Dalla legalizzazione delle droghe chi vince di più: l’individuo o lo Stato?

gennaio 6, 2014 4 Comments
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index(2)-152536722Le immagini delle file chilometriche sotto la neve del Colorado di questi giorni hanno fatto il giro del mondo. Dal primo Gennaio anche il Colorado si aggiunge al numero di stati che legalizzano la marijuana, una tra le sostanze psicotrope più sicure che esistano. Sembra incredibile che uno stato possa decidere cosa gli individui possano utilizzare oppure no. Vi potrei fare tutto un pippone sugli effetti del tetraidrocannabinolo (THC) comparati con, per esempio, etanolo o nicotina, due sostanze che lo stato ha deciso di legalizzare. Ma farebbe qualche differenza? No, perché lo sanno cani e porci che gli effetti dell’etanolo sulle società umane sono devastanti e ben più gravi di quelli del THC ma purtroppo in democrazia il potere di una vecchietta ignorante la cui fonte di conoscenza del mondo si limita alla visione quotidiana di OK il prezzo è giusto ha ben più peso di qualsiasi verità scientifica. Tutto, dalla scienza alle statistiche, dal buon senso al’economia fanno pensare che la legalizzazione delle sostanze psicotrope faccia bene a tutti e male alle organizzazioni criminali. In primis allo stato che legalizzando non fa altro che tassare la vendita di queste sostanze. E’ infatti lo stato il più grande vincitore della legalizzazione. Basti guardare quanto guadagna dalla vendita delle sostanze che contengono etanolo e nicotina all’anno: mentre sorseggiate una birra pensate che il 40% di quello che bevete andrà all’erario. Il governo italiano per esempio ha da poco aumentato le accise sugli alcolici per poter recuperare 200 milioni per la scuola (peccato che poi i soldi verranno dirottati per i vitalizi dei politici). Stessa scusa, ma guarda un po’, del Colorado che utilizzerà i soldi delle tasse sulla marijuana per costruire scuole. In questa gerontocrazia cosa non si fa per far contente le vecchiette. Per far star buone le loro coscienze gli si dice che tanto questi drogati sono irrecuperabili però almeno qualcosa di buono lo fanno: con le loro tasse i governi costruiscono le scuole.images(4)-1200693769

E alla fine la “big picture” che ne viene fuori a ben vedere rende lo stato molto più vittorioso di qualche hippies della domenica. Il wannabe-rastafariano di turno pensa di aver vinto una battaglia contro lo stato, ma in realtà lo stato gli ha dato la classica carota sulla lenza del mulo: lo stato rassicura la popolazione conservatrice della bontà della decisione con la scusa del controllo, della tassazione per costruire scuole ecc. dall’altra si assicura il beneplacito della popolazione giovane che pensa di aver raggiunto una vittoria storica. In realtà con quei soldi lo stato in futuro non farà altro che aumentare le spese di polizia e di repressione per altre sostanze o usarli per sostentare se stesso. Non solo ma si assicura il controllo del mercato da furbo monopolista aumentando artificialmente i prezzi di una pianta che costerebbe molto meno in un mondo normale dove la cannabis si potesse vendere insieme ai pomodori e al prezzemolo.

Quindi, nonostante si sia un po’ più contenti oggi che il Colorado abbia legalizzato la marijuana, dall’altro non possiamo che dispiacerci che lo Stato abbia vinto di nuovo. Perché la legalizzazione (che non è altro che una parola della neolingua per dire tassazione e regolamentazione) non dovrebbe esistere nel dizionario libertario, al contrario della liberalizzazione.

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4 Comments » 4 Responses to Dalla legalizzazione delle droghe chi vince di più: l’individuo o lo Stato?

  1. Violator1980 on gennaio 6, 2014 at 11:16

    Ciao Fabristol, analisi impeccabile su un tema dove il libertarismo è avanti a tutti!
    Bene hai fatto a stigmatizzare nel post la differenza tra liberalizzare e legalizzare.

    Mi permetto di aggiungere alcune considerazioni sul mercato della droga (dalla leggera alla pesante, senza distinzione).

    Premesso che sul tema il bello del libertarismo è proprio il non giudicare le droghe. Ognuno di noi, come libertario, ha una sua opinione personale in merito all’uso ed ognuno dovrebbe avere il diritto di comprare droga, assumendola come meglio ritiene a suo rischio e pericolo. L’istanza di liberalizzare la droga è dunque ETICAMENTE sostenibile perché difende la libertà individuale e la consapevolezza che la dignità risiede nella possibilità di poter scegliere senza dovere delegare.

    ECONOMICAMENTE, vero che la legalizzazione determinerebbe quanto meno l’immissione in mercato di un prodotto di qualità ma ne deriverebbe un monopolio con tutti i danni connessi.
    Non essendo personalmente un sostenitore dei compromessi la legalizzazione non è la soluzione, ma una presa in giro.
    L’opposto della legalizzazione sono politiche proibizionistiche..ma qui mi limito semplicemente a sottolineare che le guerre statali al narcotraffico hanno partorito dolosamente mercati per mafie e generato le premesse per collisioni tra apparati statali e organizzazioni criminali. Da qui si è favorita una distribuzione di droghe di pessima qualità.

    Se legalizzare o proibire non è la soluzione, liberalizzare lo è sia eticamente che economicamente.
    Qui è doveroso inserire una ulteriore riflessione che può sembrare fuori tema: la conditio sine qua non per liberalizzare il mercato della droga passa dalla privatizzazione delle strade.
    Fin quando le strade saranno pubbliche, tutte le istanze libertarie sulla droga saranno perdenti ed inefficaci.
    Il nostro caro spacciatore avrà sempre la disponibilità della strada pubblica.
    La strada come oggi concepita, oltre ad essere sottoposta ad un controllo inefficace (statale), per sua natura (pubblica) non tiene conto delle esigenze dei proprietari delle abitazioni.
    Per poter cogliere i vantaggi (etici ed economici) che possono derivare da un libero mercato degli stupefacenti, bisogna assicurarsi anche che il proprietario di una strada possa discriminare, possa impedire al pusher di accedere alle vie limitrofa la sua abitazione.

    Per cui privatizzare la strada è la premessa logica per liberalizzare la droga.

    Immagino che reazione ci sarebbe sottoponendo all’attenzione di un socialista questo ragionamento…:-)

  2. Fabristol on gennaio 6, 2014 at 21:09

    Ma le strade sono già private: sono di chi guida temporaneamente lo Stato. ;)

  3. Violator1980 on gennaio 6, 2014 at 21:40

    questa mi è piaciuta! ;-)

  4. Fabristol on gennaio 6, 2014 at 22:34

    E’ quello che dico sempre a chi mi parla di pubblico. Il pubblico non esiste! :) E’ tutto privato.

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