Libertari nella terra dei Variaghi

luglio 24, 2014 4 Comments
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I’ve met hundreds of libertarians from all over the world lately and I’ve noticed one common mistake most of them make. Most libertarians by default consider their OWN government as the biggest evil in the world. Well, it’s more than ok to detest your government until you start spreading conspiracy theories to prove that they are responsible for all the evil in the world. Even people like Ron Paul fall into this trap. Some governments are more evil than others, it’s just a fact to accept. It is so discouraging to see like-minded people who don’t get it.

Queste parole, piuttosto forti, sono il miglior biglietto da visita per una delle libertarian più toste oggi in giro.
Essere libertari è sempre complicato, diciamocelo, ma esserlo, da donna, in Russia richiede una tempra che pochi possono vantare.
Vera Kichanova, questo il suo nome, è una ragazza di 23 anni che sta emergendo come una delle figure di riferimento per il movimento libertario russo. Laureatasi in giornalismo all’Università di Mosca, ha lavorato per la Novaja Gazeta, lo stesso giornale di Anna Politkovskaja.
Ha goduto delle attenzioni della polizia Russa nel 2011, quando fu arrestata in seguito ad una manifestazione contro Medvedev, e nel 2012 riesce a farsi eleggere nelle amministrative del distretto di Yuzhnoye Tushino, a Mosca.
Da allora si batte per introdurre un minimo di trasparenza nella gestione di tale amministrazione, e tenendo un blog sulla sua attività.
Potrà apparire ben poca cosa, ma nella Russia autocratica di Putin, esporsi come fa coraggiosamente Vera può costare parecchio.
Per ora, oltre a farle assaggiare l’amaro sapore del cibo del carcere, gli sgherri di Putin non hanno avuto dubbi su come contrastare l’attivismo politico di Vera: con la violenza, come mostrano le foto che Vera stessa ha condiviso su VKontakte ( se non lo sapete, VKontakte è l’equivalente russo di Facebook) e che sono state riportate sul blog libertario di Yury Polozov ( un altro coraggioso libertario russo).
Devo essere onesto, fa piacere, dopo aver parlato dell’aspetto più cupo e agghiacciante della politica russa, poter descrivere il sorgere di una consapevolezza libertaria in un paese così distante da, siamo generosi, una prospettiva minarchica di gestione dello stato.
Più difficile, e travagliato, è spiegare il contesto da cui nasce la frase con cui ho aperto il post.
Oggi in tutto l’est europa, se si ascolta con attenzione, si può udire, flebilissimo, il vagito dei nascenti libertari di quello che fu, un tempo, l’altro lato della cortina di ferro.
Chi tra loro cerca in occidente dei fratelli cui appoggiarsi per avere supporto e incoraggiamento nella lotta contro dei governi onnipervasivi e meno inclini al rispetto delle libertà più essenziali, prova sconforto nella visione di libertari occidentali che, pur di combattere il proprio governo, non esitano a fare da sponda propagandistica, inconsapevolmente, a governi di forme statali più primitive e aggressive.
Il mio auspicio è che si riesca a capire che non sempre il nemico del mio nemico è un mio amico, e che, a volte, facendo affari col demonio si può perdere la propria anima.
Per ora non mi resta che esprimere la mia più totale vicinanza alla coraggiosa battaglia di Vera e dei suoi amici del Либертарианской партии России ( Russian Libertarian Party).
http://reason.com/archives/2013/08/01/a-libertarian-future-for-russia
http://www.spiegel.de/international/world/putin-s-unruly-children-a-new-generation-aims-to-revitalize-russia-a-814084-2.html
http://studentsforliberty.org/blog/2012/02/08/libertarianism-and-youth-in-putins-russia/

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4 Comments » 4 Responses to Libertari nella terra dei Variaghi

