Bruciare la ricchezza

maggio 5, 2016 No Comments
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tsavo-west-ivory-burnQuanto si può essere ignoranti in economia? Da oggi in poi abbiamo un metro di paragone. Al top ora possiamo mettere il presidente del Kenia, Uhuru Kenyatta, il quale sabato ha acceso la pira alimentata da avorio piu’ grande della storia. Cento tonnellate di avorio, 172 milioni di dollari andati in fumo. Secondo il Kenia questa è la risposta al bracconaggio illegale di elefanti. Questo secondo il Kenia e alcuni ambientalisti. Secondo la logica invece, quello che il Kenia ha fatto è il favore più grande ai bracconieri e ai businessesmen/middle men che lo vendono in Cina e ha messo a rischio ancor di più la vita dei pochi elefanti rimasti in Africa. L’avorio infatti è una risorsa limitata e quindi di conseguenza costosa. Più questa risorsa diminuisce in quantità più il prezzo sale. Significa che ora i bracconieri potranno vendere le zanne a prezzi più alti e quindi saranno spinti sempre di più a cacciare. Inoltre un rogo non elimina la domanda, che si trova in Cina. Il pensiero magico statalista pensa che il fuoco abbia capacità purificatorie e riesca ad eliminare il peccato. Pensiero religioso allo stato puro senza nessuna base di logica.

Quello che una persona intelligente avrebbe dovuto fare sarebbe stato invece inondare il mercato di avorio a basso costo e distruggere l’intera filiera del bracconaggio. Tutti i middlemen avrebbero perso il loro business e di conseguenza i bracconieri. Magari il Kenia avrebbe potuto investire nella fabbricazione di statuette di avorio per turisti e pagare i potenziali bracconieri per produrle. Produrre ricchezza invece che bruciarla. Impossibile nella mente di uno statalista.

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