Taxi, Uber e il fascismo in corsia preferenziale

maggio 22, 2014 15 Comments
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taxi_protesta_milano-680x4251914490214E’ raro che utilizzi questa parola, fascismo, per descrivere una situazione sociale e politica ma quando lo faccio è con cognizione di causa. Non posso infatti trovare altro termine per descrivere la situazione che si è creata tra i tassisti milanesi e gli autisti che si appoggiano a Uber, l’app che sta facendo imbestialire i tassisti per l’appunto. C’è infatti tutto quello che costituisce l’essenza stessa del fascismo. Abbiamo il corporativismo, il sistema di categorie protette che stava alla base della società fascista. Il governo che dà le licenze a pochi per poterli controllare e legarli al potere politico, la negazione totale del libero mercato. Abbiamo quindi il protezionismo che priviliegia i pochi privilegiati e mette ostacoli a chi vorrebbe entrare nel mercato. Abbiamo l’utilizzo delle tariffe fissate per legge che distruggono la libera concorrenza, mutilano il progresso e alzano i prezzi a discapito di servizi e clienti. Abbiamo lo squadrismo più becero di chi si sente protetto dal governo e può insultare, minacciare e investire chi vorrebbe portare un servizio migliore e più economico ai cittadini. Abbiamo l’appoggio dei partiti di destra come Fratelli d’Italia. De Corato, vice presidente del consiglio comunale ha infatti intrapreso una battaglia contro l’ “illegalità”. Ovviamente è “legalizzato” solo chi lavora in connubio con lo stato, come durante il fascismo. O come Guido Viale della lista Tsipras – socialisti internazionali ma sempre fascisti – che parla di “privatizzazione selvaggia del servizio pubblico”. Le parole sono sempre le stesse e quando le sento so già da che parte stare: farwest, liberismo selvaggio, illegalità, sicurezza. Tutti paroloni sulla bocca del politico di turno che sottintendono sempre la solita solfa: più Stato e meno libero mercato.

Uber permette di avere un servizio più efficiente e a basso costo con il semplice click in una app del proprio smartphone. Il pagamento avviene tramite la app ed è in base ai chilometri percorsi. Un autista di Uber per dire non potrebbe mai fare il furbo come fanno i tassisti di Roma e Milano con i turisti giapponesi o orientali perché non vi è denaro contante in gioco e i prezzi sono gestiti centralmente dalla app. O trovarsi extra addebitate non concordate alla partenza. Finiti i tempi per fare i furbetti del quartierino quindi. E finita è pure la mancanza di innovazione tecnologica che nel settore è ferma a logiche di 80 anni fa. Dice bene infatti il CEO di Uber Travis Kalanick: “They don’t have to innovate because those cabs are always full. And they’re full because they’ve gotten City Council to protect them, to basically outlaw competition.”.

Purtroppo c’è poco che possiamo fare per appoggiare Uber contro la lobby dei tassisti – la loro lobby, i partiti, i media e lo stesso Stato sono contro Uber – ma sicuramente possiamo fare una cosa molto semplice che sta al cuore del libero mercato. Ovvero scegliere. Quando dovrete prendere un taxi scegliete Uber e lasciate i taxi con licenza a scioperare mentre aspettano l’intervento dello Stato per proteggerli.

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15 Comments » 15 Responses to Taxi, Uber e il fascismo in corsia preferenziale

  1. spago on maggio 22, 2014 at 08:47

    un post perfetto, sottoscrivo ogni parola.. purtroppo i tassisti sono vittime del sistema che difendono perchè si sono spesi chissà quanto per la licenza e ora non gli resta che difendere il sistema delle licenze.. è comprensibile: sono stati comprati e difendono il padrone che li tiene al guinzaglio, ma gli dà anche da mangiare. Magari qualcuno sa anche che è un sistema destinato a crollare, ma sperano sempre che si possa rimandare, che tocchi a qualcun altro, magari quando la licenza-cerino sarà passata di mano.

  2. Kirbmarc on maggio 22, 2014 at 13:34

    Il bello è che Fratelli d’Italia dichiara di essere erede della cultura liberale. E ci sono stati alcuni liberali di mia conoscenza che hanno li anche votati.

