Contro le elezioni (reloaded)

maggio 26, 2014 2 Comments
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images(2)1914490214Per l’ennesima volta non ho votato alle elezioni democratiche e per l’ennesima volta ne vado fiero. “Disfattista, sei contro la società”, “sei contro la patria”, “se non voti il tuo voto andrà a qualcun altro”, “i tuoi antenati sono morti per darti questo diritto” ecc. Queste accuse (che mi appunto come stellette d’onore sul petto) sono il classico strumento retorico delle democrazie moderne. Servono a fare andare avanti la baracca insomma. E invece io mi onoro di far parte di una piccola schiera di persone che ha fatto una scelta, come Alberto Mngardi ha scritto egregiamente qualche giorno fa su Wired.it (http://www.wired.it/attualita/politica/2014/05/23/europee-astensione/). Perché se c’è una cosa che la democrazia moderna non garantisce è appunto la scelta. Ci sono due-tre partiti che scrivono le regole per le votazioni con quorum, soglie, seggi ecc. di modo tale che rimangano loro e solo loro al potere. I media sono regolamentati e dipendono dai partiti al potere. Quella che pare una scelta all’elettore è in realtà una partita già vinta…. dallo Stato. Ogni tanto entrano degli “outsiders” come Le Pen in Francia o l’UKIP ma sono sempre strumentali allo stesso Stato. Salito al potere un nuovo partito altri salgono sul carrozzone del vincitore ma per lo Stato e gli statalisti non cambia nulla. Quelli che paiono partiti di protesta, populisti, vicini alla gente, radicali, in realtà poi diventano come i partiti al potere che combattevano prima delle elezioni. Perché? Il motivo è semplice: per avere il supporto delle masse bisogna accontentare un po’ tutti, e per accontentare un po’ tutti qualsiasi ricetta radicale è impraticabile. Bisogna sempre trovare compromessi, bilanciamenti, promesse a destra e a manca. La società moderna è troppo complessa per una soluzione radicale.

E questo lo dico, frecciatina, anche a quelli come Fare che si sono buttati a capofitto su queste elezioni pensando di poter fare qualcosa di liberale contro il carrozzone mediatico di Renzi versus Grillo (alleandosi con Tabacci e gli ex-montiani, il peggio del peggio riguardo al problema del fisco). Hanno raggiunto lo 0.7%, roba da trotzkisti insomma. Vincere le elezioni con un programma, non dico libertario, ma almeno liberale è impossibile. Get over with it. Il motivo è semplice tanto quanto 2+2 uguale a 4: lo Stato è proprietà privata ed è in mano a, sorpresa!, gli statalisti. Fin quando non vi mettete in zucca che lo stato è una proprietà di qualcuno e che ci sono milioni di persone che ci campano, e bene!, con lo Stato la strategia della battaglia liberale dentro lo Stato è persa in partenza. Lo Stato esiste per far sì che pochi possano parassitare molti. Era così durante le monarchie assolute e lo stesso vale (e enormemente di più) durante l’era della democrazia moderna.wolf-sheep-hand-puppet1574561835 Non c’è niente che un libertario possa fare per liberarsi dallo Stato attraverso il metodo democratico, un metodo ipse facto statalista. Esistono milioni di modi per essere e vivere da libertario in questo momento storico ma nessun modo vi permetterà di liberarvi dello Stato completamente. I libertari non vogliono cambiare lo Stato, vogliono essere lasciati in pace dallo Stato, non mi stancherò mai di ripeterlo. Come? In un modo criptico, catacombale, senza dare nell’occhio vivere alla giornata evitando il più possibile le grinfie dello Stato eludere quando si può, evadere mai perché poi si paga con gli interessi contro il padrone. Usare criptocurrency, diversificare le proprie attività, avere un piede all’estero o in più paesi, comprare e vendere attraverso canali non controllati direttamente dallo Stato come su internet, atomizzare la propria cerchia di conoscenti libertari a livello locale di modo che ci si possa aiutare tra di noi così da evitare denunce dagli statalisti. Educare i propri figli utilizzando lo strumento dell’home schooling associandoci tra di noi (25 famiglie possono pagare 100 euro a testa al mese per assumere un insegnante privato, magari del sistema Montessori. Anche online, non c’è assolutamente bisogno di creare una comunità libertaria fisica). Un libertarismo criptico certo ma anche interstiziale: occupiamo le nicchie tra un divieto e l’altro, tra una legge e l’altra.

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Volete vivere alla luce del sole come libertari? Certo potete farlo ma ricordatevi che siete una minoranza odiata, incompresa dentro una delle prigioni più autoritarie della storia, lo Stato moderno. Le minoranze, le sette, le elite non possono vivere alla luce del sole. Sono condannate all’oscurità per sopravvivere. Se diventano maggioranze poi sono indistinguibili dalle maggioranze che prima li perseguitavano. Per il motivo accennato prima: il radicalismo si diluisce, il compromesso vince sopra ogni cosa, elementi moderati entrano nel gruppo, non si inneggia più al cambiamento radicale ma allo status quo. E si ritorna al punto di partenza. Per quello che dico che bisogna abbandonare l’idea di un libertarismo istituzionale, democratico, aperto e bisogna abbracciare l’individualismo più radicale, un carpe diem edonistico ovvero un cogliere l’attimo per raggiungere la più grande felicità per se stessi e per i propri cari. Se poi si riesce a costituire una comunità libertaria dove essere felici ben venga ma sempre con in mente un concetto fondamentale: siamo pecore dentro un recinto pieno di lupi.

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2 Comments » 2 Responses to Contro le elezioni (reloaded)

  1. Liberalista on maggio 26, 2014 at 18:11

    Ciao Fabry, e complimenti per l’articolo, sempre ben argomentato e ricco di spunti interessanti.
    Guardacaso… sono capitato qui dopo aver scritto un commento sul sito del Movimento Libertario dove sostenevo che se i libertari vogliono “vivere” meglio e in maniera più libera dovrebbero operare su più fronti: per quanto riguarda quello del “si salvi chi può” individuale, abbiamo scritto le stesse cose.
    Io rimango dell’idea che anche il livello culturale e politico (non per avere rappresentanti eletti, altrimenti si cade nell’errore dell’annacquamento, come minimo; e nemmeno per “migliorare” o per ridurre lo stato, cosa impossibile; ma per proporre un modello alternativo a quello statale) non debba essere abbandonato. Certo, servono dei “martiri”, in qualche modo. E non è facile trovare chi scelga di vivere una vita di pura lotta contro il tiranno, me ne rendo conto :-)

  2. Fabristol on maggio 27, 2014 at 21:51

    Liberalista

    sulla lotta politica dentro le istituzioni ci credo ben poco anche se dei personaggi pubblici a la Ron Paul per intenderci possono contribuire a spargere il seme delle nostre idee. Ma in Italia… la vedo brutta.

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