Rojava curda: un paradiso libertario?

settembre 18, 2014 5 Comments
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Rojava_cities1907265348“The nation-state is a centralised state with quasi-divine attributes that has completely disharmed the society and monopolises the use of force”

“Nation-states have become serious obstacles for any social development.”

“Since the nation-state transcends its material basis, the citizens, it assumes an existence beyond its political institutions. It needs additional institutions of its own to protect its ideological basis as well as legal, economic and religious structures. The resulting ever-expanding civil and military bureaucracy is expensive and serves only the preservation of the transcendent state itself, which in turn elevates the bureaucracy above the people.”

“The nation-state in its original form aimed at the monopolization of all social processes. Diversity and plurality had to be fought, an approach that led into assimilation and genocide. It does not only exploit the ideas and the labour potential of society and colonize the heads of the people in the name of capitalism. It also assimilates all kinds of spiritual and intellectual ideas and cultures in order to preserve its own existence. It aims at creating a single national culture, a single national identity, and a single unified religious community. Thus it also enforces a homogeneous citizenship. The notion of citizen has been created as a result of the quest for such homogeneity. The citizenship of modernity defines nothing but the transition made from private slavery to state slavery.”

“assuming that we would compare the nation-state to a living god then nationalism would be the correspondent religion.”

“Essentially, the nation-state is a militarily structured entity. Nation-states are eventually the products of all kinds of internal and external warfares. […] Fascist exercise of power is the nature of the nation-state. Fascism is the purest form othe nation-state.”

Queste condivisibilissime frasi contro lo Stato-Nazione non sono state scritte da Mises né da Rothbard o Hoppe. Non ci crederete mai ma le ha scritte un nostro vecchio conoscente, Abdullah Ochalan. Esatto proprio quell’Ochalan della crisi diplomatica Italia-Turchia di più di 15 anni fa. All’epoca Ochalan era la mente politica dietro al PKK, il partito curdo dei lavoratori di ispirazione socialista. Ma dietro le sbarre della sua prigione turca (dopo che l’Unione Europea aveva spinto la turchia ad annullare la pena di morte pendente sulla sua testa), Ochalan ha cambiato di molto le sue idee. Leggendo il libertario comunalista americano Murray Bookchin per esempio ha rigettato la nozione di Stato-Nazione e abbracciato il comunalismo e l’ecologismo di ispirazione georgista. Secondo il libertarismo municipalista lo Stato deve essere abolito e il governo deve essere spostato a livello dei comuni, città o perfino quartieri in quella che viene definito da Ochalan un “confederalismo democratico”. Ed è proprio grazie alle influenze del pensiero anarchico di Bookchin che Ochalan anni fa ordina al PKK di deporre le armi contro la Turchia e di abbandonare il sogno dello Stato-Nazione curdo e di abbracciare l’anarchismo communalista.images(6)-1347446283

Così mentre gli USA appoggiano la creazione di uno Stato-Nazione in Iraq, il Kurdistan, il PKK e il suo equivalente siriano, il YPG, stanno seguendo un’altra strada: lo smantellamento del concetto di Stato-Nazione. A causa della guerra civile siriana la Siria curda, chiamata dai curdi Rojava, si è trovata isolata dal governo centrale di Damasco, stretta tra Turchia e territori occupati dall’ISIS. Come abbiamo visto questa è l’unica regione che non è stata invasa dalle truppe del Califfo Al-Baghdadi grazie alle milizie volontarie dell’YPG. La Rojava si trova nell’invidiabile posizione di poter creare il proprio futuro dalle macerie del fallimento dello Stato-Nazione siriano. E lo sta facendo seguendo la nuova ideologia politica di Ochalan chiamata confederalismo democratico.

