In un mondo di utopie solo il libertario vede la realtà per quella che è

settembre 27, 2013 11 Comments
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ScalaPerIlParadisoLa vita di un libertario non è facile, soprattutto quando si deve interagire con chi libertario non è. Quante volte avete sentito dire qualcuno rispondere ai vostri solidi argomenti razionali con frasi del tipo: “Ma il vostro mondo non sarà mai perfetto!”; “Pensate di creare un mondo dove tutti vivono in pace, ma è impossibile.”

Da dove nascono questi commenti così superficiali? Prima di tutto dall’incapacità di concepire un futuro senza la “progettazione”, cioè l’ingegneria sociale. Tutti i modelli politici che si sono susseguiti nei millenni passati avevano come fine quello della progettazione o creazione di una società perfetta. Si va dal comunismo al nazionalsocialismo, dall’Islam fondamentalista al cattolicesimo politico ecc. In tutti i casi c’è sempre una componente messianica, un futuro mondo perfetto a cui tendere. E la nostra cultura ne è talmente pervasa che nonostante i sopracitati sistemi siano per lo più estinti la gente pensa ancora in questi termini.

Ma veniamo al nostro interlocutore. Perché ci critica pensando che siamo degli ingenui hippies che crediamo in un mondo di pace e serenità? Tutto nasce da un equivoco: cioè pensare che il libertarismo sia una filosofia politica come le altre, ovvero che abbia una ricetta messianica da seguire alla lettera per creare una società perfetta. Ovviamente come sappiamo benissimo non c’è niente di vero in tutto questo. Non c’è nessun modello da perseguire, nessun libro sacro da leggere alla lettera, nessuna progettazione della futura società. L’unico obiettivo è l’eliminazione dello stato, a cui non viene sostituito nulla. La società infatti esiste nonostante lo stato, non grazie ad esso. Lo stato è una sovrastruttura, un parassita che si infila tra i meandri dei nostri rapporti. Noi come organismo esistiamo e viviamo anche senza la zecca o la sanguisuga. Per gli statalisti che non hanno mai sperimentato una vita senza la sanguisuga quest’ultima appare come la ragione per la quale il parassitato esiste.

Un futuro senza stato non è un paradiso in Terra, né eliminerebbe povertà, malattia, morte e sofferenza. Tutte queste componenti dell’umana esistenza rimarrebbero comunque. Ma allora perché cercare di eliminare lo stato? Per il semplice motivo che, appurata l’esperienza negativa che abbiamo acquisito nei millenni passati nei suoi confronti e utilizzando la logica più ferrea, ci siamo resi conto che lo Stato crea più povertà, malattia, morte e sofferenza. Eliminarlo non ci porterà il messia immanente del paradiso in terra ma ci renderebbe la nostra esistenza più felice e soprattutto più giusta e moralmente accettabile.

Il problema è che la mentalità delle persone è talmente intrisa da questa malattia messianica che valuta le proposte politiche non in base ai mezzi che vengono utilizzati per raggiungerle ma in base ai fini (utopici) che si vorrebbero raggiungere. E il fine giustifica i mezzi, soprattutto in un mondo statalista. Per raggiungere il fine utopico vengono sacrificate le vite dei singoli.

Eppure nonostante migliaia di anni di promesse utopiche, dalla monarchia alla teocrazia, dal comunismo alla democrazia il fine del paradiso in terra non è mai stato raggiunto, la povertà esiste ancora, così come la sofferenza e la violenza. In questo mondo di fondamentalisti solo degli eretici come i libertari possono vedere lucidamente attraverso la nebbia della superstizione statalista.

11 Comments » 11 Responses to In un mondo di utopie solo il libertario vede la realtà per quella che è

  1. William on settembre 27, 2013 at 12:36

    @Fabristol

    Ottimo post. Concordo con tutto, then again it’s always the case

  2. Violator on settembre 27, 2013 at 18:01

    @fabristol

    bel post. nulla da aggiungere..
    agli statalisti/socialisti solo una domanda vorrei porre: perche’ affidarsi ad un Monopolio? Perche’ affidarsi ad una istituzione in re ipsa pericolosa? a prescindere dalle evidenti risultanze empiriche…perche’ metter da parte il ragionamento logico….ed assecondare una idea cosi ILLOGICA?

    come scrive il grande Jesus Huerta De Soto, lo statalismo e’ l’oppio dei Popoli!

