Aiuta i poveri

agosto 14, 2014 9 Comments
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Margit & Lu

Fin dall’inizio Lu mi mostrava quello che scriveva ma a quel tempo ero ben conscia della mia mancanza di conoscenza del pensiero economico per provare a dargli qualche suggerimento. Solo una volta, ricordo, ho fatto un’osservazione che l’ha colpito. Mentre leggevo le sue considerazioni sulla libera impresa e sul libero mercato gli ho fatto notare che a mio avviso il fatto più importante riguardo il libero mercato era che aiuta i poveri. I poveri sono in grado di possedere più beni di consumo e avere un miglior stile di vita più in un regime di libero mercato rispetto a un sistema socialista. Di conseguenza questo fatto sarebbe dovuto essere enfatizzato e fatto capire il più chiaramente possibile. Lui mi ha guardata, ci ha pensato per un momento e infine ha detto: “penso che tu abbia ragione”.

Margit von Mises (My Years with Ludwig von Mises)

È una vergogna che noi libertarian/liberali classici/come-vi-fate-chiamare non siamo riusciti a trovare dopo decadi (a dir la verità, secoli) un modo appropriato per diffondere questa semplice, chiara, evidente di per sé verità: il libero mercato aiuta innanzittutto i poveri. Il libero mercato è il modo migliore (o meglio, l’unico) per migliorare la qualità di vita dei poveri e per ridurre la povertà. È un’asserzione evidente di per sé: basta guardare alla storia! Non è né lo stato né il governo, è il libero mercato che ha migliorato e migliora la nostra vita.

Libero mercato: le infinite interazioni senza coercizione tra le persone. Queste infinite interazioni creano infinite idee e opportunità: questo è il modo per aiutare le persone povere.

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9 Comments » 9 Responses to Aiuta i poveri

  1. Luigi on agosto 14, 2014 at 16:16

    Se posso esprimere il mio personale apprezzamento, credo che questo breve post sia uno dei più belli pubblicati sino ad ora da questo blog, senza nulla togliere al lavoro di tutti noi che contribuiamo nel nostro piccolo a far crescere questo spazio libertario.
    Grazie Lu!

  2. Violator on agosto 15, 2014 at 08:18

    Ho appena richiesta alla mitica libreria bolognese un capolavoro di Mises: Socialismo.

    Insieme ad altri libri suoi e del suo discepolo Rothbard su money & banking…

    Appena divorato vi dirò..

  3. Roberto Zambrini on agosto 15, 2014 at 16:49

    .
    Certamente.
    Perche’ i liberi mercati permettono al povero – se volonteroso – di emergere socialmente ed economicamente, godendo appieno dei frutti del proprio lavoro.
    Non solo: e’ anche economicamente sostenibile, poiche’ non c’e’ “redistribuzione della ricchezza” a danno di alcuno, ma anzi un arricchimento per tutti grazie agli scambi volontari che ne conseguono.
    Scambi che essendo volontari, convengono a tutte le parti coinvolte.

    (stato Canaglia e Ladro)
    .

  4. CARLO BUTTI on agosto 15, 2014 at 20:25

    Quando un papa osannato da cattolici miscredenti e atei, forse più da questi due ultimi che dai primi, va in Corea del Sud,a due passi da uno degli ultimi regimi comunisti più spietati, e non trova di meglio che demonizzare “modelli economici disumani che creano nuove forme di povertà ed emarginano i lavoratori”, con chiara allusione ai processi di globalizzazione da cui invece la povertà è stata ridotta, possiamo soltanto rassegnarci: saremo solo vox clamantis in deserto.Ha un bello sgolarsi il prelato cattolico Michael Novak a dimostrare che le cose stanno esattamente all’opposto di quel che predica l’attuale successor del maggior Piero…

  5. Fabristol on agosto 16, 2014 at 11:13

    Il peccato originale è in chi ha usato per primo il termine capitalismo per rappresentate l’idea di libero mercato che hanno i libertari. Non comprendere che esiste una differenza abissale tra capitalismo (grandi imprenditori + stato, ovvero fascismo soft odierno) e libero mercato è stato un autogol clamoroso. Anarcocapitalismo fu lo stesso una scelta di un termine infelice. Capitalismo è una parola sporca per tutti e deve esserlo anche per i libertari, per motivi diversi rispetto ai marxisti ovviamente.
    Quindi il primo punto riguarda un errore nostro, o meglio di chi è venuto prima di noi. Il secondo invece riguarda la natura della mente umana per la quale i sistemi emergenti non sono intuitivi. E qui ci metto di mezzo la biologia: fin da quando siamo nati c’è sempre qualcuno che fa qualcosa per noi,i nostri genitori. Questa dipendenza da un essere superiore per quasi 20 anni della nostra vita si riflette poi sul nostro modo di pensare. Pensiamo che il mondo funzioni perché c’è un governante che lo fa funzionare. Se fossimo nati come artropodi e qundi senza cure parentali forse avremmo un’idea dei sistemi emergenti più vicina alla realtà.
    Inoltre un altro errore della mente umana è il classico: correlation does not imply causation. L’uomo comune vede questo: stato cresce e la mia vita migliora. Nella sua semplice mente pensa che vi sia una correlazione tra le due cose ma in realtà la sua condizione è migliorata nonostante la crescita dello stato non grazie allo stato. La sua condizione migliore grazie a quel poco di libero mercato che esiste e al progresso di scienza e tecnica e gloalizzazione.

  6. Gian Piero de Bellis on settembre 3, 2014 at 11:10

    Esattamente 4 anni fa (settembre 2010) ho sostenuto alcune cose che vengono dette qui, in un pezzo intitolato: Oltre l’anarco-capitalismo (http://www.polyarchy.org/basta/sussurri/anarcocapitalismo.html). Mi fa molto piacere se qualcosa comincia a muoversi in tal senso, innanzitutto con uno svecchiamento del linguaggio e una dismissione di termini ambigui e obsoleti. Buon lavoro

  7. Laura Montecchi on ottobre 31, 2014 at 03:01

    “grandi imprenditori + stato, ovvero fascismo soft odierno”
    Magari studia un po’ di più qualcosa sul fascismo che non sia il libretto antifascista delle scuole medie dei tuoi figli.
    Il fascismo fu episodio a se,fenomeno corporativo e stato etico.
    Nulla c’entra con le corporation americane,questo è l’errore degli storici americani che non conoscono la storia,perchè negli usa la politica è sconosciuta,sembrano tutti idioti.Hanno una idea talmente misera che non fa capire agli americani di posizioni politiche diversissime.
    Il fascismo inglobava una sinistra molto marcata che alla fine fu spazzata via dalle bande armate dagli americani,addirittura il fascismo voleva socializzare.
    In quello che tu descrivi ci vedo molto di più il comunismo stalinista,anzi è proprio la forma più chiara cioè Stato assoluto.
    Inoltre non si comprende questo sito cosa significhi o cosa voglia dimostrare,in quanto von mises è utopistico quindi valete meno di zero perché certe idee sono solo filosofiche e inapplicabili.
    State scrivendo il nulla.

  8. Fabristol on ottobre 31, 2014 at 22:43

    Cara Laura valiamo meno di zero e scriviamo il nulla.
    saluti

  9. CARLO BUTTI on novembre 1, 2014 at 10:50

    A Laura: valiamo meno di zero e scriviamo il nulla; però almeno sappiamo scrivere. A differenza di chi vale meno di zero, scrive il nulla e, per soprammercato, scrive anche male.

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