  1. kita on luglio 29, 2014 at 09:04

    Mah..essere libertari nell’autocratica UE dei banchieri e dei finti democratici governi che spiano tutto e tutti é oggi molto piú complicato che in Russia.. Il mio consiglio é di andarci in Russia prima di giudicare anche perché grazie al premio Nobel per la Pace esportatore di libertá siamo oramai intrisi di propaganda.
    Sono meno primitivi e aggressivi dell’UK che tiene Assange ancora in ostaggio nell’ambasciata ecuadoriana, alla faccia della libertá di stampa.
    Tralascio gli USA che ormai sono diventanti una barzelletta per quanto riguarda le libertá personali e lo stato di diritto e sono ormai uno stato di polizia totalitario vicino alla bancarotta.
    L’Europa sta andando invece verso qualcosa tipo l’URSE (Unione delle Repubbliche Socialiste Europee). E gli esempi sono tanti: gestione accentrata e centralizzata di tutti gli aspetti della vita delle persone, repressione fiscale, sorveglianza stile STASI, tracciature elettroniche, burocrazia europea con commissioni e authority guidate da burocrati non eletti, elezioni europee farsa che non contano niente, costituzione dell’Eurogendfor (forza di polizia sovranazionale con poteri illimitati che puó agire nella totale impunitá http://www.eurogendfor.org/italiano), espropri proletari con patrimoniali a raffica, confische di conti correnti modello Cipro, stampa libera che non esiste (é controllata tramite sovvenzioni pubbliche o minacce come ad esempio la distruzione illegale dei computer dei giornalisti del Guardian dopo aver pubblicato i documenti di Snowden) e tanti tanti altri esempi. Gli Europei non si sono ancora resi conto che 1984 di George Orwell é giá qua peró si va a cercare la pagliuzza nel vicino. Certo poi che se in questo articolo si mettono pure a criticare Ron Paul solo perché ha detto che gli USA non dovevano immischiarsi in Ucraina siamo al paradosso.

  2. Luigi on luglio 30, 2014 at 17:49

    Kita, forse ti sfugge che Vera è russa e vive in Russia, quindi consigliare a una persona che per aver SOLO manifestato la propria opposizione al regime russo è finita in galera, ribadisco, in Russia, di andare a vedere di persona quanto è bravo Putin è, consentimi paradossale.
    Ti riporto il testo in inglese del suo ultimo stato FB:
    “Recently I’ve had a fierce discussion with Western libertarians about Ukraine. I’ve already submit to the fact that Russian propaganda bears its fruits inside Russia, but I was unpleasantly shocked to find how much it is spoiling the minds of people abroad. People who are supposed to be our allies seriously talk about State Department spreading cookies on Maidan and compare terrorists of Donetsk with The Founding Fathers of the United States. The following is my view of the situation, but I am sure it is not fair to discuss the Ukrainian affairs without Ukrainians. I invite them to join the discussion and to prove they’ve never got cookies from McCain or Nuland for fighting with Yanukovich troops in Kiev last winter.

    I don’t know who convinced Western people that State Department played the leading role in the Ukrainian revolution. Maybe Russia Today, a network whose mission is to spread hatred and hostility spending our tax money. We all understand that a state-owned media is not a reliable source of information, though Western libertarians believe Russia Today because the channel is criticizing Obama. But enemy of my enemy is not always my friend. We in Russia don’t fall into a trap like this and don’t pray NATO to come and save us from Putin.

    Luckily, I don’t have to choose between Russian and American propaganda to find out who started the revolution in Ukraine cause I’m a reporter myself and I eye-witnessed the Maidan protests. I talked to entrepreneurs who bought medicines, food and clothes for protesters. I’ve spent a night in a revolutionary camp with volunteering students. My cousin is studying in Kiev and she was strongly in favor of Maidan though she’s never been interested in politics before.

    Who are the fascists in Kiev RT is talking about? The leader of “Right Sector”, the only party that can be called ultra nationalist, gained 1% of votes on last president elections. The winner, Peter Poroshenko, is an ordinary liberal democrat. Ukrainian libertarians criticize him for many reasons, and he deserves this criticism in many ways, but he invited Kakha Bendukidze as an economic advisor, a great reformer, working closely with Cato Institute, who has made Georgia the most economically free country of all the post-Soviet republics.

    By the way, 2014 European Students For Liberty Ukraine Summit will be held in Kiev in October, which is absolutely impossible in Russia and was impossible in Ukraine in Yanukovich time. Some of my libertarian friends escaped from Russia to Ukraine after the revolution seeking for political asylum.

