Pensieri libertari sparsi

ottobre 4, 2015 11 Comments
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9D8C3C61CEFC4AF28D8BFEB6F727D7161. Massacro Oregon. Non mi interessa ripetere a pappardella il mantra libertario del “guns don’t kill, people do” in questo momento, anche perché la cosa è più complessa di uno slogan e comunque non fa alcun effetto sui non libertari, ma vorrei spostare l’attenzione su un’altra cosa: quando c’è una sparatoria tutti, da i progun agli antigun control, non fanno altro che parlare del controllo delle armi. Ma nessuno, dico nessuno parla della vera causa di questi massacri, ovvero la salute mentale degli assassini. La causa dei massacri infatti non è una legge sul controllo o meno delle armi ma le motivazioni dell’assassino che in genere sono da ricollegare ad un disturbo mentale. Sarebbe interessante capire perche’ c’e’ un livello cosi alto di massacri legati a malattie mentali negli USA e non nel resto del mondo. Insomma se i soldi spesi nel controllo delle armi o nella polizia fossero spesi per studi epidemiologici e per prevenire o curare questi disturbi forse sarebbe piu’ efficace di una legge per controllare il porto delle armi. Magari dovremmo cambiare il mantra in “guns don’t kill, crazy people do”.

2. ne avevamo gia’ parlato un’altra volta in questo blog ma non fa male continuare a chiedercelo: e’ giusto che un libertario usufruisca del welfare statale nonostante il libertarismo si opponga al welfare? Questa domanda mi ronza nella testa ogni volta che guardo la mia busta paga. Un terzo del mio stipendio va allo Stato, un terzo della mia vita, un terzo dei miei sacrifici quotidiani per mandare avanti la mia vita. Come mi ricorda un giorno si e l’altro pure la BBC il governo britannico ogni giorno si inventa qualche “benefit scheme” per i propri cittadini. Alcuni di questi benefit scheme sono perfino obbligatori, ovvero vieni inserito comunque nel vortice infinito del welfare che ti piaccia o no, come la pensione. In un certo senso quindi un libertario, pur opponendosi per principio all’atto criminale del furto della tassa, dovrebbe essere felice di vedere almeno parte del proprio stipendio tornare indietro sotto forma di servizi. D’altro canto quei soldi che il governo ti sta dando sotto forma di servizi o perfino come benefit erano tuoi fin dall’inizio!

Quindi sono giunto alla conclusione che: e’ moralmente lecito per un libertario accedere ai servizi dello Stato quando il libertario in questione e’ un lavoratore che paga le tasse; mentre e’ moralmente illecito accedere ai servizi dello Stato se il libertario non sta pagando le tasse. Insomma la differenza sta tra il produttore-tax payer e il parassita-tax consumer. E voi cosa ne pensate?

3. non passa anno che qualche governo africano non faccia il solito annuncio della distruzione dell’avorio confiscato ai bracconieri. In genere lo si fa in pompa magna di fronte a decine di giornalisti e una pira viene accesa per distruggere migliaia di zanne d’elefante o corni di rinoceronte. Nonostante questa sembri sia la cosa migliore per prevenire il bracconaggio ai piu’, in realta’ e’ la cosa peggiore che i governi possano fare. Infatti, i bracconieri ogni volta che vedono queste pire di fuoco e distruzione si strofinano le mani perche’ da bravi business men conoscono le leggi del mercato. Piu’ un oggetto e’ raro piu’ il suo costo si alza. I governi distruggendo l’avorio aumentano il prezzo di quest’ultimo nel mercato. Se invece avessero scelto di donarlo a delle cooperative di artigiani locali per fare statuine per turisti il prezzo dell’avorio sarebbe sceso e scoraggiando i bracconieri dal cacciare altri animali. E in tutto questo avrebbero potuto ricavare denaro da usare per la protezione dei parchi, dato lavoro ai locali cosi evitando che molti di questi locali diventassero bracconieri. Ma questo e’ un punto di vista libertario, quindi razionale, e non mi aspetto che i governi lo seguano.

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11 Comments » 11 Responses to Pensieri libertari sparsi

  1. Michele on ottobre 4, 2015 at 14:53

    Quindi sono giunto alla conclusione che: e’ moralmente lecito per un libertario accedere ai servizi dello Stato quando il libertario in questione e’ un lavoratore che paga le tasse; mentre e’ moralmente illecito accedere ai servizi dello Stato se il libertario non sta pagando le tasse. Insomma la differenza sta tra il produttore-tax payer e il parassita-tax consumer. E voi cosa ne pensate?

    Questa conclusione xoincide con i commenti
    che fanno gli statali italiani
    quando appare sui giornali la notizia di un VIP
    accusato di evasione fiscale . l evasiore , dicono,
    non paga le tass , ma usufruisce lo stesso
    dei servizi sociali che offre lo Stato .
    Invece mi sembra piu´ interesante osservare
    che chi e´residente all estero , senza essere
    per questo un evasore fiscale , non usufruisce dei servizi
    sociali offerti dallo Stato italiano ,
    mi riferisco all esclusione dal SSNN di chi e´
    iscritto all AIRE ( Anagrafe Italiani Residenti all
    Estero) In questo caso , chi ha lasciato l italia
    e non paga tasse all italia , non ha piu´
    i servizi offerti dallo stato .
    Che ne pensate?

