Il libero scambio è il prerequisito

agosto 21, 2014 4 Comments
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I pacifisti mirano a un’autorità sovranazionale mondiale che possa appianare in modo pacifico i conflitti tra le varie nazioni e faccia rispettare la sua autorità attraverso una forza di polizia sovranazionale. Tuttavia quello che è necessario per una risoluzione soddisfacente delllo scottante problema delle relazioni internazionali non è né una nuova struttura con comitati, segretari, commissioni, report e regolamenti né un nuovo corpo di esecutori armati, bensì il rovesciamento radicale delle mentalità e delle politiche domestiche. […] La vera necessità è abbandonare politiche nocive per gli interessi di altre nazioni. Nessuna autorità internazionale può preservare la pace se le guerre economiche continuano. Nella nostra era di divisione internazionale del lavoro, il libero scambio è il prerequisito per qualsiasi accordo amichevole tra nazioni. E il libero scambio è impossibile in un mondo dominato dallo statismo.

Ludwig von Mises
Omnipotent Government: The Rise of the Total State and Total War (1944)

Stiamo vivendo in tempi interessanti. Mises scriveva queste righe nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, ma ancora oggi sono attuali. A dispetto di tutti i fatti e i dati che mostrano chiaramente come il libero scambio sia veramente, veramente, buono per tutti nel mondo (ripeto: per tutti nel mondo), la mentalità protezionista ha un seguito enorme. Il desiderio per la pace nel mondo non sembra promuovere il più potente mezzo per la pace: il libero scambio. È molto triste vedere le stesse persone nel mondo dimostrare contro le guerre e in altre occasioni contro il libero scambio (che secondo loro sfrutta i poveri e/o crea disoccupazione).

Dobbiamo essere chiari: l’opposto del libero scambio è il protezionismo portato dallo statismo. Il protezionismo conduce a dispute tra le nazioni e alla fine alla guerra. Per avere un mondo più pacifico dobbiamo distruggere lo statismo, dobbiamo distruggere il desiderio dei governi di dominare e limitare il commercio. Dobbiamo aprire le frontiere, rimuovere i dazi e lasciare che le persone possano commerciare tra loro.

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4 Comments » 4 Responses to Il libero scambio è il prerequisito

  1. Violator on agosto 21, 2014 at 09:06

    Iniziamo allora a comprare oro fisico, se vogliamo distruggere senza violenza il nostro nemico dobbiamo in primis boicottare ila sua arma principale, il Fiat Money.
    Io sono al primo lingotto per ora, piano piano destinerò pro quota dei miei savings all’oro.
    Comunque, apprezzo molto questi post con citazioni del più grande economista di sempre.

  2. Giulio on agosto 21, 2014 at 21:32

    Ciò che sta avvenendo con la Russia ci riporta indietro di decenni.
    Sanzioni contro la Russia, che risponde imponendo sanzioni agli agricoltori italiani. Il governo italiano che si suicida assecondando il volere UE e USA.
    Chissà se quei frollocconi della Coldiretti saranno contenti che in Russia d’ora in poi ci saranno solo i loro amati prodotti a Km zero !

  3. Fabristol on agosto 22, 2014 at 09:42

    In pratica noi libertari siamo scambisti!!! 😉

  4. toto on ottobre 23, 2014 at 16:55

    Una curiosità. Vagando in internet mi sono imbattuto in questo sito:
    http://ithaca.unisalento.it/nr-02_12_13/bilo.pdf
    dove un ricercatore universitario chiaramente filo marxista pretende di spiegare il declino della nostra società applicando la teoria dei giochi alle ideee economiche di Adam Smith. Secondo me (sono ingegnere elettronico) commette un errore grossolano che è il seguente:
    – nella teoria dei giochi si ipotizza che dati due giocatori A e B, uno vinca e l’altro perda, il gioco è quindi a somma zero (ovvero il gioco non crea nuona ricchezza ma ridistribuisce solo ricchezza preesistente);
    – nel mercato se A si scambiano VOLONTARIAMENTE due beni economici, entrambi guadagnano nello scambio, altrimenti questo non avverrebbe. Quindi si ha un gioco a somma non nulla, cioè è come se si creasse nuova ricchezza (più esattamente la ricchezza complessiva è sempre la stessa ma aumenta l’utilità marginale dei singoli beni economici per i due individui).
    Questo tizio evidentemente non sà molto di economia per cui la sua teoria matematica lo porta a conclusioni demenziali.
    Una cosa però riesce a dimostrarla, cioè che una delle cause della decadenza della nostra società sono i professori universitari incompetenti.

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