Contro il profitto, contro il progresso

settembre 25, 2013 28 Comments
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Ed-Miliband-006Ieri il leader del Labour britannico Ed Miliband si trovava a Brighton per un importante convegno del suo partito. Il discorso di Miliband mi ha offerto il pretesto per scrivere questo post. Infatti la proposta del Labour per risalire al potere è quella in sostanza di avere più Stato e meno libero mercato. Non è una novità certo ma in un periodo di crisi economica così epocale ci saremmo aspettati meno retorica socialista è più buon senso.

Il cavallo di battaglia è congelare le bollette energetiche (corrente e gas) dal 2014 fino al 2017. Motivo è l’aumento delle bollette negli ultimi anni che secondo il Labour è ingiustificato ed è l’effetto dell’estrema avidità delle compagnie energetiche che vogliono fare solo “profitto”. Le compagnie hanno giustificato l’aumento a causa della ristrutturazione e costruzione di nuove infrastrutture e soprattutto a causa di una direttiva statale che li obbliga ad investire nell’energie rinnovabili. Se la “bill freeze” dovesse passare le compagnie sarebbero costrette a tagliare nella costruzione di nuove infrastrutture e sulle energie rinnovabili, uno dei cavalli di battaglia del Labour.

Quello che ne esce fuori è insomma la classica dimostrazione che l’intervento statale in economia è sempre catastrofico. Da una parte lo Stato obbliga le compagnie ad investire nelle energie rinnovabili constringendole ad aumentare i prezzi, poi le costringe a non alzare i prezzi. Motivo? Il profitto. Secondo uno shadow minister intervistato alla BBC le compagnie devono smetterla di fare profitto, perché questo danneggia le famiglie più povere. La parola profitto è usata molte volte nell’intervista e perfino l’intervistatore gongola felice nel puntare il dito contro le avide compagnie energetiche. Ma è proprio grazie a quel profitto che le compagnie sopravvivono. Senza la prospettiva di un profitto non ci sarebbe nessun incentivo ad innovare, a crescere, a pagare il personale, a dare un servizio, in poche parole senza profitto non esisterebbe nessuna economia e la società collasserebbe. E in ultima analisi senza profitto le compagnie non potrebbero investire in energie rinnovabili, un investimento a cui sono state costrette dal governo stesso!

Quello che Miliband rappresenta insomma è la tragica e classica figura di un Homo politicus a cui piace fare proposte populiste e in contrasto fra loro (prima pro-energie rinnovabili, poi contro le compagnie che fanno “profitto”) e che non avrà alcun effetto positivo sulle famiglie. Infatti le famiglie risparmierebbero 120 sterline all’anno in media a fronte di una perdita di 4.5 miliardi di sterline da parte delle compagnie. Un costo che qualcuno dovrà pagare indirettamente con servizi peggiori, meno investimenti su infrastrutture e energie rinnovabili e posti di lavoro. But as long as he gets the votes… who fucking cares?

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28 Comments » 28 Responses to Contro il profitto, contro il progresso

  1. William on settembre 25, 2013 at 12:07

    Gli statalisti non si smentiscono mai.

    Punto d’interesse: In Italia dove il termine “profitto” non è una dirty word è stata sostituita con “speculazione”.

    Pare che nessuno in questo paese si rende conto che qualunque attività imprenditoriale è per sua natura anche un attività speculativa.

    Per cui senza la speculazione vivremo tutti ancora nelle caverne ma a sentire i verdi sembrerebbe proprio ciò a cui vogliono riportarci.

  2. Violator on settembre 25, 2013 at 16:43

    La classica e triste retorica Socialista..strano che non propongono una nazionalizzazione direttamente..

    Concordo in pieno con William…e mMi viene in mente un passaggio di del nostro L.V. Mises che riporto:
    “ogni attore economico è uno speculatore, in quanto l’azione umana è sempre diretta verso il futuro che è di per sé sconosciuto e quindi incerta. Il modo distintivo di pensare dello speculatore sta nella capacità di comprendere i vari fattori che determineranno il corso degli eventi futuri. Ogni genere di investimento è quindi una forma di speculazione”.