  2. Fabristol on ottobre 4, 2015 at 16:01

    Dal punto di vista morale un evasore totale non dovrebbe accedere ai servizi dello stato tipo sanita’ ecc. perche’ sono soldi rubati dallo stato agli altri cittadini a cui lui non ha contribuito. (Esistono servizi che pero’ non possono essere evitati tipo l’utilizzo dell strade pubbliche per esempio.)

    “Invece mi sembra piu´ interesante osservare che chi e´residente all estero , senza essere per questo un evasore fiscale , non usufruisce dei servizi
    sociali offerti dallo Stato italiano ,mi riferisco all esclusione dal SSNN di chi e´ iscritto all AIRE ( Anagrafe Italiani Residenti all
    Estero) In questo caso , chi ha lasciato l italia e non paga tasse all italia , non ha piu´ i servizi offerti dallo stato.”

    Non ha piu i servizi dello stato perche’ non paga piu le tasse in italia. Dove vuoi arrivare? non capisco. Quindi e’ giusto che venga escluso, anche se per gli emigrati all’interno dell’Unione Europea non cambia molto perche’ tanto gli stati sono obbigati a offrire lo stesso servizio ssanitario senza discminare da quale stato membro si venga.

  3. procellaria on ottobre 5, 2015 at 00:48

    Secondo me non è necessario essere pazzi per uccidere. La repressione della violenza è un prodotto culturale, necessario per via dell’elevata densità di popolazione, ma dal punto di vista biologico ci siamo evoluti sopravvivendo in un ambiente ostile, in cui uccidere è stato spesso necessario, quindi una certa propensione all’aggressività è fisiologica. Vero che da quando abbiamo inventato l’agricoltura ci siamo auto-addomesticati, selezionando gli individui in modo da limitare l’aggressività, ma è ancora un processo incompiuto, quindi un massacro ogni tanto può sempre accadere.

  4. Ermete on ottobre 5, 2015 at 07:53

    Mi e’ venuta un’idea che reputo geniale: questi massacri vengono quasi tutti portati a segno da studenti.-Basterebbe una leggina che
    vieti a chi e’ studente di poter acquistare e/o detenere armi e il
    problema sarebbe risolto.-

  5. cachorroquente on ottobre 5, 2015 at 13:28

    Il gun control è un argomento complesso. La libertà di entrare in un negozio e comprare un’arma automatica senza nessun background check non è una libertà per difendere la quale rischierei la vita ma neanche sprecherei un pomeriggio in spiaggia. Ma mi chiedo: le regole previste in Italia per il possesso di una pistola sono così restrittive? E uscendo dall’Italia, ci sono un sacco di paesi in cui una grande fetta della popolazione possiede un’arma da fuoco (Canada, Finlandia, Svizzera…) e anche ipotizzando che in questi paesi i background check siano più serrati (non conosco le singole legislazioni) le armi possono venire sottobanco e rubate.

    Altro livello di complessità: quando si propone il gun control, ci possono essere più motivazioni. Una è la prevenzione dei mass shooting, fenomeno anche se non esclusivamente principalmente americano. Starei attento ad attribuirli alla malattia mentale: i malati mentali, statisticamente, sono più a rischio di subire violenza che non di commetterla. I mass shooters sono quasi sicuramente persone ‘anormali’ nel senso di sofferenza psichica e di riduzione dell’empatia, ma solo in alcuni casi avrebbero potuto ricevere una diagnosi precisa di disturbo (della personalità, o di tipo psicotico) prima dell’evento.

    Però il maggior numero di morti legate alle armi da fuoco non è dato da mass-shootings e killing sprees, ma da omicidi singoli, suicidi e incidenti. Il grande numero di omicidi negli USA non dipende certo solo dalla disponibilità di armi da fuoco, ma da fattori sociali assai più intricati (però la disponibilità dell’arma può agire da moltiplicatore della violenza, trasformando un’aggressione non letale in una ferita fatale).

    Paradossalmente secondo me il vero burden di morti e feriti prevenibile con la riduzione della diffusione delle armi da fuoco è quello, trascurato dalle polemiche in merito, dei suicidi (contrariamente a quello che si pensa, l’atto del suicidio è spesso fondato sull’opportunità contingente; e quando viene sventato – ad esempio fermando qualcuno che si sta per gettare da un ponte – il rischio di recidiva non è alto come si crede) e degli incidenti. In sostanza, una pistola è un oggetto fondamentalmente inutile salvo che per pochi casi che, con la sua mera presenza, aumenta il rischio di morte violenta. In questo senso un certo grado di disincentivo da parte dello stato mi pare accettabile, per quanto paternalistico.

