Teoria libertaria e vaccinazione: un conundrum di difficile soluzione

giugno 18, 2014 28 Comments
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vac-1912655712Riesplode in questi giorni un altro caso di malainformazione legata alla scienza. Di nuovo, protagoniste dell’ennesima crociata antiscienza ritroviamo Le Iene. Una trasmissione di Parenti che si conferma la punta di diamante del trash televisivo nostrano. Questa volta si parlava di correlazione tra vaccini e autismo, un mito moderno più volte sbugiardato ma che fa fatica a morire proprio perche fa leva sull’ignoranza del metodo medico-scientifico tanto incompreso in un paese come l’Italia che accoglie a braccia aperte Stamina o ostacola ricerca o coltivazione OGM.
Ci siamo occupati del caso Stamina qui in passato. Potrei sicuramente parlarvi dell’importanza dei vaccini dal punto di vista biologico. E di quanto l’ideologia antivaccini sia sbagliata in partenza ma non è questo il punto di questo post. Vorrei piuttosto aprire una discussione su come la filosofia libertaria possa affrontare il problema dei vaccini.
Se è vero che il principio di non aggressione comprende ogni aspetto della vita di un libertario e quindi di una societa libertaria come si può conciliare questo con la vaccinazione obbligatoria di malattie estremamente gravi e contagiose? In effetti chi non si vaccina è un pericolo pubblico per chi gli sta intorno. Ogni persona non vaccinata è potenzialmente una mina vagante e le altre persone si trovano nella condizione di trovarsi minacciati in ogni momento della loro vita pubblica. Questo rappresenta un conundrum morale di incommensurabile importanza per un libertario cosi come, a mio parere, il problema dell’inquinamento atmosferico, falde, terreno ecc. E’ come se la teoria libertaria fallisse quando gli effetti di un’azione di un individuo si ripercuotano su oggetti che per loro natura sono comuni come appunto l’aria, l’acqua e in parte la terra. Come si puo’ evitare che altri individui rispettino oggetti comuni senza infringere il principio di non aggressione?

La teoria libertaria non è perfetta ovviamente e sicuramente dovremo trovare delle soluzioni o dei compromessi per tali problemi. Qualcuno ha idea di come affrontare tali problemi? O esiste gia’ qualche testo o autore libertario che ha affrontato questi argomenti in passato?

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28 Comments » 28 Responses to Teoria libertaria e vaccinazione: un conundrum di difficile soluzione

  1. Violator on giugno 18, 2014 at 09:03

    Rothbard (etica della libertà) dovrebbe aver affrontato le tematiche..almeno ricordo di aver letto qualcosa in Rothbard.

    Al tuo dubbio, come si può evitare che individui rispettino beni comuni senza violare il principio di non aggressione, la risposta libertaria austriaca è: assegnare diritti di proprietà privata sui cd beni pubblici/comuni.
    Dunque estendere l’applicazione dei diritti di proprietà, dei contratti e del mercato anche ai beni “più comuni” possibili.

    In tema ambiente, ad esempio, la soluzione del pragmatico Friedman è di introdurre una tassa fissa per ogni unità di scarico effettuata dal soggetto inquinante. In questo modo un’impresa sarebbe incentivata ad applicare tecniche volte a contenere le emissioni inquinanti al fine di ridurre i propri costi fiscali. In alternativa, l’aumento di prezzo generato dalla tassazione ridurrebbe la domanda e la produzione dei beni più dannosi per l’ambiente.

    Gli austro libertari invece sono per internalizzare le esternalità, in ossequio al principio di non aggressione per cui per inquinamento si intende l’atto con cui Tizio rimuove dalla propria proprietà qualcosa di indesiderabile, dirottandola sulla proprietà altrui senza il consenso del titolare.
    Dunque l’inquinamento è un attacco ai diritti altrui senza il consenso del proprietario.
    Poichè l’assioma di non-aggressione sancisce l’inviolabilità del diritto di proprietà di ogni individuo, un sistema integralmente basato sui diritti di proprietà privata è perfettamente compatibile con una rigorosa protezione dell’ambiente.

  2. ricco&spietato on giugno 18, 2014 at 09:54

    (notate per favore, o libertarians, la spavalderia: mi accingo, dal basso della mia licenzamedia, a discutere di biologia con un biologo…!)