  3. Enrico Sanna on maggio 23, 2014 at 11:36

    Ottimo articolo, Fabrizio. Condivido tutto.
    Purtroppo, temo che ad un certo punto risolveranno la cosa al solito modo: prepensionamento per migliaia di tassisti a spese degli italiani.

  4. Fabristol on maggio 27, 2014 at 21:52

    Grazie a tutti per i complimenti. 🙂

  5. roberto giuffra on maggio 29, 2014 at 17:26

    state dicendo un sacco di fesserie,nn conoscete il problema.a voi basta uno smartphone e risolvete il problema.io faccio sto lavoro dall’83,me lo sn comprato,40.000.000 delle vecchie lire.facevo i concorsi pubblici,l’ultimo alle poste,eravamo 25.000 per 5.000 posti…c’erano 30.000 raccomandati…ti compri il lavoro,12 ore al giorno,nn pesi sulla comunita’ xke’ ti paghi tutto,se nn lavori nn puoi metterti in mutua,nn puoi andare a caccia…se nn lavori nn guadagni ecc ecc,se stai maleti danno 6 euro al giorno,e andiamo avanti.paghiamo tutto,tasse,inps,benzina cm i privati,nessuna agevolazione.12 ore x neanche 100 euro al giorno,lordi,da cui devi togliere il pranzo,il caffe’,l’acqua minerale,sperando che la macchina nn si rompa,xke’ stai fermo e le spese nn te le paga uber.una lobby da 12 0re al giorno….secondo me le lobby sn altre.io la licenza me la sn pagata,rivenderla e’ la mia liquidazione,se va bene dopo 40 anni in mezzo alla strada mi daranno 750 euro di pensione al mese.faccio una corsa ogni ora e mezza,che liberalizzino pure,ci staro’ 2 ore e cn me quelli nuovi.prepensionamento cm dice mister Sanna?nn lavoriamo in un ufficio o in qc ministero,nn siamo statali o comunali,nn abbiamo prepensionamento.Il signor Spago purtroppo nn ha capito un belino,siamo indipendenti,nn ci compra nessuno,ci siamo comprati un lavoro e vorrei vedere lui ridursi in carta straccia la sua bella licenza comprata quando cn quei soldi ci compravi un appartamento.il sistema sara’ anche destinato a crollare,ma voi che siete tanto furbi,vorresti mica buttare a bagno migliaia di persone che lavorano solo xke’ hanno inventato una app?

  6. Fabristol on maggio 29, 2014 at 21:49

    Caro Roberto Giuffra, con me sfondi una porta aperta perché io sono favorevolissimo alla restituzione da parte dello stato dei soldi che i tassisti hannno pagato per la licenza. Lo Stato dovrebbe ridarvi fino all’ultimo centesimo di quello che avete pagato. Dubito che lo faccia però. Ma, come puoi immaginare, non è giusto che per un patto scellerato che pochi hanno fatto con lo Stato altri vengano esclusi dal mercato.

    Non ho pubblicato il tuo secondo commento che non mi pare adatto ad una sana e costruttiva conversazione. Anche se devo dire che in confronto alle ingiurie che mi hanno scritto i tuoi colleghi sull’altro mio blog il tuo commento sembra quasi innocente.

  7. spago on maggio 29, 2014 at 23:28

    @roberto.. siete così indipendenti che tutta la vostra fortuna dipende da una concessione politica-statale per la quale vi siete spesi tutti i risparmi e che se salta andate in rovina.. bella indipendenza! una posizione guadagnata sul mercato non gode delle protezioni speciali che può garantire un sistema chiuso di licenze grazie all’intervento della politica, ma allo stesso tempo rende capaci di stare in piedi con le proprie gambe. Voi passate metà del tempo a fare richieste e a cercare di trattare col politico di turno o a fare proteste, è su questo, non sul lavoro e come organizzarlo al meglio o rinnovarlo, che vanno tante vostre energie.. e alla fine il sistema delle licenze verrà giù lo stesso! complimenti!

