La libertaria Kobane sta cadendo sotto i colpi dell’ISIS e degli alleati anti-ISIS

ottobre 6, 2014 1 Comment
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“One of our women is worth 100 of them.”

Ceylan Ozalp (1995-2014)

b85572b6-c8cd-4b93-9347-77ce93ec67e6_16x9_600x338(2)1336789942Il terzo cantone della Rojava, Kobane, è ormai circondato dai jihadisti dell’ISIS da settimane. Come abbiamo visto qui la Rojava curda è l’unico lembo di libertà rimasto in Medio-Oriente. Una confederazione di uomini liberi di varie etnie e religioni che combattono per la loro libertà sotto la bandiera dell’anarchismo. In un certo senso Rojava rappresenta l’unico esempio ancora vivo al mondo di una comunità senza stato e libera. Ma per poco. La strategia dell’ISIS è quella di penetrare in territorio curdo al confine con la Turchia perché sanno che gli americani non aiuteranno mai e poi mai l’YPG, considerato insieme al PKK una organizzazione terroristica. Allo stesso tempo la Turchia aspetta al confine che Kobane cada per poi far avanzare le truppe per creare un’area cuscinetto. Ufficialmente per evitare che l’ISIS passi il confine, in realtà per eliminare il sogno libertario della Rojava. I curdi siriani lo sanno e molti si chiedono quale dei due mali sia il peggiore. Molti miliziani dell’YPG pensano che l’invasione delle truppe turche sia peggio dell’ISIS. In un modo o nell’altro Kobane cadrà nei prossimi giorni anche con l’aiuto di Turchia e paesi alleati.

Un’area curda senza stato che funziona è una spina nel fianco degli stati che gli stanno intorno. Gli USA e la Turchia non possono permettersi un territorio libertario con cui non possono fare patti, corrompere primi ministri e infiltrare polizie segrete. Gli stati dialogano solo con altri stati, un territorio senza stato è un’eresia, peggio dello Stato Islamico (ISIS).1204711307775938

Ed è di queste ore la notizia della morte di Ceylan, soprannominata Diren che vuole dire “resisti”, una ragazza 19enne che circondata dai jihadisti dell’ISIS tra le strade di Kobane ha preferito spararsi un colpo in testa piuttosto che essere catturata, torturata, stuprata e decapitata da questi barbari. E proprio Ceylan fu intervistata dalla BBC mesi fa. Guardate con quale fierezza dice al mondo che “Una sola delle nostre donne vale come 100 dei loro uomini.”  Questa ragazza giovanissima e bellissima si è sacrificata per il suo popolo, la sua Kobane, la sua famiglia e in definitiva per se stessa. Ditemi: avete mai visto una ragazza così fiera della propria libertà? Così fiera del proprio ruolo di protettrice della sua famiglia? Non esistono donne del genere al mondo perché non esistono altre Rojava così al mondo.

Purtroppo oltre che ricordarla e supportare moralmente la sua causa, di una Rojava libera dallo Stato – che sia la Turchia, la Siria, l’ISIS o gli US – non possiamo fare altro. Gli USA e la Turchia considerano il YPG una organizzazione terroristica e qualsiasi appoggio da parte dei libertari del mondo per aiutarli ci metterebbe immediatamente nel mirino dei servizi segreti. Questa è la fine che fanno i libertari in un mondo di tiranni.

Onore a Diren, che sia da esempio per altre donne nel mondo. R.I.P.

 

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1 Comment » One Response to La libertaria Kobane sta cadendo sotto i colpi dell’ISIS e degli alleati anti-ISIS

  1. Giulio on ottobre 9, 2014 at 13:49

    Oggi Kerry ha detto che la difesa di Kobane non è una priorità per gli USA…

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