Contro la costituzione

settembre 15, 2014 20 Comments
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“But whether the Constitution really be one thing, or another, this much is certain – that it has either authorized such a government as we have had, or has been powerless to prevent it. In either case it is unfit to exist.”

Lysander Spooner, No treason

4557180706_a9899ba4e3_z2107881877Mentre leggevo questo post su Diritto di voto non ho potuto fare a meno di pensare alle parole qui sopra di Lysander Spooner “Ma se la costituzione debba essere una cosa o un’altra, una cosa è certa – che ha autorizzato questo governo che abbiamo o è stata incapace di prevenire [la sua salita al potere]. In tutti e due i casi è inadatta ad esistere”.

Spooner, grande pensatore anarchico dell’800, ci dice chiaro e tondo nel suo pamphlet No Treason che la costituzione americana (con la c minuscola per piacere) non ha alcun fondamento contrattuale perché non fu scritta con la condivisione di tutti i suoi cittadini. Come con l’argomento del contratto sociale qui Spooner ci dice già 200 anni fa che le costituzioni non sono state firmate dai cittadini e rappresentano solo la volontà di chi le scrisse, ovvero di una minoranza di persone salite al potere, spesso con la violenza. Se le “verità” iscritte nelle costituzioni sono considerate come naturali non c’è bisogno di scriverle infatti. L’evidenza e la common law bastano e avanzano. Inoltre le costituzioni sono strumenti che possono essere utilizzati per giustificare l’oppressione degli individui o di minoranze. Infatti Spooner se la prende con chi nel suo periodo giustifica la schiavitù con ciò che vi è scritto sulla costituzione americana. Secondo Spooner non vi è alcuna giustificazione della schiavitù nella costituzione americana e su No treason lo dimostra abbastanza eloquentemente. Quindi è una questione di interpretazione, un po’ come con i libri sacri, Corano e Bibbia, con cui si può giustificare qualsiasi crimine.

Pare incredibile che una società possa andare avanti senza le tavole della legge…oops, una costituzione scritta. Eppure due dei paesi più liberali della storia del mondo, il Regno Unito e Israele non hanno una costituzione scritta. Sarà un caso? Al contrario uno dei paesi più illiberali al mondo, l’Italia, ha al suo interno interi gruppi sociali che considerano la costituzione come sacra. Coincidenza? Mmm, forse no. Bush e Obama possono bombardare chi vogliono su questo pianeta e possono imporre la violenza della polizia sui propri cittadini grazie anche e soprattutto alla super sopravalutata costituzione americana. Dalla guerra nucleare allo spionaggio dei propri cittadini, dalla tortura all guerra preventiva, dallo schiavismo allo stato di polizia permanente, tutto è stato fatto e giustificato con la costituzione americana. Come Hoppe dice bene: “[…] under the Constitution, everyone becomes a potential threat.”

E non sono solo io e Hoppe a dirlo ma libertari americani come Jeffrey Tucker (“The flaw in the whole constitution scheme was that the written restrictions on government were to be enforced by the government itself. And, sure enough, it wasn’t long before the government decided not to restrict itself.”) e Stephan Kinsella. L’intera comunità libertaria americana non ronpauliana ha finalmente capito che il mito dei padri fondatori e della costituzione americana è appunto solo un mito. E oramai quasi tutti pensano che l’esperimento costituzionalista americano sia stato un fallimento esattamente come l’URSS, un esperimento sociale fallito. Gli ultimi procostituzionalisti libertari rimasti sono i sostenitori di Ron Paul e un manipolo di libertari italiani che ancora vedono l’America come un faro di libertà (ma di questi ne parlerò un’altra volta).

 

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20 Comments » 20 Responses to Contro la costituzione

  1. spago on settembre 15, 2014 at 08:56

    sarei curioso di sapere del “manipolo di libertari italiani che ancora vedono l’America come un faro di libertà”..

    comunque scusa ma su Israele ho qualche dubbio, non mi pare che sia un grande successo come paese liberale..

  2. CARLO BUTTI on settembre 15, 2014 at 22:11

    “Un manipolo di libertari italiani che ancora vedono l’America come un faro di libertà”. Giustissimo! Aggiungerei-forse è un altro discorso, ma forse no- “e che non si sono ancora liberati del peccato originale leghista”. Parliamone!

  3. Procellaria on settembre 16, 2014 at 01:59

    La crisi della costituzione americana può essere prevista oggi abbastanza facilmente perché è strettamente collegata a un’altra crisi, che probabilmente avrà luogo in USA come è già accaduto in Europa. Mi riferisco all’idea di Dio. Dio è onnipresente negli organi istituzionali americani ed è il pilasto su cui tutto, almeno teoricamente, è poggiato.

    Riporto dalla dichiarazione di indipenenza:
    “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness.”