    Poi come compromesso sarebbe pure accettabile pagarvi le licenze, per poi liberalizzare il settore. E cosa farete dopo? farete i tasisti sul mercato libero o farete quello che fa chiunque perda il lavoro: ne cercherete un altro.

  8. leo on maggio 30, 2014 at 19:43

    BFM Business rivela che la società americana Uber, ha costruito una struttura societaria molto complessa con lo scopo di evitare qualsiasi forma di imposizione/tassazione.
    Le filiali europee di Uber (compresa quella italiana) sono registrate nei Paesi Bassi e conferiscono i loro profitti a Uber BV, con sede ad Amsterdam. 
    Uber BV è controllata di un’altra società olandese, Uber International BV, che è a sua volta controllata da Uber International CV registrata alle Bermuda. 
    Uber internazional CV è il socio accomandatario di Neben LLC, con sede nel Delaware, uno stato paradiso fiscale interno agli Stati Uniti. 
    Uber (per ora) lavora (si fa per dire)) con imprese Ncc. 
    Il giro del fumo è questo:
    – il cash corrispondente al servizio svolto dagli NCC, viene prelevato dalla carta del cliente e finisce direttamente sul C/C di Uber in Olanda.
    – Periodicamente UBER accredita il denaro sul C/C che l’ NCC ha accumulato nel frattempo, TRATTENENDENDOSI il 20% (che è la sua commissione per il servizio). 
    – Quel 20% di commissione (niente male) è il PROFITTO che Uber ha REALIZZATO IN ITALIA ma che conferendolo a Uber BV (Olanda), permette di NON PAGARE IMPOSTE in ITALIA. 
    Da lì inizia la danza del denaro che zompettando prima dall’Olanda all’Olanda poi alle Bermuda e nfine in Delaware azzerando ogni tassazione!
    Fantastico!…come tassista anche io voglio pagare le tasse in Olanda…ieri sera a Matrix la signora Lucini, nuova eroina del libero mercato, balbettava come una studente imbarazzata dalla domanda alla quale non sa come rispondere…avete una strana idea del mondo…io sono un tassista atipico e non penso al valore della mia licenzaa al valore del mio lavoro…certo invadere il mercato avendo alle spalle la più grande banca d’affari al mondo e il più grande motore di ricerca web al mondo è sinonimo di libertà. ..certo..sopratutto quando la libertà di scelta vi verrà levata e viaggerete ai prezzi che qualcuno dall’alto vi imporra’…non un comune fascista che incatena la libertà fimpresa….ma da un privato…che vi porterà in giro alle sue condizioni…bravi…creando tanti begli schiavi alle sue dipendenze da 800 euro al mese…che figata il liberismo!!!vi tralascio tutta una serie di regole, a proposito in nome del livero mercato io da dani mattina sul taxi vendero’il pesce fresco….le sigarette e potrò anche scrivere un articolo di giornale…, intanto le leggi e le regole sono roba antica…dopotutto come dice uber”legale o illegale…basta che piaccia e sia utile alla comunità. .chi se ne frega”..magari potrei fare qualche esame di odontoiatria e togliere pure dei denti mentre aspetto un cliente…vuoi mettere…40 euro un estrazione…ah no..li è esercizio abusivo della professione…accidenti..queste leggi fasciste….

