Le baie delle libertà

gennaio 14, 2014 8 Comments
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imagesMolti di voi avranno sicuramente fatto un acquisto su eBay almeno una volta nella vita. Il bello di eBay è che non esistono rivenditori della merce ma solo venditori/produttori e compratori/clienti. Esiste un intermediario, eBay stesso, ma quest’ultimo è come se non intervenisse nello scambio perché offre una piazza virtuale dove lo scambio può avvenire al costo di una perecentuale bassissima dello scambio. Quindi abbiamo A che grazie a eBay vende a B ciò che possiede o produce. In questo scambio volontario sia A che B sono entrambi felici: A riceve denaro per quello che vende e B riceve il bene comprato.

Ora immaginatevi se tra A e B si mettesse di mezzo l’utente di eBay C, il quale pretende di regolare la nostra transazione. Lo fa estorcendo con la forza A a dargli una percentuale della vendita pagata da B. Ovviamente questo sarebbe contro le regole di eBay e C sarebbe denunciato come un criminale. Nessuno, A, B e eBay, accetterrebbe un tale comportamento e l’atto sarebbe considerato deleterio per lo scambio perché aumenterebbe i costi di tutti a vantaggio di un terzo incomodo, criminale. Ovviamente la mente umana è un labirinto di incoerenza e infantilismo e se dovessimo spostare l’esempio alla vita reale degli scambi dove C altro non è che il governo la gente, che prima avrebbe denunciato C per estorsione, riterrebbe l’estorsione del governo normalissima (d’altronde la biologia è da additare come la responsabile perché permette il cosiddetto imprinting, ovvero qualsiasi evento conosciuto in infanzia viene considerato normale e giusto) e perfino beneficiaria. Spostandoci quindi sul mondo reale dove C è il governo vediamo diversi scenari in cui abbiamo uno scambio tra A e B.

Scenario 1. C forza A e B a fare uno scambio nonostante B non avesse intenzione di farlo. A e C ne beneficiano e B ci perde. Classico caso di accordo tra governo e grande industria.

Scenario 2. C forza A a vendere sottocosto o sottostando a determinate regole. C e B sono i beneficiari a breve termine ma poi, una volta che A è costretto a tagliare in personale o in sviluppo di nuovi prodotti chi ne paga le conseguenze sono B e a lungo termine il parassita C.

Scenario 3. C non permette a A e B di fare uno scambio che entrambi avevano voluto fare. A, B e C ci perdono. A e B sono costretti a rinunciare allo scambio o trovano vie alternative che potrebbero essere potenzialmente pericolose e ad un prezzo più alto. C ci perde in tassazione e denaro e tempo in controlli per evitare che A e B facciano lo scambio per altre vie.

Scenario 4. A e B scambiano i propri beni se lo vogliono tramite un intermediario privato.

L’ultimo scenario in realtà ha sempre C in mezzo perché l’intermediario, eBay, viene tassato e regolato. Inoltre non tutti i prodotti possono essere venduti quindi A e B spesso sono costretti ad affrontare lo Scenario 3.

Ora è palese che tra tutti gli scenari possibili il 4 sia il migliore e lo sarebbe ancora di più se C non tassasse e regolasse eBay. Pensate a come potrebbe essere la nostra vita se potessimo comprare qualsiasi oggetto o servizio su mercati reali come eBay, degli eBay liberi da ogni forma di controllo e tassazione da parte del governo. Tutti ne beneficerebbero, tutti sarebbero felici. Questo è il mondo che noi libertari vorremmo e in parte, perfino voi statalisti, lo usate ogni giorno quando comprate qualcosa su eBay.

 

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8 Comments » 8 Responses to Le baie delle libertà

  1. Davide on gennaio 14, 2014 at 12:54

    Mah, un intermediario che richiede almeno il 9% (più diversi centesimi per pubblicare le inserzioni) non mi sembra tanto libertario. Certo, possiamo scegliere di usarlo o meno, ma al momento è monopolista (non mi risulta ci siano altre “piazze virtuali”).

