L’FBI chiude Silkroad e fa respirare i druglords di tutto il mondo

ottobre 21, 2013 13 Comments
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bb_walter-white-largeCome sicuramente alcuni di voi avranno sentito l’FBI è riuscito a chiudere Silkroad e ad arrestare Ross Ulbricht, il suo presunto ideatore.

Abbiamo parlato in passato di Silkroad, del criptomercato e del criptoanarchismo. Per chi volesse saperne di più consiglio questo articolo dell’amico Dottornomade. In breve Silkroad era un sito che permetteva come una sorta di underground eBay di vendere e comprare qualsiasi oggetto, legale o illegale. E quando parliamo di illegale ci riferiamo soprattutto alle sostanze stupefacenti. Ma non solo ovviamente, perché su Silkroad passava di tutto, senza alcun intermediario, senza contatto fisico, esattamente come su eBay. L’avvento di Silkroad, e di altri siti ancora aperti che hanno fatto del criptocommercio la propria fortuna, è stato altamente rivoluzionario. Per la prima volta da quando esiste il proibizionismo sulle droghe – ma forse da molto prima- i consumatori di sostanze stupefacenti possono ottenere quest’ultime dal salotto di casa propria. Senza dover cercare e pagare intermediari poco raccomandabili, rimanere implicati in giri loschi, in poche parole senza rischiare la vita. Silkroad significava la morte di tutto un mondo, quello della criminalità organizzata, che non si mette molti problemi a schiavizzare, minacciare, gambizzare o uccidere persone pur di fare il proprio business. Silkroad è la morte dei druglord, come quelli che abbiamo visto su Breaking Bad per intenderci. La sua chiusura è una vittoria per tutti i cartelli della droga creati dalla War on drugs finanziata dagli Stati Uniti d’America. In questo senso FBI è druglord sono compari che si spartiscono la torta a discapito di liberi e innocenti cittadini.

Jeffrey Tucker, come sempre, ha visto giusto:

Who cheered the shutdown? Governments, sure. But there’s another group out there who would be thrilled by the end of Silk Road. That would be the drug cartels. Just as Amazon meant competitive pressure on the big sellers and publishers, just as PayPal became a rival to the big money transfer companies, and just as online brokers have eaten into the market for large brokerage houses, so too did Silk Road begin to loosen the grip of the violent drug cartels.

In other words, this site was a threat to the powers that be both in government and in the drug business. Imagine bypassing the middleman and letting producers and consumers connect directly? No more dangerous alleyways. No more risky cash transfers. No more turf wars. The ‘turf’ becomes digital, which is perhaps the best way to optimize search. Guns and bullets are replaced by user rankings and reviews . . .

And please, don’t think for even one instant that this shutdown does anything to curb the progress of these Deep Web markets. At least three replacements for Silk Road popped up overnight. Users and suppliers are all busy making other plans. The next iteration won’t make the same mistakes. Just as the Napster shutdown began the great era of file sharing, so too will the Silk Road shutdown mean a boom-time business in online drug hookups.

Per la cronaca Ross Ulbricht, che ora si trova in prigione, è un libertario come noi.

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13 Comments » 13 Responses to L’FBI chiude Silkroad e fa respirare i druglords di tutto il mondo

  1. Mirco Romanato on ottobre 21, 2013 at 19:29

    Fabristol, se ti interessa potresti unirti alla chat su Skype del gruppo Bitcoin italiano

    skype:?chat&blob=zgMjN9-ZWnkebc_mwpilS_J83JcKuA_cLCs8B4HNWOfFbdqIQta3nHhg-h5wI1iNO6Xn4DwqW6lrs9SM27Avmu0L73ZruWLHqXg-H954XEZ6nwKOsVN88z5PtofxnzNImpjmOrVqM4wgw2XwbxcyyH6CSQ8jQ0J4ZHEDjcp6ZWFIeEZn6rtbL_YRxLveKo1-s8OVAGPdDcKSR8-mFuIc-eenEP5MBYheRUeh-epUDtie3XdAQg

  2. Gianluigi on ottobre 21, 2013 at 22:32

    Non è così stupefacente: come mostra Enzo Ciconte in vari libri sulla ‘ndrangheta, questa si è sviluppata soprattutto intorno ai grandi centri politici, mentre è molto più debole nelle zone storicamente più vicine al brigantaggio.

