Land of the free?

giugno 27, 2013 8 Comments
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12364246-american-flag-on-grunge-paper-isolated-on-whiteGuerre continue e a cadenza quasi annuale, assassinio di cittadini americani senza processo, detenzione indefinita, giustizia arbitraria, crimini di guerra, tribunali segreti, tortura, spionaggio dei propri cittadini, caccia all’uomo come Assange e ora Snowden. E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad una nazione con evidenti sintomi da delirio da onnipotenza. Qualcosa che abbiamo già visto nella storia forse già con l’Impero Romano. La chiamano Pax Americana ma a me pare più Bellum Americanum Perpetuum. La verità è che da quando l’URSS è crollata gli USA si sono trovati in un mondo da post Guerra Fredda senza un nemico che possa tenergli testa. E tutta la tensione accumulata in 50 anni per fronteggiare il pericolo sovietico ora viene rivolta su paesi del terzo mondo che non possono competere dal punto di vista bellico e internamente sui propri cittadini. Come accennava Luca qui si tratta di un affascinante quanto terribile tipo di colossal marketing che permette ad un impunito Nobel per la Pace di uccidere chiunque voglia con un bottone, all’estero e in patria; dichiarare guerra senza passare dal Senato; torturare migliaia di cittadini stranieri e americani in un’isola dei Caraibi fuori dalla giurisdizione americana; di spiare i suoi cittadini e quelli di altri paesi amici e nemici; di dare la caccia a cittadini americani e non che osano rendere pubbliche le schifezze che il governo mette in atto per violare la privacy dei cittadini americani.

Questo colossal and terrible marketing permette a quest’uomo di apparire come un angelo di fronte ai media del mondo e di non attrarre una singola critica da parte di pacifisti, no-global, sinistrorsi di varia natura ecc. Gente che per anni aveva manifestato quotidianamente contro Bush che al confronto di Obama era un agnellino. Certo che ce ne vuole per rimpiangere Bush Junior! Ma Obama è riuscito pure in questo.

E’ davvero incredibile pensare che paesi che fino a qualche anno fa avremmo considerato esportatori di dissidenti come Venezuela, Cina, Cuba e Russia ora invece siano diventati dei “safe havens” dove rifugiarsi quando i cittadini occidentali sono perseguitati dai propri governi democratici. Sembra di essere all’interno di una distopia fantascientifica con un Putin o un paese sudamericano che difende i diritti dei cittadini americani. Cittadini americani e non (pensiamo all’australiano Assange) che rischiano carcere a vita, pena di morte e spesso tortura sul suolo americano. E la reazione stizzita del governo americano che richiede l’estradizione dei suoi dissidenti (incredibile, fino a qualche anno fa non avremmo associato la parola “dissidente” agli USA; a parte forse quando ci fu la caccia al comunista decenni fa, Chaplin anyone? Come si può essere dissidenti in un paese che si fregia di essere l’unico libero del pianeta?) dice più di quanto possiamo immaginare. Infatti assomiglia esattamente alle richieste che faceva il governo cinese per i suoi dissidenti che scappavano all’estero.

Ma non ci aveva forse avvertito di tutto questo Hans Hermann Hoppe quando ci redarguì sul fatto che le democrazie liberali sono bestie peggiori di quelle socialiste o che comunemente consideriamo tiranniche perché:

“But Empire building also bears the seeds of its own destruction. The closer a state comes to the ultimate goal of world domination and one-world government, the less reason is there to maintain its internal liberalism and do instead what all states are inclined to do anyway, i.e., to crack down and increase their exploitation of whatever productive people are still left. Consequently, with no additional tributaries available and domestic productivity stagnating or falling, the Empire’s internal policies of bread and circuses can no longer be maintained. Economic crisis hits, and an impending economic meltdown will stimulate decentralizing tendencies, separatist and secessionist movements, and lead to the break-up of Empire. We have seen this happen with Great Britain, and we are seeing it now, with the US and its Empire apparently on its last leg.”

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8 Comments » 8 Responses to Land of the free?

  1. Kirbmarc on giugno 27, 2013 at 13:27

    Obama continua ed espande le politiche di Bush, e il successore di Obama, che sia repubblicano o democratico, farà lo stesso. Il presidente, del resto, è uno strumento del marketing come lo sono le elezioni. Dietro ai diversi presidenti ci sono diversi “amici” che in fin dei conti vogliono tutti la stessa cosa: il controllo dei contribuenti.

  2. Dexter on giugno 27, 2013 at 14:35

    Non c’è spirito caritatevole dietro le offerte di Venezuela, Cina, Cuba e Russia. Per loro semplicemente “il nemico del mio nemico, è mio amico”.

  3. Fabristol on giugno 27, 2013 at 19:28

    “Non c’è spirito caritatevole dietro le offerte di Venezuela, Cina, Cuba e Russia. Per loro semplicemente “il nemico del mio nemico, è mio amico”.”

    non c’è alcun dubbio ma forse esiste uno stato che agisce in modo cariratatevole? Ognuno cerca il proprio profitto e in questo caso Russia, Cina e gli altri cercano un profitto d’immagine. La prossima volta che gli USA si lamenteranno dei diritti umani in questi paesi dovranno prima guardare a casa loro.

  4. William on giugno 28, 2013 at 14:00

    Almeno negli Stati Uniti nel congresso ci sono politici che si muovono contro questi sopprusi.

    Vedi Rand Paul!

  5. ricco&spietato on luglio 12, 2013 at 11:43

    “…permette a quest’uomo […] di non attrarre una singola critica da parte di pacifisti, no-global, sinistrorsi di varia natura ecc.”

    ascolti pochi sinistrorsi, evidentemente.

  6. W la Libertà on luglio 12, 2013 at 20:53

    Che l’Italia non sia assolutamente “Land of Free” come si poteva irroneamente pensare dell’America si sapeva, e non dovrebbe colpire che anche qui accadono ogni tanto storie internazionali di rapimenti, soprusi e violenze da parte delle forze di polizia.

    Come il caso della madre e figlia kazake arrestate e mandate in kazakistan contro la loro volontà da parte delle autorità italiane, perchè moglie e figlia del leader oppositore dell’attuale capo di stato Kazako, non particolarmente liberale, e in buoni rapporti con Berlusconi ma anche con altri da ambienti politici e dell’energia.

    Media muti a riguardo, solo il Fatto Quotidiano, che nel suo statalismo socialista e insulso ogni tanto fa qualcosa di buono, riporta tale notizia, non parliamo dei tg nazionali…

  7. Fabristol on luglio 12, 2013 at 21:16

    Ehm qui si parlava degli USA. 😉

  8. W la Libertà on luglio 14, 2013 at 12:15

    Si si lo so ma mi sembrava il post migliore per parlare della notizia.

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