    As half of my family lives in Eastern Ukraine, I can say for sure that people of that regions never thought about “self-determination” until people like Igor Girkin and Alexander Borodai, both native Muscovites, came to Donetsk with Russian weapons and declared themselves the saviors of “Novorossiya” (a term promoted by Russian MPs, Russian Acadamy of Science and Russian state-owned media to legitimize the military intervention to Donetsk and Lugansk). For those who have been following the statements made by separatists leaders, it’s too obvious that the Boeing 777 crash was caused by the Russian government giving street thugs serious weapons and a feeling of impunity.

    What happened on July, 17th? At about 5:20 p.m. flight MH17 went off the radar. Half an hour later Igor Girkin, the leader of separatists, reported that a Ukrainian aircraft was shot down in that area. Half an hour later it became clear that the shot plane was a civilian liner with 300 passengers on board. “If it was a passenger plane, it was shot down not by us”, Alexander Borodai, the self-proclaimed Prime Minister of the Donetsk People’s Republic, said immediately. Then Security Service of Ukraine published presumably intercepted phone conversations of separatists admitting downing a civilian plane. What did the heroes of Donetsk resistance say after the fatal mistake was revealed? “That means they were carrying spies. They shouldn’t be f…cking flying”. Later on Igor Girkin claimed that “a significant number of the bodies weren’t fresh”. Some weeks before that separatists openly boasted about the new weapon they had captured and published a photo of Buk missile launch system. Now they say they never had devices like that.

    Ordinary gangsters who had no idea about geopolitics were given deadly weapons and told they are no more ordinary gangsters but fighters for a new world order. This kind of strategy used by Russian government always led to tragedies. In the middle 2000’s Russian authorities used football hooligans to dismiss opposition rallies. As a result, some of those hooligans brutally attacked Oleg Kashin, a famous journalist who is critical to Putin’s regime. And no one, including Kashin himself, suspects the president or his surroundings of planning the assault. It was just the impunity the gangsters felt being backed by the authorities. This is too often the case, when the state, arrogating the monopoly on violence to itself, occasionally delegates it to others in return for loyalty.

    Remember the rule “practice what you preach”? Russian government is promoting values abroad that are illegal in Russia, like the right to self-determination. The will of the people to secede is indisputable, unless it is expressed at gun points. The Crimean referendum was forced from the outside by the country in which there have been no referendums for the last 20 years. Expressing “separatist views” is strictly forbidden in Russia according to a new bill and may cost you 7 years in prison. After the Crimean referendum a group of people in Kaliningrad held a rally demanding to split from Russia and join Germany (as historically it was a German territory). They are all under trial now.

    I assume you think we hate Putin so much because we are mislead by the Western media. No, we hate him just because we live in Russia. And if the russophobia is spread by mass media channels and Western newspapers, I highly recommend you not to fall under its influence because Russian government and Russian people are not the same thing. I myself have been arrested seven times for anti-Putin protests, and there are millions of people in Russia who don’t support Putin’s policy.

    We have the same problem here: Russian people confuse Obama’s administration and American people. Every political activist in Russia is officially treated as an American spy, especially if he or she often travels to America, like me. I usually say to my suspicious co-patriots that my American friends are only people who criticize Obama even more than Russian TV does. And it helps sometimes.”
    sono perfettamente d’accordo sul fatto che la libertà sta svanendo anche in occidente, ma il punto che sfugge è che quello che da noi sta svanendo in Russia non può svanire, perché non c’è mai stato.

  3. Michele on agosto 5, 2014 at 11:25

    Luigi sono anch’io d’accordo con quello che dice Kita.
    C’é una frase in quello che scrive Vera che é emblematica
    “I don’t know who convinced Western people that State Department played the leading role in the Ukrainian revolution.”

    Siccome non mi sento ancora stupido vorrei chiedere a Vera, ma McCain che ci faceva in piazza Maidan? Turismo?
    http://rt.com/files/news/21/a3/70/00/mccain.jpg

    E il figlio di Joe Biden, R.Hunter Biden, entrato da poco nel consiglio di amministrazione della più importante compagnia di gas dell’Ucraina, la Burisma Holdings con licenza di estrazione nel Dombass? Coincidenza?

    Come si puó affermare che gli USA non c’entrino nel colpo di stato? O si é in mala fede oppure si é completamente manipolati.