  3. Kirbmarc on settembre 27, 2013 at 21:54

    L’escatologia e’ una componente necessaria di tutti i movimenti che aspirano a riformare la natura umana. Il libertarismo accetta l’uomo per cio’ che e’ e si limita a garantire a tutti la liberta’ di tentare di realizzare i propri progetti.

  4. William on settembre 28, 2013 at 08:34

    @Violator

    penso che in ultima analisi alla base del pensiero dei statalisti/socialisti ci sia la ricerca del “free lunch” che sono stati per così tanto tempo elargiti che per loro sono diventati un “diritto”.

    Comunque il nodo sta arrivando al pettine a qual punto dovranno tutti imparare che “TANSTAAFL”

  5. Fabristol on settembre 28, 2013 at 16:16

    grazie mille a tutti per i complimenti! 🙂

  6. Violator on settembre 29, 2013 at 10:20

    @ William
    Hai ragione sul free lunch! Ti quoto in pieno!

    @ all

    Ultimamente noto che va di modo tra i socialisti/statalisti/neo-keynesiani/neo-liberisti la teoria del economica MMT. Forse la peggior teoria economica di sempre a mio avviso..una nuova forma di socialismo. mi sono imbattuto in un litigio su un blog senza fine.

    Noi in fondo, come una volta mi ha scritto Fabristol in altro post, siamo idealisti e tutto gira intorno ai concetti di libertà, proprietà, non aggressione, funzione imprenditoriale..Con tristezza oggi noto una propensione verso l’alchimia per risolvere i problemi.

  7. Cesare59 on settembre 29, 2013 at 22:26

    Complimenti per il post.Condivido pienamente.

  8. Kirbmarc on settembre 30, 2013 at 10:01

    Oddio, ho appena letto i principi della Modern Monetary Theory e mi sarei messo a ridere se non ci fossero dei pazzi che la prendono sul serio. Almeno Keynes pensava che mandare la gente a scavare buche creasse ricchezza in maniera indiretta, grazie al fatto che se paghi la gente per fare un lavoro inutile la gente compra e la buca (seppure inutile) rimane scavata: un’idea sbagliata, ma basata su un errore comprensibile.

    Questi sono convinti che la ricchezza si crei proprio dal nulla, che il debito pubblico sia fonte di ricchezza per chi paga le tasse, che basti stampare moneta per saldare dei debiti, e che l’inflazione si arresta da solo una volta raggiunta la piena occupazione. Erano piu’ credibili il Gatto e la Volpe quando cervavano di convincere Pinocchio a investire nel Campo dei Miracoli.

  9. Violator on settembre 30, 2013 at 11:04

    @ KIRBMARC
    Il punto è che è una teoria che inizia ad avere seguito.
    Iniezione a go go di liquidità, spesa pubblica a go go…
    Non esiste il risparmio, che invece è la base per un corretto business cycle.
    Il nuovo socialismo, tutti in ginocchio da Zio Sam (o keynes sotto altra veste).
    Molti austrians la battezzano già Magic Monetary Theory!

  10. […] non pretende di risolvere “i problemi del mondo”. Come ha fatto notare Fabristol in questo articolo il libertarismo non è un’ideologia che mira alla realizzazione di una […]

  11. tent on febbraio 4, 2014 at 12:16

    Un futuro senza stato non è un paradiso in Terra, né eliminerebbe povertà, malattia, morte e sofferenza. Tutte queste componenti dell’umana esistenza rimarrebbero comunque.

    parole sante!

    pero’ temo che tocca rimanere coi piedi per terra ed ad essere realisti e’ gia’ tanto se si riesce a vivere in stati che siano il meno burocratizzati/legiferati possibile.. o avete in mente per caso di comprare una qualche isola nel nord del regno unito dove provare a mettere in pratica la cosa? nel caso fatemi sapere.. 😉

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