L’Italia in un aeroporto

aprile 12, 2015 2 Comments
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Un aeroporto importante del nord Italia. Un crocevia di genti che entrano nel Bel Paese. Mi aggiro tra i vari settori e non posso fare a meno di pensare a come i problemi strutturali e di mentalità che affliggono l’Italia si possano vedere già qui in piccola scala. Infatti basterebbe stare dentro questo aeroporto senza mai uscire per avere un’anteprima di quello che si vedrà appena usciti fuori.

Si comincia col controllo bagagli alla sicurezza. Quindici poliziotti che controllano un solo sistema a raggi X. Ce ne sono 4 ma solo uno è attivo. Solo 4 poliziotti lavorano, gli altri parlano tra di loro o si guardano Facebook sui telefonini di fronte ai passeggeri. “Passaporto e biglietto”, unico posto al mondo dove al controllo bagagli ti controllano anche i documenti, la mania dei pezzi di carta col timbro e l’unico modo per le forze di sicurezza per giustificare il proprio lavoro. Superi i finti controlli (più volte sono passato con acqua o deodoranti spray senza essere fermato) per entrare nell’area Duty Free. C’è un solo posto dove si può mangiare, della stessa compagnia di quello che c’era prima dei controlli. All’aeroporto come nel resto del paese le attività commerciali vengono date per concessione in monopolio. Un paio di poliziotti saltano la fila e vengono serviti immediatamente dalla barista che li saluta come se fossero amici. Non pagano con soldi ma con buoni pasto. E allora vedi la spirale del sistema Italia: gente pagata da tutti per non fare niente a cui vengono dati buoni pasto pagati da tutti per mangiare all’interno di un’attività protetta da monopolio. L’Italia in piccolo. Il cibo fa schifo, così come il servizio, non esiste competizione e sono tutti amici degli amici degli amici quindi il sistema è irriformabile. Passi al controllo passaporti per volare nell’area fuori Schengen e di nuovo ti trovi un numero superiore di poliziotti rispetto alle necessità. Ti guardano annoiati la data di scadenza del documento, gli altri si guardano Facebook sul telefonino. In qualsiasi altro lavoro in una compagnia privata l’uso del cellulare a lavoro sarebbe vietato. Loro fanno quello che vogliono. Mentre aspetti che aprano la tua gate non puoi fare a meno di pensare che più della metà del costo del tuo biglietto è servito a pagare questo sistema con le tasse. Passano gli equipaggi dei voli Alitalia. Centinaia dei loro colleghi anni fa sono stati messi in cassa integrazione con il 95% dello stipendio mensile assicurato pagato con le nostre tasse. So che lro sognano la stessa sorte: licenziati e in cassa integrazione a vita. Guardo il tabellone: il volo è in ritardo. Qualche sindacato di categoria ha deciso di organizzare uno sciopero per far capire chi veramente comanda, a discapito di tutti gli altri.

Lo Stato sono loro.

2 Comments » 2 Responses to L’Italia in un aeroporto

  1. spago on aprile 14, 2015 at 17:45

    E con tutto ciò, con gli esempi che ha sotto gli occhi, l’italiano medio è convinto di vivere nell’epoca dell’egemonia neoliberista.. a parte pensare che siano tutti idioti io vorrei capire come è possibile..!?

  2. Fabristol on aprile 14, 2015 at 19:52

    forse perché sono tutti poliziotti in questo aeroporto-italia?

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