    L’intercettazione telefonica della Ashton su chi sparava a Maidan?
    http://www.channel4.com/news/ukraine-catherine-ashton-phone-shoot-maidan-bugged-leaked

    Questo giornalista ucraino invece é libero (soprattutto vedendo chi finanzia la sua emittente):
    http://liberticida.blogspot.it/2014/08/un-giornalista-lla-tv-ucraina-la.html

    E guarda cosa dice questo analista americano (su un sito non russo) sull’abbattimento del volo della Malaysia Airline
    http://consortiumnews.com/2014/07/20/what-did-us-spy-satellites-see-in-ukraine/

    Sul RonPaulInstitute sembra che la pensino in maniera diversa sul coinvolgimento degli USA, ma da qualche tempo c’é qualche scontro con Students For Liberty e specialmente con uno dei fondatori:
    http://ronpaulinstitute.org/archives/featured-articles/2014/march/25/meet-the-americans-who-put-together-the-coup-in-kiev.aspx
    http://ronpaulinstitute.org/archives/neocon-watch/2014/march/26/did-students-for-liberty-leader-really-attack-ron-paul.aspx

    Questo invece accade nella libera Europa: http://espresso.repubblica.it/internazionale/2014/05/27/news/nicolai-lilin-denuncia-la-strage-di-odessa-e-viene-minacciato-dagli-ucraini-in-italia-1.167099
    E le immagini che aveva pubblicato erano simili a queste:
    http://www.rischiocalcolato.it/2014/05/sta-realmente-succedendo-in-ucraina-successo-odessa-attenzioni-immagini-forti.html

