Perché Breaking Bad non esisterebbe senza lo Stato

settembre 12, 2013 9 Comments
By

breaking-badLa fortunata serie americana TV Breaking Bad che sta mandando in onda in questi giorni le ultime puntate dell’ultima serie è un’interessante punto di partenza per riflettere sulle immense conseguenze che lo Stato ha sulle nostre vite. Per chi non conosce la trama dello show si tratta di un thriller-drama che ha come protagonista Walt White, un ex professore di chimica, che a causa di un cancro terminale decide di guadagnarsi il denaro necessario per l’assicurazione sanitaria producendo metamftetamina. La serie si basa quasi interamente sulle conseguenze delle decisioni morali che Walt prende per poter sopravvivere nel duro mondo della produzione e spaccio di stupefacenti. Per buona parte della serie Walt cerca in tutti i modi di: 1) evitare di essere ucciso dai “drug cartel” messicani, 2) evitare di essere scoperto dalla DEA (drug enforcement agency), in cui lavora anche suo cognato e 3) di avere abbastanza soldi per pagare l’assicurazione sanitaria privata.

In tutti e tre i casi Walt, anche se non lo sa, sta combattendo contro un unico nemico: lo Stato. Vediamo perché.

La Guerra alla Droga (War on Drug) è una vera e propria guerra con decine di migliaia di caduti combattuta su più fronti tra il governo americano e il resto della popolazione americana e internazionale (soprattutto messicana e colombiana) basata sulla dottrina che lo Stato deve eliminare l’uso delle droghe per i propri cittadini. Questo imperativo etico non solo costa decine di miliardi di dollari l’anno al contribuente medio americano ma costa decine di migliaia di vite americane e messicane all’anno. Proibire la libera circolazione di un prodotto per cui esiste una richiesta da parte dei cittadini non fa altro che spostare il mercato di questa sostanza nelle mani della criminalità organizzata. L’abbiamo visto con gli alcolici nel periodo del proibizionismo per esempio dove lo Stato americano creò dal nulla il mostro Al Capone, un vero e proprio dipendente dello Stato. Non solo quindi la criminalità organizzata prospera grazie a questa guerra ma i consumatori stessi si ritrovano con un prodotto non sicuro e dal prezzo inflazionato. Walt quindi è continuamente in pericolo a causa della guerra alla droga. Si potrebbe dire che Walt guadagna quello che guadagna grazie anche alla guerra alla droga che gli procura lavoro, ma la produzione di metamftetamina esisterebbe anche senza la guerra alla droga e Walt avrebbe potuto abbandonare il suo lavoro di professore di chimica per qualcosa i più redditizio legalmente senza doversi preoccupare di avere una pistola puntata alle spalle.bb_walter-white-large

Il secondo punto è legato ovviamente al primo ed è sicuramente il collegamento più evidente con lo Stato: la DEA spende milioni di dollari all’anno per combattere lo spaccio e la produzione di droga incarcerando produttori, spacciatori e consumatori. Ne spenderebbe altrettanti se un giorno lo Stato decidesse che il tabacco o l’alcool sono illegali – a questo proposito c’è un interessante dialogo tra il poliziotto Hank e Walt riguardo al relativismo del probizionismo “Well, what’s legal, what’s illegal. Cuban cigars, alcohol. You know, if we were drinking this in 1930, we’d be breaking the law. Another year… we’d be okay. Who knows what will be legal next year?” -, eppure nonostante tutti questi soldi il consumo di stupefacenti cresce e la criminalità aumenta e soprattutto il numero di incarcerati per uso di stupefacenti cresce a dismisura (la più grande popolazione carceraria del pianeta si trova non in Cina né in Nord Corea ma in USA ed è rappresentata per lo più dalle vittime della guerra alla droga). Walt non solo passa le sue giornate ad evitare pallottole da parte della criminalità organizzata ma deve essere ancora più vigile nei confronti dello Stato che può rovinargli la vita in qualsiasi momento per aver semplicemente prodotto una sostanza in laboratorio.

Il terzo punto riguarda il costo dell’assicurazione sanitaria che Walt si trova a pagare e che in definitiva è la leva che lo porta a produrre la metamfetamina. Qui una persona non libertaria potrebbe dire: “Ah ma il costo della sanità americana è così alto perché è in mano ai privati!” o qualcosa del genere che sentiamo ogni volta che si parla di Obamacare. In realtà Walt paga così tanto per la sua assicurazione perché c’è troppo Stato, non perché ce n’è poco, perfino in un sistema con assicuratori privati come in US.

