Pessimismo libertario

aprile 23, 2016 6 Comments
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Di seguito un post estremamente pessimista sul libertarismo.

Come sapete esiste una sola legge che regola il comportamento di un libertario (infatti non abbiamo bisogno di 10 Comandamenti, di enormi e vetuste Costituzioni, di centinaia di Hadith ecc.), il Principio di non aggressione (anche conosciuto con l’acronimo inglese NAP). Questo assioma di non-iniziazione della violenza è alla base di tutto il pensiero libertario. Viene prima di tutto, prima di qualsiasi altra considerazione, prima di qualsiasi emozione, prima di tutti gli istinti primordiali umani. È la colonna portante dell’intera filosofia. Per mettere in pratica il NAP però bisogna avere disciplina, bisogna saper discernere, bisogna sapere metter da parte gli istinti che possano minarne la sua efficacia. Va da sé che per essere libertario bisogna essere incredibilmente razionali. Ma gli esseri umani non sono fatti solo di ragione. Esistono emozioni e istinti che spesso guidano il nostro giudizio, le nostre decisioni, le nostre politiche. Ed è su questo che fanno leva tutti i socialismi dello spettro politico: gelosia, invidia, rabbia, odio, disgusto, adorazione per il leader, sessismo, razzismo. Quante persone che si trovano intorno a voi riescono a mettere da parte queste emozioni per avere una discussione basata puramente sulla ragione? Perfino tra gli stessi libertari veramente pochi riescono a separare certe emozioni dalle argomentazioni puramente razionali.

Come possiamo quindi aspettarci che più e più persone si uniscano alla causa libertaria se le basi della filosofia sono così precarie a causa della natura umana? Come si può installare un programma operativo su un computer che non lo supporta? A volte penso che il miglior libertario possa solo essere un robot. Invece delle 3 leggi asimoviane basterebbe avere il NAP.

6 Comments » 6 Responses to Pessimismo libertario

  1. procellaria on aprile 24, 2016 at 00:09

    ma infatti il libertarismo dovrebbe guardare con attenzione al transumanesimo, perché dall’osservazione dell’uomo come è ora, sarebbe azzardato avere grandi aspettative. Questo vale soprattutto per la pancia della popolazione, diciamo la zona interquartile di qualsiasi metrica si voglia usare per misurare le capacità cognitive della popolazione umana. D’altra parte, se guardiamo non alla pancia, ma agli uomini straordinari che stanno sopra il 99-esimo percentile, abbiamo un’idea di come l’uomo potrebbe essere se operasse al meglio.
    Sappiamo quindi che esiste, anche senza interventi di potenziamento particolari, ma solo prendendo il meglio di quanto c’è già, uno standard che sta ben al di sopra dell’uomo comune, spesso un inetto cognitivo.
    La via più semplice per operare un sistematico livellamento verso l’alto della specie umana, senza ovviamente che sia forzato, sarebbe aprire la via all’eugenetica. Costituirebbe una possibilità di scelta sulla natura biologica dei propri figli. Lo volete questo pacchetto di geni, che dovrebbe aumentare, secondo un livello di confidenza X, la memoria del nascituro? Oppure, volete questo pacchetto low-cost, che potenzia la capacità di orientamento? E così via.
    Peccato che con l’eugenetica ci si siano messi i nazisti, con i loro metodi assurdi, e quindi tutto è rallentato dallo stigma che ne è derivato.

  2. Fabristol on aprile 24, 2016 at 11:35

    Tempo fa avevo concepito un mondo futuro utopico in cui una comunita’ libertaria riusciva a continuare a rispettare il NAP utilizzando una intelligenza artificiale giudice che poteva intervenire solo quando il NAP veniva violato. L’IA di per se non sarebbe in grado di violare il NAP e quindi sarebbe l’unico agente puramente libertario della comunita’.

  3. procellaria on aprile 24, 2016 at 13:07

    se il supporto di intelligenza artificiale che vincoli a rispettare il NAP fosse innestato direttamente in ogni individuo, si potrebbe porre come condizione necessaria per la partecipazione a una data comunità libertaria l’attivazione di questo meccanismo. Qui però la fantascienza distopica troverebbe grandi spunti.

  4. Fabrizio Scatena on aprile 28, 2016 at 09:13

    Personalmente vedo di buon occhio il NAP. Ma l’applicazione integrale di tale assioma è un altro paio di maniche.
    L’idea che propone Fabristol, la creazione di un IA che monitora e corregge comportamenti “anti NAP” è concettualmente interessante. Ma potrebbe essere paragonata ad un Dio “razionale”. Il discorso si fa paradossale…..

    Preferisco l’autodirezione individuale, se pur imperfetta….