  3. Fabristol on ottobre 21, 2013 at 22:44

    “Non è così stupefacente”. Visto che stiamo parlando di “stupefacenti”, ci capita a fagiuolo! 😉

  4. Fabristol on ottobre 22, 2013 at 10:18

    Per Mirko, grazie darò uno sguardo ma skype non vi sembra un po’ troppo aperto alle orecchie dell nsa? 😉

  5. Mirco Romanato on ottobre 22, 2013 at 13:31

    E per rendergli il lavoro più facile, che ultimamente ci hanno anche loro i loro problemi.
    Li volevamo invitare anche ai meeting, ma sono timidi.

    Ovviamente l’invito vale per tutti gli interessati.
    Anche su http://www.bitcointalk.com (un forum) c’è una sezione per gli italiani (dove si organizzano anche meetup (Padova, Milano, Roma)

  6. Ruprecht on ottobre 23, 2013 at 13:33

    Rediamoci conto, che si sta anche parlando – senza chiaramente tralasciare il discorso sulla giustizia libertaria, e come dovrebbero essere difesi i diritti di ognuno, che è un punto focale, non una quisquilia da risolvere una volta ottenuto lo ‘stato di fatto’ libertario, senza il quale tale teoria sarebbe esattamente un’utopia come il socialismo – di un sito in cui il commercio di sostanze illegali per gli stati in cui Silkroad è stata perseguita era affiancata ad un crimine inaccettabile in qualsiasi società razionale:

    http://www1.icsi.berkeley.edu/~nweaver/UlbrichtCriminalComplaint.pdf

    Il famoso capo, secondo l’accusa, avrebbe fatto assassinare o chiesto di far eliminare degli user che lo avevano minacciato di rivelare informazioni sulla segretezza del sito. E quando si parla di eliminare, si intende di far uccidere da un killer assoldato. Se credevate, leggendo nei suoi scritti, varchi di libertà e idealistiche dichiarazione, mi sembra che siate caduti proprio male. Farsi illudere dai delinquenti con false promesse di libertà dovrebbe essere un errore in cui nessuna persona dotata di raziocinio dovrebbe cadere.

    Non so, di per certo, se questo sia il caso.

    R=

  7. Ruprecht on ottobre 23, 2013 at 13:40

    Vorrei aggiungere (a parte le scuse per qualche errore): che a pag. 24 del documento, lo stesso “accusato” avrebbe proprio scritto che il suo piano sarebbe stato quello di costruire una società e un mercato libero da qualsiasi forma di violenza sistemica (la frase esatta è alla stessa pagina), quindi, chiedetevi, se è meglio la violenza sistemica o quella sporadica senza limiti. Né l’una né l’altra, intanto, la libertà che tanto agognava è stata fatta già a pezzi quando ha commissionato (lo dico sempre, ipoteticamente) la morte di due uomini (vedasi pagg. 21ss.)

    R=

  8. Mirco Romanato on ottobre 24, 2013 at 01:07

    Va detto che: un caso è conosciuto solo “de relato” e l’altro è stato istigato dall’FBI stesso.

    Il cosidetto ricattatore, istigato dall’FBI, aveva minacciato di rivelare le identità di un gran numero di utenti e venditori di silk road (in particolare utenti).

    Se una persona minacciasse di rivelare le identità di un gruppo di ex-islamici convertiti al cristianesimo in Arabia Saudita (che ovviamente lo tengono segreto per non essere sottoposti alla violenza dello stato saudita che li imprigionerebbe, sequestrerebbe i loro beni e probabilmente li metterebbe a morte) alla persona che li ha convertiti, condannereste questa persona per aver commissionato la soppressione del ricattatore?

    Lo stato è il primo istigatore di quella situazione violenta. Sia direttamente i suoi agenti, sia con le sue leggi liberticide.
    Io non so se lo avrei fatto, ma certo non posso condannare nessuno se ha deciso, sotto pressione e probabilmente manipolato dagli agenti dell’FBI, di farlo. Perché gli agenti federali sotto copertura usano normalmente sistemi provocatori per creare il criminale e il crimine che pi arresteranno. Gli serve per fare carriera ed è perfettamente legale (anche se altamente immorale)

  9. Ruprecht on ottobre 24, 2013 at 11:21

    Risulta comunque che quello che stai affermando è una difesa implicita della violenza – neanche troppo, in realtà – e questa soluzione si avvicina (se volessimo ignorare secoli di progresso nel raziocinio) allo stato di natura e al caos, non alla libertà. Di conseguenza, non vedo l’utilità di discutere oltre una strada del genere, che si sa benissimo a quale risultato conduca. Per il resto, quanto sostieni non mi sembra equiparato da alcuna o minima prova, almeno non capace di esautorare quelle dell’FBI, che comunque NON HA il permesso di agire in modo criminale e di istigare al crimine per scoprire i reati, questa affermazione, come le altre, va dimostrata. Non credo che si possa accusare lo stato come primo creatore della violenza. Lo stato è sempre stata una risposta (debole e corruttibile, ma per alcuni versi funzionante certo meglio di questa brada criminalità discussa) alla violenza stessa, per questo le persone accettano la sua instaurazione.