    “…chi non si vaccina è un pericolo pubblico per chi gli sta intorno.”

    ehm… se i miei rudimenti di sanità pubblica non sono completamente campati in aria, chi non si vaccina è un pericolo pubblico per chi gli sta intorno E A SUA VOLTA NON È VACCINATO.
    cosicché davvero non riesco a vedere la minaccia a terzi incolpevoli.

    il conducente di un veicolo a motore su strada pubblica è molto più “mina” e moltomolto più “vagante”, e non è ancora stato inventato, che io sappia, un vaccino contro l’investimento da suv;

    tuttavia – se non ricordo male e/o se non ho capito male a suo tempo – i libertarians (o almeno i libertarians che scrivono su questo sito) sono contrari SENZA DUBBI all’assicurazione obbligatoria dei veicoli a motore.
    Perché?

  3. CARLO BUTTI on giugno 18, 2014 at 13:04

    Chi non si assicura paga tutti i danni di cui è responsabile fino all’ultimo centesimo. Chi non si vaccina subisce le conseguenze della propria imprevidenza. Dov’è il problema?

  4. Enrico on giugno 18, 2014 at 15:11

    Chi non è vaccinato è un pericolo, per esempio, “per le poche persone che non rispondono alla vaccinazione e per coloro che non possono vaccinarsi per ragioni mediche” ( http://www.levaccinazioni.it/informagente/MPR/approfondimenti/nonSiVaccina.html ).

    Ciò detto, la questione è semplice: così come una scuola privata potrebbe vietare l’ingresso a chi non è vaccinato, analogamente potrebbero fare altre imprese private (negozi, musei, metropolitane etc). Tale divieto potrebbe essere preso anche da un’intera città privata.

    Sull’inquinamento: l’azienda che volesse inquinare dovrebbe mettersi d’accordo con chi vive nei dintorni, probabilmente pagando loro un risarcimento. Altrimenti sarebbe un’aggressione, né più né meno. Di nuovo, la questione potrebbe essere gestita anche a livello di città (privata).

    I diritti di proprietà garantiscono una soluzione a entrambi i problemi. Dal punto di vista libertario, non c’è alcuna contraddizione.

  5. Fabristol on giugno 18, 2014 at 15:50

    @ Ricco e spietato

    ci sono almeno quattro casi in cui la tua obiezione non funziona: il primo l’ha accennato Enrico qui sotto, cioè per quella popolazione che non risponde a certi vaccini e per il personale medico; ci sono poi categorie esposte a certi focolai che se non si vaccinassero contagerebbero il resto della popolazione. Il fatto è che non ci si può vaccinare per tutte le malattie del mondo e la vaccinazione per alcune malattie viene fatta solo per categorie esposte. Secondo: i bambini possono essere vaccinati per alcune malattie solo ad una determinata età, prima rimangono esposti. Terzo: Inoltre malattie scomparse in un territorio e per cui non ci si vaccina più possono essere reintrodotte a causa di individui che vanno in zone ad alto rischio e ritornano in patria (pensiamo ai turisti nei paesi tropicali, se i governi non li costringessero a vaccinarsi tornerebbero con malattie mortali in patria a cui il resto della popolazione non è vaccinata). Quarto e forse più importante: chi non si vaccina può diventare un incubatore per anni di un virus che in certe condizioni può mutare in ceppi pericolosi non coperti dalle attuali vaccinazioni. In tutti questi casi esistono dei pericoli reali per il resto della popolazione. Sulle automobili invece: in una ipotetica società di diritto privato la strada non è un luogo pubblico, ergo chi la utilizza può essere costretto ad essere assicurato dal proprietario dell’area. Inoltre su quella strada ci vai a tuo rischio e pericolo mentre l’aria è in comune e può arrivare da te, con germi o inquinamento, senza che tu la possa fermare.

  6. Fabristol on giugno 18, 2014 at 15:53

    @ Enrico

    ci sono aree o zone che non possono essere chiuse all’accesso e l’aria come sai è difficilmente controllabile.
    Ma l’inquinamento può avere ripercussioni su aree molto vaste, anche regioni o paesi interi. Sarebbe impossibile per le aziende dare compensazioni. inoltre non è solo questioni di compensazione: Chernobyl mi può compensare quanto vuole ma non può darmi indietro la vita.