  9. Roby on maggio 30, 2014 at 22:38

    Premetto che il post denuncia alcuni comportamenti di certi
    tassisti che non nego, non difendo e non giustifico, anzi
    aggiungo che certi elementi danneggiano anche chi lavora onestamente, secondo il sistema che contestate, ma comunque onestamente, nelle regole tanto per intendere (se poi le regole non piacciono è un’altra questione).
    Ogni volta che parte l’attacco mediatico alla categoria, mi viene in mente quel lontano 1993 quando iniziai a fare questo mestiere. Era ancora il tempo che si cercava il posto fisso, possibilmente in un Ente Pubblico, o meglio in banca, o nella grande azienda cittadina che era garanzia di sicurezza fino alla pensione, così i parenti e gli amici, si stupirono della mia scelta (io non ero disoccupato, lavoravo come dipendente) e mi ricordo i loro commenti nel tentativo di dissuadermi da quella scelta. Insomma, il tassista, ma chi ci pensava ! era un mestiere considerato modesto, senza aspettative di carriera, niente giacca, cravatta e ventiquattrore da esibire. Un mestiere defilato, a cui nessuno badava, loro erano già là, con le loro auto (gialle, allora), sui posteggi sotto il sole rovente o al gelo dell’inverno, tu gli passavi accanto e neppure te ne accorgevi, te ne ricordavi solo quando avevi bisogno di loro, salvo poi riparcheggiarli nella mente così come si fa con un ombrello nei giorni di pioggia.
    A questo punto arrivati, devo dire che mi sento lusinghato da tanta attenzione che il mondo mi dedica. Guarda un po’, mi viene da pensare, questo lavoro è cresciuto talmente di importanza che in un momento di crisi come questo è diventato addirittura strategico per risollevare le sorti dello Stato: politica, stampa, media, i cittadini stessi ne parlano tutti, tutti vogliono venire a fare il mio mestiere, però gratis, senza sforzo, senza sacrificio, e sì perchè ora che tutti i miti del lavoro fisso e sicuro sono caduti, dopo che corruzione e assistenzialismo si sono mangiati uno Stato intero, dove rivolgiamo lo sguardo per dar da mangiare al popolo affamato?
    Ma è semplice, andiamo ad attaccare l’unico sistema che, a fatica, sta ancora in piedi: il lavoratore autonomo (meglio di niente, facciamo anche i tassisti).
    E allora per far questo ci attacchiamo alla prima multinazionale che passa che farà il lavoro sporco per noi, senza porci tante domande, senza riuscire a vedere i veri scopi di questi capitali che nell’assecondare la vostra fame, vedono già un mondo di schiavi e precari al loro soldo (pochi soldi).
    Ebbene, ci sto ! sono disposto a sacrificare la mia licenza a patto che tutti facciano la loro parte, a patto che il Governo
    usi per tutti lo stesso metro. Quindi, da domani, tutti i dipendenti pubblici e privati, passeranno a partita iva, anche a
    tempo indeterminato (perchè no): basta contrattare una paga oraria adeguata. NESSUN PRIVILEGIO PER NESSUNO: se stai male e non ti rechi al lavoro, non sarai pagato; se hai bisogno di alcune ore di permesso, nessun problema, non sarai pagato; se vuoi andare in ferie, è nel tuo diritto, non sarai pagato; se a Natale vuoi fare un regalo ai tuoi figli, nessuna tredicesima (saranno soldi che dovrai accantonare di persona, se ci riuscirai) ed in fine quando
    arriverà il giorno della pensione, ebbè, arrivederci e grazie, nessuna liquidazione. Naturalmente Inps, Inail e tutte le
    tasse a tuo carico, insomma da quella paga base dovranno uscire tutte le voci che ti competono.
    Pensate a quanti problemi contrattuali in meno avrebbe Confindustria (quasi quasi glielo propongo) e anche gli Enti
    pubblici (snellire il sistema, così di moda!), e poi, assenteisti, finti malati, doppiolavoristi (quelli che fanno il doppio lavoro durante le ore del loro primo impiego), gente che non rientra dalle ferie (e scarica sui colleghi il loro lavoro), tutti estinti. Cosa pensate, che non le sappiamo queste cose?
    Ecco questa sarebbe la vera rivoluzione che metterebbe tutti sullo stesso piano, ognuno responsabile della propria produttività e del proprio reddito.
    Voi così liberisti e innovatori, abbiate il coraggio di esserlo fino in fondo, altrimenti sono solo chiacchiere al soldo di
    qualcuno.

