La quotidiana battaglia contro lo Stato

maggio 30, 2013 2 Comments
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euro-coins-and-banknotesMio malgrado sono stato protagonista la settimana scorsa di un episodio alquanto frustrante: ho passato alcuni giorni a combattere contro lo Stato italiano e ho perso ovviamente. Protagonista di questo episodio -oltre a me, la vittima- è la nuova norma sul limite di 1000 euro di pagamento e sulle regole antiriciclaggio italiane.

Questa è la storia: dovevo fare un pagamento superiore ai 1000 euro ma potevo farlo solo con soldi liquidi non avendo un conto bancario in euro in Italia (per la cronaca sono residente in UK). L’unico modo era aprire un conto in euro momentaneamente, con tutte le spese annesse per aprirlo, mantenerlo e chiuderlo (cose che in UK per esempio non si pagano). Vado in banca e quando scoprono che sono residente all’estero – regolarmente e legalmente iscritto all’AIRE – mi negano l’apertura del conto. Secondo la legge italiana solo un residente in Italia può aprire un conto in una banca italiana. Una norma assurda e credo unica al mondo. Ci sono addirittura stati che vivono dei conti bancari di non residenti, come Svizzera, Slovenia, Regno Unito ecc. Ma l’Italia deve sempre fare la pecora nera, quella speciale, quella anomala.

Vado in altre banche e la storia è sempre la stessa. In una scopro che si può aprire un conto ma la burocrazia e le spese sono così tante che il commesso mi ha consigliato candidamente di dichiarare il falso e dire che ero ancora residente in Italia (!). Alla fine la soluzione è stata quella di utilizzare una carta di credito prepagata la quale però una volta caricata non ha funzionato. Perché il sistema bancario italiano è fondamentalmente un fottutissimo colabrodo inefficiente, provinciale e che dipende dal capriccio del governante di turno. Alla fine ho dovuto fare tutto tramite il conto di un residente italiano.

Rendetevi conto a che livello ci siamo ridotti. Lo Stato mi obbliga ad iscrivermi all’AIRE, un limbo dove non si è più residenti in Italia e dove si perdono alcuni diritti da italiano; poi dopo avermi tolto il diritto a pagare in denaro contante mi toglie pure quello per aprire un conto bancario. Dal punto di vista bancario in Italia sono un apolide, dal punto di vista fiscale un potenziale evasore e riciclatore. E ho fatto tutto legalmente. Ma forse è proprio questo il punto: come mi suggeriva il commesso sarebbe stato meglio mentire e mi sarei risparmiato un travaso di bile durato due giorni.

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2 Comments » 2 Responses to La quotidiana battaglia contro lo Stato

  1. Francesco on maggio 30, 2013 at 10:51

    Ti capisco, se provi ad andare in banca a versare o scambiare una banconota da 500€, vieni visto come un’appestato, e soprattutto non te le cambiano…
    LIVE FREE OR DIE

  2. William on maggio 30, 2013 at 14:11

    La lunga permanenza fuori dall’Italia ti ha fatto perdere l’istinto naturale che hanno tutti gli Italiani per risolvere queste cose.

    Avresti potuto fare il giro degli uffici postali e in ognuno fare un vaglia da contanti per €999 fino ad arrivare alla cifra necessaria.

    Attento al uso di conti di amici, se gli fanno un accertamento dovrà giustificare l’introito, loro non crederanno alla giustificazione e gli accerteranno la cifra come reddito.

    Un mio amico Notaio ha messo sulla sua carta di credito il costo di una vacanza con amici pagando per tutti per recuperare punti, gli amici gli hanno restituito le quote con assegno che lui versato sul proprio conto corrente. L’ufficio delle entrate gli ha accertato la restituzione come reddito, lui ha pagato in quanto il ricorso di primo e secondo grado (il primo grado in Italia va sempre a favore dello stato) sarebbe costato più di quello chiesto nel accertamento.

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