    R=

  10. Mirco Romanato on ottobre 24, 2013 at 12:24

    Ruprecht, l’FBI e in generale tutte le agenzie governative e le varie polizie locali hanno, con gli agenti sotto copertura, tutta la possibilità di istigare legalmente una persona a commettere dei crimini. Basta aprire Google e fare delle ricerche per trovare notizie di arresti e condanne.

    “Fast & Furious” ti dice qualche cosa? No, non i film ( http://en.wikipedia.org/wiki/ATF_gunwalking_scandal ).
    http://www.theguardian.com/world/2011/nov/16/fbi-entrapment-fake-terror-plots
    http://www.salon.com/2013/07/10/only_1_percent_of_terrorists_caught_by_fbi_are_real_partner/

    Il primo documento di accusa dice che Ulbrith avrebbe commissionato l’omicidio. Salta poi fuori che friendlychemist era stato arrestato dalla polizia (un altro gruppo di poliziotti) e stava collaborando con loro e che erano loro che lo avevano spinto a ricattare DPR con la promessa di alleggerire la pena. E un loro agente si era fatto passare per redandwhite che era quello che doveva organizzare l’omicidio. Dato che abbiamo solo pezzi della comunicazione tra DPR e i due (citati a discrezione dall’FBI) non possiamo sapere esattamente chi a suggerito cosa e come.

  11. Mirco Romanato on ottobre 24, 2013 at 12:47

    Ruprech scrisse
    “Non credo che si possa accusare lo stato come primo creatore della violenza.”

    Ma per creare lo stato devi usare la violenza.
    Lo stato ha, per definizione, il monopolio legale della violenza.
    Quindi deve imporre con la violenza le sue leggi (o con la minaccia della violenza). Se la gente le accettasse volontariamente non avrebbe bisogno di imporle con la forza.

    Dall’altro lato, se lo stato crea una situazione dove la soluzione delle dispute non può essere perseguita pacificamente percé lo impedisce o, peggio, permette ad alcuni di usare le sue leggi arbitrarie come arma verso altre persone pacifiche, non ci si può lamentare se poi ci sono casi di violenza.

    In pratica, il ricatto di friendlychemist non era differente dal minacciare di distruggere le vite di migliaia di persone e causare loro grandi danni materiali. Che avesse minacciato di farlo usando una pistola di persona, assumendo dei complici oppure usando le leggi e le forze dello stato, questo non cambia nulla. Ha sempre minacciato la vita e la prioprità di migliaia di persone pacifiche (compresa quella di DPR) e la risposta non poteva essere molto differente.

  12. Ruprecht on ottobre 24, 2013 at 14:09

    Non si sta discutendo di alcun modo di creazione di una società, ma di come tale ex-sito e gli ideali (eventuali) del suo fondatore si conformino (parola assurda in questo caso, ma tant’è), all’intento libertario. Il fatto che lo stato si crei con la violenza non è scontato e va anche questo dimostrato (mi sembra anzi che esempi come la polìs greca, che era uno stato vero e proprio, dica il contrario, a parte chiaramente la situazione degli schiavi, che non hanno però nulla a che vedere con la creazione dello stato greco).
    Nel caso che stiamo discutendo, qualcuno ha commissionato l’omicidio di un altro uomo – non vi è una giustizia di diritto stabilita fra i due individui ne fra libere persone, il primo agisce minacciando, il secondo risponde facendolo uccidere, nessun rapporto di assestamento e stabilito, solo anarchia violenta in cui la commutazione di una “pena” (in realtà una risposta difensiva) è arbitrariamente decisa da chi è virtualmente offeso – di conseguenza non è possibile portare l’esempio di una grande minaccia alla quale si deve rispondere con la violenza ad ogni modo in quanto essa è inevitabile. Questi sono i trucchi usati dagli stati per impiegare la forza, non da elementi sedicenti libertari. Una reazione difensiva non può arbitrariamente essere scelta, in quanto essa è una violazione della libertà altrui… la reazione difensiva spropositata è un’altra caratteristica di chi si approfitta di una minaccia per incrementare la sua… – di nuovo – violazione della libertà altrui. Non si è padroni della vita altrui, quando questi risultano una minaccia per la propria libertà; la base di una società libera è che ognuno difenda la propria persona e non si appropri della libertà e vita altrui quando queste risultino una minaccia.
    Se sostieni quanto hai detto, allora porti la logica libertarian a quella dell’anarchia distruttiva pura, in cui neppure occhio per occhio funziona, in quanto uccidi qualcuno che ti sta minacciando e non ti vuole uccidere.

