La verità sui giochi olimpici

febbraio 19, 2014 7 Comments
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sochiCorruption-02highLe Olimpiadi invernali di Sochi stanno volgendo quasi al termine e non c’è migliore occasione per parlare di questi megaeventi dal punto di vista libertario. Infatti dopo la guerra le olimpiadi rappresentano l’evento dove gli stati mostrano di più i muscoli con spese pazze, intere regioni rimodellate geograficamente e urbanisticamente e popolazioni assoggettate a espropri, rilocazioni, sopprusi e controlli. Dopo un’olimpiade ciò che rimane di tutto il luccichio e bandiere è il risultato di una guerra di piccola scala dove gli stati vincono sempre e cittadini perdono sempre.

Per dimostrare quanto le olimpiadi siano un disastro per i cittadini basta guardare all’ultima olimpiade invernale, per l’appunto Sochi 2014 (ma le stesse considerazioni valgono per qualsiasi olimpiade avvenuta in passato forse a cominciare da quella di Berlino del 1936 che ha creato un precedente ubersocialista poi copiato fino ai giorni nostri). I costi per le olimpiadi ormai stanno raggiungendo cifre “da conflitto armato”. Il più costoso blitzkrieg olimpico invernale è detenuto da Sochi 2014 con 51 miliardi di dollari spesi in totale per volere di Vladimir Putin in una località russa dove a Febbraio non c’è neve e bisogna portarcela artificialmente. Questo particolare da rubrica delle curiosità della Settimana Enigmistica fa inorridire e sorridere allo stesso tempo perché dà un’idea del potere decisionale assoluto dei governi delle democrazie moderne. La prossima olimpiade invernale sarà organizzata dalle isole Samoa (se solo avessero 50 miliardi di dollari li spenderebbero di certo)? Questi soldi ovviamente vengono da qualche parte e, esatto!, vengono dalle tasse estorte ai cittadini russi. Più esattamente il 96.5% dei fondi sono pubblici e solo il restante viene dai privati che come in tutte le olimpiadi giocano il ruolo dei “riceventi” piuttosto che “donatori”. Infatti non esiste evento più proficuo per le schiere di capitalisti pronti a ricevere commesse dai governi. Crony capitalism per l’appunto e corruzione a go a go. Democracy at its best: ti do un voto e tu mi dai gli appalti.sochiCorruption-04high

Pensate a questo: i politici cercano di convincere la popolazione che un grande evento come un’Olimpiade sia un catalizzatore di investimenti, turismo, ricadute economiche, lavoro ecc. Premono sul tasto economico e dell’orgoglio nazionale perché sanno che fra un po’ andranno a frugare nelle tasche dei cittadini. E quei soldi andranno in tasca di altri cittadini, gli imprenditori e le grandi imprese che hanno votato e appoggiato quel governo. Che diamine! Con quei soldi faremo tanti posti di lavoro! E vuoi mettere l’orgoglio nazionale? Gli utili idioti, ovvero le folle ipnotizzate da istinti tribali come il nazionalismo (ma come poterli biasimare se l’imprinting patriottico gli è stato inculcato fin da bambini?), non possono dire di no ad una bella bandiera che sventola e ad un inno cantato da uno stadio appena costruito in marmo e oro.

sochiCorruption-06high_0E le ricadute economiche? Le ricadute, ahimè, sono letterali. Trattasi di un trucco mentale simile alla finestra rotta di Frederic Bastiat. La gente pensa che rompere la finestra possa poi creare economia perché porterà qualcuno ad aggiustarla, ma guardando più attentamente ci si rende conto che la finestra rotta è stata una perdita, non un’occasione economica.

La verità è che ci sono dei barbari senza scrupoli che prendono tutto l’oro che possono dal tuo villaggio -che nel frattempo viene spostato in un’altra valle- con il 50% di quei soldi costruiscono una cattedrale di cemento armato che verrà abbandonata dopo due settimane, il 45% viene intascato dai capi barbari e solo il 5% verrà utilizzato per pagare gli stipendi degli abitanti del villaggio espropriati – soldi che in origine appartenevano al villaggio.