Prendiamo per esempio la “proprietà intellettuale” garantita dallo Stato e il sistema dei brevetti sui medicinali. Non ci vuole una laurea in economia per capire che senza la protezione dello Stato le grandi case farmaceutiche non potrebbero detenere il monopolio sulle proprie medicine e la competizione tra case farebbe scendere i prezzi. Guardate cosa è successo da quando sono stati introdotti i medicinali generici: prezzi stracciati e decine di case farmaceutiche comparse dal nulla sul mercato. O vogliamo parlare delle limitazioni alle licenze date dal protezionismo corporativo degli albi professionali? O le tasse che gravano su tutto il sistema medico, dagli ospedali agli stipendi fino alla strumentazione? La verità è che in un sistema senza le distorsioni operate dal monopolista statale la sanità sarebbe un bene-servizio commerciabile come qualsiasi altro e che funziona grazie alle leggi universali della domanda-offerta.

In conclusione Walt “Heisenberg” White ogni giorno per rimanere in vita deve combattere tutti i meccanismi infernali che lo Stato gli ha messo davanti diventando una sorta di inconsapevole eroe libertario. E nonostante Breaking Bad non affronti le tematiche libertarie in maniera evidente e i suoi creatori non siano libertari l’intera trama non può che essere un interessante spunto per una profonda riflessione sui temi libertari che ci sono tanto cari.

 

Tags: , , , , , ,

9 Comments » 9 Responses to Perché Breaking Bad non esisterebbe senza lo Stato

  1. Kirbmarc on settembre 12, 2013 at 11:43

    E’ interessante notare anche che Walt (specialmente nella quarta e quinta stagione) lotta anche contro un altro braccio del Leviatiano: l’IRS, ovvero l’Agenzia delle Entrate Americana. Walt e’ costretto a nascondere i guadagni del suo prodotto dal fisco e per questo deve creare degli schemi complicati per “riciclare” il suo denaro.

    Fra i tanti schemi c’e’ il dichiarare delle vincite record al casino (grazie alla scusa di un presunto “sistema per contare le carte”). E qui il Leviatano mostra un altro dei suoi crimini.

    In America (ma molto probabilmente anche in Italia) lo stato tassa pesantemente le vincite al casino’. Soldi che dipendono solo da quanto il giocatore ha giocato. Ho sentito molte difese delle tasse come “pagamento per dei servizi” ma ditemi, che “servizi” dovrebbe pagare un giocatore fortunato (o bravo a contare)? L’uso dell’aria? La proprieta’ intellettuale del nome delle carte?

    Le tasse sono sempre un furto (come dimostra bene il fumetto pubblicato su Libertarianation) ma le tasse sulle vincite e le eredita’ dimostrano la natura criminale delle imposte. l’unica giustificazione che sento per le tasse sulle eredita’ e sulla fortuna (o la bravura) e’ la stessa che potrebbe usare chi ti ruba l’autoradio: la “redistribuzione”. Ovvero se io ho due autoradio e tu nessuna tu sei in diritto di fregarmene una. E’ il socialismo, baby.

  2. Fabristol on settembre 12, 2013 at 19:09

    “Le tasse sono sempre un furto (come dimostra bene il fumetto pubblicato su Libertarianation) ma le tasse sulle vincite e le eredita’ dimostrano la natura criminale delle imposte. l’unica giustificazione che sento per le tasse sulle eredita’ e sulla fortuna (o la bravura) e’ la stessa che potrebbe usare chi ti ruba l’autoradio: la “redistribuzione”. Ovvero se io ho due autoradio e tu nessuna tu sei in diritto di fregarmene una. E’ il socialismo, baby.”

    tempo fa c’era stato un flame nei commenti ad un articolo su Giornalettismo in cui l’autore dichiarava che togliere l’ICI alla prima casa significava “rubare” soldi all’istruzione o a qualcosa di socialmente utile di cui non mi ricordo. A volte il confine tra socialismo e malattia psichiatrica è molto sottile.

  3. Ivo Silvestro on settembre 15, 2013 at 08:34

    Non conoscevo la serie e sembra interessante, se riesco la ricupero.
    Comunque, senza Stato – o meglio: senza uno Stato proibizionista – il mercato delle metananfetamine non sarebbe così redditizio e difficilmente il protagonista riuscirebbe a guadagnare abbastanza soldi per pagati le cure.
    Altra perplessità sul post riguarda i brevetti: è probabile che senza la protezione dei brevetti ci sarebbe un maggior ricorso al segreto industriale, e non è affatto detto che il mercato sarebbe più fluido e libero…

  4. Fabristol on settembre 15, 2013 at 13:03

    “Comunque, senza Stato – o meglio: senza uno Stato proibizionista – il mercato delle metananfetamine non sarebbe così redditizio e difficilmente il protagonista riuscirebbe a guadagnare abbastanza soldi per pagati le cure.”