  7. Fabristol on giugno 18, 2014 at 15:55

    @ Carlo

    non me ne frega un fico secco della tua assicurazione se nel frattempo io o i miei cari sono morti a causa tua. :)

  8. Fabristol on giugno 18, 2014 at 15:57

    @ violator

    come facciamo nei casi in cui i beni comuni non possono essere privatizzati? fiumi, aria e mare per esempio. L’aria a mio parere è un problema enorme per la teoria libetaria. Saremmo costretti a fondare una società libertaria solo nel vuoto cosmico!! :)
    Ma anche lì dovremmo denunciare il sole per i raggi cosmici nocivi… :)

  9. CARLO BUTTI on giugno 18, 2014 at 17:23

    @Fabristol. Forse sono stato troppo ellittico nel mio intervento: ne chiedo scusa, perché quando il ricevente equivoca la colpa è quasi sempre del mittente. Parlando di assicurazione, intendevo riferirmi a quella per gli infortuni automobilistici, in risposta all’esempio di Ricco & spietato. Quanto al problema delle vaccinazioni, i successivi interventi mi convincono di essere stato superficiale: colpa della mia ignoranza in materia.

  10. CARLO BUTTI on giugno 18, 2014 at 19:48

    Un sistema libertario avrà un suo diritto penale, di natura dottrinale e giurisprudenziale, che sarà amministrato da agenzie di arbitrato private. Si avrà quindi, anche in campo penale, una sorta di “ius” o “common law” non riconducibile a una fonte legislativa statale, ma non per questo meno cogente, anche se attivabile solo a querela di parte (non esisterebbe un procuratore o un attorney general rappresentante dell’interesse pubblico). A questo punto, chi per negligenza o altri motivi non si vaccini, qualora danneggi solo se stesso non è punibile; nel momento in cui danneggi altri può essere chiamato a rispondere, da chi ha subito il danno e da tutte le parti interessate, per crimini che arrivano fino all’omicidio per colpa grave e forse anche all’ omicidio volontario. Sarebbe un bel deterrente. Rimane vero che nessuno può restituire la vita alle persone alle quali è stata tolta, ma questo, purtroppo, vale per ogni atto di aggressione che si concluda con un omicidio; e anche nel nostro caso siamo di fronte a un’aggressione che può portare alla morte, indipendentemente dalle vere intenzioni del responsabile. La libertà ha i suoi pericoli: difficile dire se una società libertaria, sul piano della sicurezza, comporterebbe più o meno rischi di quella in cui viviamo. Non vi si potrebbe contare su strumenti di prevenzione pubblici. In campo sanitario,si potrebbero studiare norme di prevenzione private, che avrebbero carattere di clausole contrattuali (qualche suggerimento in merito è stato offerto negli interventi di altri amici),ma sempre in aree territoriali limitate; non sarebbero obbligatorie per tutti nell’ambito di un intero territorio nazionale, aperto in ogni momento a controlli per ragioni d’ordine pubblico, come in un sistema statale; il che, credo, le renderebbe meno efficaci. Siamo disposti ad affrontare quest’alea?

  11. Kirbmarc on giugno 19, 2014 at 08:02

    “Sarebbe impossibile per le aziende dare compensazioni. inoltre non è solo questioni di compensazione: Chernobyl mi può compensare quanto vuole ma non può darmi indietro la vita.”

    Anche in un sistema non libertario se succede un incidente come Chernobyl la vita non te la possono ridare.

    Una possibile soluzione a cui pensavo è quella del controllo libertario della reputazione. Ovvero un mercato delle analisi dei possibili pericoli causati da una azienda o da una persona che assegna ratings preventivi a tutte le iniziative che comportano rischi.

    Questi ratings sono rilasciati al pubblico. Le banche che devono fare prestiti all’azienda o alla persona devono tenere in conto il fatto che posson essere citate in tribunale per danni astronomici se finanziano un’iniziativa che è pubblicamente nota come pericolosa e l’incidente succede. Quindi hanno un forte disincentivo a finanziare queste iniziative.

    Allo stesso tempo il pubblico sa che progetti sono potenzialmente pericolosi e può attivarsi tramite campagne di boicottaggio (perfettamente etiche all’interno di una logica libertaria).

    In un sistema come quello che descrivo le iniziative inquinanti sarebbero fortemente disincentivate.

    Il problema a questo punto sarebbe l’affidabilità del sistema dei ratings e delle reazioni del pubblico.

    Per quanto riguarda ivaccini, oltre a impedire l’accesso alle scuole ai luoghi di lavoro a chi non si vaccina si potrebbero rendere le persone non vaccinate e chi fa propaganda anti-vacino potenzialmente citabili in tribunale per i danni causati dalle malattie che diffondono. La prospettiva di dovere pagare cifre esorbitanti sarebbe un forte incentivo a vaccinarsi e un disincentivo a diffondere propaganda anti-vaccino.