  6. William on ottobre 5, 2015 at 13:48

    Sarebbe interessante studiare se c’è correlazione tra numero di pazzi e quantità di psicofarmaci distribuiti alla popolazione. Da quello che sento dai miei amici che vivono negli Stati Uniti psicofarmaci vengono prescritti per comportamenti normali tipo bambini “troppo vivaci”.

  7. Michele on ottobre 6, 2015 at 14:19

    Fabristol .

    Sono stato poco chiaro , lo ammetto .
    Mi e´capitato di fare una scelta , in seguito
    a un comportamento dello stato italiano , decidere
    di non voler avere piu´ niente a che fare con esso.
    Sono emigrato in un altra nazione della UE .
    Dopo di che ho smesso di pagare le tasse allo stato
    italiano , la mia era una risposta implicita a
    chi dice , argomento ripetuto dai dipedendenti pubblici,
    che l evasore che vive in italia non paga le tasse ,
    ma si servedei servizi pubblici offerti dallo stato,
    che almeno io ,nel mio caso personale sono un caso
    di assoluta coerenza .

  8. esercizidiinglese on ottobre 7, 2015 at 13:41

    Ho tradotto alcuni articoli di indirizzo libertario, per puro divertimento, e penso di metterli online a disposizione di chiunque sia interessato.. qui https://esercizidiingleseinliberta.wordpress.com/

  9. Enrico Sanna on ottobre 8, 2015 at 08:29

    William, ci sono molti studi sulla correlazione tra psicofarmaci e stragi. Tempo fa ho tradotto un articolo di Peter Breggin che parla proprio di questo. Lo trovi su:

    pulgarias.wordpress.com/2013/10/17/il-nesso-tra-violenza-e-antidepressivi/

    Se capisci l’inglese, puoi cercare Peter Breggin su internet. È stato anche consulente per il congresso americano proprio su questa materia. Con scarsi risultati, purtroppo.

  10. Enrico Sanna on ottobre 8, 2015 at 18:46

    Ermete, la leggina esiste già. Negli Stati Uniti è vietato portare armi non solo nelle scuole, ma anche nei paraggi delle scuole. La leggina è rispettata da tutti. Tranne da chi è in crisi di astinenza da prozac e ha deciso di fare una strage. Vedi anche il mio precedente commento. Un caro saluto.

  11. Liberalista on marzo 5, 2016 at 18:04

    “Dal punto di vista morale un evasore totale non dovrebbe accedere ai servizi dello stato tipo sanita’ ecc. perche’ sono soldi rubati dallo stato agli altri cittadini a cui lui non ha contribuito.”

    In realtà l’evasione totale non esiste. Come minimo tutti pagano l’iva sugli acquisti, se non su tutto, in percentuali molto elevate (sono pochissimi gli acquisti per i quali si può non pagare l’iva mettendosi d’accordo col commerciante). Se valutiamo il risparmio medio intorno al 10-15% del reddito, significa che i consumi equivalgono al restante 85-90%. Perciò il 22% dell’85% del proprio reddito lo danno allo stato anche coloro che non pagano un centesimo di irpef e/o contributi pensionistici. E anche valutando una media inferiore (su alcuni generi alimentari e su altre cose l’aliquota iva è inferiore), non dimentichiamoci che su altre spese, come la benzina e le utenze di telefonia ed energia, la quota di imposte e tasse è molto elevata, e si aggiunge al 22% di iva.

    Questo per completezza di informazione e per evitare anche noi libertari di ripetere uno dei mantra statalisti.

    Sul discorso della eticità della scelta di usufruire dei servizi e dei privilegi dati dallo stato, è ovvio che in linea di puro principio per un libertario è inaccettabile. Anche se siamo costretti a dare, non significa che sia moralmente giusto partecipare alla rapina, spartendosi una parte (per quanto infinitesimale) del bottino.
    E’ però anche vero che ci sono dei casi in cui non si può fare altrimenti, perchè la legge non ammette scelta: ad esempio, le cure mediche in Italia (dove altro vai, se sei obbligato ad avere un medico di famiglia “pubblico”? O dove altro vai, se non al pronto soccorso, se ti fai male?), o alcuni benefits pubblici automatici in busta paga.
    Diverso è il fatto di attivarsi per ottenere prebende: assegni familiari, bonus bebè, contributi per avviare imprese, domande per ottenere pensioni di invalidità. In tutti questi casi, esiste una possibilità di scegliere. E secondo me un libertario, se vuole essere coerente (con se stesso) non dovrebbe mai chiedere nulla allo stato.
    p.s. Io ho avuto un bambino da pochi mesi e ho dovuto combattere con genitori e suoceri perchè loro volevano per forza che ottenessimo tutte le prebende che lo stato destina ai genitori. Alla fine, la mia testardaggine ha vinto. Credetemi, 5000 euro all’anno per non so quanti anni, mi avrebbero fatto molto, ma molto comodo. Ma preferisco vivere col mio poco, ed esserne felice, piuttosto che aver più soldi, ma sapere che sono soldi sporchi.
    Un saluto.

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