    Vallo a far capire ai socialisti keynesiani o ai liberisti chicago style…

  3. ricco&spietato on settembre 25, 2013 at 17:37

    …mi sembra di capire che chi non può pagare l’elettricita (e l’acqua) ai prezzi di mercato dovrebbe farne a meno, nell’eden libertario; anche in europa.

    favelas, insomma.

    bene, è una possibilità.

    una domanda: la vigilanza dei confini di tali borghi sarebbe “pubblica” – polizia, esercito – o “privata” – milizie, squadroni della morte – ?

  4. Violator on settembre 25, 2013 at 19:47

    @ ricco&spietato: Privata, agenzie private di sicurezza…in quelli che tu definisci Borghi. Non esisterebbe traccia di diritto pubblico, solo una Private Law Society. Questo, ovviamente nella visione libertaria anarco capitalista..diversamente, forse, per chi sposa la tesi miniarchica. Dipende dal grado di miniarchia….per quanto mi riguarda non c’è spazio logico per giustificare lo “stato minimo”.

    @William, sono totalmente d’accordo con te. Mi permetto di citare il padre della scuola austriaca, Mises: Ogni attore economico è uno speculatore, in quanto l’azione umana è sempre diretta verso il futuro che è di per sé sconosciuto e quindi incerta. Il modo distintivo di pensare dello speculatore sta nella capacità di comprendere i vari fattori che determineranno il corso degli eventi futuri. Ogni genere di investimento è quindi una forma di speculazione”.

    @ Fabristol: strano che il socialista di turno non abbia proposto la nazionalizzazione diretta…che ora va di moda pure tra quelli di “FARE”…o anche i cd “ultra liberisti stile Chicago”…vedi Boldrin sul caso MPS.

  5. Violator on settembre 25, 2013 at 21:02

    Scusate per il duplicato messaggio, credevo non fosse stato inviato/salvato il primo.

  6. Fabristol on settembre 25, 2013 at 21:03

    per ricco&spietato

    ma perche dobbiamo sempre andare a parare sugli estremi? quindi 120 sterline in più nella bolletta=favelas. ma che discorso è? perché quando la gente si confronta jcon un libertario deve sempre prospettare l`apocalisse? ‘senza questo intervento statale c’è solo la morte di fronte a noi’ mi sembrano i discorsi di un parroco di paese contro i peccatori.

  7. Violator on settembre 25, 2013 at 22:00

    @ Fabristol
    quello di ricco&spietato è il classico predicozzo in due righe, divertente…un intervento del Socialista di turno, o meglio Statalista di turno..o meglio chi difende gli interventi coattivi dello Stato, quelle coercizioni o aggressioni istituzionali verso i diritti di proprietà..e ancor prima verso la funzione e la creatività imprenditoriale, la natura umana.

    Gli statalisti/socialisti hanno una tale confusione mentale da non rendersi conto che, in tutte le sue forme, lo stato è garanzia di conflitti sociali..disordine permanente. La tragedia è che lo stesso caos e disordine creato dallo Statalismo/Socialismo viene utilizzato dai Governanti (magari democraticamente eletti, di destra o sinistra) per accusare il libero mercato. E’ una deformazione mentale che li porta a richiedere sempre più interventismo, coercizioni ed aggressioni…fino ad arrivare ad interventi coatti in tutto..il socialismo/statalismo porta dritti al totalitarismo!

  8. ricco&spietato on settembre 26, 2013 at 07:31

    @ fabristol
    “…mi sembra di capire che chi non può pagare l’elettricita (e l’acqua) ai prezzi di mercato dovrebbe farne a meno, nell’eden libertario; anche in europa.”

    si o no?

    (continuo a non vedere la parola “apocalisse”, ma magari sono io che non conosco abbastanza sinonimi; se tu associ “apocalisse” a “favela”, vorrei osservare che mentre l’ “apocalisse” è il delirio di un fattone in crisi mistica, la “favela” esiste nella realtà.)