    Gli uomini sono creati, questo è subito messo in chiaro, da Dio ovviamente e da Dio discendono i diritti.

    Questo spiega in parte perché ci sia una così grande differenza nella percezione di Dio tra americani ed europei. Se si vuole prendere sul serio la costituzione americana si deve per forza prendere sul serio anche Dio. Peccato che per continuare a credere in questa storia sia necessario compiere uno sforzo sempre più grande di sospensione dell’incredulità.

    Interessante a questo proposito una lezione del corso “A brief history of humankind”, che sto seguendo su coursera. Dell’America parla da 19:00:

    https://class.coursera.org/humankind-002/lecture/55

    (forse è necessaria l’iscrizione per vedere il video della lezione, che poi è solo una chiaccerata, comunque l’iscrizione è gratuita)

    Il corso è molto interessante, ha un’approccio alla “Armi, acciaio e malattie” (ma migliore, di più ampio respiro e più avvincente, sto seguendo il corso come se fosse Breaking Bad) e credo offra molti spunti anche in senso libertario.

    Il professore del corso ha scritto recentemente un libro che è appena stato tradotto in inglese (http://www.amazon.com/From-Animals-into-Gods-Humankind/dp/1478237856) e molto probabilmente diventerà un best seller. Qualche giorno fa a presentazione del libro c’era un articolo dell’autore su The Guardian.

    Ma, che si dice del referendum scozzese?

  4. Procellaria on settembre 16, 2014 at 02:15

    In effetti nel testo della costituzione americana di Dio non si fa menzione e anzi si afferma che nessuna professione di fede è necessaria per accedere a cariche pubbliche, quindi la costituzione è forse l’unico elemento laico della mitologia americana. Direi che questo fatto depotenzia il mio commento precedente.

  5. Pedante on settembre 16, 2014 at 03:18

    Non credo che Israele si configuri come paese liberale per i residenti non ebrei.

  6. Lu on settembre 16, 2014 at 08:17
  7. William on settembre 16, 2014 at 09:33

    Per spezzare una lancia a favore della Costituzione Americana, penso che il problema non sia con il documento e il “Bill of Rights” che per l’epoca erano rivoluzionari ma con gli emendamenti a partire dall’undicesimo + la miriade di interpretazioni della Corte Suprema spesso pilotate da interessi o prevaricazioni dei politici di turno che poi sono diventate Standard Operating Procedure.

    Per quanto riguarda l’Israele, avendolo visitato, posso affermare senza mezzi termini che è un paese socialista certamente non liberale e meno che mai libertario.

  8. Lu on settembre 16, 2014 at 09:46

    @William è certamente l’esperimento meno fallimentare di socialismo reale (basta guardare i suoi fondatori), forse per il fatto per esempio che i kibbutz sono un’opera creata sul “volontarismo” (ci entri se vuoi, ci esci se vuoi) ed è buffo che per la sinistra europea sia l’equivalente di satana. Tuttavia nei decenni ha fatto una transizione da socialismo a liberalismo. Oggi è sicuramente più liberale dell’Italia

  9. Lu on settembre 16, 2014 at 09:49

    @William ma forse il mio giudizio è viziato dal fatto che quando ci sono andato ho constatato che è pieno di pheeeeeega 😀 (buttarla in vacca)

  10. William on settembre 16, 2014 at 18:11

    @Lu che l’Israele sia più liberale dell’Italia è palese considerando che l’Italia è ancora un paese fascista avendo con l’impiccagione di Mussolini sostituito un dittatore con un oligarchia mafiosa di burocrati statali e politici mantenendo tutto il resto uguale.

    Non c’è dubbio che il Kibbutz, finche non supportato in maniera asimmetrica dallo stato(che almeno da quando esiste lo stato d’Israele non è il caso), sia un esempio di sistema socialista volontario lodabile per quanto io, come individualista indefesso, non sarei mai interessato a partecipare ad una tale struttura.

  11. Fabristol on settembre 16, 2014 at 19:35

    @ Spago e William

    OK, mettiamola così: sul pianeta terra nn esiste un paese libertario, non esiste neppure una democrazia liberale come i liberali la intendono. Tutti i paesi democratici del pianeta sono socialisti dal nostro punto di vista, è chiaro. Però esistono diversi gradi di socialismo e a mio parere tra Italia e Israele esistono molti gradi di differenza. Così tanti da far apparire l’Italia appunto simile alla Corea del nord e Israele simile ad un paese liberale.

  12. Fabristol on settembre 16, 2014 at 19:41

    @ William

    io sono invece convinto che la Costituzione Americana sia stata un errore proprio per i motivi detti da Spooner. E’ stato un esperimento sociale né più né meno della Rivoluzione francese e della costituente rivoluzionaria parigina o dell’URSS. E’ fallito quasi fin da subito nel momento in cui è stata negata la ssecessione agli stati del sud e nel momento in cui è cominciata la guerra contro la Spagna e poi il Messico. Sopravvive certo ma solo grazie alla forza. Tutto quello che sembrava garantito dalla Costituzione è stato stracciato e non ha più valore.

