Giù le mani dal porno Cameron

luglio 25, 2013 6 Comments
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tumblr_mqcrx4Ic2Y1qlia7ao1_400E’ di questi giorni l’infelice proposta di legge di David Cameron di filtrare i contenuti pornografici per tutte le connessioni britanniche (anche se non si capisce per ora se il filtro varrà anche per la rete mobile). In poche parole secondo Cameron la pornografia in rete è la causa della violenza sui bambini e di futuri problemi sessuali per i bambini. Questa congettura è tipica del pensiero populista medio dei politici. Si guarda a posteriori agli interessi dell’assassino e quando si scopre che tra gli interessi c’è qualcosa che non piace allora si incolpano quegli interessi per essere stati la causa scatenante della violenza. Classici esempi di cronaca sono l’associazione tra musica metal e violenza, oppure videogame e violenza ecc. Facile smontare tale puerile congettura facendo semplicemente presente il fatto che il 99% di chi ascolta musica metal o gioca ai videogame non ha reazioni violente causate dall’ascolto di questa musica o dall’uso dei videogiochi. Anzi, se riuscissimo a guardarlo da una prospettiva più neutrale potremmo fare la congettura opposta: ovvero che ascoltare musica metal o giocare ai videogiochi è associato ad una minore violenza!

Parafrasando Penn Jillette quando dice che “Shakespeare doesn’t kill”, potremmo dire che “Porn doesn’t kill”. Non solo perché non è scientificamente provata nessuna correlazione tra le due cose, ma anche e soprattutto perché è sbagliata la premessa: ovvero che la pornografia sia qualcosa di negativo, sbagliato e immorale. Perché l’equivoco nasce proprio da questo, considerare la pornografia immorale e chi la guarda un peccatore.

L’errore di Cameron più grande a mio parere, oltre ad aver cavalcato l’onda emotiva di recenti casi di pedofilia, è stato quello di puntare il dito contro gli internet provider o addirittura Google per i contenuti pornografici sulla rete. E di volerli obbligare ad obbligare (scusate il gioco di parole) i clienti a richiedere attivamente di togliere il filtro alla pornografia. In pratica, arriverà una lettera da compilare in cui i clienti dovranno attivamente scegliere di avere accesso alla pornografia. Non si capisce perché un’opzione più passiva, ovvero la possibilità per i clienti di avere un filtro alla pornografia, non sia stata presa in considerazione. Infatti se i genitori sono veramente preoccupati per l’accesso alla pornografia dei loro baPornographymbini potrebbero attivamente chiedere al provider di filtrare tali contenuti.

Invece in questo modo puritano si vuole far esporre il potenziale peccatore alla pubblica piazza. Infatti la lista di chi ha optato per avere i filtri rimossi verrà visionata dal provider e poi dal governo. Anche se i politici lo negano ovviamente ma il caso dell’NSA americano ce lo conferma: il governo ha accesso a tutti i nostri dati in rete in qualsiasi momento e per qualsiasi scopo. In questo modo i governi avranno una informazione in più sui nostri “cittadini di vetro”.

Il guaio è che questo è un precedente per il futuro. Infatti cosa fermerà il governo in futuro dal filtrare altri contenuti che possono essere dichiarati violenti, pericolosi per la sicurezza nazionale e quant’altro? Ieri il terrorismo di Al Qaeda, oggi la pornografia, domani qualsiasi comportamento o interesse tra cui anche una posizione politica.

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6 Comments » 6 Responses to Giù le mani dal porno Cameron

  1. William on luglio 25, 2013 at 08:42

    Come al solito governanti mettono il naso in cose di cui non capiscono niente. Basta iscriversi ad un VPN in un paese senza restrizioni per aggirare qualunque tipo di blocco. I dati tra l’utente e il VPN possono essere criptati per cui non è possibile sapere cosa clicca l’utente senza la potenza di calcolo del NSA oppure clonazione del computer.

    Che pensino a ridurre il costo del Leviatano invece che remare contro corrente.

  2. Violator on luglio 25, 2013 at 09:53

    Chiamasi Diritto Pubblico, c’è una finalità palese dietro queste iniziative.
    Ovviamente poi, al di fuori di una lettura libertaria, sono le solite proposte di improbabile logica e impossibile giustificazione etica.
    Ennesima dimostrazione empirica che i governanti legiferano a vanvera e senza un minimo di riflessione.
    Ciao

  3. Tony R on luglio 25, 2013 at 13:04

    Niente sesso, siamo inglesi…

  4. Cesare on luglio 25, 2013 at 23:21

    Invece di occuparsi dei problemi “veri” buttano fumo negli occhi con proposte puerili e populiste.

  5. Kirbmarc on luglio 27, 2013 at 10:25

    Il filtro non blocca solo la pornografia. Blocca anche i giochi on line, il file sharing, i siti che parlano di armi, di droghe e di suicidio. In pratica e’ il mezzo perfetto per introdurre una censura su qualsiasi pratica o idea che non piace allo stato. Basta aggiungere un’opzione di blocco in piu’, che la gente comune non notera’ neppure, e la censura sara’ perfetta.

    “Infatti se i genitori sono veramente preoccupati per l’accesso alla pornografia dei loro bambini potrebbero attivamente chiedere al provider di filtrare tali contenuti.”

    Ma questo richiederebbe che questi genitori abbiano menti pensanti, un requisito raro nei gruppi di moralisti.

  6. Fabristol on luglio 27, 2013 at 14:35

    Ancora peggio quindi!

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