Sapore di sale, sapore di fisco

febbraio 23, 2015 1 Comment
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gino-paoloDi una cosa Gino Paoli aveva ragione quando mesi fa difendeva il decreto sull’equo compenso: non si tratta di una tassa ai produttori e quindi di riflesso ai consumatori. No, quella che Gino Paoli difendeva era un vero e proprio pizzo orchestrato da una delle caste piu potenti e influenti in Italia, la SIAE. Si sa che i delinquenti richiedono il pizzo usando la forza che sta alla base del codice mafioso e Paoli non poteva che scegliere la famiglia mafiosa piu potente, ovvero lo Stato, per farlo. E il lupo perde il pelo ma non il vizio e dev’essere che il Maestro ci ha preso gusto a far parte della “famiglia” e ha pensato di evadere il fisco spostando 2 milioni di euro su un conto in Svizzera. Per carita, niente di male a spostare i soldi in Svizzera pur di scappare dal fisco italiano. Ma peccato che tra quei 2 milioni di euro ci sia sicuramente buona parte dei soldi dei consumatori e dei produttori prelevati con la forza dal decreto sull’equo compenso. Quindi il Maestro non solo ha utilizzato lo Stato per i suoi sporchi affari facendo della morale contro chi non comprava i dischi e quindi ai suoi occhi evadeva, ma poi ha evaso pure lui spostando i soldi in Svizzera.

Una delle poche volte in cui siamo felici che la giustizia faccia il suo corso in materia di fisco.

1 Comment » One Response to Sapore di sale, sapore di fisco

  1. Dominic on marzo 13, 2015 at 16:22

    Un altro comunista milionario (in Euro) di merda; della serie quello che faccio io non lo devono fare gli altri perché gli altri sbagliano a non voler pagare le tasse (sentito io in una intervista anni fa quando era in accordo con l’infame sovietico cekista statalista Padoa- Schioppa). Solita pattumiera italica.

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