Quando lo Stato favorisce le grandi banche: POS e limite 1000 euro contanti

novembre 4, 2013 3 Comments
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un post inviatoci da Claudio Hutte.

posLa recente proposta del ministro Fabrizio Saccomanni di abbassare sotto i 1000 euro la soglia di legalità delle transazioni in contanti con l’ipotesi pretesa di sconfiggere l’evasione fiscale è un buon esempio di stupidità del costruttivismo sociale interpretato dai socialisti italiani. Faccio notare che tra essi considero molti che in Italia si dicono (e forse addirittura si credono) “liberali”, perciò qualifico la proposta di Saccomanni nella categoria del costruttivismo social-collettivista a prescindere dalla posizione che crede di avere Saccomanni stesso.
Dicevo che è un buon esempio di stupidità, ma alternativamente può essere visto anche come un buon esempio di cortigianeria a favore dei gruppi bancari imponendo de facto dei monopoli di Stato a favore di taluni soggetti privati. Vediamo il perché.
Per capirlo facciamo un volo fin negli Stati Uniti d’America. Seppure molti pensino che gli US siano la patria dei pagamenti in carta di credito, nella realtà erano moltissimi gli agenti economici
che non ne facevano uso, di solito venditori ambulanti, piccoli negozi, professionisti, ecc. Per soddisfare questa nicchia di mercato nel 2010 è stata lanciata Square, una società che offre gratuitamente un piccolo dispositivo da collegare a un qualsiasi telefonino per trasformarlo in un
POS e leggere le principali carte di credito. Nel 2012 la società, che opera solo in US e Canada, ha raggiunto i US$ 4 miliardi di transazioni, e ciò dimostra la vastità del mercato che risultava scoperto dalle tradizionali carte di credito, transazioni che avvenivano in contante. Il punto di forza sono i costi. Square chiede il 2,75% per strisciata, percentuale più elevata di quella richiesta dai tradizionali operatori di carte (in US), i quali però aggiungono altri costi nascosti (come il noleggio del POS) che Square non chiede, e per piccoli volumi la soluzione di Square è risultata più conveniente, al punto che Starbucks, la nota catena di caffetterie, ha deciso di investirci e utilizzare la soluzione per le sue filiali più piccole. Square prevede di aprire il servizio anche in Giappone, dove applicherà una tariffa del 3,25%.
In Italia per pagare con POS, la tariffa di base richiesta arriva al 8%, oltre al costo di noleggio del
POS. Solo i maggiori operatori riescono a spuntare tariffe inferiori al 4%, e il POS in comodato gratuito. La vicenda Square ci dimostra che nel momento in cui il servizio di pagamento con carta
risulta un vantaggio per gli operatori, anche per piccoli volumi, essa viene spontameamente adottata dagli agenti economici attraverso il collaudato meccanismo di comparazione vantaggi-svantaggi.
Lasciando a margine l’osservazione che rendere illegale l’uso di contante implica di indurci a considerare che lo Stato consideri senza valore la moneta (senza contante la moneta nei fatti perde efficacia, altrimenti nel 1999 potevano continuare con l’euro contabile senza fare circolare euro in moneta) ed equivale ad una uscita nei fatti dall’euro; se la proposta di Saccomanni venisse accolta verrebbe meno un concorrente naturale degli operatori di carte, la facoltà di farne a meno, aprendo alla possibilità affatto remota che si formino cartelli, visto che già oggi le condizioni sono sensibilmente peggiori di quelle disponibili in altri Stati europei, e soprattutto in nord America come ho riportato sopra.
La mancanza di quella opzione concorrenziale sarà l’opportunità per spingere un po’ tutti ad accettare costi di transazione più verso lo 8% anziché sotto il 4%, costo che alla fine paga il cliente
consumatore.
Inoltre se già la soglia dei 1000 euro è bassa, abbassandola ulteriormente va a danneggiare il mercato del turismo il quale è una delle principali industrie del paese, e vede presenze incisive di
turisti provenienti da paesi dove le carte potrebbero non essere disponibili o accettate, o banalmente non scelte dal turista.
Infine una valutazione di merito. E’ chiaro che abbassare la soglia di acquisti in contante sotto i 1000 euro porta a rilevare acquisti minimi, da cui si ricavano gettiti fiscali proporzionati.