  9. Jorge on settembre 26, 2013 at 09:48

    Il ” progresso” è il socialismo , lo stato sociale e tutte queste cose . Un vero anarcocapitalista guarda al Medioevo , che è stato l’unico periodo in cui c’era veramente il libertarismo , ed infatti tutti i più grandi autori libertari guardano lì , da Facco a Huerta de Soto , a Piombini , Lottieri ecc , tutti sono contro il progresso che significa stato sociale e socialismo o democrazia , tutti sono fieri reazionari e se proprio si deve scegliere pro monarchia assoluta

  10. Liberalista on settembre 26, 2013 at 14:10

    Non esiste un “eden libertario”. L’assenza di coercizione non è un’utopia, ma un sistema di rapporti basato sulla volontarietà.
    So che chi è abituato a inginocchiarsi di fronte al potere non vede altra possibilità di ottenere ciò che gli aggrada, ma, cari statalisti, fatevene una ragione: la libertà esiste e le persone libere esistono.

    Detto questo, Ricco&spietato, mi piacerebbe fare con te un ragionamento.
    Tu credi che senza l’obbligo di pagare le imposte ad un’organizzazione istituzionalizzata (chiamiamola Stato, ok?) non esisterebbe beneficenza e quasi tutti gli esseri umani sarebbero morti di fame.
    Ma chi decide che questa beneficenza-calderone debba esistere? Nel sistema Stato lo decide una certa percentuale della popolazione. Diciamo il 51%, per semplicità, anche se nella pratica sappiamo bene che solo una percentuale infinitesimale delle persone mette in dubbio il sistema fiscale impositivo. Ergo, in realtà il 95% della popolazione ritiene in qualche modo giusto fare beneficenza con questo sistema.
    Questo significa che il 95% dei contribuenti è disposto a dare una parte dei propri averi per pagare le bollette ai bisognosi. O meglio, che il 95% delle persone è disposto a farsi prendere quei soldi “per legge”, ovvero, con la forza.
    Probabilmente il restante 5% lo farebbe volontariamente, ma poniamo che siano tutti sporchi liberisti egoisti come noi (qualunque cosa voglia dire, visto che se io sporco libertario potessi scegliere liberamente non avrei alcun problema ad aiutare il vicino di casa in difficoltà o l’amico che ha avuto una malattia, etc).
    Rimane il fatto che se da domani si dicesse “cari signori contribuenti, siete liberi di decidere se versare o meno la vostra quota-beneficenza allo Stato. Siccome spendiamo circa l’1% del nostro bilancio in opere caritatevoli, possiamo darvi il suggerimento di versare l’1% di ciò che avete versato finora. In questo modo manterrete in piedi il sistema della carità pubblica. Naturalmente nulla vi vieta di versare di più, se il vostro buon cuore ve lo suggerisce”.
    Ecco, caro Ricco&spietato, io vorrei capire perchè siete d’accordo col pagare se siete costretti e di punto in bianco diverreste contrari se lasciati liberi di decidere. Quale meccanismo scatterebbe nella vostra testa per farvi diventare ciechi di fronte al bisogno che invece oggi vedete?

  11. Kirbmarc on settembre 26, 2013 at 14:46

    Ricco&spietato ignora le leggi del mercato. Dove c’e’ un bisogno di solito nasce un’offerta. Chi ha un reddito basso ha anche uno stile di vita che richiede un consumo piu’ basso di energia elettrica e in un mercato libero da monopoli statali e tasse potrebbe trovare strategie per produrre o ricevere l’energia che gli serve a basso costo che oggi non esistono perche’ la presenza delle tasse o dei monopoli non li rende convenienti. (Pacchetti di investimento energetico rionali, per esempio, oppure gestione del servizio a fasce orarie diverse, o ancora produzione locale di energia).

    Fra l’altro a ricco&spietato ignora la parte in cui Fabristol ha chiarito che l’aumento e’ dovuto in maniera significativa allo Stato stesso e alle politiche di “energia alternativa”. In un mercato libero il prezzo dell’energia sarebbe determinato dalle leggi delle domanda e dell’offerta e non salirebbe semplicemente perche’ il politico di turno ha deciso di regalare investimenti ai suoi alleati che costruiscono pannelli solari.