  12. ricco&spietato on giugno 19, 2014 at 08:22

    grazie a tutti per la pazienza e per la cortesia!

    [suggestivo in particolare il fatto che "in una ipotetica società di diritto privato la strada non è un luogo pubblico": "...si, ma che volete? Un fiorino." (1400 - eeeeehhh... quasi millecinque!)]

  13. CARLO BUTTI on giugno 19, 2014 at 09:16

    Citare in tribunale chi fa propaganda anti-vaccino? Non credo che in un sistema libertario possano aver cittadinanza i reati d’opinione. L’apologia di reato è presente nel codice Rocco, tuttora vigente, ma non compariva nel codice Zanardelli della tanto vituperata Italietta liberale

  14. Violator on giugno 19, 2014 at 17:33

    Fabristol,
    ogni persona, nel momento in cui viene al mondo, col suo primo respiro viene in possesso di una “quota” dell’aria necessaria alla sua sopravvivenza, fino al momento della morte. E’ come in una SPA, se posseggo un numero x di titoli della società y, questo non significa che io posseggo una parte individuata, ma solo una quota astratta del capitale di quella società.

    Naturalmente la mia quota d’aria dovrà essere pura.

    Dobbiamo fare uno sforzo noi libertari e non possiamo accontentarci di una idea artificiale o riduttiva della proprietà, intesa solo come dimensione di un bene e cioè riconducile allo schema di un individuo che possiede un bene. Dobbiamo ritenere connesse alla proprietà anche le soluzioni di carattere volontario, il contrattualismo ed il libero mercato. Tutto va connesso a questioni fondamentali come l’inquinamento o l’utilizzo di risorse come acqua e aria.
    Riguardo l’aria, per la teoria libertaria questa risulterebbe essere condivisa e protetta.
    Rothbard riteneva che nel corso dei millenni tutti coloro che hanno respirato e utilizzato l’ossigeno hanno acquisito titoli validi su di essa, trasmettendoli ai loro eredi. Diritti di proprietà storici.

    Dunque, si vuole dire che il semplice fatto di vivere e respirare da diritto alla “privatizzazione” di una quota di ossigeno.

    L’inquinamento, doloso o colposo, è una forma di aggressione verso i proprietari dell’aria, cioè verso ogni singolo individuo di questo pianeta. Colui che inquina opera in maniera aggressiva, ai danni delle quote di proprietà di coloro che vivono sulla terra ed ovviamente in primis nei riguardi dei soggetti più vicini, minacciati e danneggiati direttamente dal’azione inquinante.

    Qui torna in gioco il principio di non aggressione ed ogni volta che il Tizio di turno immette nell’aria una sostanza inquinante compie un aggressione nei confronti degli individui circostanti..per la teoria libertaria una aggressione è sanzionabile, per logica, con richieste di risarcimento!

    Possiamo tranquillamente ipotizzare un reddito di esistenza universale che debba essere liquidato a tutti coloro che vedono violati i propri diritti da parte di colossi industriali, che quindi andrebbero a versare una quota di risarcimento.

    Tali quote di risarcimento potrebbero essere raccolte da “agenzie private” in concorrenza tra loro sul mercato, sia sui metodi di raccolta che sulle tariffe applicate. In caso di controversia subentrerebbero arbitrati ed in ultima istanza il boicottare o l’autodifesa.

    Una ipotesi teorica, che non viola principi di libertà, tutela la proprietà, razionalizzerebbe e responsabilizzerebbe il modus operandi di tanti colossi industriali.

    Un ipotesi libertaria e squisitamente lontana dal concepire come bene pubblico l’aria.

  15. Fabristol on giugno 19, 2014 at 22:41

    @ Ricco e spietato

    tu mi sembri il nuovo sindaco di Livorno dell’M5S che ha dichiarato: da oggi mezzi pubblici gratis per tutti! Il poveretto non si è reso conto che non esistono servizi pubblici gratis, tutto si paga, anzi tutti pagano e pochi ci guadagnano. There ain’t such a thing as a free lunch.

