Mirror mirror on the wall

agosto 12, 2013 4 Comments
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MMirror-Mirrorirror mirror on the wall, who’s the most socialist of them all?

L’altra settimana ho visto quasi per caso l’ennesima rivisitazione in chiave semicomica della favola di Biancaneve. Si chiama Mirror mirror (in italiano tradotto con un banale Biancaneve) e tra gli attori ha una mediocre Julia Roberts a fine carriera. Il film non rimarrà sicuramente nella storia del cinema mondiale ma mi è rimasto impresso per un motivo legato alle tematiche di libertariaNation: la tassazione.

In questa versione di Biancaneve rivisitata in chiave più moderna la strega cattiva interpretata da Julia Roberts è anche una regina senza scrupoli che tartassa i suoi sudditi con tasse altissime. In una scena centrale del film la regina, il cui regno è in bancarotta a causa delle continue tasse, ordina al suo primo ministro di alzare ulteriormente la tassazione per finanziare il prossimo ballo al palazzo. Quest’ultimo va nella piazza del villaggio e appende al muro una nuova ordinanza per la raccolta di altre tasse. I cittadini, visibilmente provati dalla fame a causa delle continue tasse si rivolgono in modo aggressivo contro il ministro chiedendo il perché di questa nuova tassa. Ovviamente non si può rivelare il vero motivo, il ballo al palazzo, e così il primo ministro dice quello che ha sempre detto in passato: “Questi soldi servono per proteggervi dalla Bestia della foresta. Senza questi soldi verreste sbranati.”. I cittadini impauriti accettano loro malgrado: la Bestia della foresta, nonostante non l’abbiano mai vista, è tenuta a freno dai soldati della regina, o almeno così gli viene detto.mirror-mirror-movie-618f1

E qui entra in scena Biancaneve che scopre solo adesso dopo anni di reclusione nel castello della regina di questa situazione. Biancaneve è indignata per la tassazione così alta che considera immorale, ma soprattutto è indignata per i 7 nani che in questa versione sono dei briganti: infatti hanno appena rubato i soldi delle tasse dalla carrozza del primo ministro. Biancaneve redarguisce i nani accusandoli di furto e riporta i soldi delle tasse al popolo.*

L’indignazione contro la tassazione nel film è così grande che sembra di leggere un saggio di un Rothbard o gli strali di qualche libertario ultrà. Biancaneve libertaria? Un film che denuncia la tassazione forzosa? Ma neanche per idea.

product_mim2049E allora come è possibile che il messaggio che il film passa sia così vicino alle idee libertarie a cui siamo abituati in questo blog? Il tutto funziona perché nella favola c’è una monarchia. Se la regina fosse stata una presidente regolarmente eletta democraticamente le tasse sarebbero state legittime e il messaggio d’indignazione non avrebbe funzionato. L’atto sarebbe stato lo stesso ma il metodo che fu scelto per eleggere chi compie quell’atto ha magicamente trasformato l’immorale in legittimo. Un po’ come Robin Hood, il ladro che ruba ai governanti per riportare i soldi al popolo, il quale non potrebbe mai funzionare in una versione moderna nelle nostre democrazie. Il popolo usa due pesi e due misure per valutare la moralità della tassazione e questo dipende semplicemente dall’aura di magia e sacralità che gli è stata inculcata fin da piccoli nei confronti della democrazia: l’unico e ultimo sistema che le società umane possono utilizzare. Il migliore, il perfetto, l’unico grazie al quale qualsiasi atto dei governanti è legittimato: dall’omicidio al furto, dal genocidio alla guerra atomica.

Cosa ci insegna questa favola quindi: credo che l’unico modo per i movimenti libertari di far passare il nostro messaggio quindi non sia quello di prendersela (solo) con la tassazione di per se stessa – questo non funziona perché per la gente la legittimazione di un atto immorale in democrazia nasce magicamente dall’urna – ma di puntare sulle straordinarie e controintuitive somiglianze tra monarchia e democrazia. Il messaggio che dobbiamo far passare insomma è quello di Hans Hermann Hoppe: la democrazia è un dio che fallito e tra i due mali, monarchia e democrazia, la prima è il male minore.

E visserto felici e tassati…

*Qui bisogna notare che la parola ‘furto’ viene solo usata nei confronti dei nani, non dello Stato. Nonostante Biancaneve affermi più volte che i soldi rubati appartengano al popolo e debbano essere restituiti al popolo. Se appartengono al popolo il passaggio dalle loro tasche a quelle della regina dovrebbe essere considerato alla stregua di un furto?

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4 Comments » 4 Responses to Mirror mirror on the wall

  1. Violator on agosto 12, 2013 at 12:04

    Ciao Fabristol,
    bel post. mi hai incuriosito e andro a vedere sicuramente il film!
    ciao

  2. Violator on agosto 12, 2013 at 15:59

    ps a proposito di Hoppe, su mises.org e’ uscito in formato ebook “What Must Be Done”, un suo saggio sulla strategia libertaria da perseguire. Devo ancora iniziarlo ma dal summury tocca anche argomenti quali democrazia vs monarchia etc.
    Ciao

  3. Kirbmarc on agosto 13, 2013 at 17:01

    La democrazia fa sembrare lo Stato una macchina impersonale di cui tutti fanno parte. Non ci sono responsabilita’ personali nelle decisioni di uno stato democratico (in teoria) perche’ le responsabilita’ delle scelte sono della maggioranza (che e’ un concetto fumoso ed anonimo).

    In pratica a governare sono delle elite non meno tiranniche della regina cattiva, ma molto piu’ elusive.

  4. Violator on agosto 13, 2013 at 19:32

    Il maledetto diritto pubblico rappresenta il vero male della democrazia. Quel male mascherato che permette ai suoi funzionari parassiti quei privilegi che ben conosciamo. E’ una vera illusione e guai a porla in discussione…ragion per cui lo Stato non rinuncera’ mai a controllare l’istruzione.

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