    L’illusione di molti sostenitori dello Stato e’ che le politiche statali siano guidate da una ispirazione divina e possano compiere dei miracoli come far nascere energia dal nulla e senza spese. In realta’ i poltici si curano ben poco dei problemi energetici se non per favorire l’alleato di turno e riscuotere le varie mazzette (vedi lo scandalo Solyndra).

    La politica e’ l’arte di farsi pagare per accusare altri di essere la causa di problemi creati da te stesso.

  12. William on settembre 26, 2013 at 16:24

    Un punto d’interesse:

    Recentemente ho letto un libro autobiografico scritto da una mia zia che afferma che all’inizio della diffusione dell’energia elettrica in Sardegna questa veniva erogata tramite contatori a gettoni per cui ognuno utilizzava il tanto si poteva permettere e comunque, anche nelle famiglie più abbienti, veniva considerato un lusso.

    Quelli erano tempi in cui le aziende elettriche in Sardegna erano per lo più private ma comunque l’energia veniva distribuita anche nei paesi dell’interno, lo scempio della nazionalizzazione è avvenuto solo nel secondo dopo guerra.

    Per rispondere a ricco e spietato quelli che non se la possono permettere l’energia elettrica ne facciano a meno e l’acqua la possono sempre reperire gratuitamente alle fontanelle pubbliche che in Sardegna ci sono ancora.

  13. ricco&spietato on settembre 26, 2013 at 17:22

    @ liberalista

    la beneficenza non ha mai costruito una infrastruttura, che ricco&spietato sappia; è altresí vero che (@ kirbmarc) “ricco&spietato ignora”… una pletora di cose (non ne fa mistero e non si offende quando glielo fanno notare; certo, se glielo segnala qualcuno che per parte sua usa la lingua italiana in modo – diciamo così – approssimativo, ci si fa anche una bella risata, e passa).

    @ william

    l’acqua nasce nelle fontanelle pubbliche, in sardegna? grandioso!!! perché nei posti che conosco io dietro alle fontanelle c’è una rete idrica che qualcuno ha costruito, volente o più spesso nolente; dai tempi del nilo, del tigri e del fiume azzurro.
    maestri di opere idrauliche furono, per dire, i romani, altra società rinomata come libertaria, cooperativa, volontaristica e benefica.

    @ fabristol

    …di solito evito di chattizzare i blog altrui e mi rivolgo solo all’autore del post – ti chiedo scusa per questo strappo, e attendo – se credi – una tua risposta alle mie domande.

  14. Fabristol on settembre 26, 2013 at 18:42

    Per Jorge

    Progresso è stato usato nell’accezione tecnologica, non sociale. Senza profitto una compagnia privata non può investire in R&D per dire. Il medioevo lo lascio agli altri. Io come libertario guardo al futuro, non al medioevo.

  15. Fabristol on settembre 26, 2013 at 18:52

    Per Ricco&spietato

    ““…mi sembra di capire che chi non può pagare l’elettricita (e l’acqua) ai prezzi di mercato dovrebbe farne a meno, nell’eden libertario; anche in europa.”

    si o no?”

    La risposta è: perché cosa succede a chi non paga l’acqua nel presente dove c’è lo Stato? Te la tagliano, ecco cosa succede. Nessuno si scandalizza se lo fa lo Stato con l’aiuto del tribunale e della polizia. Ma se lo fa la compagnia cattiva cattiva è scandalo.
    Perché una persona dovrebbe ricevere un bene gratis? Qual è la motivazione etica dietro al servizio gratuito? Detto questo, per ovviare a problemi com eil taglio dei servizi esistono altri modi: consorzi, associazioni di quartiere ecc. Come succede già ora in parti rurali non dell’Africa ma in Europa. Conosco molte persone che abitano in zone dove lo Stato non arriva (perché non gliene frega un cazzo) che condividono il costo della trivellazione per i pozzi, altri che condividono il costo del ripetitore per i telefonini che non funzionano. Dove ho la casa di campagna io ci si aiuta nel mettere a posto le strade dopo le alluvioni, scavare le cunette ecc. senza che lo Stato ci aiuti.

