La rivoluzione anarchica della stampa 3D

marzo 27, 2014 6 Comments
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bilde__1_1342942180Come avrete sicuramente sentito le stampanti 3D stanno diventando sempre più utilizzate e i loro prezzi si stanno abbassando come capita a tutte le nuove tecnologie dopo qualche anno nel mercato. E come tutte le nuove tecnologie anche la stampa 3D verrà messa al vaglio dei nostri governanti: in soldoni significa limitarne il suo uso il più possibile con leggi ad hoc e tassazione. Immaginate una macchina che possa creare qualsiasi oggetto, compresi i componenti di un’arma per esempio. Ma non solo, pensate a tutti quegli oggetti che sono protetti dal diritto d’autore. Con un click si potranno creare milioni di cloni semplicemente scaricando un file con un programma di file sharing come Torrent. Le possibilità sono infinite e lo Stato non può stare lì a guardare. La stampa 3D rappresenta un pericolo per l’ordine costituito tanto quanto lo fu la stampa di Gutenberg, la radio e la TV e internet: tutti mezzi di comunicazione a cui è stata messa a museruola dai governanti. Pensate a come infatti sia lo Stato a dare le frequenze di radio e TV e le licenze ai giornali a chi voglia. La stampante 3D rappresenta un’eresia in un contesto iperregolato come quello delle democrazie moderne. Un’eresia da sopprimere per la sua componente squisitamente anarchica. Infatti chiunque in casa si può produrre qualsiasi oggetto senza che i governanti lo sappiano e lo possano tassare. Niente controllo, niente IVA. Aspettiamo ovviamente la solita leggina all’interno del mille proroghe che tasserà le stampanti 3D del 300% rispetto a qualsiasi altro oggetto per salvaguardare lo Stato dalla perdita dell’IVA o gli autori dalla perdita delle vendite dell’oggetto. Perché chi stampa in 3D ruba a chi ha ideato quell’oggetto, giusto? E sentiremo le parole di una Mussolini o di una Santanché qualunque contro la stampa 3D “perrché permette a chiunque di costruirsi una pistola!”. E via di proposte di legge per vendere le stampanti ai soli maggiorenni o addirittura di registrarne il possesso alla questura locale. Robe da pazzi o semplicemente robe da italiani.

In poche parole, come lo Stato ferma il progresso tecnologico. Abbiamo la fortuna di essere testimoni di una tecnologia straordinaria e rivoluzionaria e di come questa venga castrata dai governanti. Basti guardare le potenzialità in medicina per esempio, come questo caso del cuore 3D ci dimostra. Immaginate quanti di questi progressi potrebbero venire bloccati dal legislatore senza scrupoli. Ci sono le basi per una bella tesi di dottorato dal titolo: “Gli effetti della regolamentazione dello Stato sulle nuove tecnologie: il caso della Stampa 3D”.

6 Comments » 6 Responses to La rivoluzione anarchica della stampa 3D

  1. Violator on marzo 27, 2014 at 07:45

    Ciao Fabrizio,
    questa mi era proprio sfuggita. Attendiamo la reazione dei governanti democratici..

    Certo, ti leggo sempre di prima mattina e 9 volte su 10 mi sale un veleno vs Sua Signoria Stato. 🙂

    A presto,

    Ciao

  2. Fabristol on marzo 27, 2014 at 08:36

    Mi spiace di doverti rovinare le giornate così… 🙂

  3. William on marzo 27, 2014 at 14:36

    Mi sono comprato la prima stampante 3D l’anno scorso, si è pagata nei primi tre mesi nella riduzione del numero di lavori commissionati al tornitore.

    Se tentano di vietare le stampanti 3d perché ci si sono possono costruire pistole allora dovranno vietare anche il Nitrato Ammonico ed il gasolio, ora di libera vendita, perché ci si possono costruire le bombe.

  4. CARLO BUTTI on marzo 27, 2014 at 19:46

    E se i libertari di ogni paese, invece di crogiolarsi in sogni che profumano d’antico (ritorno ai liberi comuni, federalismi alla svizzera, secessionismi a catena) s’accordassero fin d’ora per scatenare una controffensiva non violenta, ma dura e irriducibile, verso la più che probabile guerra degli Stati alla tecnologia 3D, profeticamente descritta in questo bellissimo articolo? Sarei il primo ad aderire (agli altri sogni ,no): questo sì sarebbe un grimaldello in linea coi nostri tempi per tentar di scardinare una buona volta la tirannia di tutti gli Stati, grandi medi piccoli piccolissimi.

  5. Fabristol on marzo 27, 2014 at 22:53

    Ma questa controffensiva in cosa consisterebbe?

    E poi se devo essere sincero ho perso ogni speranza nella collabrazione tra libertari. Troppo individualisti, non hanno poi quella sorta di spinta idealista che spinge altri gruppi politici. I libertari sono troppo razionali e al contrario di quanto si creda con i piedi per terra per poter organizzarsi e promuovere iniziative di “gruppo” appunto.

  6. Violator on marzo 28, 2014 at 08:28

    Non ho capito neanche la controffensiva…

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