Così si capisce meglio come funziona una olimpiade?

Quindi amici libertari e non, spero che d’ora in poi possiate guardare alle olimpiadi per quello che sono ovvero la creatura statale più mostruosa dopo la guerra. Di vittime non se ne vedono ma le macerie lasciate sull’economia raccontano un’altra storia.

Tutte le immagini sono prese da qui.

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7 Comments » 7 Responses to La verità sui giochi olimpici

  1. William on febbraio 19, 2014 at 13:08

    Ottimo take sull’ennesima festa statalista. Comunque non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio. Le Olimpiade di Atlanta del 1996 generarono un utile $10M ovviamente non tenendo conto del costo della sicurezza, pagato dal governo federale e $500M di “taxpayer funds” usati per eseguire migliorie all’infrastruttura della città.

    In definitiva in paragone alle Olimpiadi stataliste di Sochi quelle di Atlanta furono all’insegna del libero mercato.

  2. Fabristol on febbraio 19, 2014 at 13:18

    Sì ma anche se ci fosse un ritorno del 20000% i soldi per quell’investimento vengono dalle tasse dei cittadini e il ritorno va per la gran parte ai grandi imprenditori e ai politici locali.

  3. Fabristol on febbraio 19, 2014 at 13:20

    Ecco se il ritorno fosse di nuovo ridato ai cittadini in proporzione alle tasse che hanno dovuto pagare, allora sì questo avrebbe un senso. In pratica sarebbe come un investimento. Ma nelle tasche dei cittadini non vi è alcun ritorno, è tutto in negativo per impinguare i soliti noti. Un tempo erano i principi, i baroni e i vescovi, ora sono i grandi imprenditori edili, le multinazionali ecc.

  4. Davide on febbraio 19, 2014 at 14:10

    «Con il 50% di quei soldi costruiscono…»: percentuale fin troppo ottimistica!

  5. Fabristol on febbraio 19, 2014 at 14:31

    Sicuramente nel caso di Sochi la percentuale è inferiore perché bisogna pur considerare la corruzione. 😉

  6. William on febbraio 20, 2014 at 11:03

    Non fraintendetemi non sono a favore di olimpiadi pubbliche ma penso che il modello di quelle di Atlanta dimostra che è possibile, con un po d’impegno, gestirle completamente privatamente.

  7. Liberalista on febbraio 20, 2014 at 13:54

    Certo che è possibile organizzarle con fondi e gestione totalmente privati. Come tutto, del resto.
    Il problema è la grandeur nazionalista, che spinge gli uomini politici ad imbarcarsi in imprese assurde e a spendere decine di miliardi di euro/dollari di soldi estorti ai contribuenti, giustificandoli, tra l’altro, con un presunto ritorno di immagine e di incassi, che invece non è mai arrivato nella storia delle manifestazioni sportive pubbliche.
    Ma guardate che anche le manifestazioni sportive, culturali e “sociali” che i Comuni italiani organizzano sono delle mini-olimpiadi. Facendo leva sul senso di appartenenza alla comunità locale, sindaci e assessori spendono e spandono organizzando manifestazioni con soldi pubblici, e conquistano anche la benevolenza dei cittadini, convinti che queste iniziative portino benessere generalizzato. Il bello è che sono cornuti e mazziati, perchè i soldi delle loro tasse vanno dritti nelle tasche degli amici dei politici locali.
    Quindi si tratta di una mentalità e di una prassi talmente diffusa, a tutti i livelli, che temo non sarà mai possibile cambiare, visto che la stragrande maggioranza delle persone sono pecore e/o soggette a quei sentimenti (nazionalismo e opportunismo) su cui fanno leva i politici.

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