    “(continuo a non vedere la parola “apocalisse”, ma magari sono io che non conosco abbastanza sinonimi; se tu associ “apocalisse” a “favela”, vorrei osservare che mentre l’ “apocalisse” è il delirio di un fattone in crisi mistica, la “favela” esiste nella realtà.)”

    Quello che intendevo, e scusa per lo sfogo che ha toccato te ma era più in generale, è che molto spesso si accusa il libertarismo di promettere un falso paradiso in terra che in realtà sarebbe un inferno per chi non concepisce l’assenza dello stato. Un modo di vedere il mondo manicheo, neri e bianchi. Il libertarismo non promette il paradiso in terra, né un’utopia perfetta. E l’assenza dello Stato non è un inferno.

  16. Liberalista on settembre 27, 2013 at 15:26

    @Ricco&spietato
    Scusami, ma non hai minimamente risposto alla mia domanda: cosa cambia per te e per tutti coloro che credono nello Stato, se la quota procapite destinata alle opere “pubbliche” viene pagata volontariamente, da parte di chi ci crede? Tanto siete la quasi totalità delle persone, no?

  17. Violator on settembre 27, 2013 at 16:06

    @Liberalista
    Cambia cambia, per i socialisti….;-)

  18. Kirbmarc on settembre 27, 2013 at 21:46

    “certo, se glielo segnala qualcuno che per parte sua usa la lingua italiana in modo – diciamo così – approssimativo, ci si fa anche una bella risata, e passa).”

    Si dice che attaccare l’avversario per degli errori di grammatica e’ un trucco che a volte puo’ nascondere una certa debolezza argomentativa.

    Se poi rileggo il mio messaggio gravi errori di grammatica e di sintassi non ne trovo (a parte un li al posto di un le, ma quello e’ un errore di battitura). Al limite mi puoi contestare l’uso degli apostrofi al posto degli accenti ma prova tu a scrivere con una tastiera inglese.

    Suggerimento: La prossima volta potesti provare a parlare dei contenuti di un commento invece che della sua aderenza alle regole della grammatica formale.

  19. Mr. Qualcuno on settembre 30, 2013 at 15:14

    @Ricco&spietato

    E’ sempre bello trovare qualcuno con del sangue in corpo e il coraggio di entrare nella tana dei leoni, e il tuo blog è carino, anche se un bel pò ermetico…

    Cerco di rispondere alla tua domanda su’ beni primari. In una società di mercato, come tu sai, non ci sarebbero controlli sui prezzinè barriere all’entrata di qualunque mercato (apparte i costi tecnici, del know-how, etc). Sarebbe interesse di ognuno già nel mercato alzare i prezzi, se non fosse per la minaccia della concorrenza sui prezzi da parte di terzi. I prezzi si andrebbero a differenziare secondo la qualità e quantità del prodotto (in questo caso acqua, etc).

    Comunque la crescita dei prezzi, seppur dolorosa per alcuni, nel lungo termine porterebbe solo a benefici: alte rendite in un mercato attirano chiunque voglia guadagnare e pensi di potersi assicurare un posto in quel mercato. Tolte le inutili barriere all’entrata che ora ci sono, si avrebbe una maggiore concorrenza sui prezzi e sulla qualità dei prodotti. E’ possibile che poi si vengano a formare monopoli, ma sarebbero ‘monopoli naturali’, perchè non imposti legalmente (nel caso di un mercato completamente libertario).

    Se invece preferisci la versione di David Friedman (http://www.daviddfriedman.com/The_Machinery_of_Freedom_.pdf), anche con sistemi legali in concorrenza si avrebbe lo stesso effetto, sempre a causa delle forze di mercato.