    R=

  13. Mirco Romanato on ottobre 24, 2013 at 16:26

    Infatti, non sto dicendo che è così che dovrebbe funzionare in una società anarco-capitalista, libertaria o altro.
    Sto dicendo che è così che funziona in una società dominata dalla violenza dello stato che a sua volta provoca azioni violente da parte di altre persone.

    Per citare John Locke:
    “16. the state of war is a state of enmity and destruction; and, therefore, declaring by word or action, not a passionate and hasty, but a sedate, settled design upon another man’s life, puts him in a state of war with him against who he has declared such an intention, and so has exposed his life to the other’s power to be taken away by him, or anyone that joins with him in his defence and espouses his quarrel; it being reasonable and just i should have a right to destroy that which threatens me with destruction;for, by the fundamental law of nature, man being to be preserved as much as possible when all cannot be preserved, the safety of the innocent is to be preferred; and one may destroy a man who makes war upon him, or has discovered an enmity to his being, for the same reason that he may kill a wolf or a lion, because such men are not under the ties of the common law of reason, have no other rule but that of force and violence, and so may be treated as bests of prey, those dangerous and noxious creatures that will be sure to destroy him whenever he falls into their power.”

    e anche

    “men living together according to reason, without a common superior on earth with authority to judge between them, is properly the state of nature. but force, or a declared design of force, upon the person of another, where there is no common
    superior on earth to appeal to for relief, is the state of war; and it is the want of such an appeal gives a man the right of war even against an aggressor, though he be in society and a fellow-subject.
    because the law, which was made for my preservation,where it cannot interpose to secure my life from present force, which, if lost, is capable of no reparation, permits me my own defence and the right of war, a liberty to kill the aggressor, because the aggressor allows not time to appeal to our common judge; nor the decision of the
    law, for remedy in a case where the mischief may be irreparable. want of a common judge with authority puts all men in a state of nature; force without right upon a man’s person makes a state of war both where there is, and is not, a common judge.”

    L’articolo che ti linko è una traduzione di un articolo in inglese che si riferisce al diritto del singolo di fare guerra difensiva contro all’Islam, ma è perfettamente utilizzabile per giustificare le azioni di DPR.

    http://extropolitca.blogspot.it/2010/07/il-diritto-del-singolo-alla-guerra.html

    Non ti potrà piacere, ma il concetto da capire è che per quanto DPR fosse libertario non viveva in una società libertaria, ma in uno stato di natura con il suo ricattatore (o, se si vuole, in uno stato dove non esisteva nessun giudice comune tra di lui e il suo ricattatore a cui potersi rivolgere per prevenire un danno ingiusto).

    “Una reazione difensiva non può arbitrariamente essere scelta, in quanto essa è una violazione della libertà altrui… la reazione difensiva spropositata è un’altra caratteristica di chi si approfitta di una minaccia per incrementare la sua… – di nuovo – violazione della libertà altrui.”

    Questa è, IMHO, una cavolata.
    Se tu mi agredisci io ho diritto di difendermi con i mezzi che ho e al meglio che posso.
    Quello che limita la mia possibilità di difesa è solo il fatto che, se la mia risposta è spropositata all’aggressione, non posso poi (per il principio dell’estoppel) argomentare contro altri che reagiscono nello stesso modo ad una mia aggressione contro di me.

    Esempio: se uccidessi qualcuno perché mi calunnia, in una società libertaria ogni uno che si senta calunniato da me potrebbe uccidermi ed io non potrei argomentare contro di lui davanti ad un giudice senza incriminare me per l’azione presa in precedenza. Ergo, se uccidessi qualcuno perché mi calunnia, chiunque potrebbe uccidermi (in una società libertaria) per lo stesso motivo impunemente e citare le mie azioni come precedente e permesso.

    Le mie azioni sono il limite delle azioni altrui in una società libertaria. Ergo, in una società libertaria, ogni uno dovrebbe stare attento alle sue azioni perché queste hanno conseguenze. Anche le semplici minacce (che non sono libertà di parola), in una società libertaria dovrebbero avere conseguenze su chi le pronuncia oltre che su chi le riceve.

    Il principio di non agressione favorisce DPR non chi lo minacciava, perché l’inizio dell’uso della forza o la minacia della stessa non è stata iniziata da DPR.

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