    (Dalle mie parti si direbbe che richiede la “sensalia”. Dalle mie parti però è anche possibile acquistare senza il sensale…)

  2. Fabristol on gennaio 14, 2014 at 14:59

    EBay non è libertario. È un privato che offre un servizio e quindi deve essere pagato.

  3. Davide on gennaio 14, 2014 at 15:03

    Appunto. Non vedo perché parlarne ammantandolo di “libertà”, specie considerato che opera da monopolista.
    Se invece era un discorso per fare emergere l’assurdità del “terzo incomodo”, è un altro paio di maniche.

  4. Fabristol on gennaio 14, 2014 at 19:15

    Sinceramente non capisco dove sta il problema: avrei potuto dire mercato rionale di san giacomo come il cortile di casa mia. Ho usato l’esempio di ebay perché al contrario del mercato rionale di san giacomo tutto il pianeta lo usa.
    Per quanto riguarda il monopolio. Anche qui non capisco: dove sta la connessione col libertarismo? Per prima cosa esistono decine di servizi come ebay sul web e il fatto che ebay sia il più famoso non è mica colpa sua. Non ha mica usato il monopolio (quello sì) della forza come fa lo stato per essere l’unica piazza virtuale. E’ emersa come vincitrice grazie ad un sistema emergente di domanda-offerta del mercato all’interno di un sistema emergente come internet.

  5. Davide on gennaio 14, 2014 at 20:07

    Un paio di annotazioni sparse.

    1. Nel caso del “mercato rionale” avremmo subito biasimato lo Stato che pretende la Tosap. Niente di troppo diverso da ciò che fa Ebay…

    2. Possiamo veramente dire che esistano alternative ad Ebay, eccetto forse Amazon? Io ne ho cercate ma non ne ho trovate (almeno non di credibili né di note).

    3. Una volta credevo nella bontà dei sistemi emergenti; sicuramente ero più adattazionista di ora – ora ho molti dubbi. Mica Ebay è emerso perché è il migliore (o il più “economico”): diciamo che la massa critica di iscritti lo ha imposto come standard. Un po’ come Facebook. Se poi mi dici che la visibilità ha un valore che si paga, allora è un altro discorso…

  6. Fabristol on gennaio 15, 2014 at 00:10

    1. ma come puoi mettere sullo stesso piano il pagamento di un servizio privato con il pagamento di una tassa su suolo pubblico?
    2. questo è quello più grande in italia: http://www.subito.it/about.htm in UK abbiamo Gumtree per esempio ma ne conosco molti altri.
    3. di nuovo non ci vedo niente di male. A mio parere stai dando giudizi “di pancia” verso un’azienda che vedi in modo negativo.

  7. Davide on gennaio 15, 2014 at 00:24

    1. In fondo ti danno (o dovrebbero darti) entrambi visibilità e “servizi” di contorno alla vendita a un prezzo esoso. E in entrambi i casi il costo del “servizio”, in percentuale, aumenta sempre. Certo, dirai che lo Stato è unico monopolista e Ebay lo è solo “de facto”, ma poco cambia, a mio avviso.

    2. Ma Ciao.it non era un sito di recensioni?

    3. Non la vedo male, anzi la uso spessissimo sia per comprare che per vendere. Ma non vedo l’alternativa, e non credo seriamente che possa nascerne una a breve… E lì sta la mia contestazione a questo articolo un po’ troppo elogiativo verso una realtà, a ben vedere, ben poco libertaria. A meno che ormai con “libertario” non intendiamo semplicemente “privato”!

    P.S. Le baie veramente libere non sono pubbliche, a differenza di Ebay. ;-)

  8. Violator on gennaio 15, 2014 at 19:15

    Non riesco a capire la polemica sul monopolio..ammesso che Ebay operi da monopolista (mi risulta che ci sia concorrenza..capace o meno è di poco conto)…ammesso che sia monopolosta passa una enirme differenza tra monopolio di mercato e monopolio legale. Per un libertario è una differenza cristallina!

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