    Chiedilo a chi produce tabacco o alcool, due droghe legali, se il mercato non è redditizio. Walt avrebbe potuto utilizzare le sue doti da chimico nell’industria farmaceutica per produrre la migliore metamfetamina al mondo. Una strabiliante carriera magari diventando manager della sua compagnia.
    E poi, il punto è che la sanità costa così tanto a causa dello stato (o perlomeno questo è il nostro punto di vista), quindi le sue cure avrebbero richiesto una frazione di denaro rispetto al mondo attuale.

    Per quanto riguarda il segreto industriale: il segreto industriale rimane solo fino a quando qualcuno non riesce ad analizzare la molecola in laboratorio. cioè dopo alcuni giorni dal lancio sul mercato.

  5. cachorroquente on settembre 15, 2013 at 20:28

    Alcune prestazioni mediche potrebbero essere più economiche se non ci fosse la protezione dei diritti intellettuali, ma comunque in molti casi sarebbero spese insostenibili senza un’assicurazione (privata o pubblica che sia).

    Tanto per cominciare, il personale medico e infermieristico per impostare, somministrare e controllare un ciclo di chemioterapia è personale altamente qualificato. Molti agenti chemioterapici sono fuori brevetto; il costo del trattamento è fondamentalmente legato al personale, alle strutture, ai macchinari e alle complicazioni.

    Poi, il costo dei farmaci non è legato solo alla proprietà intellettuale. Io Breaking Bad l’ho cominciato ma mi sono interrotto a metà della prima serie perchè mi deprimeva, quindi non so bene a che terapie sia sottoposto Walt; ricordo che si trattava di qualcosa di sperimentale quindi immagino non solo antiblastici classici ma anche anticorpi monoclonali, che non crescono sugli alberi, a prescindere dal monopolio di questa o quella casa farmaceutica.

  6. William on settembre 16, 2013 at 17:22

    Ormai sono alla stagione 5 episodio 9. Best show ever!!

  7. astrolabio on settembre 16, 2013 at 19:44

    nella serie gale boetticher, il nerd che per un periodo fa da assistente di laboratorio di heisemberg è un autoproclamato libertario, e dice che fa quel lavoro perché almeno la roba che produce lui è di ottima qualità.

  8. toto on settembre 25, 2013 at 10:47

    L’articolo è interessante e condivisibile ma trascura un fatto storico di eccezionale importanza: OPERAZIONE BLUE MOON.
    Ovvero negli anni 70 i servizi segreti americani, italiani, ecc. fecero pressione sui gruppi criminali dei vari paesi (ad esempio la mafia) perche ci fosse una diffusione su larga scala delle droghe pesanti (ad es. eroina) tra i giovani. Lo scopo era quello di rincoglionire con la droga i giovani dei movimenti studenteschi di protesta (nella stragrande maggioranza di estrema sinistra).
    Il sistema grosso modo funzionava così: i servizi segreti fornivano alla mafia, praticamente gratis, partite di droga da piazzare sul mercato; il mafioso le spacciava; in cambio i servizi segreti facevano si che si chiudesse un occhio su altre attività della mafia (racchet, estorsioni, furti d’auto,ecc.).
    Quaranta anni dopo l’america lancia trionfalmente la guerra al narcotraffico (ricordate l’invasione di Panama), morale: lo stato prima crea il problema per poi venderti la soluzione.

  9. tanathos on marzo 6, 2016 at 15:06

    Comunque paragonare le sigarette alle droghe tout court e’ sbagliato: la dipendenza dal solo tabacco non altera lo stato psichico del soggetto al punto di fargli commettere azioni sconsiderate, magari l’alcool rientra nella casistica.
    Anch’io sono antiproibizionista, non pero’ per difendere le droghe, ma solo perchè il “proibito” agevola il culto delle droghe nei giovani e fa arricchire malavitosi e corrotti/corruttori.
    Sarebbe meglio se ci fosse un mercato legale, es. in farmacia con tanto di monopolio dello Stato sopra: le tasse se ben utilizzate in questo caso sarebbero utili perchè i proventi di questo potrebbero essere reinvestiti per il recupero delle sinapsi ormai devastate dai tossicodipendenti.
    Non dimenticate che va bene essere libertari, ma le droghe causano DANNI PERMANENTI sui soggetti, con conseguenti costi sociali!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.