Snowden ci conferma che lo stato sono loro

giugno 25, 2013 4 Comments
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Dell’affare Snowden, come già dell’affare Assange, non mi interessano le motivazioni del protagonista, non mi interessa sapere perché abbia svelato e perché adesso e non mi interessa sapere il suo scopo. Non mi interessa sapere se sia libertario, fascista, comunista o simpatizzante Mastella. Dell’affare Snowden, come già dell’affare Assange, non mi interessa nemmeno sapere delle strumentalizzazioni di stati terzi: per dire, state tranquilli che non penso proprio che paesi come l’Ecuador, Cuba o Venezuela siano dei paradisi di libertà dato che ospitano o hanno dato disponibilità ad aiutare Snowden, in chiara ottica antiamericana.

L’affare Snowden mi interessa, e mi interessa molto, perché ha svelato una volta di più un concetto molto caro ai libertari, ossia che lo stato sono loro. La grande narrazione bonacciona che ci viene ripetuta in continuazione dagli apparati statali, quella seconda la quale lo stato è una comunità raccolta dove ognuno è una piccola ma fondamentale parte del tutto, ossia dello stato (dallo stato non si esce, neanche da morti), viene rapidamente sciacquata via dalla realtà dei fatti. Ossia che c’è una minoranza organizzata che vive attraverso l’estorsione di ricchezza dalla maggioranza e che per tenere questo controllo saldo usa tutti i metodi disponibili. Il fatto di avere a capo di questa minoranza un esperto di marketing, uno tipo Obama, è un aspetto fondamentale. Ci fosse stato ancora quel pirlotto di Bush non oso immaginare le manifestazione oceaniche. Obama, ossia il nobel per la pace che uccide con i droni e spia i suoi cittadini. Mai sottovalutare il marketing.

Un altro aspetto che ritengo molto triste è vedere la degradazione del concetto di confederazione, come dovrebbe essere quella americana. Da Lincoln in poi gli Usa sono diventati uno stato sempre meno federale e sempre più centralizzato con una ristretta cerchia di persone con poteri sempre maggiori, a livello esponenziale. Oggi Obama ha un potere immenso che contrasta in modo spaventoso con lo spirito che ha fatto nascere gli Stati Uniti. Non si può, purtroppo, non notare come l’andamento della storia ci mostra confederazioni di stati che con il passare del tempo diventano sempre più centralizzanti; così gli USA come la Svizzera.

Bene dunque quello che Snowden ha fatto. Bene ricordarsi sempre chi è lo stato.

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4 Comments » 4 Responses to Snowden ci conferma che lo stato sono loro

  1. William on giugno 25, 2013 at 12:05

    Thomas Paine, Thomas Jefferson e Patrick Henry si stanno rivoltando nelle rispettive tombe.

    Neanche i Federalisti Alexander Hamilton, James Madison, John Jay e John Adams avrebbero voluto un tale accentramento dei poteri.

  2. Dario Solinas on giugno 26, 2013 at 16:45

    Peggio dello stato federale e della presidenza Obama, sono le aziende che gli anno fornito pieno accesso alle loro banche dati, senza mandato giudiziario.
    Stranamente buona parte delle aziende coinvolte nello scandalo, come Google, Apple, Facebook, Twitter sono finanziatori del Democracy Party.

    Poi non parliamo delle assurde giustificazioni del governo.
    “Abbiamo evitato 50 attentati su suolo Americano; Abbiamo salvato vite americane”…

  3. Fabristol on giugno 26, 2013 at 22:41

    Immaginatevi cosa sarebbe successo se si fosse scoperto che i cinesi stavano spiando i centri di ricerca americani o le compagnie private. Immaginate il casino che i media avrebbero fatto contro i cattivi comunisti, la Cina uno stato canaglia, la possibilità pure di muovere sanzioni contro la Cina, la Clinton che invita il Dalai Lama per fare dispetto ai cinesi e così via. Ridicoli. Semplicemente ridicoli pezzi di merda. I democratici più di tutti scovati con le mani nella marmellata. Facevano tanto i puri quando c’era Bush, criticandolo per tutte le porcherie che ha fatto per i diritti civili ma ora rimpiangiamo Bush!
    Ah, ma Obama ci ha dato il gay marriage. Ah beh allora ne vale la pena di perdere le nostre libertà. Fuck Assange, fuck Bradley Manning, fuck Snowden.

  4. […] che invece pare che in questo futuro ci stiamo vivendo per davvero ciò che mi allibisce di più non sono le scuse […]

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