  5. CARLO BUTTI on aprile 30, 2016 at 11:54

    Non esiste l’Intelligenza Artificiale. Se è intelligenza non è artificiale, se è artificiale non è intelligenza. Non lo dico io, l’ha detto Karl Popper. Un irrazionale anche lui? A parte il fatto che a me un uomo puramente razionale, senza sentimenti e senza contraddizioni, farebbe paura.E anche un Dio, se c’è, fatto allo stesso modo.Dove c’è la Ragione, con la maiuscola, non c’è libertà. Solo la possibilità di sbagliare e (se un Dio c’è) di peccare ci rende liberi.L’alternativa è l’onnipotenza e l’onniscienza, attributi di Dio: che non potendo sbagliare e, di conseguenza, non non essendo libero, deve necessariamente creare il migliore dei mondi possibili, come riteneva Leibniz. Una società libertaria, se vuol essere tale, deve essere imperfetta, accettando che si possa violare di fatto il Principio di Non Aggressione. Il problema è quello di circoscrivere, attraverso un sistema sanzionatorio che non faccia capo a un’autorità monopolistica, l’ eventualità di simili trasgressioni. Problema di non poco momento, da risolvere empiricamente, per prove ed errori, senza sognare utopici paradisi terrestri.Se Adamo ed Eva non avessero peccato e fossero rimasti nel loro paradiso, saremmo tutti perfetti idioti, governati dalla Razionalità del Dio creatore. Per fortuna hanno voluto assaporare il frutto dell’albero proibito. Ci hanno donato la libertà. Sia lode alla donna che ha ascoltato la voce del serpente…

  6. roberto spano on maggio 2, 2016 at 10:58

    Uno degli istinti più pericolosi per il rispetto della non-aggressione (e quindi della libertà) è l’avidità (considerata dal Buddismo uno dei “tre veleni” assieme a stupidità e collera).

    L’avidità porta a ritenere lecito che chi è forte possa aggredire la libertà (in tutte le sue forme, dalla proprietà, all’ambiente, alle risorse naturali … etc) di chi è considerato “inferiore” perchè più debole.

    Lo Stato e il capitalismo (e il peggio è ovviamente il capitalismo statale dei regimi socialisti) hanno sempre ritenuto che il loro interesse fosse superiore a qualunque altro diritto e libertà, e quindi hanno sempre collaborato strettamente (quando non erano addirittura un tutt’uno) per aggredire le libertà (e quindi accaparrarsi le potenzialità economiche) di chi per i più diversi motivi, era considerato inferiore.

    Dal Neolitico in poi, cioè dalla nascita delle “città” e del “terziario” (i primi furono i militari e i sacerdoti di divinità trascendenti, di cui il monarca era il rappresentante terreno) l’aggressione e l’appropriazione delle terre, delle risorse, dell’acqua, del lavoro e dei frutti, è stata sistematica e portata avanti dai “potenti” nei confronti dei “deboli”.

    Nei millenni, l’alleanza “potere economico”/”potere statale” si è sempre più specializzata e rafforzata ed è stata la principale protagonista della storia mondiale.

    Faraoni, re, imperatori, papi, presidenti…. hanno sempre giustificato le aggressioni ai popoli con motivazioni sempre diverse (diritto divino, progresso, crescita economica, civiltà..) ma sempre unita dalla convinzione che il potere dia diritto.

    Senza la legge delle “Enclosures” del XVIII° sec (replicate in Sardegna con la legge delle Chiudende del XIX°) gli industriali inglesi non avrebbero mai trovato manodopera a costo stracciato tale da permettere la crescita e la conseguente rivoluzione industriale…

    Senza il genocidio delle popolazioni indigene e senza lo schiavismo (benedetto dalla sacra romana chiesa) la “Americhe” (ancor più al nord) non avrebbero mai potuto dare la spinta alla crescita economica di cui si fanno tanto vanto…

    Senza il colonialismo (frutto sempre degli accordi tra potere pubblico e capitale privato), Inghilterra, Francia, Olanda etc… non avrebbero mai potuto creare quei profitti che hanno prodotto il loro sviluppo economico…

    Senza la devastazione ambientale che ha tolto la possibilità di vita a miliardi di persone in tutto il pianeta, le compagnie petrolifere , non avrebbero mai potuto rifornire i loro mandanti (cioè gli Stati) di combustibile fossile al prezzo stracciato che abbiamo conosciuto fino a oggi….

    Gli esempi possono (purtroppo) continuare a lungo… rimane l’assunto di fondo del post… la “non-aggressione” è un principio di difficilissima applicazione perchè legato all’istinto primordiale dell’avidità che giustifica ogni violenza.

    La speranza (legata alla volontà) dei libertari è che il pessimismo del post (comprensibilissimo) possa essere lentamente ma costantemente smentito dalle azioni e dai pensieri quotidiani di chi vuole vivere libero in un mondo di persone libere di scambiare e scegliere la propria economia.

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