  4. Luigi on agosto 6, 2014 at 15:58

    Michele, nel risponderti, premetto un cosa:
    siamo libertari, noi che editiamo questo blog, e, io, in prima persona sono un anarco-capitalista ( sebbene non rothbardiano, ma questo è un altro discorso, molto lungo…).
    Ne segue che non ho nessuna intenzione di difendere il governo statunitense, che non credo sia, assolutamente, una organizzazione benefica ( vedi il caso del Bundy ranch).
    MA, e qui introduco un primo ma, ho la chiarissima consapevolezza che non solo non sia un’organizzazione benefica nemmeno il governo russo, ma che, come dice Vera, “Most libertarians by default consider their OWN government as the biggest evil in the world” e che, perciò, considerare quest’ultimo come una sorta di contraltare contro il governo USA ( o più modestamente contro quello italiano) sia una distorsione inaccettabile per un vero libertario.
    Cosa faceva McCain in piazza Indipendenza a Kiev ( una nota, dicendo piazza maidan, stai dicendo due volte piazza, visto che maidan non è il nome della piazza ma la parola ucraina che vuol dire piazza… il nome corretto sarebbe piazza Nezaležnosti)?
    Curava gli interessi del governo USA. D’altro canto, è la stessa cosa che facevano i russi per interposta persona tramite Janukovyč.
    Non si scappa, per un libertario non si tratta che di uno scontro tra due Moloch.
    Lo stesso discorso, identico, vale per la tua, corretta, osservazione su Biden. Se Biden è la longa manus della Burisma, non credo che sfugga che esiste Gazprom. I russi istigano un presunto ( e poco credibile) secessionismo del Dombass per lo stesso identico motivo, a parti invertite.
    “Come si puó affermare che gli USA non c’entrino nel colpo di stato?”
    Ecco, qui si entra in un terreno piuttosto opinabile. Non per il coinvolgimento o meno dei servizi segreti di entrambe le grandi potenze, ma per il fatto che quello che è accaduto sia o meno un colpo di stato.
    Francamente, da un punto di vista libertario, dovrebbe essere ozioso chiedersi se si tratti o meno di un “colpo di stato”. Noi libertari tendiamo a non considerare lo stato come un’entità sacrale le cui leggi siano inviolabili a priori.
    Se, come i fatti hanno dimostrato, Janukovyč era tutto tranne che un buon governante ( era pronto a scatenare i berkut contro la popolazione civile), il fatto che a deporlo sia stato il parlamento, che era legittimato a farlo ( come sostiene la comunità internazionale intera, ad eccezione di Russia, Bielorussia e pochi altri stati satellite della Russia), o che sia stata una rivolta di piazza, poco mi importa. così come mi importa poco, da libertario, che tale rivolta sia eterodiretta o che Janukovyč stess sia o non sia un uomo di paglia dei russi ( come troppi documenti portano a dedurre).
    Aggiungo che trovo abbastanza ovvio credere che molte informazioni a nostra disposizione siano manipolate, o, per evitare di cadere in uno sciocco e paranoide complottismo, che siano, quantomeno parziali e incomplete.
    Ma questa considerazione vale sia per le notizie che passano dai media occidentale che, e a maggior ragione, per quelle che vengono fornite dai “ribelli” del Dombass e dai network russi.
    Sembra che molti, tra noi libertari, glissino o non siano consapevoli del fatto che RT ( Russia Today), il canale anglofono di news russe, è sponsorizzato dallo stato russo.
    Non va dimenticato che ci sono stati diversi giornalisti che hanno dato le proprie dimissioni da quel network perché subivano le pressioni dell’editore ( un eufemismo, per dire dello stato russo) per dare una versione di comodo di molte notizie.
    Accade anche nei media occidentali, è chiaro, ma non capisco perché non si riesca a considerare ancora meno credibili le notizie di parte russa, notoriamente agli ultimi posti al mondo per libertà di espressione e di stampa.
    Veniamo ora alla “notizia” relativa alla telefonata della Ashton.
    E’ una notizia che è stata fatta trapelare dai servizi segreti russi, e già questo dovrebbe far storcere il naso, poiché la fonte non è sicuramente una fonte neutra.
    Non voglio, però, cadere nel rischio di usare un argumentum ad hominem.
    Il contenuto della telefonata ad un primo superficiale sguardo sembra attestare che gli occidentali l’abbiano fatta sporca.
    Ad un primo sguardo.
    Poi, basta andare un po’ oltre, si scopre che tutto si basa su dei sentito dire che il ministro ha raccolto e riferisce alla Ashton.
    Qual è la fonte ultima?
    Il ministro dice che la fonte sia stata Olga Bogo­mo­lets.
    Olga Bogo­mo­lets ha smentito.
    Quello che non è stato smentito invece è che i Berkut, che assediavano i maidaners, abbiano ricevuto in massa, in seguito, dei passaporti russi.
    Non voglio assolutamente alimentare nessuna polemica sul Ron Paul Institute e sui suoi fianziatori ( absit iniuria verbis), ma, anche in questo caso, il fatto che qualcosa venga asserito dal Ron Paul Institute, o da Ron Paul stesso non lo rende di per sé stesso vero, così come le posizioni di Students for Liberty ( non di un suo membro… nota che Vera cita appunto SFL come riferimento per gli anarcocapitalisti russi) mi sembrano più vicine alle sensibilità libertarie dell’est europa e, di conseguenza, mi sembrano più credibili di quelle di un libertario che improvvisamente si trova,se non a parteggiare, a chiudere un occhio su governi che sono indubitabilmente più repressivi e violenti dei nostri.
    Una postilla a parte va fatta su Lilin, che, per quanto possa piacere come romanziere, si è dimostrato, per quel che concerne la realtà assolutamente non attendibile:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/12/lilin-la-bufala-che-venne-dal-freddo-2/109502/
    Ora, però, vorrei aggiungere due parole in più per chiedere di non trasformare questo post in una sterile polemica sui fatti ucraini.
    Ognuno di noi si è fatto, a partire dalle proprie convinzioni e dalle informazioni che ritiene attendibili, una sua opinione.
    Questo post, come quello precedente su Dugin, che ti invito a leggere, serve a offrire uno spaccato diverso dal solito sulla realtà della Russia di oggi.
    Incompleto, parziale e, sì, lo ammetto, biased dal mio disprezzo per l’autocrazia putiniana ( gioco a carte scoperte).
    Voglio solo far notare che quello che lamenta Vera è proprio rappresentato dai due commenti a questo post.
    Gli ancap e minarchici russi, estoni, polacchi e ucraini ci chiedono di dargli supporto e sostegno.
    Ci avvertono del fatto che i media russi sono inquinati di propaganda nazionalista e statalista più di quanto non lo possano essere i nostri.
    Ci dicono che il blandirci in occidente è strumentale e finalizzato a rafforzare il regime interno, indebolendo chi ( per i motivi più vari, nobili o abietti che siano) dall’esterno potrebbe costituire una minaccia.
    Ci chiedono di non credere alle sirene che ( come Lilin) dipingono una realtà distorta.
    Francamente ho difficoltà a ritenere che alcuni, pur venerandi, libertari americani conoscano meglio la realtà russa dei libertari russi.

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