    Guarda invece cosa abbiamo oggi: invece di incentivare l’innovazione, la riduzione dei prezzi, l’aumento dell’offerta e delle opportunità di guadagno, viviamo in un mondo in cui chi è già ben piazzato in un mercato cerca di irrigidirlo e limitare l’innovazione (pensa al caso ‘sigaretta elettronica’, o anche alla Fiat agli inizi del novecento, che fece pressioni politiche per evitare l’entrata nel mercato italiano di Ford e General Motors, e avrai un’idea di come funzionino tutte queste cose).

    Il controllo dei mercati (prezzi, barriere all’entrata, etc) non aiuta nessuno, ci impoverisce solo tutti e garantisce rendite gratis ai soliti noti.

  20. ricco&spietato on settembre 30, 2013 at 19:30

    @ fabristol

    “La risposta è: perché cosa succede a chi non paga l’acqua nel presente dove c’è lo Stato? Te la tagliano, ecco cosa succede.”

    la domanda era: “chi non si paga l’acqua deve farne a meno?” e mi sembra di capire che la risposta che non osi verbalizzare è “si”. sbaglio? è “no”?.
    e comunque questo – almeno nei paesi che conosco io – NON È VERO. ti tagliano la luce in alcuni casi, ma l’acqua no (per fortuna, aggiungo io – nella povera vecchia europa del sud mancano giusto il tifo e il colera… e i batteri e i vibrioni sono difficili da contenere con “agenzie private di sicurezza”).

    “E l’assenza dello Stato non è un inferno.”

    no, certo; è solo (come ha fatto notare Jorge prima di me) il medioevo*. L’alto medioevo, oserei precisare io. Sospetto che tutti quelli che lo sognano (e ne ho conosciuti, anche senza che fossero libertarians) si immaginino tutti cavalieri erranti, o conti, o principessine, o impavidi trovatori; tralasciando il fatto che in quell’epoca fortunata il 95% degli esseri umani occupava l’elettrizzante posizione di “servo della gleba”.
    A me non piacerebbe; anzi, temo di poter dire “a me non piacerà”.

    * in brevissimo, e a colpi d’accetta, intendo questo: tu possiedi – o credi di possedere – una sorgente, o un ponte, o una strada, per nascita o per prossimità; quando – presto, appena qualcuno se ne rende conto – tenteranno di sottrartela, ti toccherà organizzare (non ci sono giudici, né bargelli… li abbiamo aboliti, ricordi? anzi, non c’è nemmeno Berlino…) una milizia; la quale mangia, e bene, e molto, e anche nei giorni in cui non combatte, e va approvvigionata; insomma, nobili, cavalieri, e servi.

    @ Mr. Qualcuno

    grazie per le gentili e lusinghiere parole; quanto al “sangue”, non credo ce ne sia bisogno per berciare comodamente seduti dietro a una tastiera, che è quello che faccio io.
    proporzioni… 😀

  21. Liberalista on settembre 30, 2013 at 22:02

    @ricco&spietato

    Posso dirti con certezza che invece l’acqua te la tagliano, eccome! Qui in Sardegna la società pubblica che gestisce il (mala)servizio si chiama Abbanoa (acqua-nuova, in italiano), i soci sono i Comuni che ogni anno (praticamente) si riuniscono per aumentare il capitale (leggasi tappare i buchi di bilancio). Ebbene, se non paghi la bolletta ad Abbanoa scattano i sigilli al contatore e addio acqua in casa. Insomma, lo Stato ti chiude l’acqua se non paghi un servizio che sei costretto a sottoscrivere con loro e nessun altro. Ma tu (e come te quasi tutta la popolazione mondiale) crede che solo in un mondo senza Stati succederebbe una cosa simile e non esita a farcelo notare ogni volta che se ne parla. Mah!