  16. Fabristol on giugno 19, 2014 at 22:51

    Allora per chiarire il mio pensiero: il post è provocatorio perché nonostante concordi con tutto quello che avete detto su assicurazioni, risarcimenti, discriminazione all’entrata in aree private o alla partecipazione in contesti provaccino, vedo ancora delle falle. Ovviamente le comunità si autorganizzerebbero di conseguenza con discriminazione all’entrata ma esistono casi in cui un’area non si può chiudere ermeticamente. Ecco perché individuo nell’aria il punto nodale della discussione. E’ ovvio che possiamo escludere dalla società civile persone non vaccinate – come dire è tua responsabilità se non ti sei vaccinato ora ne paghi le conseguenze – ma spesso non si può tracciare un confine come con la terra.
    Sulle assicurazioni e i risarcimenti: non sono i contagiati ad uccidere ma i virus che incubano e questi sono invisibili. L’incubatrice umano può anche essere portatore sano senza accorgersene. In questo caso come si fa a trovare un colpevole? Quello che voglio dire è che non è così facile come sembra e una societò libertaria siffatta dovrà trovare vie più particolari per affrontare queste situazioni. Badate bene che il mio intervento non implicava in nessun momento l’uso della forza per la vaccinazione, ho solo bisogno di capire quale soluzione libertaria potrebbe essere la migliore.

  17. Homo Libertarianus on giugno 19, 2014 at 23:21

    Innanzitutto volevo ringraziarvi per questi dibattiti squisitamente libertarian come se ne vedono pochi in giro :) fa sempre piacere confrontarsi tra libertariani su temi “caldi” e possiamo dire punti “deboli” e “controversi” del nostro pensiero. E fa ancora più piacere vedere come il più delle volte ci sia una soluzione coerente e in linea con i principi libertari ad ogni problematica sollevata (lo stesso non si può dire del contraddittorio anarco-collettivismo)

    Arrivando al nocciolo della questione, in una società non statale ogni possessore di terreno è libero di limitare l’accesso alla propria proprietà a chiunque desideri, ed ovviamente è libero di muoversi ovunque gli è consentito dagli altri. Si formerebbero veri e propri codici civili in concorrenza fra di loro.

    Io prudente mi tengo alla larga da proprietà in cui è ammesso portare armi e guidare oltre i 150 km/h, vietando a mia volta nella mia proprietà tali comportamenti.

    Io temerario cerco il brivido in strade in cui il proprietario non fissa limiti di velocità, e faccio lo stesso nella mia.

    Il tutto sarebbe semplificato, immagino che i vari “codici civili” saranno identificati con simboli o numeri o sigle, e nel momento in cui prima di entrare in una strada leggo il simbolo che indica l’assenza di limiti e la possibilità di incontrare persone armate fino ai denti, mi terrò alla larga!

    Eviterò anche l’accesso in proprietà non identificate, meglio non rischiare!

    Il razzismo sarebbe legittimo, se il mio vicino di casa biondo pone un cartello con scritto vietato l’ingresso ai castani, io non potrò entrare.

    Immaginate una proprietà in cui sia legale l’omicidio…voglio proprio vedere chi si avvicinerebbe!

  18. ricco&spietato on giugno 20, 2014 at 10:27

    @ fabristol

    …io sarei un po’ più cauto nella distribuzione della qualifica di “poveretto”; che nulla è gratis lo sa persino il sindaco di livorno, fidati. da stabilire è chi paga e perché, e la proposta di mezzi pubblici “gratis” vale almeno la tua (che se non ho capito male è “niente mezzi pubblici”).
    quello che sembri (ti concedo: “fingi di”, va’) non capire tu è che la “tua” strada privata è tua solo finché non arriva un gorilla più grosso che ti dice, semplicemente: “da adesso è mia”. e questo gorilla, che tu identifichi con “lo stato”, potrebbe essere – e anzi lo è stato praticamente fino a ieri – semplicemente un fabristol con meno scrupoli.
    (e, a tempo perso, lo stesso gorilla potrebbe anche rificcarti il gola gli epiteti…)

  19. ricco&spietato on giugno 20, 2014 at 10:30

    @ homo libertarianus
    i ring di boxe sono per l’appunto proprietà in cui l’omicidio è legale; e non mi risulta che siano così vuoti…