Se da una parte è pur vero il motto tedesco “anche i piccoli animali fanno merda” per dire che tanti piccoli valori generano grandi valori, questa scelta comporterebbe di dover scansionare miliardi di piccole transazioni, il cui costo, se non altro di energia elettrica usata per le macchine atte a fare questo lavoro, potrebbe superare il valore recuperato, ammesso di riuscire a farlo.
Il punto poi è che la stima dell’evasione fiscale maggiore si trova in regioni come la Campania, con tassi di evasione del 80%, ed è anche noto che molta di quella economia è in realtà completamente sommersa. Ora, non è che il contante sparirà solo perché ne vengono vietate le transazioni (si ricorda che il prelievo e deposito bancario non sono transazioni), ma soprattutto sta già circolando; illudersi allora che una economia che già adesso funziona a suon di contante ed è completamente sconosciuta si trasformi improvvisamente in una economia alla luce del sole è assolutamente ridicolo in quanto impossibile.
Occorre notare che molta economia in Campania è sommersa perché si tratta di una regione povera, che non ha molte alternative di sopravvivere con regole stabilite da politiche europee estremamente costose, che costringono gli agenti economici ad operare a bassa efficienza, perché pensate su un modello che dispone di grandi volumi d’affari capaci relativamente di assorbire tali inefficienze. Gli US per esempio hanno regole estremamente più semplici e meno invasive di quelle europee e permettono ad agenti economici “poveri” (si pensi alle comunità Amish o di Indiani nativi, ma anche di moltissimi cittadini americani che vivono di modeste piccole attività) di sopravvivere e non essere espulsi dal sistema economico, mentre se dovessero adeguarsi alle direttive europee sarebbero condannati alla terzomondializzazione per assenza di risorse ed essere così spinti nella economia sommersa.
In conclusione se la proposta di ridurre la soglia di contante fosse adottata si avrebbe un danno economico generalizzato a causa dell’aumento dei costi dato dalle commissioni sulle carte, e della
dissuasione all’acquisto da parte di turisti che tendono a spendere in contante e i cui circuiti di carte, ammesso che le abbiano, non sono accettati o hanno severi limiti di uso in Italia (spesso a causa della limitatezza delle comunicazioni interbancarie delle strutture italiane. Provate infatti a pagare con una Amex – vedi qui per es. alcuni problemi – oppure con una WallMart MoneyCard), e può causare situazioni pericolose nei casi in cui il POS non funzioni (infatti i pagamenti con carta fanno venire meno uno dei principi fondamentali per cui è nata la moneta: lo scambio di un valore facciale comunemente accettato in qualunque condizione e per qualunque necessità).
Tutti questi danni e svantaggi a fronte di una ipotetica lotta all’evasione fiscale che non sarebbe assolutamente risolta poiché già ora aggira questo percorso, e non è stata chiaramente combattuta finora per ragioni di convenienza, perché per livelli di evasione così alti (il centro-sud è mediamente sopra il 50%) basterebbero semplicissime misure di controllo, che evidentemente non sono attuate, ci dice che la proposta è una sciocchezza colossale che al più può essere venduta come populismo per i più creduloni.

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3 Comments » 3 Responses to Quando lo Stato favorisce le grandi banche: POS e limite 1000 euro contanti

  1. Michele on novembre 7, 2013 at 18:40

    Il sig. saccomanni lascerebbe intatto il limite di circolazione del contante per gli extracomunitari, attualmente fissato a 15.000?

    :-)

  2. Violator on novembre 7, 2013 at 20:28

    Condivido tutto, veramente un bel post!

    Ero partito per integrare con mie osservazioni il tuo post, ma oggi…lo scandalo ATAC da un lato e la decisione della BCE di ridurre tassi interesse (nuova liquidità) dall’altro…mi ha gettato in una condizione di depressione acuta.
    Abbiamo speranze di crearci una nostra gated community?

  3. Fabristol on novembre 7, 2013 at 23:15

    gated community? a malapena riusciamo ad organizzarci su internet… impossibile

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