Come funziona quindi in Rojava: esistono tre cantoni – Afrin, Konabe e Jazira – abitati da una confederazione di popoli e etnie. Curdi, Assiri, Turcomanni, Siriani, Arabi, Armeni e Ceceni si sono confederati images(5)807120553e i rappresentanti dei propri villaggi hanno volontariamente aderito alla confederazione di Rojava. Ogni villaggio elegge dei rappresentanti che amministrano leggi e giustizia a livello locale e partecipano alla politica di ogni piccolo cantone. Ogni cantone ha 22 rappresenanti. Esistono poi assemblee popolari in ogni villaggio e le donne sono attivamente presenti a tutti i livelli istituzionali. Questa sorta di grass-roots democracy non si basa sulla religione dello Stato-Nazione ma sul volontarismo e sulla libertà di secessione. Infatti ogni villaggio può decidere autonomamente di uscire dalla confederazione in qualsiasi momento. Chiunque a Rojava può possedere un’arma da fuoco, anzi è incoraggiato a farlo e può far parte delle milizie volontarie YPG e YPJ. Inoltre poiché PKK e YPG sono considerati ahimé all’unanimità come organizzazioni terroristiche non esistono armi pubbliche comprate da un governo amico occidentale con i soldi della tassazione ma ognuno deve comprarsi il proprio Ak-47 oppure ogni brigata si autofinanzia con le collette della popolazione locale (YPG ha rifiutato armi che il Kurdistan irakeno gli voleva regalare!). Gli ufficiali vengono eletti all’interno della brigata e ogni brigata è aperta a donne e uomini di qualsiasi etnia o religione. Infatti le brigate cantonali dell’YPG hanno al loro interno cristiani, curdi e arabi. E ora pure Yazidi dopo che la YPG ha volontariamente creato un corridoio umanitario per salvarli dall’ISIS. Infatti nonostante i media occidentali vi abbiano fatto credere che gli Yazidi siano stati salvati dal prode Obama e dai suo bombardamenti tattici in realtà sono state le milizie YPG a salvare quasi tutti gli Yazidi che ora si trovano nei cantoni di Rojava. Perché non lo sapete? Semplice, i media sono totalmente asserviti ai governi occidentali e l’YPG è una organizzazione terrorista. Presto anche Rojava verrà considerato un territorio terrorista, chissà magari perfino dal futuro Stato del Kurdistan.14703Image1-645718323

Quindi Rojava come una sorta di paradiso libertario come provocariamente dice il titolo di questo post? Certo siamo lontani dal nostro ideale modello di società libertaria ma Rojava rappresenta quello di più vicino che un libertario possa desiderare: cantonizzazione, grassroots decision-making, inclusione di genere, razza e religione, milizie volontarie, volontarismo a tutti i livelli, rigetto del concetto di Stato-Nazione e della burocrazia. Non esiste un posto al mondo in cui tutte queste caratteristiche siano riunite in un unico territorio. E chissà magari se riuscissimo a far arrivare qualche copia di Mises, Bastiat e Rothbard nella cella di Ochalan forse potremmo convincerlo della bontà del free market anarchism.

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5 Comments » 5 Responses to Rojava curda: un paradiso libertario?

  1. CARLO BUTTI on settembre 18, 2014 at 17:56

    Molto bene, ma sono due i passi successivi: l’accettazione del libero mercato, come sopra detto, e il rifiuto del territorialismo.

  2. Enrico Sanna on settembre 19, 2014 at 10:23

    Dopo la sua breve vacanza italiana di qualche anno fa, Ocalan ha subito una “conversione” in senso anarchico. Ne parla Kevin Carson in un suo articolo che io ho tradotto e che è stato pubblicato qui:

    http://c4ss.org/content/31613

    e qui:

    http://pulgarias.wordpress.com/2014/09/12/obama-vuole-sconfiggere-isis-ma-non-molto/

    Enrico

  3. Fabristol on settembre 20, 2014 at 02:07

    Caro Enrico,

    molto interessante l’articolo. Giuro che non l’avevo letto prima di scrivere il mio.
    Purtroppo però oggi dobbiamo annunciare che il cantone libero di Konabe è caduto nelle mani dell’ISIS. I suoi abitanti sono stati uccisi, rapiti e molti sono dovuti scappare al confine turco. Dei tre cantoni anarchici Kobane era un’isola circondata per tre lati dall’ISIS e ad un lato dalla Turchia. Gli USA e i media occidentali non si sono minimamente preoccupati di salvare i civili curdi di Kobane.

  4. gioman47 on ottobre 10, 2014 at 21:06

    Già gli etruski capirono e cercarono di risolvere queste problematike….
    ma furono sopraffatti dalla logika del superstato ipercentralizzato……ed oggi ? Oggi sarebbe opportuno formare uno statominimo…..e il ritorno ai komuni….ovviamente autosufficienti….quindi i pikkoli ke non riescono a fornire i servizi ai propri residenti dovrebbero aggregarsi……da cui…..via senato camera regioni e province senza tralasciare le centinaia e crntinsia di enti inutili….lasciare quindi una sola kamera partecipata dai sindaci (x es. 300) ke si alternano x 1anno ed estratti a sorte.

  5. Daser on marzo 2, 2015 at 14:57

    La svolta di ocalan dimostra come il pensiero libertario non abbia connotazioni specifiche di destra o sinistra, o meglio socialiste o anti-socialiste: alla visione libertaria ci si arriva da una parte o dall’altra, ma nella pratica ci si incontra nello stesso punto.

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