    Posso farti notare un’altra incongruenza in ciò che scrivi nel tuo ultimo commento?
    Quando parli della milizia privata che dovrebbe difendere il pozzo o la strada o qualunque bene privato da coloro che vogliono predarlo, giungi alla conclusione errata che non esistano giudici. E qui sta il primo errore, visto che sistemi giudiziari “privati” esistono già (anche in Italia, per alcune cause civili in cui si attua una sorta di mediazione pre-giudiziale). Ergo, in un sistema senza Stati esisterebbero i tribunali per risolvere quei conflitti di proprietà di cui parli, scelti da entrambe le parti. Se poi l’aggressore, nonostante il parere del giudice, fosse ancora pronto ad aggredire la proprietà, incontrerebbe la milizia di cui parli.
    Ecco, che differenza vedi, a livello concreto, tra la polizia in divisa di oggi, stipendiata dallo Stato – quindi con le tasse estorte anche a chi non è d’accordo col sistema – ed una polizia pagata solo da coloro che ne sostengono la necessità?
    Il loro ruolo sarebbe identico. Ciò che cambierebbe sarebbe soltanto il modo di finanziarla, oltre al fatto che ve ne sarebbero diverse in concorrenza, invece che una soltanto (con tutti gli aspetti negativi di ogni monopolio, come possiamo vedere nei nostri attuali sistemi).
    Una cosa in tutto questo mi sfugge: in quale parte della storia arrivano i signori, i nobili e i servi?
    E un’altra, a cascata: oggi ti sembra che non esistano i signori (i politici), i nobili (i burocrati pubblici e tutti i tax-consumers) e i servi (tutti gli altri)?

  22. Mr. Qualcuno on ottobre 1, 2013 at 20:41

    @Ricco&Spietato

    Non è che fossi tanto retorico, è solo che penso sia noioso avere a che fare solo con libertari. L’assenza di dialettica porta un gruppo dritto dritto all’autoreferenzialità e alla mediocrità.

    Non è una situazione a la “Statalismo o Barbarie”, e più che lo Stato come ve lo immaginate non è mai esistito (nè può esistere) se non nei discorsi degli statalisti sullo Stato. Nulla di cui stupirsi, è sempre stato pieno di discorsi veri solo perchè autoreferenzialmente veri. Un pò come oggi nessuno si bevrebbe la storia che un faraone sia davvero il dio in terra, così un giorno ben pochi – perchè ogni tempo ha i suoi reazionari idealisti – penseranno che lo Stato-nazione sia stato un ordine politico illuminato da riproporre e perfettamente riproponibile, ma solo una fase storica dovuta – come dopotutto lo fu il medioevo europeo.

    Un medioevo come quelle europeo non potrebbe riproporsi, perchè la ‘struttura’ del capitale di oggi è molto diversa (serve dirlo?), e logicamente pure la struttura sociale. Non si rischiano guerre globali (troppi i costi, non ci sono più le aristocrazie in cerca di gloria in battaglia, viviamo in un mondo mercantile), nè grosse perdite di capitale per altri generi di conflitti. La popolazione è decisamente maggiore (serve dirlo?) e non rischia di restare isolata per il dissolvimento delle infrastrutture.

    La globalizzazione non si fermerà da un momento all’altro (appena se ne ha la possibilità, sono le cose più naturali di questo mondo fare scambi e spostarsi verso terre migliori), le popolazioni in crescita economica e demografica non fermeranno la loro corsa dall’oggi al domani, ed anche se la crisi è più o meno forte trai paesi occidentali (includendo il Giappone), il mondo è nella sua maggior crescita economica di sempre. Tutto questo pessimismo è comprensibile qui in Italia, ma le cose non vanno così globalmente. E’ incredibile che voi socialisti, proprio quando il sogno di un mondo più eguale ed unito inizia ad avverarsi, siate i primi a restarci insoddisfatti: non ti fa riflettere?

  23. Fabristol on ottobre 2, 2013 at 19:15

    Per ircco&spietato

    ti posso assicurare che il taglio dell’acqua esiste eccome. Come di tutti i servizi di base.

    Per quanto riguarda il fatto che a te non piaccia il nostro modello: nessun problema, noi non costringiamo nessuno a seguirci, al contrario degli statalisti. A noi ci interesserebbe avere una piccola isola dove sperimentare il nostro sistema, tutto qua. Il problema è che gli stati ce la bombarderebbero.