  20. CARLO BUTTI on giugno 20, 2014 at 11:24

    In nessun ambito libertario potrà mai esistere una proprietà dove siano leciti l’omicidio o la schiavitù o altre pratiche in conflitto con il principio di non aggressione. Il proprietario sarà libero di escludere dal suo fondo le persone indesiderate, secondo i criteri che riterrà più opportuni; potrà anche uccidere chi ne violi i confini per attentare alla sua vita(non credo invece che possa uccidere per la semplice tutela della proprietà quando la sua vita non sia minacciata, come qualche libertario inclina a pensare, dimenticando il principio di proporzionalità, validamente sostenuto da Rothbard e Kinsella).Non credo neppure che, nel medesimo contesto, possano esistere più codici di leggi in gara tra loro, bensì soltanto agenzie di arbitrato sottoposte alle medesime forme di concorrenza che regolano qualsivoglia scambio di beni o servizi. Un fondo dove viga la Sharia è automaticamente escluso dall’ambito ideale del libertarismo. Penso invece che, gradualmente, si andrebbe formando un corpus di diritto privato, inclusivo di quello che oggi si chiama diritto penale , cui tutti gli arbitri si atterrebbero come nell’antico “Ius civile” dei Romani, sulla base dei precedenti e della più accreditata dottrina. Anarchia sì, anomìa no.Si può fare a meno di un potere politico, non di princìpi giuridici certi.

  21. Violator on giugno 20, 2014 at 21:49

    @ Fabristol
    “Per una nuova libertà (il maniffesto libertario)” di Rothbard affronta la tematica Aria etc etc in chiave puramente liberaritaria,

  22. Fabristol on giugno 22, 2014 at 22:57

    @ ricco e spietato

    il gorilla esiste già e si chiama Stato. Infatti la tua strada privata è tua solo fichè non arriva un gorilla più grosso che ti dice: “questa è sempre stata mia”. non ho bisogno di immaginarlo o fingere di non capirlo.
    Non esistono mezzi pubblici nelle democrazie moderne: sono società private qualche volta a partecipazione pubblica (quote del comune o regione) che come privati devono guadagnare per andare avanti. In modo ibrido ovviamente perché prendono soldi sia dai biglietti sia dalle tasse.

  23. Fabristol on giugno 23, 2014 at 09:26

    @ homo libertarianus

    Può darsi che possano formarsi enclave razziste ma gli abitanti non sarebbero libertari di certo. Sarebbero sacche di “vecchio mondo” circondate da comunità libertarie.

  24. Homo Libertarianus on giugno 24, 2014 at 14:21

    Fabristol, ovviamente, ma secondo me lo scopo di un libertario dovrebbe essere quello di “liberare” la società.

    Ciò significa eliminare il monopolio statale anche dal governo, e rendere possibile la libera associazione.

    Si creerebbero comunità di ogni tipo in concorrenza tra di loro. Quelle che andranno bene attireranno nuovi abitanti, quelle che falliscono perderanno.

    In una situazione del genere penso che sarebbero inizialmente molte le società socialiste e stataliste…ma anche una sola comunità libertaria potrebbe cominciare ad attrarre persone da ogni parte…

    Un libertario non può imporre per definizione la sua ideologia. Questo lo fanno i comunisti i fascisti e i democratici.

  25. Homo Libertarianus on giugno 24, 2014 at 14:24

    E dubito che una comunità razzista sia circondata da libertari…è più probabile che sia circondata da tante comunità statali o socialiste o democratiche, forse minarchiche, di anarco-capitalisti molto pochi…

  26. Fabristol on giugno 24, 2014 at 22:05

    “Fabristol, ovviamente, ma secondo me lo scopo di un libertario dovrebbe essere quello di “liberare” la società.”

    Sono in profondo disaccordo con questa frase. Il libertarismo non ha lo scopo di liberare la società ma di liberarsi dalla società. Se il libertarismo avesse come scopo la trasformazione della società sarebbe equiparabile a tutte le altre filosofie politiche, che in passato e tuttora hanno creato mostri che hanno ucciso centinaia di milioni di persone con la scusa che volevano liberare la società. Guai se un libertario pensi che il suo scopo sia la rivoluzione sociale, altrimenti non avrebbe altra scelta di usare la forza per liberarla.

  27. Violator on giugno 25, 2014 at 05:49

    Il libertario deve solo assecondare quei fenomeni che possano accelerare la disgregazione del Monopolio statale..es. Secessioni, Gated Communities…etc
    Non siamo dei rivoluzionari che vogliono imporre la loro visione. Lasciamo in pace chi vuole essere socialista o adora il monopolio statale, ma pretemdiamo anche di essere lasciati in pace da loro.

  28. Homo Libertarianus on giugno 25, 2014 at 12:50

    Con liberare la società intendo introdurre il concetto di libera associazione.

    Vuoi far parte dello Stato? Ok libero di farlo.

    Non vuoi farne parte? Ok libero di farlo.

    Vuoi creare una nuova comunità? Ok sei libero di farlo.

    Questo intendo per società libera

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