Sui canoni “RAI” all’estero e su come non ce ne libereremo mai

aprile 10, 2014 4 Comments
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485Spesso ci lamentiamo del Canone RAI in Italia come un ingiusto balzello per un servizio che non richiediamo. Inoltre sapere che alla RAI presentatori, vallette e giornalisti vengono pagati con contratti d’oro non fa di certo piacere. Ma come si dice mal comune mezzo gaudio… non siamo gli unici. Infatti i canoni di pagamento per le TV pubbliche sono sparsi per mezzo mondo anche se sono sconosciuti nelle americhe.
Nel diagramma qui sotto preso da un articolo della BBC potete vedere un elenco di questi paesi e di quanto il canone costi per paese. Il canone italiano non è uno dei più costosi ma c’è da dire che la lista pare non tenere conto del costo della vita medio per paese. La cosa interessante è che in Polonia il tasso di evasione del canone è così alto (65%) che il governo sta seriamente pensando di eliminare il canone. Anche se dubito che possa veramente accadere. Piuttosto la Polonia potrebbe fare come la Finlandia o la Romania: la prima ha inserito la tassa per tutti gli adulti includendola tra le imposte dello stipendio (0.68% del salario) mentre la Romania ha inserito la tassa nella bolletta della corrente. In un modo o nell’altro quindi lo Stato una volta che ha istituito una tassa non può fare altro che continuare a imporla anche se la finalità per la tassa non ha più ragiona d’esistere. Come le accise sulla benzina in Italia che furono inserite per_73820759_tv_lincences_624 finanziare la Guerra in Abissinia 80 anni fa. La stiamo ancora finanziando la guerra in Abissinia e possiamo tranquillamente prevedere che se un giorno la RAI dovesse essere soppressa il canone verrebbe imposto sotto mentite spoglie (accise, balzelli nel sostituto d’imposta ecc.). Il motivo di questo è semplice ed è fisiologico nella natura stessa dello stato: i soldi prelevati tramite le tasse non vengono utilizzati per lo scopo con cui vengono estorti originariamente ma vengono raccolti in un unico calderone a livello centrale che poi li ridistribuisce, il 90% per sostenere il sistema di prelievo fiscale e il restante per i servizi. Quando una fonte di denaro viene a mancare signfica una perdita per l’intero sistema e quindi quella fonte non può essere soppressa. Ecco perché quando qualche politico tenta di eliminare una tassa (pensiamo all’ICI) altre tasse vengono inventate per rimpiazzarla. Quando vi dicono “se tutti pagassero le tasse, il carico fiscale sarebbe minore” quindi stanno dicendo una stupidaggine.

Ho appena, purtroppo, pagato la mia TV licence in UK dopo aver ricevuto 15 lettere di minacce (prima che entrassi nella mia nuova casa), l’ultima delle quali mi diceva che il nominativo del mio “household” era stato dato all’autorità giudiziaria locale. Ti intimano di pagare in stile mafioso e se non lo fai ti inviano i loro picciotti che ti chiedono di entrare nella vostra proprietà. Vedere video.
Se non li fai entrare continuano ad arrivare e poi potresti essere portato in tribunale. In realtà è raro che qualcuno venga portato in tribunale anche perché non esiste multa per non aver pagato. Quindi per evitare di andare in tribunale puoi pagare semplicemente la “TV licence in full”. Particolarmente minacciosi sono i messaggi in radio che trasmettono in questo periodo con la voce di un uomo che vi spiega passo dopo passo cosa succede se non pagate, fino all’ultima minaccia mafiosa: we will catch you.

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4 Comments » 4 Responses to Sui canoni “RAI” all’estero e su come non ce ne libereremo mai

  1. Giovanni Sirio Carmantini on aprile 10, 2014 at 09:20

    Io ho fatto la disdetta qui in UK, dichiarando di non avere la TV. Che poi è vero. Magari si può fare la disdetta anche avendola la TV?

  2. Fabristol on aprile 11, 2014 at 13:19

    Esenzione solo se puoi provare che guardi tv solo Su internet.

  3. Fabristol on aprile 16, 2014 at 23:13
  4. Liberalista on aprile 17, 2014 at 13:23

    Ok, sbrighiamoci ad inventare qualche sistema per produrre energia elettrica per uso domestico senza necessità di attaccarsi alla rete nazionale…

    Credo che l’istinto di sopravvivenza sia tra i carburanti più potenti per il cervello umano 🙂

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