L’etica mercantile

maggio 17, 2013 1 Comment
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L’Illustrazione Ticinese è un mensile gratuito che ogni famiglia del Canton Ticino si trova, appunto, mensilmente nella bucalettere. È popolare e leggera ma si trovano comunque cose interessanti; a me foresto e curioso delle lingue piace molto per esempio la rubrica in ticinese. Nell’ultimo numero di Maggio ho trovato però un articolo che mi ha fatto cadere le braccia, il mento e altre parti del corpo che non dirò per pudore.

In un articolo intitolato “O la borsa o la vita” c’è scritto:

Si sa che l’etica mercantile non è altro che un perfezionamento dell’etica piratesca: cerca sempre di depredare gli altri, perché tanto gli altri cercheranno di depredare te. È difficile, ma non impossibile, condurre affari assolutamente onesti. Tuttavia è un fatto che l’onestà è incompatibile con l’accumulo di una grossa fortuna: per diventare davvero ricchi bisogna in qualche modo barare.

E questo non è uno scritto della Pravda dei tempi andati, ma viene recapitato nella posta delle case ticinesi oggi. Lasciando perdere il facile odio contro i ricchi, quello che mi ha colpito è la bassissima considerazione che l’autore ha dell’etica mercantile. In quanto mercante mi sento tirato in ballo e mi sento offeso. È davvero distorta la visione che si ha oggi del mercato: un processo nel quale tutti truffano tutti e tutti cercano di fare i furbi con gli altri. È davvero sconfortante.

Quando penso al concetto di mercato, le prime immagini che a me vengono in mente non sono concorrenza spietata, truffa o avidità ma fiducia e cooperazione. Quando una persona scambia soldi con merce vuol dire che valuta più importante la merce che i soldi che ha ceduto, l’esatto opposto invece per chi cede la merce. È un’operazione dove tutte e due le parti vincono, altrimenti non ci sarebbe lo scambio, il mercato. Questo mercato si basa principalmente sui due fattori scritti sopra.

La fiducia è l’elemento base necessario, altrimenti lo scambio non avverrebbe. Io vendo alle aziende e la fiducia è tutto, si perdono e guadagnano clienti con la fiducia. Lo scambio, qualsiasi scambio, implica elevate dosi di fiducia reciproca e se questa viene a mancare per svariati motivi, si cambia partner dello scambio. Tutti noi quando compriamo qualsiasi cosa diamo fiducia a chi ce la vende; fiducia basata sulla reputazione. Se la reputazione cala, per esempio quando veniamo a sapere che la carne di manzo era in realtà carne di cavallo, la fiducia svanisce e si perde il cliente. L’azione umana nel suo insieme ovviamente è composta anche dalla truffa, ma dire che “l’etica mercantile” è un perfezionamento dell’etica piratesca non ha senso.

La cooperazione è un altro elemento base. Forse non ci rendiamo conto del tutto di quanta cooperazione serva tra moltitudini di soggetti per creare e portare all’utente finale un oggetto. Un semplice oggetto di plastica, per esempio un connettore, richiede progettisti, stampi, fornitori di materiali, rivenditori, trasporti, etc etc. Il mercato non ha una mente superiore che lo guida (come ancora dopo secoli non hanno capito i socialisti di sinistra e di destra) ma è formato da un’infinità di soggetti che cooperano tra di loro per il loro personale guadagno che, come detto all’inizio, porta a una situazione win-win, in caso contrario non ci sarebbe cooperazione.

Tutti noi siamo mercanti di qualcosa. Il mercato è un elemento naturale dell’interazione umana senza il quale la vita stessa non potrebbe sussistere. Se il mercato fosse basato sul depredare oggi semplicemente non saremmo qui, o saremmo qualche migliaia e vivremmo nelle caverne. La visione che tante persone hanno oggi degli scambi economici è veramente desolante perché non prende in considerazione cosa sia veramente il mercato.

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1 Comment » One Response to L’etica mercantile

  1. Fabristol on maggio 17, 2013 at 13:01

    Assolutamente d’accordo. Purtroppo c’è un pregiudizio enorme nei confronti di chi commercia. Nella mia esperienza senza fiducia tra commercianti e soprattutto clienti non si va avanti. Se fai uno sgarro, soprattutto in mercati di nicchia, non lavori più. E non a caso il motto “il cliente ha sempre ragione” è universale nel mondo del commercio.
    Detto questo nella mia esperienza ho incontrato compagnie che in Italia hanno lavorato per decenni in regime di monopolio. E sono quelle con il servizio peggiore. Arroganti, maleducati e con prezzi altissimi. Ora che il mercato è aperto alle compagnie europee ci stanno perdendo giorno dopo giorno. Perché la gente non è scema. E quel monopolio esisteva perché lo stato bloccava qualsiasi compagnia estera ad entrare nel mercato nazionale. Quindi meno stato c’è migliore è il servizio.

    Riguardo alla cooperazione interna in una compagnia di nuovo dalla mia esperienza posso dire che esiste una selezione naturale: chi non collabora con il gruppo non lavora bene e se non lavora bene se ne va o viene licenziato. Perlomeno in UK viene licenziato, in Italia ovviamente no. E per quale motivo? Per colpa dello Stato! E se un ingranaggio non funziona nella macchina di una compagnia l’intera compagnia crolla.

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