  10. Fabristol on giugno 1, 2014 at 00:36

    Per tutti i tassisti che sono passati di qui: in questo sito siamo tutti libertari. che significa: Significa che per noi lo Stato è illegale e malvagio. Qualsiasi patto abbiate fatto con lo stato quando avete comprato la vostra licenza non cambia le carte in tavola per noi. Siete partiti con un vantaggio, nonostante abbiate pagato molto per avere questo vantaggio, a svantaggio di tutti gli altri. Vale per i tassisti come vale per i dentisti e tutte le categorie regolate dallo stato. Ora, potete continuare a piangervi addosso a dire quanto sono cattivi quelli di uber, quanto sono cattivi i turboliberisti ecc. ma ciò non ferma il progresso né il fatto che sia ingiusto negare l’apertura del mercato ad altre realtà. Ora, ammetto che è ingiusto pure lasciarvi nella vostra situazione perché siete stati sfruttati elettoralmente dai vari governi che si sono avvicendati nei decenni e avete pagato questa famosa licenza, ma come dicevo prima noi siamo favorevoli affinché lo stato vi restituisca l’intera somma della vostra licenza fino all’ultimo centesimo. Perché invece di alzare barriere inutili non proponete questo: che lo stato renda il mercato finalmente libero e vi restituisca i soldi delle licenze.

  11. Gianluca on giugno 1, 2014 at 16:30

    Ma perché non vanno in Germania a lavorare con uber ???? Perché in Francia in Belgio in Spagna è stato dichiarato illegale e sopratutto perché rendere nuovi schiavi pagati 2 euro all’ora e non pagare le tasse in italia ma alle Isole Cayman perché liberalizzare per poi farne un’unico proprietario oppss tolgo l’ultimo perché !!!!!

  12. Moro Quattordici on giugno 1, 2014 at 16:35

    Il mercato del trasporto non di linea, di per se,è stato sempre libero.
    Chiunque ne aveva interesse,e ne ha può entrarci.
    Chiunque può fare il dentista,il macellaio,il giornalista,l’impiegato pubblico o privato, così come il tassista.
    È normale,a tutela della futura clientela che tutti abbiano la titolarità e le conoscenze per svolgere nel modo migliore la professione scelta,ed è per questo che per le libere professioni esistono degli albi,ove la professionalità del singolo è riscontrabile e certificata.
    Quando si acquista un’attività,non si dispone solo del titolo,ma anche dell’avviamento commerciale.
    Aspetto con ansia che lo stato avanzi un offerta economica per rilevare la mia attività,ma questo non risolverebbe i problemi di nessuno,anzi darebbe il via a tutte le categorie commerciali di seguirne l’esempio e nel giro di poco avremmo un mercato in tutte le categorie merceologoche paralizzato economicamente dall’eccesso di offerta,a scapito della qualità.
    Si veda il caso esemplificativo dei tosapecorw..ops..parrucchieri cinesi,e se non se ne conosce la realtà vi invito a documentarvi di persona.
    Cosi facendo ci ritrovereremmo in un mercato statalizzato modello ex urss.
    Non vedo l’ora di essere a stipenfio e stare a casa Sabato e Domenica,non come oggi sotto il sole a dare Servizio Pubblico senza garanzia di introito,del resto il rischio di impresa è anche questo….nel male e nel bene

  13. Stefano Magatti on giugno 2, 2014 at 07:02

    La lobby dei tassisti contro quei poveri diavoli del nuovo ordine mondiale? Siete ridicoli.
    Sappiate che l’intento è quello di sfasciare il mercato che uns volta liberalizzato sarà facile preda della multinazionale di turno che lo monopolizzera. Diverremo come i tassisti di N. Y. Sfruttati e sottopagati il tutto senza alcun beneficio per l’utaente.

  14. Non on agosto 28, 2014 at 11:42

    Spago ha perfettamente ragione!!!Tassisti indipendenti solo a parole,sono la quinta essenza dello statalismo italiano che limita qualsiasi cosa se non sei raccomandato.Volevo provare a fare lo stesso lavoro,ma mi hanno completamente tagliato fuori dopo che ho criticato il comportamento di un “autista” e il tariffario di una corsa che è stata praticamente un ladrocinio (70 Euro per fare 20 km).
    Basta ordini,basta licenze,basta ostruzioni,basta Stato!!!

  15. Paolo on novembre 19, 2014 at 17:17

    Uber chi? Fascisti chi? Quelli che spiano i giornalisti che parlano male di Uber e li ricattano. Non fate più presa da un pezzo. Non scriva idiozie e pensi ai laureati di cartone che avete tra i vostri leader. Siete ridicoli, talmente foraggiati per scrivere queste schifezze da risultare imbarazzanti

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