Vivere in un futuro distopico e non rendersene conto

luglio 3, 2013 5 Comments
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tumblr_lszyhmQwmk1r23cz6o1_500Fino a poco tempo fa mi ricordo che ci si preoccupava in Occidente di un diritto, quello alla privacy, quasi sacro e inviolabile. Avevamo ancora in mente la Guerra Fredda, la DDR, KGB, Stasi, CIA ecc. Avevamo in mente romanzi e film di fantascienza che ci ammonivano rispetto ad un futuro distopico. Un futuro in cui i governi sapevano tutto di noi, in cui la privacy non esisteva e i cittadini diventavano sudditi di vetro alla mercé dei governanti. Mi ricordo come fossero ieri le discussioni su internet sul pericolo di un futuro del genere. Mi ricordo perfino il mercato inflazionato di film futuristici distopici: senza scomodare i soliti 1984 e Farenheit 451 pensiamo a Brazil o ai recenti V per Vendetta e Minority Report per esempio. Ecco, si guardava a questo remoto futuro con una certa paura e lo si esorcizzava con questi film, questi romanzi come a dire “è solo fantascienza!”.

Ora che invece pare che in questo futuro ci stiamo vivendo per davvero ciò che mi allibisce di più non sono le scuse cretine di un Obama o le finte proteste dei paesi europei spiati. No quello che mi sconvolge è la totale mancanza di interesse e preoccupazione dell’opinione pubblica su questi temi. Viviamo nel futuro di cui abbiamo avuto tanta paura negli anni passati e ora facciamo spallucce. I commenti vanno dal “ma lo sapevamo già” al solito “ma hanno salvato migliaia di vite umane sventando attentati.”. I media ripetono a pappardella ciò che i governi dicono di dire, i politici sapevano o se non lo sapevano ora fanno finta di niente. Se anni fa mi avessero proposto un film distopico del genere con gli USA che spiano mezzo pianeta e dantumblr_m4vig5KbDb1ro7fq6o1_1280no la caccia a hacker o informatori i quali cercano rifugio in Russia e Cina (!), mi sarei messo a ridere e avrei chiesto di farmi restituire il costo del biglietto del cinema.

Mi sono sempre chiesto che sensazione si potrebbe provare a stare dentro all’incubo di cui si è sempre avuto paura. E ora ne abbiamo un assaggio: non si prova niente per il semplice motivo che se siamo arrivati a questo punto è perché legge dopo legge, guerra dopo guerra, scusa dopo scusa tutte le nostre poche libertà rimaste sono state erose. La distopia non arriva con una marcia su Roma violenta, con i carri armati in piazza o i codici a barre tatuati sulla pelle. No, arriva con una notizia di agenzia passata in secondo piano, un emendamento ad un pacchetto sicurezza, un nuovo reparto della polizia contro il cyberterrorismo.

Il futuro è qui e ora ma non ce ne siamo ancora accorti.

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5 Comments » 5 Responses to Vivere in un futuro distopico e non rendersene conto

  1. William on luglio 4, 2013 at 09:00

    Mi pare che l’accettazione da parte della maggioranza (vedi i sondaggi negli Stati Uniti che danno un margine 54/46 di approvazione dell’operato del NSA) degli attuali governi distopici sia dovuto al fatto che la maggioranza vuole che lo stato si occupi tutto (nanny state).

    Alla fine per garantire la libertà a coloro che la vogliono sarà necessario creare un nuovo stato libertario a cui potranno confluire, un po come prospettato da Ayn Rand in Atlas Shrugged.

  2. Kirbmarc on luglio 4, 2013 at 18:21

    “la maggioranza vuole che lo stato si occupi tutto”

    Le persone vedono i lati negativi della perdita delle libertà ma si illudono che capiti sempre a qualcun altro, ai “nemici” che gli stati cacciano con uno zelo da inquisitori: gli “hacker cattivi” (vedi tutte le varie SOPA e PIPA), i “pervertiti della rete” (in Islanda vietano la pornografia via Internet in nome del femminismo, prepariamoci all’invasione dei puritani del web) e i “diffamatori”(ovvero chiunque critichi i governanti o i loro amici in maniera un-PC, vedi tutti i siti oscurati dalla solerte polizia postale).

    Internet, l’ultimo baluardo delle libertà, viene demonizzato in tutti i modi possibili.

  3. William on luglio 4, 2013 at 20:14

    @Kirbmarc

    Concordo

  4. […] Bewerkt vanuit het Italiaans […]

  5. firmato winston diaz on agosto 25, 2013 at 21:17

    Mah, forse qua in Italia non ce ne preoccupiamo troppo perche’ abbiamo gia’ uno Stato (che vuol dire qualche milione di persone contando dipendenti agenzia entrate, forza pubblica, e relativi parenti e amici stretti) che puo’ ficcare il naso nei conti correnti, cioe’ nella vita economica intima, di tutti gli altri.
    E prima o poi, con la valuta elettronica obbligatoria, i milioni di spioni potenziali descritti sopra, sapranno proprio TUTTO di noi.
    Qualcuno ha fatto resistenza? Non mi risulta, quattro gatti al massimo, i soliti quattro gatti. Il resto della popolazione: giustizialisti, moralisti, parafascisti, no di certo, anzi lo ritengono sacrosanto, e chi non e’ d’accordo con loro vuol dire che ha qualcosa da nascondere, e quindi e’ nel torto automaticamente, anzi e’ un delinquente da far sparire in quanto tale.

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