Ma quanto è caro il Brasile!

dicembre 5, 2013 1 Comment
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imagesAd un’ora dall’atterraggio all’aeroporto di San Paolo la voce del comandante entra nelle menti ancora assonnate dei passeggeri: potete portare in Brasile solo oggetti del valore inferiore ai 500 dollari. Il brasiliano affianco a me si incazza, metà in portoghese metà in inglese: “Ma come è possibile! Perfino un telefonino, un PC o un orologio possono costare come e addirittura più di 500 dollari!”. Tutti i brasiliani sull’aereo hanno sguardi che vanno dall’incazzato al “facciamo finta di niente”. La legge qui, come in tutti i paesi latini, è sempre esagerata e come tale non viene mai rispettata. Tutti i brasiliani hanno parenti o amici all’estero che spediscono in patria iPhone, iPad, computer e quant’altro, anche se è illegale. Motivo? Per molti brasiliani è facile prendersela con i negozianti. Ci sono continue lamentele su fatto che nei negozi brasiliani le cose costino più che all’estero, ma recentemente la gente sembra si sia resa conto che il motivo non è il negoziante ma lo Stato. Qui in Brasile sta crescendo in alcuni una buona coscienza libertaria per certi aspetti, nata da quando il mondo si è globalizzato e la gente viaggia per affari o divertimento in USA o Europa e può comparare i prezzi con la madre patria. Le tasse d’importazione sono alte e la burocrazia tanta e spesso tra le sue maglie qualche mazzetta ci sta pure bene ad ogni passaggio. Per molti aspetti il Brasile si comporta come un paese socialista con dazi, controllo dei prezzi e della produzione (basta vedere gli incentivi per il biofuel che stanno distruggendo di conseguenza anche l’Amazzonia, gli incentivi per comprare auto) dall’altro si vuole porre come un mercato emergente, nel gruppo dei BRIC insomma. Ma il controllo su così tanti cittadini e su un territorio così vasto è tecnicamente impossibile e in futuro son sicuro che ci troveremo un paese che investirà miliardi in controlli doganali e guerra all’evasione facendo collassare l’economia ai livelli del preboom economico. Qualcosa che in Italia stiamo vivendo da un po’. Per fare un esempio tragicomico ma molto significativo che mi tocca da vicino: parlavo con un ricercatore brasiliano che per evitare di pagare le tasse d’importazione sugli strumenti comprati in USA si è fatto spedire tutto senza licenza d’importazione; poi dopo che la dogana gli ha sequestrato tutto ha aspettato fin quando è arrivata l’asta pubblica per i beni sequestrati; ovviamente nessuno va a comprare ad un’asta pubblica un pHmetro o un microscopio, così lui aveva la sicurezza di poterli vincere. Ha comprato gli strumenti due volte ma mi ha assicurato che tra tasse d’importazione e IVA avrebbe speso il doppio. E questo credo che vi faccia capire a quali livelli d’italianità si trova il Brasile. Sarà che il Brasile ha avuto una massiccia immigrazione italiana e oltre alla mortadella abbiamo importato anche questo socialismo maccheronico?

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1 Comment » One Response to Ma quanto è caro il Brasile!

  1. William on dicembre 5, 2013 at 14:45

    Ottimo post, sono d’accordo che il Brazile farà la fine dell’Italia ma solo dopo che si saranno vendute tutte le risorse naturali arricchendo i soliti “Crony Capitalists” che là mancano meno che in Italia.

    Punto d’interesse: in un articolo dell’Economist del 2011 si afferma che le leggi sul lavoro Braziliane sono derivate dal codice del lavoro italiano di epoca fascista http://www.economist.com/node/18332906

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