  13. Pedante on settembre 17, 2014 at 08:05

    Non essendo un sostenitore di Hamas non capisco cosa c’entri con Israele, stato tendenzialmente liberale o meno. Mi sembra un tu quoque.

  14. William on settembre 17, 2014 at 11:55

    @Fabrizio

    Concordo, ma la lancia l’ho spezzata in un ottica di preferibilità del tipo di stato a cui si è sottoposti come nel tuo paragone tra Italia ed Israele.

    Personalmente preferirei smontare completamente lo stato, nella sua forma attuale e ripartire da zero guidati solo dalle leggi naturali.

    In assenza di questa opzione non sarebbe meglio vivere sotto la Costituzione americana riportata all’intento originale che nello stato di polizia attuale?

  15. Fabristol on settembre 17, 2014 at 18:23

    @ William

    la mia opzione è per la common law sempre, non sono un procostituzionalista. Per me la rivoluzione americana è un mito che non mi appartiene. Passare da Re Giorgio III a Re Obama con la scusa delle tasse al té per poi passare alle tasse su tutto non è stato un grande salto di qualità. Tanto valeva rimanere con Re Giorgio.

  16. Pedante on settembre 18, 2014 at 08:14

    Spiare sui gay per ricattarli non mi risulta molto liberale.
    http://mondoweiss.net/2014/09/blackmails-palestinian-informants

  17. William on settembre 18, 2014 at 11:54

    @Fabrizio

    Mi pare un salto un po troppo lungo quello da Re Giorgio III a Re Obama considerando che ci sono stati 43 passi intermedi e non tutti peggiorativi. È pacifico che l'”encroaching” statalismo c’è stato allontanando il sistema da progetto originale. Per quanto riguarda la mancanza di costituzione nel UK non è proprio così, forse ti sfugge la Magna Carta documento che è generalmente considerato primo esempio di costituzione.

  18. CARLO BUTTI on settembre 18, 2014 at 12:13

    La Magna Charta non è una costituzione. E’ un documento firmato otorto collo dal re Giovanni Senzaterra per volere dei nobili regnicoli, che in questo modo si garantiscono dagli arbitri della corona. Col passare del tempo, secondo criteri evolutivi tipici della Common Law, viene interpretata, passo dopo passo, come documento a difesa delle libertà individuali di cui tutti i cittadini in quanto tali, per diritto naturale, sono titolari. Nulla che fare con la costituzione americana e con quelle giacobine, su su fino alla costituzione più bella del mondo di cui molti si pavoneggiano

  19. William on settembre 18, 2014 at 16:40

    @Carlo Butti

    Strettamente parlando ha ragione.

    Comunque è generalmente riconosciuto che la Magna Carta è servita da ispirazione alla costituzione americana e che fa parte della costituzione non-codificata Inglese.

    Un esempio palese di questo è la così detta “Clausola 61” dove viene codificato che un comitato di 25 baroni potevano contravenire il volere della Corona oppure la “Clausola 29” che afferma il diritto a “due process”.

  20. CARLO BUTTI on settembre 18, 2014 at 17:45

    L’importante è non giocare con le parole. E’ evidente che ogni sistema politico ha una costituzione, nel senso che si fonda su alcune regole,funzionali e garantistiche,accettate (magari per pura inerzia)da tutti i consociati;ma questo vale per ogni rapporto umano, anche il più semplice (pensiamo a un baratto), che sia di collaborazione, e non di pura violenza o rapina. Anche l’antica Atene democratica aveva una costituzione in questo senso, ma tradurre ATHENAION POLITEIA (la famosa operetta attribuita ad Aristotele) con LA COSTITUZIONE, anziché IL SISTEMA POLITICO DEGLI ATENIESI mi sembra, più che una forzatura, un errore.Anche allora si faceva riferimento alle mitiche leggi di Solone, che in ogni caso non erano una costituzione scritta.Mi pare che la polemica dell’amico Fabristol(mi corregga se ho mal capito)abbia come bersaglio il mito prima illuministico e poi giacobino d’una legge fondamentale scritta a garanzia della Libertà(con la maiuscola);laddove invece è necessario difendere con le unghie e coi denti le libertà (con la minuscola) che,al riparo dei più variopinti mantelli costituzionali,ci vengono sottratte dai moderni Sati Moloch.Penso che questo sia un punto cardinale per distinguere un liberale classico da un libertario: non si tratta tanto di un’opposizione, quanto di un superamento, alla luce dei fatti storici che hanno falsificato le più generose aspettative.

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