Libertarismo, una scelta morale

dicembre 8, 2014 5 Comments
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1501721_900092793334222_3823185503695346100_n-1019503259Molti non libertari mi chiedono cosa sia il libertarismo. E’ una teoria economica? E’ una ideologia politica? E’ un’utopica visione della società? Perfino tra i libertari stessi c’è molta confusione e spesso ci si interroga sulla natura di questo strano e atipico movimento. Se il libertarismo si riducesse ad una teoria economica io non sarei qui a parlarvene. Motivo? Non ci capisco un’acca di economia e quel poco che so lo lascio spiegare meglio agli esperti. Se fosse una ideologia politica i libertari parteciperebbero alla vita politica delle loro comunità, cosa che in gran parte non fanno. Ma soprattutto se il libertarismo si riducesse solo alla sfera economico-politica la sua applicazione non dovrebbe necessariamente influenzare la nostra vita privata. Infatti il libertarismo non è né una teoria economica né una ideologia politica. Il libertarismo è fondamentalmente una scelta morale. Una scelta di vita che si basa su un singolo principio, quello di non aggressione. Da questa sorgente morale deriva tutto il corpus di concetti filosofici che stanno alla base del libertarismo. Ed è pescando da questi che possiamo costruire una teoria economica e una ideologia politica libertarie. Il libertarismo quindi è comparabile con una filosofia di vita o come certe religioni immanenti: taoismo (con cui condivide molti principi fondamentali), confucianesimo e certe branche immanenti del buddismo.

Ecco perché non mi piace ridurre, come fanno molti siti e blog libertari, il libertarismo ad una lezione universitaria di economia. Ed ecco perché l’opinione pubblica non fa altro che associare il libertarismo all’imprenditoria, al capitalismo, al liberalismo ecc. ecc. La maggior parte è un’associazione negativa ovviamente. Credo che sia giunta quindi l’ora di definire cosa siamo e cosa vogliamo all’interno del movimento. Dobbiamo uscire dalla nicchia economica, dobbiamo pulirci delle connessioni politiche, e affrontare il libertarismo per quello che veramente è: una scelta morale che deve essere mantenuta coerentemente nella vita di tutti i giorni. Dal nostro lavoro al nostro comportamento nella società, dall’istruzione dei propri figli fino alla scelta delle persone che si hanno intorno (perfino il partner). Non possiamo essere libertari solo quando si parla di tassazione, quando ci vantiamo su internet di non avere padroni e di essere liberi “dentro”, quando nella realtà lavoriamo in una caserma dei Carabinieri o come segretario al comune, quando i nostri figli non sanno neppure cosa sia il principio di non aggressione e vengono dati in pasto alla scuola pubblica. Se non si è libertari nella vita reale non ha senso dichiararsi libertari.

Certo, per il lavoro spesso non si ha scelta: il lavoro è quello che è, oppure si è diventati libertari dopo aver iniziato una carriera nel pubblico. Ci mancherebbe altro che vi si chieda di lasciare tutto se non ci sono alternative. Salvo queste eccezioni però è sempre preferibile fare una scelta di carriera dove non si diventi tax consumers. E perfino quando si è nel pubblico esiste il modo di affrontare il proprio lavoro in un’ottica libertaria. Guardatevi intorno e pensate come si possano ridurre i problemi ai cittadini evitando burocrazia, o multe inutili e ingiuste ecc.

Sull’educazione dei figli a volte basta poco: fin da piccoli insegnategli il principio di non aggressione, che non esiste un pasto gratis, che per ogni cosa bisogna pagare qualcosa, che il libero scambio è la fonte della civiltà, che l’individuo viene prima della società, che la bandiera, l’inno e la costituzione sono feticci per ignoranti, che non esistono “i nostri soldati” o “i nostri ragazzi” feriti o uccisi in gueera, ma mercenari (tax consumers) che prendono ordini senza protestare e che pianterebbero un proiettile in testa a vostro figlio senza batter ciglio ecc. E così facendo trasmetterete una etica coerente ai vostri figli che li aiuterà ad affrontare il mondo sotto un’ottica rivoluzionaria.

Ogni giorno si possono fare scelte libertarie in un mondo di non libertari. Spesso nessuno se ne accorge, spesso pagliono come gocce in un oceano, certo. Ma la vostra coscienza, quella non ve la può toccare nessuno e segretamente sarete soddisfatti di essere stati coerenti, di aver dato un senso alla vostra vita. Perché in definitiva vivere il libertarismo nella vita di tutti i giorni vi trasforma in uomini e donne rispettabili e dignitosi, distanti anni luce dalla barbarie dei vostri consimili il cui solo motto è homo homini lupus.

 

5 Comments » 5 Responses to Libertarismo, una scelta morale

  1. CARLO BUTTI on dicembre 11, 2014 at 21:15

    Il libertarismo come moralità? D’accordo,l’ho sempre pensato, anche se fu Croce, rispettabilissimo ma hegeliano e quindi statalista, a coniare, per il liberalismo, la definizione di “religione della libertà”; che proprio per questa sua ambigua connotazione originaria non credo sia più utilizzabile, almeno da noi libertari. Proprio per il suo aspetto morale, il libertarismo dovrebbe sostenere l’economia di mercato perché più libera, non perché più efficiente (anche se, di fatto, entrambe le cose sono vere); anzi, per coerenza con i propri fondamenti morali dovrebbe farlo anche se si rivelasse meno efficiente. Il bene è bene, indipendentemente dai suoi risultarti e dalla sua utilità. “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” scrive Beethoven nei suoi Quaderni di Conversazione, citando Kant. E,da libertario, penso che il più grande monumento alla libertà come moralità sia l’Ouverture “Leonora n.3” del Sommo di Bonn, che nel recente allestimento di “Fidelio” alla Scala hanno pensato bene di omettere: segno dei tempi, anche questo.

  2. Giorgio on gennaio 13, 2015 at 20:11

    Concordo al 100%, bel’ articolo

  3. Scimmione on febbraio 5, 2015 at 12:36

    L’articolo è bello, ma occhio che il libertarismo non è una filosofia di vita! E’ il modo migliore per banalizzarlo. Il libertarismo si occupa di un circoscritto sottoinsieme della filosofia morale che è l’uso della violenza nella società. Rothbard lo dice bene nell’Etica della libertà. La morale umana non si può ridurre al principio di non aggressione. Esso è un principio giuridico indispensabile, ma sarebbe ridicolo ridurre la complessità umana a quello.

  4. CARLO BUTTI on febbraio 8, 2015 at 21:02

    Il libertarismo, nelle sue varie specificazioni, non è una filosofia di vita, ma la libertà come moralità sì. Sta a ciascuno di noi trarne le debite conseguenze. E io credo che, accettata questa premessa, il libertarismo ,entro il suo ambito ben circoscritto,sia la scelta più conseguente.

  5. Liberalista on febbraio 27, 2015 at 15:41

    Ciao Fabri, gran bell’articolo. Condivido al 100%.
    Vivere il libertarismo come scelta di vita è l’unico modo per essere realmente liberi in un mondo che non lo consente.
    E’ sicuramente più difficile, per alcuni versi, ma sentirsi a posto con la propria coscienza, sapendo di non predicare in un modo e razzolare in un altro, è forse la più grande soddisfazione della vota di un essere umano.

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