  24. Violator on ottobre 3, 2013 at 07:33

    per ricco&spietato
    evidente che le tue osservazioni sono frutto di una mente confusa o ignoranza in tema specifico.
    Noi abbiamo ben chiara l’alternativa che probabilmente non conosci o rifiuti di approfondire.
    Nessuno guarda al medioevo, oggi il mercato (per quel poco che ne resta) o l’evoluzione economica, nonostante il crescente statalismo, hanno dato speranza agli anarco capitalisti che non guardano di certo al mediioevo o sistemi di autodifesa.
    Esiste fiume di letteratura libertaria sullle agenzie di assicurazioni come valida alternativa allo stato nel garantire protezione e produzione di legge e sicurezza.
    Prima di invitare il prossimo alla riflessione, informati sulle alternative realmente proposte dalla dagli austro libertari da decenni.
    A intuizione logica, se riesci, le percepisci le differenze BASILARI tra un sistema statalista moderno e quello di agenzie in concorrenza tra loro?
    Con lo spirito costruttivo che contraddistingue questa splendita iniziativa di libertarianation, mi sento di invitarti ad approfondire invece che postare divertenti predicozzi..peraltro chiamando in causa tematiche che fanno sorridere (globalizzazione, corse alla crescita o sviluppo etc). Improbabile la tua conoscenza sulla posizione libertaria in tema globalizzazione, crescita economica, fiat currency, business cycle theory.. Oggettivamente, non sai dov’e’ di casa il vero e puro capitalismo che noi proponiamo.

  25. ricco&spietato on ottobre 3, 2013 at 08:11

    @ fabrizio
    “A noi ci interesserebbe avere una piccola* isola dove sperimentare il nostro sistema, tutto qua. Il problema è che gli stati ce la bombarderebbero.”

    (* ma piccola quanto? l’elba, il giglio, montecristo? o… l’irlanda?)

    non ci sarebbe bisogno di essere così grossolani.
    basterebbe una flottiglia di pirati (nel caso specifico sarebbe più appropriato parlare di “corsari”) a disturbare le comunicazioni marittime e, zac: avrai bisogno di una marina da guerra e di… tasse.

    🙂

    @ violator

    la tecnica di “se non sei d’accordo è perché sei stupido e/o ignorante” la conosco bene: la usano gli sciamani di ogni risma, dagli astrologi ai testimoni di geova – e ti qualifica come tale, ai miei occhi. puoi continuare a inveire quanto vuoi, ma “sàllo…”.

  26. ricco&spietato on ottobre 3, 2013 at 08:14

    e.c: “fabrizio” del commento precedente si legga* “fabristol”

    * un punto per violator: la mia mente è evidentemente confusa… 🙂

  27. Violator on ottobre 3, 2013 at 10:40

    Mai dato dello stupido, solo che evidentemente ignori alcuni argomenti o c’è della confusione. Non è una colpa, per carità. Non sono certo io che attribuisco mediocrità.

  28. Andrea on ottobre 3, 2013 at 19:03

    @ricco&spietato

    L’acquedotto lo può costruire solo lo stato??? Cosa impedirebbe ad una comunitá di costruirsi acquedotti, impianti elettrici e trasporti? Ti pare logico pensare che prima questa società debba decidere di indire elezioni, frormare un governo secondo le leggi italiane, imporre unilateralmente tasse e servizi, e solo dopo decidere per l’acquedotto?

    E cosa potrebbe mai fare lo stato per un poveraccio che non può pagarsi l’acqua? O gliela paga( per sempre?) oppure abbasa il prezzo (ovvero fa pagare la differenza a qualcunaltro). Nota innanzitutto che se lo stato è democratico allroa la maggioranza dei cittadini è già disposta a pagare l’acqua al povero e lo farebbe senza Stato. Infine se lo stato può tassare e decidere arbitrariamente i prezzi allora l’unica cosa che gli impedisce di offrire servizi scadenti a prezzi eccessivi è il buon cuore dei burocrati e dei politici che si frappongono tra l’acqua e i cittadini.
    Nel libero mercato chiunque può fare concorrenza agli altri, nessuno ha il privilegio de jure e de facto di estorcere ricchezza e di imporre servizi.

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