati proprio perché era palese che la gente pagava per servizi inefficienti. Ecco perché il canone RAI negli anni si è trasformato da tassa sul servizio a tassa patrimoniale sull’apparecchio ricevente. I governanti avevano capito che con l’avvento dei canali privati tutti si sarebbero resi conto che il servizio era scadente così lo hanno trasformato in tassa sull’oggetto.
    Ecco perché preferisco la Council Tax, perché tutti possono vedere se davvero ne vale la pena di pagare un servizio tanto elevato. Forse in futuro qui potrò scegliere di pagare solo la sicurezza e le strade, e di non pagare per gli altri servizi. E questo sarà un passo avanti enorme!

  3. William on maggio 6, 2013 at 12:01

    Il bello è che l’Italia fino all’avvento del fascismo era, relativamente ad ora, un paese in cui liberalismo regnicchiava. La prima autostrada italiana e la seconda al mondo, l’Autostrada dei Laghi, fù costruita da investitori privati. Erano private le prime società elettriche, del gas e le ferrovie (queste furono nazionalizzate nel 1905). Poi i fascisti e dopo i social_comunisti_democristiani hanno distrutto tutto.

  4. Violator on maggio 6, 2013 at 12:16

    E ti quoto..
    anche se bisognerebbe ragionare sulla vera privatizzazione messa in atto in Italia su Energia, Luce etc etc…
    io, dove so che la partecipazione azionaria dello Stato in certe società privata è rilevante, non concepisco ancora le società fornitrici come società sul mercato. Sono ancora sotto pesante controllo pubblico..ecco perchè oggi quel poco di concorrenza che c’è non determina benefici tangibili.

    Ma ragiono ancora sulla classifica, forse un criterio potrebbe essere quello di immaginare se quel determinato tributo sia configurabile o meno in una private law society (in termini corrispettivo contrattualmente pattuito)?
    A quel punto certo, un pedaggio potrebbe esserci in una private law society immaginando che le strade siano privatizzate. Mentre una patrimonile sulla casa non avrebbe spazio..ci sarebbero contratti di assicuzione/sicurezza etc che nulla hanno a che vedere con il valore patrimoniale intrinseco di un immobile.

    Concordo sulla classifica a questo punto, dove vedo come criterio la proporzione della aggressione subita.

  5. Fabristol on maggio 6, 2013 at 22:40

    Per William

    e non dimentichiamoci il welfare privato costituito dalle casse comuni vietate dal fascismo. Se non avessimo avuto il fascismo forse a quest’ora non esisterebbe la pensione pubblica e l’Europa non sarebbe sull’orlo del precipizio. La gente non si rende conto di quanto il mondo che viviamo oggi sia stato plasmato nel ventennio, non solo in Italia ma ben oltre i nostri confini

    Però ricordiamoci che quelle compagnie private vivevano degli aiuti statali tanto quanto e forse più di quelle odierne. C’è un bellissimo libro di Ernesto Rossi, I baroni del vapore, che spiega bene l’intreccio tra grande imprenditoria e stato italiano. Gli stessi imprenditori che poi portarono Mussolini al potere…

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